Cosa nostra

organizzazione criminale italiana di stampo mafioso originaria della Sicilia
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Citazioni su cosa nostra detta anche mafia siciliana o più semplicemente mafia.

Illustrazione relativa al processo di Palermo del maggio 1901

Citazioni

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  • Bisogna rendersi conto che il panorama è cambiato: non soltanto per i colpi dati alla mafia, o perché ormai lo stragismo non era più utile rispetto agli interessi internazionali della mafia, ma anche per il fatto che progressivamente cala l'importanza della droga negli interessi di Cosa Nostra. (Leoluca Orlando)
  • – Buonanotte.
    – Papà!
    – Eh!
    – Ma la mafia è pericolosa?
    – No, è come coi cani, basta che non gli dai fastidio.
    – Ma io ho letto che uccide le persone...
    – Cose che scrivono...
    – Ma può uccidere anche noi?
    – Arturo, tranquillo. Ora siamo d'inverno? La mafia uccide solo d'estate. Ora dormi! (La mafia uccide solo d'estate)
  • Chiarisco che in Cosa Nostra c'era la consapevolezza di poter contare su un personaggio come Andreotti. (Giovanni Brusca)
  • Con mafia e camorra bisogna convivere e i problemi di criminalità ognuno li risolva come vuole. (Pietro Lunardi)
  • Cosa nostra di Riina è stata fatta a pezzi dal maxiprocesso del 1987 e dalle indagini di Rocco Chinnici, Falcone, Borsellino, Antonino Caponnetto. (Pino Arlacchi)
  • Cosa Nostra è ormai da tempo sconfitta sul campo ed è evidente che ogni tentativo di rimettere insieme i pezzi di quello che era porta a un flop. Ma manca un progetto che la classe politica, ma anche quella intellettuale non sa indicare. Si va a tentoni, a esperimenti. (Giosuè Calaciura)
  • Cosa Nostra, per come l'abbiamo conosciuta con la caratteristica di setta segreta e organizzazione militare, è finita. Storicamente è finita. Capitolo chiuso. Grazie al sacrificio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti quegli uomini delle scorte il cui nome è inciso nel cuore di ognuno di noi. [...] Cosa Nostra è stata sconfitta, ma la mafia resiste perché non è subordinata alla politica, utilizza la politica, dà ordini al politico. Ora però deve registrare la sua sconfitta dopo aver avuto la pretesa di ergersi ad AntiStato. Il velo dell'omertà sull'Anti-Stato fu squarciato nel 1984, Buscetta, Mannoia, Calderone. Fu in quegli anni che furono gettate le basi dell'assalto finale degli inizi degli anni Novanta. E, paradossalmente, il clamore sanguinario della stagione stragista del '92-'93 segnò la sconfitta storica di Cosa Nostra. Quasi come un parallelo storico con un'altra grande tragedia italiana, il caso Moro. Le Br furono sconfitte all'apice della loro euforia criminale ed aggressiva allo Stato. (Antonio Manganelli)
  • Da cosa nasce "Cosa Nostra". (Marcello Marchesi)
  • Fu Buscetta, a suo tempo, a rivelare a Falcone che il sistema mafioso si basa sulle famiglie e su una struttura verticale. Pignatone infatti è stato molto saggio a parlare di “piccola mafia”. Cosa Nostra ha sempre corrotto politici e funzionari; quando non basta, ricorre a minacce, omicidi. Quindi è vero che la mafia è corruzione, ma non tutta la corruzione è mafia. (Emanuele Macaluso).
  • I non siciliani faticano a capire cosa vuol dire crescere a contatto con la mafia. La gente ha l'idea del mafioso tipo Totò Riina. Invece i mafiosi erano anche Stefano Bontate: parlava francese, inglese e se l'avessimo incontrato sarebbe stato gentilissimo, un signore. Negli anni 70, a Palermo sugli omicidi di mafia si diceva: finché si scannano tra loro, non ci interessa. Se invece toccava a uno che in apparenza non c'entrava niente, la scusa era: l'hanno ammazzato per questioni di donne. Era un modo per campare, per non prendere coscienza. (Pif)
  • In Cosa Nostra se uno ti convoca, sei vivo quando entri e sei morto quando esci... ed è il tuo migliore amico a liquidarti. (Donnie Brasco)
  • [Nel 2017] In questi anni è completamente cambiato l'habitat sociale, economico e politico in cui operava la mafia nella Prima Repubblica. (Roberto Scarpinato)
  • La contraddizione definisce Palermo. Pena antica e dolore nuovo, le pietre dei falansteri impastate di sangue ma anche di sudore onesto. La Mafia che distribuisce equamente lavoro e morte, soperchierìa e protezione. (Leonardo Sciascia)
  • La mafia non è una precisa società segreta, ma lo sviluppo e il perfezionamento della prepotenza, diretta ad ogni scopo di male; è la solidarietà istintiva, brutale, interessata, che unisce a danno dello Stato, delle leggi e degli organismi regolari, tutti quelli individui e quelli stati sociali, che amano trarre l’esistenza e gli agi, non già dal lavoro, ma dalla violenza, dall’inganno e dalla intimidazione. (Romualdo Bonfadini)
  • La stiamo sconfiggendo tutti ma principalmente i siciliani. Sono cambiate le coscienze e gli stati d'animo. Prima c'era paura e omertà, si negavano perfino i fatti evidenti, si ignoravano proprio i fatti. Certo, abbiamo dovuto pagare un prezzo enorme con la morte di persone come i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Ma tutto ciò ha cambiato la coscienza dei siciliani. (Renato Schifani)
  • Le cinque entità sono Cosa Nostra, Massoneria deviata, Vaticano deviato, Servizi segreti deviati e 'ndrangheta. Queste, come ho spiegato anche nel libro, sono strutturate in maniera tale che ciascuna entità abbia al proprio vertice tre diversi individui, un triumvirato che ne guida le azioni. Sono dunque in tutto 15 persone, in rapporto tra loro, e formano la Grande Mamma Idea, una Supercommissione, che è molto più potente della "cupola" di Cosa Nostra. Bisogna infatti ricordarselo sempre: Cosa Nostra è un'entità, ma le altre quattro lo sono altrettanto. (Vincenzo Calcara)
  • Ma tu puoi pensare che possa esistere mafia, camorra, 'Ndrangheta senza l'appoggio delle istituzioni dello Stato? Rimarrebbero banditi di strada. (Carmine Schiavone)
  • Mafia. Si vis pacem | lupara bellum[1] | per omnia sicula | siculorum. Amen[2] (Marcello Marchesi)
  • Nella prima metà degli anni Novanta siamo andati molto vicini alla distruzione della mafia, ma all'ultimo minuto non siamo riusciti a darle il colpo di grazia. (Pino Arlacchi)
  • Nessuno troverà mai un elenco degli appartenenti a Cosa Nostra né alcuna ricevuta dei versamenti delle quote. Il che non impedisce che le regole dell'organizzazione siano ferree e universalmente riconosciute. (Tommaso Buscetta)
  • Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. (Tommaso Buscetta)
  • Per me da bambino la mafia era lontana pur essendo dietro casa. Chissà quante volte ero vicino a un mafioso, senza saperlo. Giocavo a calcio di fronte alla casa dove Vito Ciancimino riceveva Provenzano: magari è arrivata qualche pallonata sulla sua macchina. Il rischio è abituarsi. Se il negozio vicino a scuola prende fuoco perché non pagano il pizzo, la prima volta fa impressione, la decima ti abitui. E invece bisogna scandalizzarsi: abituarsi significa rassegnarsi. (Pif)
  • Riprendendo le fila del nostro discorso, prima di occuparci della mafia del periodo che va dall'unificazione del Regno d'Italia alla prima guerra mondiale e all'avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell'unificazione, non era mai esistita in Sicilia. [...] La mafia [...] nasce e si sviluppa subito dopo l'unificazione del Regno d'Italia. (Rocco Chinnici)
  • [Nel 2010] Una zona grigia c'è ancora e ci sono le retroguardie, soprattutto di picciotti, che non vogliono rassegnarsi alla sconfitta; ma il mostro è depotenziato. (Giuseppe Sottile)
  • Abbiamo bisogno di coscienze inquiete nel Paese, di cittadini che dicano basta. È da secoli che noi parliamo di mafia.
  • La forza della mafia non sta nella mafia, è fuori, è in quella zona grigia costituita da segmenti della politica, del mondo delle professioni e dell'imprenditoria.
  • La mafia è una merda.
  • Noi continuiamo a dire da anni che le verità passeggiano per le vie delle città. Perché c'è chi sa, c'è chi ha visto, c'è chi nasconde. Ed allora bisogna avere più coraggio, bisogna aiutare soprattutto i ragazzi a prendere coscienza che l'impegno e la responsabilità parte da ciascuno di noi.
  • Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione. Non pretendo di avventurarmi in analisi politiche, ma non mi si vorrà far credere che alcuni gruppi politici non siano alleati a Cosa Nostra – per un'evidente convergenza di interessi – nel tentativo di condizionare la nostra democrazia, ancora immatura, eliminando personaggi scomodi per entrambi.
  • La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.
  • Un'affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della mafia, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.
  • La mafia è stata sempre un potere minore rispetto a quello ufficiale dello Stato e delle élite sociali. Dobbiamo considerare l'era dei Corleonesi come una parentesi nella storia della mafia. La stagione del terrorismo mafioso è terminata, spero definitivamente. Io non posso certo prevedere il futuro, però non ci sono elementi che indichino ritorni a quel passato tragico, ve ne sono invece che indicano il contrario. Quella guerra è finita. Il numero degli omicidi in questo Paese è drasticamente diminuito, il Mezzogiorno sta nella media nazionale, in Sicilia si ammazza meno che in Lombardia. Se penso al 1991...
  • [«Da più parti si dice che dopo le stragi del '92 la mafia sia stata colpita ma solo nella sua struttura militare, non in quella "politica". È andata così?»] Non mi pare che nella considerazione di questo fenomeno possa essere introdotta una distinzione così netta. La mafia è un incrocio di criminalità violenta, politica e affari. Lo era tra '800 e '900, quando i mafiosi erano uomini di fiducia dei proprietari fondiari. "Facinorosi della classe media", li chiamava Franchetti nel 1877. Lo era anche dopo, quando i mafiosi servivano da terminale periferico di macchine politico- elettorali. Non possiamo insistere su schemi dicotomici come quelli cui lei accennava. Riveleremmo un'incapacità di fondo di capire di che si tratta.
  • [«Dunque, secondo lei, lo Stato ha vinto e la mafia ha perso. Molti però dicono che c'è una nuova mafia...»] Sì, e allora? Questo non cancella ciò che è avvenuto: uno scontro tremendo conclusosi con l'annientamento del gruppo di comando di Cosa nostra. Si tratta di una vittoria transitoria? Ciò non toglie che sia storicamente molto rilevante. Niente trionfalismi, certo. Lo stato di salute cagionevole (uso un eufemismo) della democrazia e della morale pubblica in Italia, e in particolare in Sicilia, esclude rivolgimenti palingenetici. Però non è giusto né utile dimenticare che questa nostra epoca è diversa da quella sanguinosa di 35 anni fa. C'è un pezzo di opinione pubblica che ragiona come se quei fatti tragici fossero avvenuti ieri, anzi che si sente come bloccata in quel passato. Vogliamo ammetterlo che tanti sforzi, tanti sacrifici – anche della vita – sono serviti a qualcosa? È paradossale e frustrante che uno dei pochi risultati conseguiti in questo Paese non sia riconosciuto.
  • L'Unesco è la più forte arma contro la mafia perché la mafia può essere battuta se la Sicilia è ricordata come luogo della bellezza e non della violenza.
  • La mafia a Salemi ha avuto una sua stazione stabile. Abbiamo realizzato un meraviglioso museo della mafia che è come il cimitero della mafia. È come un sito archeologico. Quando c'è un museo, un sito archeologico, è perché quella civiltà è finita. Nel desiderio che la mafia finisca, quel museo rappresenta il flagello della mafia attraverso documenti, filmati, cabine elettorali in cui entri al buio e ti vengono raccontati i misteri della mafia e altro.
  • Se la gente dice che a Salemi c'è la mafia, nessuno dice niente; se invece dicono che c'è mafia in qualche altro movimento s'incazzano tutti! Bisognerebbe indignarsi in entrambi i casi. Io non dico che la mafia non c'è più, dico che non c'è più il potere assoluto della mafia come non c'è più il nazismo. Cade il potere della mafia ma restano i mafiosi e i comportamenti mafiosi. Come spiega appunto Mutolo, noto pentito, se non c'è più l'appoggio del potere politico oggi la mafia deve agire in modi molto più faticosi; continuare a parlare della mafia come nel '92, ai tempi di Falcone e Borsellino, è una menzogna. Quei tempi sono passati e la Sicilia non si può più dannare appresso a quel modello culturale. Quelli che combattono la mafia, Crocetta compreso, vanno guardati con rispetto per carità, ma la mafia in realtà non c'è! Oggi nessuno corre i rischi dei giudici del passato, ed è giusto che sia così.
  1. Cfr. Publio Vegezio Renato: «si vis pacem para bellum» («chi aspira alla pace, prepari la guerra»). Cfr. voce su Wikipedia.
  2. Cfr. formula liturgica latina: «per omnia saecula saeculorum. Amen» («per tutti i secoli dei secoli. Amen»).

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