Giuseppe Sottile

giornalista e scrittore italiano

Giuseppe Sottile (1946 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

Citazioni di Giuseppe SottileModifica

  • [Su Vittorio Nisticò] Ora che se n'è andato, ora che i suoi occhietti guizzanti e lucenti sono stati per sempre sigillati dalla morte, la tentazione è quella di parlare della sua tenerezza e della sua caparbietà. Due doti con le quali riusciva a tenere insieme tutti noi, tre generazioni di giornalisti cresciuti alla sua scuola. La scuola de L'Ora, quel quotidiano del pomeriggio, che negli anni della mafia spavalda, seppe diventare a Palermo una fabbrica di coraggio e di controinformazione. Si chiamava Vittorio Nisticò, classe 1919. Lucido, curioso, lettore instancabile di libri e giornali, fino a poche settimane fa si divertiva ancora a dirci perché quel titolo andava fatto così e perché quell'articolo doveva essere scritto in modo diverso e "non con quel linguaggio che mostra solo la pigrizia di chi lo ha scritto". E sì, per Nisticò il giornalismo stava tutto lì: nella capacità di trovare una notizia, un dettaglio, una fotografia. E non nel lavoro velinaro di chi copia un comunicato della questura o si accontenta di una spiegazione ufficiale, sapientemente distribuita dai palazzi del potere.[1]

Da Giuseppe Sottile

Intervista di Barbara Benedettelli, Il Giornale Barbarabenedettelli.it, 22 marzo 2010.

  • [Su Massimo Ciancimino] Lui riconduce ogni cosa al padre morto, considerato l'alfa e l'omega di quegli anni purulenti. È diventato suo malgrado il ventriloquo di un uomo che non potrà mai né confermare né smentire.
  • [Su Cosa nostra] Una zona grigia c'è ancora e ci sono le retroguardie, soprattutto di picciotti, che non vogliono rassegnarsi alla sconfitta; ma il mostro è depotenziato.
  • [Su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino] Erano siciliani che, a rischio della propria vita, volevano riscattare la terra nella quale erano nati. Ecco perché il loro sacrificio ha fatto maturare non poche coscienze ed è servito a sconfiggere non poche omertà.

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. Da Vittorio Nisticò, ilfoglio.it, 10 giugno 2009.

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