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Emanuele Macaluso

politico, sindacalista e giornalista italiano
Emanuele Macaluso, a destra, a colloquio col Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Emanuele Macaluso (1924 – vivente), politico, sindacalista e giornalista italiano.

Citazioni di Emanuele MacalusoModifica

  • [Nel 1944 a Villalba] Andavamo a sfidare il boss Calogero Vizzini. Quando Li Causi[1] cominciò a parlare di sfruttamento da parte della mafia, si scatenò l'inferno: spari, bombe; lui venne ferito a una gamba e restò claudicante per sempre.[2]
  • Chinnici era un uomo semplice e schietto; il suo viso ricordava la Sicilia contadina, pulita; i suoi occhi esprimevano bontà grande, intelligenza e fermezza. Come Cesare Terranova, del fenomeno mafioso sapeva cogliere sempre e solo l'essenziale, senza vagare tra le nuvole di teorie astratte, improbabili e romanzesche o nello scetticismo interessato e mistificatorio.[3]
  • Fu Buscetta, a suo tempo, a rivelare a Falcone che il sistema mafioso si basa sulle famiglie e su una struttura verticale. Pignatone [4] infatti è stato molto saggio a parlare di "piccola mafia". Cosa Nostra ha sempre corrotto politici e funzionari; quando non basta, ricorre a minacce, omicidi. Quindi è vero che la mafia è corruzione, ma non tutta la corruzione è mafia.[5]
  • [Sul governo Andreotti III] Per l'ordine pubblico, l'ordine democratico, la moralizzazione, il programma Andreotti ci sembra carente.[6]

Da Emanuele Macaluso

Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Sette, citato in Interviste.sabellifioretti.it, 29 maggio 2003.

  • Per Berlinguer era un'ossessione. Quando Craxi diventò presidente del Consiglio, Berlinguer riteneva che la democrazia italiana fosse in pericolo.
  • Io rimpiango le sedi di confronto e di lotta politica che erano i partiti. Oggi non esistono luoghi dove si discute, si svolta, si dissente, si formano opinioni.
  • Una volta la direzione del Pci era di 21 membri. Tutti avevano diritto alla parola. Adesso sono quasi 300, con un esecutivo di 70 persone. Due o tre persone dicono una cosa, poi si chiude e arrivederci e grazie.
  • Io ricordo che il Movimento sociale aveva dei politici notevoli: Almirante, Roberti, Valenzise, De Marsico. Venivano dal fascismo ma avevano un livello culturale che bisognava fronteggiare.
  • [Su Giuliano Ferrara] Nel Pci il suo riferimento era il decisionismo di Amendola. Poi gli piacque il decisionismo craxiano.
  • [Su Renzo Foa] Mi ha sorpreso, deluso, amareggiato. Non posso pensare che in lui sia maturata una cultura di destra.
  • [Su Bettino Craxi] Ha rivalutato la storia del socialismo e del Psi. Ne ha accentuato i caratteri di socialdemocrazia. Ha fatto un buon governo. [...] Uno dei migliori governi. Un governo di qualità. Meglio del governo D'Alema e del governo Prodi.
  • Giuridicamente era latitante, però nei confronti di Craxi c'è stato un accanimento terribile.

Citazioni su Emanuele MacalusoModifica

  • Non un ortodosso, spesso un eretico, quasi sempre un rompiscatole pronto a dire la sua su tutto anche a costo di andare contro la linea del partito. (Claudio Sabelli Fioretti)

NoteModifica

  1. Girolamo Li Causi, primo segretario del PCI siciliano
  2. Citato in Daria Gorodisky Macaluso: «Corruzione non è sempre mafia. Basta attacchi ai giudici», Corriere della sera, 24 luglio 2017, p. 11.
  3. Da un editoriale de l'Unità; citato in Fabio De Pasquale e Eleonora Iannelli, Così non si può vivere, Castelvecchi Rx; riportato in "Il boato e un cratere": trent'anni fa moriva Rocco Chinnici, Tg24.sky.it, 26 luglio 2013.
  4. Giuseppe Pignatone è il procuratore capo di Roma che coordina un'indagine – sugli intrecci tra criminalità mafiosa e politica nel Comune di Roma – denominata "Mafia capitale", che vede applicata l'accusa di associazione mafiosa, aggravante che decade con sentenza del Tribunale di Roma del 20 luglio 2017.
  5. Citato in Daria Gorodisky Macaluso: «Corruzione non è sempre mafia. Basta attacchi ai giudici», Corriere della Sera, 24 luglio 2017, p. 11.
  6. Dall'intervista a Luca Giurato, Intervista con Macaluso, La Stampa, 26 luglio 1976.

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