Giulio Tremonti

politico italiano (1947-)

Giulio Tremonti (1947 – vivente), uomo politico italiano.

Giulio Tremonti nel 2017

Citazioni di Giulio Tremonti

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  Citazioni in ordine temporale.

  • In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe; in Italia prima delle elezioni; ma invertendo i fattori il prodotto non cambia: il condono fiscale è comunque una forma di prelievo fuori legge. (dal Corriere della sera del 25 settembre 1991)
  • [Il programma fiscale di Berlusconi è] miracolismo finanziario. [...] [L'aliquota unica del 33% sul reddito] Panzane. Quell'idea mi ricorda la favola di Voltaire, che diceva "voglio diventare svizzero, maledetta l'imposta unica che mi ha ridotto in miseria". Quell'idea fa pagare meno ai poverissimi e ai superricchi, ma penalizza proprio la classe media, l'uomo della strada. E poi le proposte vanno lette nel loro insieme. Il federalismo fiscale di Forza Italia toglie qualunque potere di imposizione allo Stato nazionale, di fatto cancella l'Irpef che è un'imposta nazionale, è come se riducesse con una mano qualcosa che con l'altra cancella. (dal Corriere della sera del 21 marzo 1994)
  • Una cosa è il liberalismo, altra cosa è il liberismo. Ci può essere il liberalismo senza il liberismo. Il liberismo è una forma dell'economia di mercato, la più estrema, la più selvaggia per alcuni versi. Può essere corretta oppure adattata. Il liberismo corretto e adattato da alcune regole ha prodotto un livello di benessere mai conosciuto nella storia dell'umanità. (dall'intervista L'individuo e il mercato alla trasmissione Rai Il grillo, 21 febbraio 2000)
  • Non sono favorevole a un ampliamento del meccanismo di perdono fiscale che abbiamo legato soltanto all'emersione del sommerso: un'estensione di questo concordato mi vedrebbe contrario. (citato dall'Ansa, 4 luglio 2001)
  • Se la banca Euromediterranea si farà, la sua sede naturale dovrà essere Napoli che per storia, centralità e condizioni geopolitiche non può avere rivali.[1]
  • Come dice il poeta, scusate se la mia ignoranza è minore della vostra.[2]
  • L'ideologia che considerava il mercato come luogo dominante della politica è finita. E se è vero che la politica non potrà tornare nei vecchi recinti ideologici, è anche impossibile che continui a restare nel luogo artificiale del mercato. Non possiamo fermare la modernità, ma non possiamo nemmeno subirla in modo passivo. [...] È fallita l'idea che un Paese si governa come un'azienda. [...] Il futuro è la sinistra antagonista, non quella governativa. (dal discorso all'inaugurazione della fondazione Nuova Italia: citato ne la Repubblica, 29 novembre 2006)
  • [a Teano] Qui 150 anni fa si disse: fatta l'Italia bisogna fare gli italiani. (Corriere della sera, 20 dicembre 2006)
  • [In risposta alla domanda: "Farete altri condoni fiscali?"] Oggi non ci sono più le condizioni per farli. Non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato. All'epoca hanno dato un enorme gettito, perché Prodi aveva consentito un'enorme evasione. (da la Repubblica, 13 marzo 2008)
  • Marx è un genio, magari la gente lo leggesse. Adesso ci sono i Simpson a sinistra... Anzi, a sinistra hanno i difetti, ma non i pregi dei Simpson, basta guardarli in faccia. (dall'intervista a Klaus Davi in "Klauscondicio", 19 marzo 2008)
  • Serve un'economia meno falsa di quella che c'è adesso e meno truccata. Si dice che bisogna fare Stability Forum, ma è come mettere i topi a guardia del formaggio. (citato in Giulio & Mario quei carissimi nemici, La Stampa, 3 luglio 2008)
  • La mente umana è semplice e risponde a stimoli semplici. [3]
  • Le Poste non falliranno mai, i governi passano, le Poste restano. (citato in Poste, la rivoluzione, Corriere della sera, 20 novembre 2008)
  • L'Italia è messa meglio di tanti altri Paesi: quando sarà finita la crisi, e tutte le crisi finiscono, saremo più forti di prima e, comunque, di altri.[4]
  • Possibile che sia così difficile trovare al Sud un amministratore che non abbia la moglie o la sorella, un parente o un compare proprietario di una clinica? (dall'intervista al Corriere della sera, 16 settembre 2009)
  • A chi pensa davvero non serve un 'pensatoio'. Un certo lavorio cultural-politico ricorda l'ironia di Barthes sul lavoro a merletto delle signorine di buona famiglia, parodia borghese, lavoro finto al posto del lavoro vero. [...] All'opposto, chi lavora non ha tempo per ricamare. (dall'intervista al Corriere della sera, 16 settembre 2009)
  • Senza le modifiche del Parlamento lo scudo [fiscale] sarebbe stato un suicidio, [...] un'autodenuncia penale. (dal Corriere della sera, 29 settembre 2009)
  • "Un conto è avere un posto di lavoro fisso o variabile in un contesto di welfare come quello europeo, un conto è avere uno stipendio senza sanità e servizi. Negli Stati Uniti i fondi pensione dipendono da Wall Street, e se le cose vanno male ti ritrovi a mangiare kit kat in una roulotte e neghi la scuola ai tuoi figli". (dal Corriere della sera, 19 ottobre 2009)
  • Il bilancio pubblico [...] non è ragioneria, non è economia; è politica pura. Il bilancio è la sintesi delle virtù e dei vizi di un popolo. (dal "Messaggero", 7 gennaio 2010)
  • [...] l'Europa, fino a qualche anno fa, era costellata di economie-Achille che ci sembravano crescere più della nostra. Ci dicevano che questo era frutto delle riforme che loro avevano fatto e noi no. Adesso fa ridere, ma per anni ci hanno raccontato che l'Italia non cresceva, che era una tartaruga, perché non aveva fatto "la liberalizzazione del mercato finanziario"! Achille correva dopato dalla finanza. La tartaruga era invece la manifattura, con la fabbrica e il lavoro, localizzata in un'area che coincide ancora con la vecchia struttura dell'Europa carolingia dal Reno alla Loira al Po. Oggi si vede con chiarezza che la tartaruga era magari più lenta ma certamente più forte di Achille. (intervista a Il Sole 24 Ore, 17 gennaio 2010)
  • La scienza muta l'esistenza. La "medicina", la "ars longa" sempre più estende il suo campo, non più solo sulla conoscenza del corpo umano, ma essa stessa ormai capace di ricrearlo per parti. L'iPad muta le facoltà mentali, crea nuovi palinsesti, produce in un istante qualcosa di simile a quello che per farsi ci ha messo tre secoli, nel passaggio dal libro a stampa alla luce elettrica. Per suo conto, Google vale e conta strategicamente ormai come e forse più di uno Stato G7. E poi è cambiata di colpo la geografia economica e politica. Di colpo, perché i venti anni che passano dalla caduta del muro di Berlino ad oggi sono un tempo minimo, un tempo non sviluppato sull'asse della lunga durata tipica delle altre rivoluzioni della storia.[5]
  • In Italia la formula di soluzione non può essere quella del governo tecnico. [...] un governo di questo tipo, non basato sul voto popolare, non avrebbe chance di prendere posto al tavolo dell'Europa. [...] E non solo perché l'Europa è costruita sul canone della democrazia, ma soprattutto perché l'Europa, avviata a prendere la forma di un comune destino politico, presuppone e chiede comunque una base di stabilità e di forza. Questa derivante solo dalla politica e dalla democrazia. Tipico il caso della Grecia: la fiducia europea è stata indirizzata verso il governo greco legittimamente eletto.[5]
  • Il ruolo dell'Italia nello scenario europeo è forte, richiesto e reputato. Il ruolo di Silvio Berlusconi è forte.[5]
  • [Sulla lobby di Flavio Carboni e il "Caso P3"] Per scelta politica, tendo sempre ad analisi di sistema. È certo che non si tratta solo di una mela marcia. C'è qualcosa di più. Forse, e anzi senza forse, è venuta fuori una cassetta di mele marce. Ma l'albero non è marcio, e il frutteto non è marcio. La combinazione perversa è tra le condotte personali e la crisi generale. La crisi postula la salita, e non la discesa nella scala dell'etica, e se vuole anche dell'estetica.[5]
  • Vastissime aree del Paese sono deturpate da pale eoliche sorte all'improvviso, in un territorio che nei secoli passati non ha mai avuto i mulini a vento. E forse ci sarà una ragione.[5]
  • Io ho avuto un'esperienza con la nomenclatura sovietica ed è stata con alcuni esponenti universitari. [...] Se uno vuole avere un'idea di cosa era l'università sovietica bisogna avere un contatto con la conferenza dei rettori.[6]
  • [Sulla riforma Gelmini] [...] buona riforma che deve evitare gli effetti choc ma allo stesso tempo porre fine alla follia delle università che falliscono, dei corsi di laurea che si moltiplicano e dei poteri di "baroni e similbaroni".[6]
  • Ho insegnato anche a Oxford, Cambridge e Friburgo ma oggi non avrei i titoli per vincere una cattedra.[6]
  • Giorni fa ho parlato con ricercatori americani - dice ancora il ministro - che mi raccontavano come da loro docenti normali fanno cose straordinarie, in Italia docenti straordinari non riescono a fare nemmeno le cose normali.[6]
  • [...] in tutta Europa, anche a Parigi e Berlino, stanno tagliando i fondi alla cultura. È molto triste, una cosa terribile, lo capisco. Ma vorrei informare Bondi che c'è la crisi, non so se gliel'hanno detto: non è che la gente la cultura se la mangia.[7][8][9][10][11]
  • Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia.[12]
  • La crisi non è finita [...] È come vivere in un videogame, compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito spunta un altro mostro più forte del primo.[13]
  • Se si guarda al futuro geopolitico è evidente che la competizione è tra continenti.[13]
  • La crisi ha mantenuto i confini politici ma non ha mantenuto i confini economici e il rischio è senza confini.[13]
  • [Sui commenti al dl sviluppo] Trovo pittoresco che tutta l'attenzione si sia concentrata sulle spiagge, di cui non me ne frega un tubo, quello che c'è dentro sono i distretti turistici, che sono fondamentali per questo paese. Le critiche sono state un atteggiamento pittoresco.[14]
  • I fattori di causa della crisi economica sono ancora tutti in essere. E per due anni qualcuno ha ingannato i popoli e il mondo facendo finta che fossero i banchieri a decidere le regole della finanza: non è così. E oltretutto la medicina, che sono stati i debiti pubblici, è finita.[14]
  • [Commentando la presentazione della manovra economica da parte di Renato Brunetta] Questo è il tipico intervento suicida… È proprio… È proprio un cretino![15]
  • Quello del 2002, 16 anni fa, fu effettivamente [un condono] tombale. Lei mi chieda: perché non l'ha mai più fatto? Per una ragione molto semplice, che ero convinto, alla fine mi sono convinto, che (e quanti me lo chiedevano nel governo!) sarebbe stato un errore. E infatti da allora non c'è più stato un robo tombale di quel tipo. E sono convinto che sia stato giusto che non ci sia più stato.[16]
  • Nel progetto via della Seta la "cifra" politica è di gran lunga superiore a quella commerciale. Lo si chiami come si vuole, ma quello che si formalizza è un patto transnazionale in una materia che i trattati assegnano all'Europa. Il passaggio al "bilaterale" Italia-Cina ricorda l'antica storia degli Orazi e i Curiazi, ma con i cinesi che fanno gli Orazi e i romani che fanno i Curiazi. Il nome Via della Seta è suggestivo e a anche soft, in realtà non è solo seta ma una immensa infrastruttura fatta da ferro, cemento, asfalto, costruita per volumi di manifattura crescenti su scala iperbolica, finora mai vista nella storia. Per inciso, forse una riflessione sull'ambiente dovrebbe essere fatta. Tra l'altro è difficile pensare che il maggiore export sia dall'Italia verso la Cina e non il contrario.[17]
  • Se uno pensa che Greta sia un fatto spontaneo e naturale, forse non ha idea di quale macchina politica e mediatica sta dietro Greta. Non è mica Giovanna D'Arco, è un fenomeno complesso con un investimento di capitali alle spalle straordinario.[18]

La paura e la speranza

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  • [L'Europa] simile all'Angelus Novus di Klee, con la testa rivolta all'indietro, mentre il vento del progresso la trascina oltre [...] segnata dallo straniamento, dalla solitudine nella moltitudine, dal "nichilismo", da esplosioni irrazionali di violenza individuale e collettiva, dai delitti "inspiegabili", dalla diffusione su scala di massa della droga, dallo squadrismo calcistico, dal principio di tanti piccoli pogrom.
  • Il secondo conto che ci presenta la globalizzazione, dopo lo shock sui prezzi e sul carovita, è appunto quello sulla «crisi finanziaria». Un conto che, per la verità, la globalizzazione ha presentato per prima a se stessa.
    Sotto la pressione della crisi che arriva stanno infatti e per primi dichiarando fallimento proprio gli alchimisti che, appena ieri (solo alla fine del Novecento), hanno inventato il mercatismo, l'utopia-madre della globalizzazione, il suo strapotente motore ideologico: i liberali drogati dal successo appena ottenuto nella lotta contro il comunismo; i post-comunisti divenuti liberisti per salvarsi; i banchieri travestiti da statisti; gli speculatori-benefattori; e i più capaci pensatori di questo tempo, gli economisti, sacerdoti e profeti del nuovo credo. (p. 13)
  • [...] la meteorologia non fa il tempo, non decide quando splende il sole o quando piove, ma aiuta a navigare. I marinai sanno che non si governa il mare ma la nave, che si manovrano le vele e non il vento [...] (p. 73)

Citazioni su Giulio Tremonti

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  • Anche grazie a Tremonti l’Italia non ha fatto la fine della Grecia e questo è senza dubbio un suo merito. Il problema, però, è che fra due anni non possiamo certo fare la campagna elettorale su un argomento simile. Traduzione: con Tremonti si perdono le elezioni ed è per questo che chiedo a Berlusconi una scossa. Perché le elezioni non le perde Tremonti da solo ma le perdiamo tutti noi. (Giancarlo Galan)
  • È il ministro europeo più colto che abbiamo. (Tony Blair)
  • Farò sempre il contrario di quello che farà Tremonti. (Nichi Vendola)
  • [Sul possibile successore di Silvio Berlusconi] Il problema non si è ancora posto, per il momento. Comunque attualmente le due ipotesi più probabili sono Gianfranco Fini e Giulio Tremonti. A pari merito. (Gianni Baget Bozzo)
  • La finanza creativa sta per essere estesa col Dpef alle famiglie? Con tutte le cartolarizzazioni di questi anni, Tremonti ha già dimostrato di essere capace di vendere casa per pagarsi la benzina; adesso vuole convincere le famiglie italiane a fare lo stesso. Qualora le anticipazioni che circolano fossero davvero contenute nel Dpef, almeno una cosa sarebbe chiara: finite le fatiche del governo, al ministro Tremonti non mancherebbero certo le caratteristiche per fare il promotore finanziario porta a porta. (Pierluigi Bersani)
  • L'Italia è bagnata da tre mari e prosciugata da Tremonti.[19]
  • Questo scemo è da ricoverare. (Pier Ferdinando Casini)
  • Ribadiamo con orgoglio l'avere nominato presidente della Commissione affari esteri l'onorevole Tremonti, perché, dall'alto della sua capacità, professionalità e esperienza, sarà in grado di portare la Commissione in tavoli istituzionali a parlare di vera politica estera, per tutelare gli interessi del nostro Paese. (Emanuele Loperfido)
  • Se fosse necessario io interrogherei anche lei, se è per questo. (Antonio Di Pietro)
  • Stupisce come i ministri all'Economia, Tremonti prima, Padoa Schioppa adesso, siano legati da questa strana concezione che siano sempre gli altri a dovere tagliare, quando non so bene se hanno bene fatto i conti a casa loro. Forse non hanno mai fatto un giro per il loro ministero, o per altri, per vedere cosa davvero fa salire la spesa pubblica. (Sergio Chiamparino)
  • Tremonti deve capire che il premier sono io. Qua dentro c'è solo una persona insostituibile. E quella persona non è lui. (Silvio Berlusconi)
  • Tremonti è spietato ma la sua politica dei tagli lineari equivale a non scegliere. Abbia il coraggio di esporsi, di decidere. Per esempio, dove è finita la battaglia per l’abolizione delle province? Ma davvero c’è qualcuno che crede a Tremonti quando dice che abolendole non risparmieremo una lira? (Giancarlo Galan)
  • Tremonti ha scelto la comunicazione dell'ottimismo, assolutamente perniciosa. Bisognerebbe scegliere la via opposta, la drammatizzazione. (Enrico Cisnetto)
  • Tremonti? È un ottimo ministro e sarebbe un ottimo presidente. Ma l’ho sempre detto. (Roberto Maroni)
  • Berlusconi è come Vanna Marchi e Tremonti è come il suo Mago do Nascimento.
  • L'annuncio del ministro Tremonti è importante e positivo, ed è un ulteriore passo su una linea di saggezza tenuta dal Governo, che prima ha messo al sicuro i conti dello Stato con la finanziaria triennale, poi ha adottato misure concrete per le famiglie con la manovrina di dicembre (penso, in particolare, al bonus e alla social card), e ora potenzia le risorse per gli ammortizzatori sociali".
  • Tremonti che scrive libri da no global, doveva fare la grande riforma della giustizia e si è fatto solo gli affari suoi. Ha trasformato la Casa delle libertà nella Casa delle libertà vigilate.
  1. Citato in Tremonti: "Banca Euromed qui", la Repubblica.it, 12 novembre 2003.
  2. Affermazione rivolta, nel corso di un acceso dibattito, ad alcuni esponenti del centrosinistra in occasione di una puntata del 2005 del programma televisivo di Rai 3 Ballarò.   Data?
  3. Il passato e il buon senso, "Corriere della Sera", 22 agosto 2008, http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/22/passato_buon_senso_co_9_080822135.shtml
  4. Da un'intervista al settimanale Gente del 9 marzo 2009; citato in Tremonti: usciremo dalla crisi più forti di prima, il Giornale.it, 8 marzo 2009.
  5. a b c d e Citato in Tremonti: "No a governi tecnici Ma c'è una questione morale", Repubblica, 18 luglio 2010.
  6. a b c d Citato in «I rettori italiani? Come l'Urss», ilpost.it, 11 settembre 2010.
  7. Citato in Bondi minaccia le dimissioni: "Tremonti vuole chiudere il ministero", Giornalettismo.com, 8 ottobre 2010.
  8. Questa dichiarazione si è poi propagata nei media e nel dibattito politico in modo differente: "con la cultura non si mangia"
  9. http://www.famigliacristiana.it/articolo/mangiare-cultura-si-puo.aspx
  10. https://puntoponte.wordpress.com/2014/09/05/con-la-cultura-non-si-mangia-dieci-luoghi-comuni-da-cancellare/
  11. http://www.lindro.it/il-pdl-conferma-con-la-cultura-non-si-mangia/?pdf=70645
  12. Citato in Giulio Tremonti e i panini con la Divina Commedia, ilpost.it, 14 ottobre 2010.
  13. a b c Citato in Tremonti: "La crisi non è finita ci sono nuovi mostri all'orizzonte", la Repubblica, 6 gennaio 2011.
  14. a b Citato in Tremonti: "Abbiamo il problema del sud Le spiagge? Non me ne frega un tubo", repubblica.it, 14 maggio 2011.
  15. Citato in Tremonti su Brunetta: «Intervento suicida, è un cretino!». Poi il ministro dell'Economia si scusa, ilsole24ore.com, 7 luglio 2011.
  16. Dall'intervista a Otto e mezzo, La7, 17 ottobre 2018.
  17. Dall'intervista di Alessandro Graziani, Tremonti: «La Via della Seta? Per la Cina è un progetto geopolitico globale», ilsole24ore, 20 marzo 2019.
  18. Dall'intervista a L'aria che tira, LA7, 27 settembre 2019.
  19. Battuta diffusasi mentre era ministro dell'Economia nel governo Berlusconi, ripresa anche da Francesco Rutelli in una puntata del programma televisivo Ballarò.   Data?

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