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A.I. - Intelligenza artificiale

film del 2001 diretto da Steven Spielberg

A.I. - Intelligenza artificiale

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Titolo originale

A.I. Artificial Intelligence

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2001
Genere fantascienza, drammatico
Regia Steven Spielberg
Soggetto Brian Aldiss (romanzo), Stanley Kubrick
Sceneggiatura Steven Spielberg
Produttore Kathleen Kennedy, Bonnie Curtis, Stanley Kubrick
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Note

Musiche: John Williams

  • Vincitore di 5 Saturn Awards (2001):
    • Miglior film di fantascienza
    • Miglior sceneggiatura
    • Miglior attore emergente
    • Miglior colonna sonora
    • Migliori effetti speciali

A.I. - Intelligenza artificiale, film statunitense del 2001 con Jude Law, regia di Steven Spielberg, basato su un progetto di Stanley Kubrick.

IncipitModifica

Erano gli anni dopo lo scioglimento delle calotte polari a causa dell'effetto serra, e gli oceani si erano alzati sino a inabissare molte città lungo le coste del mondo. Amsterdam, Venezia, New York... perdute per sempre. Milioni di persone furono sradicate dalle loro case. Il clima divenne caotico. Centinaia di milioni morirono di fame nei paesi più poveri. Altrove, sopravvisse un alto grado di prosperità quando molti governi del mondo sviluppato introdussero sanzioni legali per limitare le gravidanze. Per questo i robot, che non avevano mai fame e non consumavano risorse oltre a quelle necessarie alla loro fabbricazione, erano un anello essenziale nella struttura economica della società. (Narratore)

FrasiModifica

  • Creare un essere artificiale è stato il sogno dell'uomo fin dagli albori della scienza. Non solo all'inizio dell'era moderna, quando i nostri antenati sbalordirono il mondo con le prime macchine pensanti: mostri primitivi che giocavano a scacchi! Quanta strada abbiamo fatto... L'essere artificiale è una realtà, un perfetto simulacro, articolato nelle membra, articolato nel linguaggio e non carente di reazioni umane. (Allen Hobby)
  • Un giocattolo sensoriale, con circuiti comportamentali intelligenti che usa una tecnologia neurone-sequenziale che è vecchia quanto me. Io ritengo che il mio lavoro sulla demarcazione del percorso degli impulsi in un singolo neurone può metterci in grado di costruire un mecha di ordine qualitativamente diverso. Io propongo di costruire un robot... capace di amare. (Allen Hobby)
  • Mi piace il pavimento! (David)
  • [Cecando di impedire a David di mangiare] Ti romperai. (Teddy)
  • [A David] Noi siamo organici, tu sei meccanico! Orga, mecha. Orga, mecha. (Todd)
  • [Sui fogli che trova Monica] Cara mamma, Teddy mi sta aiutando a scriverti, voglio bene a te e a Teddy. Cara mamma, voglio bene a te e a Henry, e il Sole brilla. Cara mamma, sono davvero tuo figlio e odio Teddy, lui non è vero. Cara mamma, sono il tuo piccolo bambino come lo è Martin, ma non Teddy. (David)
  • Noi siamo vivi e questa è la celebrazione della vita! Questo è un impegno per un futuro veramente umano! (Presentatrice della Fiera della Carne)
  • Saresti così gentile da spegnere i miei ricevitori di dolore? (Mecha antiquariato)
  • [A Gigolò joe] Non mi lasciare, tienimi al sicuro! (David)
  • [A dei ragazzi] Ci sono ragazze della vostra età che sono come me, noi siamo gli schietti piaceri dell'essere umano solitario. Non ci metterete mai incinti e non ci avrete mai a cena con mamma e papà. Lavoriamo sotto di voi, lavoriamo sopra di voi e lavoriamo per voi. L'uomo ci ha creati bravi in quello che facciamo più di quanto fosse umanamente possibile. Se potete darci uno strappo a Rouge City, tutto questo... [attiva un piccolo ologramma di una danzatrice, eccitandoli] e molto, molto di più... [lo sposta in mezzo alle gambe di uno di loro] sarà vostro! (Gigolò Joe)
  • Menti affamate, benvenute dal Dr. Know! Dove il cibo fresco per la mente viene servito 24 ore al giorno in 40.000 locali sparsi nel mondo! Chiedete al Dr. Know, non c'è nulla che non so! (Dr. Know)
  • Due domande costano cinque nuovibigliettoni e la terza la offre la casa. Oggigiorno, David, nulla costa di più dell'informazione. (Gigolò Joe)
  • [Sull'anfibicottero] Attento, David. Non è un giocattolo. (Teddy)
  • [Ultime parole] Addio, David. Io sono... io sono stato. (Gigolò Joe)
  • Fata Turchina? Ti prego, ti prego, ti prego, fa' di me un vero autentico bambino! Ti prego. Fata Turchina, ti prego! Ti prego, fammi diventare vero! Fata Turchina, ti prego. Ti prego, fammi diventare vero. Ti prego, fammi diventare un bambino, ti prego, Fata Turchina. Fammi diventare un bambino vero... (David)
  • E David continuò a pregare alla Fata Turchina. Lei sorrideva dolcemente in eterno. Dava il benvenuto in eterno. I fari si affievolirono e si spensero, ma David poteva ancora vederla pallidamente di giorno e si rivolgeva ancora a lei, speranzoso. Pregò finché tutti gli anemoni di mare si raggrinzirono e morirono. Pregò mentre l'oceano si congelava e il ghiaccio ricopriva l'anfibicottero ingabbiato e la Fata Turchina, serrandoli insieme dove lui poteva ancora distinguerla. Un fantasma turchino nel ghiaccio. Sempre lì. Sempre sorridente. Sempre in attesa di lui. Gradatamente, lui non si mosse più, ma i suoi occhi rimasero sempre aperti, a fissare in eterno davanti a lui attraverso l'oscurità di ogni notte. E il giorno seguente... e quello seguente ancora... Così passarono duemila anni. (Narratore)

DialoghiModifica

  • Allen Hobby: Dimmi, cos'è l'amore?
    Sheila: L'amore è prima sgranare gli occhi leggermente e accelerare la respirazione un pochino e riscaldare la pelle e toccarsi...
    Allen Hobby: È così, esattamente, grazie, Sheila. [applausi] Ma non mi stavo riferendo ai simulatori di sensualità, la parola che ho usato è "amore". Amore come quello di un bambino per i suoi genitori. Io propongo di costruire un robot bambino, capace di amare, un robot bambino che amerà, sinceramente amerà il genitore da cui riceverà l'imprinting di un amore che non finirà mai!
    Imprenditore: Un mecha sostituto bambino?
    Allen Hobby: Ma un mecha con una mente, con feedback neuronale. Vedete, quello che suggerisco è che l'amore diventi la chiave con la quale lui acquisisce una specie di subconscio mai raggiunto prima. Un mondo interno di metafore, di intuizioni, di ragionamenti automotivati... di sogni.
  • Collega femminile: Sapete, secondo me... ehm, con tutta questa animosità che esiste contro i mecha oggi, non è solamente una questione di creare un robot capace di amare, ma in effetti il vero grattacapo è: un essere umano saprà amarlo a sua volta?
    Allen Hobby: Il nostro sarà un bambino perfetto, racchiuso in un fermo immagine, sempre affettuoso, mai ammalato, immutevole, per le coppie senza figli che desiderano in invano un'autorizzazione il nostro mecha non solo aprirà un nuovissimo mercato, ma appagherà un grande bisogno umano.
    Collega femminile: Però non ha risposto alla mia domanda: se un robot potesse sinceramente amare una persona, quali responsabilità avrebbe questa persona nei confronti di quel mecha? È una questione morale, no?
    Allen Hobby: La più vecchia del mondo... Ma in principio Dio non creò Adamo perché questi lo amasse?
  • Monica: Henry?
    Henry: Non uccidermi!
    Monica: Henry, che cosa combini?
    Henry: Ti amo. Non uccidermi.
  • Monica [dopo aver visto David]: Non lo posso accettare! Non c'è sostituto per un figlio nato da te!
    Henry: Non sei tenuta neanche a provarci, non è troppo tardi per riportarglielo!
    Monica: Ma che cosa credevi?!
    Henry: Shhh, farò tutto quello che vuoi!
    Monica: Credi che io possa così...!
    Henry: Farò tutto quello che vuoi!
    Monica: Io non... so che cosa fare...!
    Henry: Capisco, capisco! Lo riporterò alla Cybertronics domani mattina presto, è finita!
    Monica [si calma]: Bene... [si dispera di nuovo] Insomma, Henry, hai visto la sua faccia?!? È... È... È così vero! ...Ma non lo è.
    Henry: No, non lo è.
    Monica: Voglio dire, dentro lui è come tutti gli altri, no?
    Henry: 62 chilometri di fibre, sì.
    Monica: Ma all'esterno sembra così vero...! Come fosse un bambino...
    Henry: Un mecha bambino.
    Monica: Un bambino...
  • Henry: La fiducia che la compagnia ha riposto in me e noi è straordinaria. Ci sono alcune semplici procedure da seguire se e quando deciderai di tenere David. Se decidi di tenerlo, l'imprinting è un protocollo che consiste in un codice di sette particolari parole che vanno pronunciate a David nell'ordine predefinito stampato qui. Ora, Monica, per nostra protezione... questo imprinting è irreversibile. Il robot-bambino avrebbe un amore che non si disinstalla, farebbe parte di lui per sempre. A causa di questo dopo l'imprinting nessun mecha bambino può essere rivenduto. Se un genitore adottivo decide di non tenere più il bambino, deve ridarlo alla Cybertronics per la distruzione. Ho dovuto firmare un accordo, altrimenti non lo vedevi neanche, David. Devi firmarlo anche tu, qui. Monica... non dare l'imprinting finché non sei del tutto sicura.
    Monica: Ma che stupidaggine! Certo che non ne sono sicura.
  • Monica: Protocollo di imprinting...
    David: È un gioco?
    Monica: Ora leggerò delle parole e non avranno alcun senso, ma voglio che tu le ascolti in ogni caso e... tu guardami per tutto il tempo. Lo puoi fare?
    David: Sì, Monica.
    Monica: La senti la mia mano appoggiata sul tuo collo?
    David: Sì.
    Monica: Ti fa male?
    David: No.
    Monica: Bene, ora guardami. Ci sei? [Leggendo] Cirro... Socrate... Particella... Decibel... Uragano... Delfino... Tulipano... Monica... David... Monica... Ecco qua. Chissà se ho fatto bene? Io non...
    David: A che servono queste parole, mamma?
    Monica [si emoziona]: Come mi hai chiamata?
    David: Mamma.
    Monica: Chi sono io, David?
    David [l'abbraccia]: La mia mamma.
  • David: Mamma? Tu morirai?
    Monica: Be', un giorno, David, sì, morirò.
    David: Rimarrò solo?
    Monica: Non preoccuparti tanto.
    David [poggia la testa sulle sue ginocchia]: Quanto tempo vivrai?
    Monica: Un'eternità. Cinquant'anni.
    David: Ti voglio bene, mamma... spero che non morirai mai... Mai.
  • Monica: Apparteneva a Martin, mio figlio. [lo riattiva] Si chiama Teddy. Teddy, lui è David.
    David: Ciao, Teddy!
    Teddy: Ciao, David.
    Monica: David, Teddy è un supergiocattolo, sono sicura che avrete cura l'uno dell'altro.
    Teddy: Non sono un "giocattolo"!
  • David: Cinquant'anni è molto tempo?
    Teddy: Credo di no.
  • Martin [riferito a Teddy]: Una volta era un supergiocattolo, ma ora è vecchio e stupido! Lo vuoi?
    David: Sì, grazie.
    Martin: Devi essere tu il nuovo supergiocattolo, credo. Cosa sai fare di bello? Sai fare cose di potenza come camminare sul soffitto o sulle pareti? Antigravità, tipo fluttuare o volare?
    David: E tu?
    Martin: No, perché io sono "vero". [porge un anfibicottero giocattolo] Puoi rompere questo?
    David: Meglio di no...
    Martin: Questi cosi sono molto più belli a pezzi, davvero!
    David: Non posso...
    Martin: Alzati. [David obbedisce] Guarda, ti hanno fatto più grande di me!
    David: Chi?
    Martin: I fabbricanti di pupazzi, ti hanno fatto più alto. Perché non sembri uno di loro?
    David: Uno di loro?
    Martin: Non sei carino come gli altri, hai l'aria di un bambino qualsiasi. Quand'è il tuo compleanno?
    David: Mai avuto un compleanno.
    Martin: D'accordo, quand'è che ti hanno completato? Quand'è il tuo "complet-anno"?
    David: Non me lo ricordo...
    Martin: E va bene, qual è la prima cosa che ti ricordi?
    David: Un uccello.
    Martin: Che tipo di uccello?
    David: Un uccello con grandi ali, e piume che si sollevano dal basso.
    Martin: Sai disegnarlo?
    David: Sì. [disegna il logo della Cybertronics]
  • Martin: Leggi per noi?
    Monica: Ehi! Fa' vedere? [Martin tira fuori una copia de Le avventure di Pinocchio] Ah, sì...
    Martin [malizioso]: A David piacerà tantissimo!
  • Monica: È... normale che i bambini siano gelosi e in competizione, Martin è a casa solo da un mese ed... è normale che ci sia una sfida tra fratelli... Lui... stava giocando, ha commesso un errore, è praticamente umano!
    Henry: Non sembrava, con quel coltello...
    Monica: Le forbici.
    Henry: Era un'arma!
    Monica: Ma perché pensi che volesse ferirmi di proposito?
    Henry: Visto che non sappiamo la risposta a questo, perché correre rischi per te, per Martin, per tutta la famiglia?
    Monica: Non ti permetterò di restituirlo, mi hai detto che cosa accadrebbe.
    Henry: Pensa a una cosa... se è stato creato per amare, è ragionevole presumere che sappia anche odiare. E se viene spinto a questi estremi, di che cosa è realmente capace?
  • Monica: Sai, David, pensavo che potremmo fare un giro, domani, in campagna. Tu e io. Che ne dici?
    David: Anche Teddy?
    Monica: Anche Teddy.
    David [l'abbraccia]: Grazie, mamma! Grazie, grazie tante!
    Monica: Avremo una giornata solo per noi, va bene?
  • David: Mamma, se Pinocchio è diventato un bambino vero e io divento un bambino vero, posso tornare? Posso?!
    Monica: È solo una storia!
    David: Ma una storia racconta i fatti!
    Monica: Le storie non sono vere, tu non sei vero! Sta' a sentire, guarda, guarda! [dà dei soldi] Prendi questi, capito? Prendili, non far vedere a nessuno quanti sono, chiaro? Non andare da quella parte, intesi? Guarda, guardami! Non andare da quella parte! Dovunque ma non di là o ti prenderanno! Non ti far mai prendere! Ascolta, sta' lontano dalle Fiere della Carne, dai posti con molte persone, sta' lontano da tutte le persone! Solo quelli come te, solo i mecha sono sicuri! Ora devo andare...
    David: Perché vuoi lasciarmi? Perché vuoi lasciarmi?! Scusami se non sono vero, se mi tieni sarò verissimo per te!
    Monica: Lasciami... lasciami, David... Lasciami!!! [lo spintona per liberarsi dalla sua presa] Mi dispiace di non averti parlato del mondo! [sale nel veicolo e scappa lasciando David solo]
  • Patricia: Ho paura...
    Gigolò Joe: Di me?
    Patricia: Sì...
    Gigolò Joe: Che io ti faccia del male?
    Patricia: Sì.
    Gigolò Joe: Io credo... che tu abbia paura di lasciarti andare. Io credo che tu abbia paura della felicità. E questo comincia ad eccitarmi. Hai paura di toccare il cielo. Patricia? Posso mostrati come raggiungerlo.
    Patricia: Ho paura di cosa hai lì sotto. Posso vedere com'è fatto, prima?
    Gigolò Joe: Questa è la tua prima volta con una cosa come me?
    Patricia: Non sono mai stata con un mecha.
    Gigolò Joe: Siamo in due, allora!
    Patricia [ridono, ma poi piange di nuovo]: Ho paura che faccia male!
    Gigolò Joe: Patricia... una volta avuto un amante robot, non vorrai più un vero uomo, con te! [nota un livido su di lei] Sono queste le ferite della passione? [piega il collo facendo partire "I Only Have Eyes For You" dal film Abbasso le donne (1934)]
    Patricia: La senti questa musica?
    Gigolò Joe: Tu sei una dea, Patricia... Mi fai rimescolare dentro... ma tu meriti molto, il meglio dalla vita! Tu... meriti... me. [si baciano]
  • Gigolò Joe: Signorina Bevins... sono Joe! Al suo servizio. Ho contato i secondi dal nostro ultimo incontro. Ma tu hai pianto, Samantha? Ho trovato una lacrima...
    Signor Bevins [Joe si accorge che è sangue]: Ehi, Joe, ma guarda un po'! E quanti secondi sono passati dall'ultima volta che siete stati insieme?
    Gigolò Joe: Duecentosessantasettemilacentotrentatré...
    Signor Bevins [al cadavere di Samantha]: Addio, Sam. Non dimenticarlo: mi hai ucciso prima tu. [si allontana, incastrando Joe]
    Gigolò Joe: Sono davvero nei pasticci.
  • David: Se fossi un bambino vero, potrei tornare a casa. E lei mi vorrebbe bene.
    Teddy: Ma come?
    David: La Fata Turchina ha trasformato Pinocchio in un bambino vero, può trasformare me in un bambino vero. Devo trovarla. Devo diventare vero. Deve esserci qualcuno al mondo che sa dove lei vive.
  • Lord Johnson-Johnson [mentre inseguono Gigolò Joe]: Ehi, vedi quello? Potrebbe essere una cosa umana!
    Accalappiamecha: No, la scansione è fredda... non ha data di scadenza né identificazione.
    Lord Johnson-Johnson: Un nuovo modello libero e non registrato?
    Accalappiamecha: Signore, è una recente generazione di amante mecha.
    Lord Johnson-Johnson: È un sollievo, dopo tutta questa anticaglia... Sei certo che non sia un uomo? Non vorrei si ripetesse l'incidente Trenton!
    Accalappiamecha: Signore, è un mecha in libertà surriscaldato!
    Lord Johnson-Johnson: Prendiamolo all'amo, ragazzi! Lanciate i segugi sugli altri!
  • David [alla Fiera della Carne]: Perché succede questo?
    Mecha tassista: È la storia che si ripete. È il rito del sangue e dell'elettricità.
    Mecha brontolone: Perciò quando le occasioni sono favorevoli, cominciano ad eliminarci, diminuendoci di numero, così possono mantenere la superiorità numerica!
  • Lord Johnson-Johnson: Signore e signori! Ragazzi e ragazze e bambini di ogni età! Cos'altro si inventeranno? Guardate qui! Un robottino, un assemblato, un pupazzo vivente. Sappiamo tutti perché lo hanno costruito: per rubarvi il cuore! Per rimpiazzare i vostri figli! Questo è l'ultimo esempio di una serie di insulti alla dignità umana e del loro grande progetto di eliminare tutti i figli di Dio! Eccovi la prossima generazione di bambini ideati appunto per fare questo. Non fatevi ingannare... dalla qualità di questa creazione. Senza dubbio c'è stato talento nella costruzione di questo simulatore, tuttavia al primissimo colpo, vedrete la grande bugia cadere a pezzi davanti ai vostri stessi occhi!
    David [una goccia di acido gli cade sulla spalla]: Non bruciatemi! Non bruciatemi! Non sono Pinocchio, non fatemi morire! Io sono David! Io sono David! Io sono David! Io sono David! Io sono David!
    Donna: I mecha non supplicano di salvarli, chi è quello? Sembra un bambino vero!
    Lord Johnson-Johnson: È costruito come un bambino per disarmarci! Vedete come cercano di imitare le nostre emozioni, ora? Qualunque esibizione questo simulatore vi proponga, non dimenticate: stiamo solo demolendo l'artificiosità! Colui che è senza simulatore... scagli la prima pietra. [il pubblico invece si mette a tirare oggetti a lui, credendo che voglia uccidere un bambino]
  • Gigolò Joe: Dove siamo diretti?
    David: Di là, adesso.
    Gigolò Joe: Sei davvero nei pasticci? Sei scappato via da qualcuno?
    David: La mia mamma mi ha detto di scappare.
    Gigolò Joe: E perché te l'ha detto?
    David: Forse perché non piacevo a Henry.
    Gigolò Joe: E come mai?
    David: È tornato a casa Martin.
    Gigolò Joe: E chi è?
    David: Martin è il figlio vero di mamma e di Henry. Dopo che ho trovato la Fata Turchina, potrò tornare a casa. Mamma vorrà bene a un bambino vero, la Fata Turchina mi ci farà diventare.
    Gigolò Joe: La Fata Turchina è mecha, orga, uomo o donna?
    David: Donna.
    Gigolò Joe: Donna? Io conosco le donne! A volte mi richiedono personalmente! Io so tuuutto riguardo le donne! Tutto quanto c'è da sapere. Non ce ne sono due che siano uguali e dopo aver conosciuto me non ce ne sono due che rimangano le stesse e io so dove quasi tutte si fanno trovare!
    David: Dove?
    Gigolò Joe: A Rouge City! Oltre il Delaware, sì, troppo lontano per i nostri piedi, ci vorrà un aiuto per arrivare lì! E... non è senza pericolo. Dovremo viaggiare... alla volta della Luna.
    David: Ci sono molte donne a Rouge City?
    Gigolò Joe: Tante quante le stelle di notte!
    David: E come troveremo quella giusta?
    Gigolò Joe: Lo chiederemo al Dr. Know, dice: "Non c'è nulla che non so!" ...Per l'esattezza, che nome dai a questa donna?
    David: Solo "Fata Turchina".
    Gigolò Joe: Fata Turchina... Nel mondo degli orga il turchino esprime sentimenti verginali, tuttavia i servigi che io fornisco fanno rinascere il colorito sulle guance di chiunque! Io cambierò il colore della tua Fata, vedrai! Lei si metterà a gridare al chiaro di Luna: "Ahh, oh sì! Oddio! Oh, sì! Oddio! Oddio!" farà di te un vero bambino perché io farò di lei una vera donna e tutto si pacificherà nel mondo perché tu mi hai salvato. Grazie infinitamente, devo a te sicuramente se le mie clienti chiederanno ancora di me personalmente: "Gigolò Joe, ma guarda un po'!"
    David: Perché fai questo?
    Gigolò Joe: Io faccio così. [balla sulla pozzanghera] Ora seguimi! E non rimanere indietro, tutte le strade conducono a Rouge! Non è così che dicono, eh? Lo dicono eccome!
  • David: Come può la Fata Turchina fare di un robot un vero, autentico bambino?
    Dr. Know: Vieni via oh piccolo umano, verso le acque l'immenso spiano. Alla fata la mano darai perché il mondo è più pieno di pianto di quanto capire potrai.[1] La tua ricerca sarà perigliosa ma la ricompensa non ha prezzo. Nel suo libro "Come Può Un Robot Diventare Umano?" il professor Allen Hobby scrive del potere che trasformerà i Mecha in Orga.
    David: Puoi dirmi come trovarla?
    Dr. Know: La scoperta è alquanto possibile. La nostra Fata Turchina esiste in un solo e unico luogo: alla fine del mondo, dove i leoni piangono. È lì che nascono i sogni.
    Gigolò Joe: Molti mecha sono andati alla fine del mondo e non sono più tornati. Devi sapere che la fine del mondo si trova a Manhattan.
    David: Che stiamo aspettando, andiamoci!
    Gigolò Joe: Aspetta! E se la Fata Turchina non fosse reale, David? Se fosse magia? Il sovrannaturale, la rete coperta che unisce l'universo, solo gli orga credono in ciò che non si può vedere o misurare, è questa singolarità che separa le nostre specie. E se la Fata Turchina fosse un parassita elettronico che è un motivo per ossessionare le menti dell'intelligenza artificiale? Ci odiano, lo sai, gli umani. Non smettono mai.
    David: La mia mamma non mi odia affatto! Perché io sono speciale e... unico! Perché finora non c'è mai stato nessuno come me! Mai! Mamma vuole bene a Martin perché è vero e quando lo sarò anch'io, mamma mi leggerà le favole, mi rimboccherà le coperte, canterà per me e ascolterà quello che dico e mi farà tantissime coccole e mi dirà ogni giorno, cento volte al giorno, che mi ama!
    Gigolò Joe: Lei ama quello che tu fai per lei. Come le mie clienti amano tutto quello che io faccio per loro. Ma in realtà non ama te, David... lei non può amarti. Tu non sei di carne e ossa, non sei un cane, un gatto o un canarino, tu sei stato ideato e specificatamente costruito come tutti noi. Sei qui abbandonato solo perché sono stanchi di te o hanno trovato un nuovo modello o erano dispiaciuti per qualcosa che hai detto o rotto... Ci hanno fatto troppo in gamba, troppo veloci e troppo numerosi. Soffriamo per gli errori che hanno commesso perché quando la fine arriverà, noi rimarremo! Nient'altro. Per questo ci odiano tanto. Ed è per questo che devi restare qui, con me.
    David: Addio, Joe.
  • David: Lei è mia! E io sono l'unico e solo! Io sono David!!! [distrugge furiosamente l'altro David con una lampada] Io sono David! Io sono David! Io sono David! Io sono David! Io sono David, io sono David, sono speciale! Sono unico! Io sono David, non puoi averla!! Sono David, sono David, sono David...
    Allen Hobby [lo ferma]: Sì, tu sei David!
    David: Professor Hobby?
    Allen Hobby: Sì, David, ti stavo aspettando!
    David: Il Dr. Know mi ha detto che lei era qui. C'è anche la Fata Turchina?
    Allen Hobby: La prima che mi ha parlato della Fata Turchina è stata Monica. Cosa credi che potrebbe fare per te?
    David: Trasformarmi in un bambino vero!
    Allen Hobby: Ma tu sei un bambino vero! ...Almeno più vero di quanti ne abbia mai fatti, il che con ragionevole certezza fa di me la tua Fata Turchina.
    David: Non è lei. Il Dr. Know mi ha detto che sarebbe stata nella città perduta nel mare alla fine del mondo, dove io...
    Allen Hobby: È quello che il Dr. Know doveva sapere perché tu potessi tornare da noi. Ed è stata l'unica volta che siamo intervenuti, il solo apporto che abbiamo dato a lui perché lo desse a te, così trovavi la strada per tornare da noi. Prima che venissi al mondo i robot non sognavano, non desideravano, se non gli dicevamo noi cosa volere. David, tu hai una vaga idea di che storia di successo sei diventato? Tu hai trovato una favola, e ispirato dall'amore e alimentato dal desiderio hai iniziato un viaggio per renderla vera, e quello che stupisce più di tutto... nessuno ti ha insegnato a farlo! Ti abbiamo perso per un attimo, ma quando sei stato ritrovato non ci siamo fatti notare perché il test era semplice! Dov'è che il tuo ragionamento automotivato ti avrebbe condotto? Alla logica conclusione che la Fata Turchina è parte dell'imperfezione umana a cercare cose che non esistono? O al più grande dei doni di cui l'uomo è fornito: l'abilità di inseguire i nostri sogni più intimi? E questa è una cosa che nessuna macchina ha mai fatto fino al tuo arrivo!
    David: Credevo di essere unico nel mio genere...!
    Allen Hobby: Mio figlio era unico nel suo genere. Tu sei il primo del tuo genere. David...
    David: Il cervello mi sta scoppiando.
    Allen Hobby: Vuoi venire a conoscere i tuoi veri mamma e papà? La squadra è ansiosa di parlare con te. Adesso tu aspetta qui, io vado di là a chiamarli. Vogliamo sapere tutto riguardo alle tue avventure. Vogliamo ringraziarti... e dirti cosa c'è in serbo per te, ancora. [esce]
  • [La ruota panoramica inabissata cade sull'anfibicottero]
    David: La Fata Turchina sta bene.
    Teddy: Cos'è successo?
    David: Non lo so.
    Teddy: Siamo in una gabbia...
  • [David si è risvegliato in un ambiente identico alla sua vecchia casa, creato dai Mecha evoluti leggendo la sua memoria]
    David: Teddy, siamo di nuovo a casa... Mamma! Mamma! Siamo tornati! Dove sei?!
    Voce femminile: David... David... David... David... [David si trova davanti all'immagine della Fata Turchina]
    Fata Turchina: Mi hai cercato, non è vero, David?
    David: Sì, per tutta la vita...
    Fata Turchina: E dopo tutto questo tempo, cosa sei venuto a chiedermi?
    David: Devo esprimere un desiderio.
    Fata Turchina: E qual è il tuo desiderio?
    David: Ti prego, fammi diventare un vero bambino, così la mia mamma mi vorrà bene e mi terrà con lei.
    Fata Turchina: David, farò tutto quello che è possibile, ma non posso farti diventare un vero bambino.
    David: Dove sono? Questa sembra la mia casa, ma è diversa!
    Fata Turchina: Sì, è diversa... ma è anche la tua casa. Abbiamo letto la tua mente, ed è tutto qui. Tra quanto hai immagazzinato, non c'era nulla di troppo piccolo che non potessimo riconoscere. Vogliamo tanto che tu sia felice, sei molto importante per noi, David, tu sei unico in tutto il mondo.
    David: Mamma tornerà a casa presto? È andata a fare spese con Martin, ora?
    Fata Turchina: David... non potrà mai tornare a casa, perché sono passati duemila anni... e lei non è più in vita. Carissimo David, quando ti senti solo, possiamo riportare altre persone dal tuo tempo passato.
    David: Se potete riportare altre persone, perché non potete riportare lei?!
    Fata Turchina: Possiamo riportare solo coloro i cui corpi sono dissotterrati dal ghiaccio. Ci occorre un campione fisico della persona, come un osso o un'unghia...
    Teddy: David?
    David: Sì, Teddy?
    Teddy: Ricordi quando hai tagliato una ciocca dei capelli di mamma?
    David: Henry mi ha scosso...
    Teddy: E hai fatto cadere i suoi capelli.
    David: Lo so... [Teddy gli passa la ciocca di capelli] Ora puoi farla tornare in vita, non è vero?
    Capo dei Mecha evoluti [dall'osservatorio, rivolto agli altri]: Dategli quello che vuole.
    Fata Turchina [prendendo i capelli di Monica]: Carissimo David, il tuo desiderio è un ordine.
  • Capo dei Mecha evoluti: David, spesso ho invidiato gli esseri umani per quella cosa che loro chiamavano "spirito". Gli esseri umani hanno creato milioni di spiegazioni al significato della vita, nell'arte, nella poesia, nelle formule matematiche. Indubbiamente gli esseri umani devono essere la chiave del significato dell'esistenza, ma gli esseri umani non esistevano più. Così iniziammo un progetto perché fosse possibile ricreare il corpo vivente di una persona da tempo deceduta dal DNA in un frammento di osso o di pelle mummificata. Ci chiedemmo, inoltre, se saremmo riusciti a recuperare una traccia di memoria in risonanza con il corpo ricreato, e sai cosa abbiamo scoperto? Abbiamo scoperto che la trama spazio-tempo di per sé sembrava immagazzinare informazioni di ogni avvenimento accaduto in passato... ma l'esperimento fu un insuccesso, perché i resuscitati vivevano un solo giorno della loro vita rigenerata. Quando essi si addormentavano, la sera del loro primo nuovo giorno, morivano ancora una volta. Appena perdevano coscienza, la loro stessa esistenza... svaniva nell'oscurità. Perciò vedi, David, le equazioni hanno dimostrato che una volta che una via spazio-tempo individuale veniva usata, non la si poteva riusare. Se ora riportiamo qui tua madre, sarà per un unico giorno, e poi non potrai rivederla mai più.
    David: Può darsi... può darsi che magari è speciale. Può darsi che lei resterà.
    Capo dei Mecha evoluti: Sapevo che avresti avuto difficoltà a capire. Ti hanno creato per essere così giovane...
    David: Forse quell'unico giorno sarà come... quell'unico giorno dentro l'anfibicottero... Forse durerà per sempre!
    Capo dei Mecha evoluti: David, tu sei la memoria immutabile della razza umana. La prova più durevole del suo genio. Noi vogliamo soltanto la tua felicità, David... ne hai avuta così poca.
    David: Se volete la mia felicità, allora sapete cosa dovete fare.
    Capo dei Mecha evoluti: Ascolta... Hai sentito? [l'ambiente fuori dalla finestra cambia] È sorto un nuovo giorno... Va' da lei, David... si sta svegliando in questo istante!

ExplicitModifica

Narratore: E con il passare delle ore, David pensò che quello era il giorno più felice della sua vita. Tutti i problemi sembravano spariti dalla mente della sua mamma: non c'era più Henry, non c'era più Martin, non c'era più angoscia, c'era solo David. David era stato avvertito di non spiegare nulla a Monica, altrimenti si sarebbe spaventata e tutto si sarebbe sciupato... ma il viaggio di David verso casa apparteneva solo a lui, così non vide alcun pericolo nel disegnare cose di cui lei non avrebbe avuto memoria. David non aveva mai avuto una festa di compleanno, perché non era mai nato, così prepararono una torta e accesero le candeline.
Clone di Monica: Esprimi un desiderio!
David: Si è già avverato! [soffia le candele]
Narratore: Ormai la luce alle finestre cominciava ad affievolirsi. David tirò le tende senza che gli venisse chiesto di farlo.
Clone di Monica [ultime parole]: Dovrei essere io a rimboccarti le coperte, è strano... è affascinante. Riesco a stento a tenere gli occhi aperti, non so cosa mi stia prendendo... Che bellissima giornata... Ti voglio bene, David... ti voglio bene... ti ho sempre voluto bene...
Narratore: Quello era il momento eterno che lui aveva atteso... e il momento era passato, perché Monica era caduta in un sonno profondo, più che un semplice sonno. Se l'avesse scossa, non si sarebbe mai svegliata. Così anche David si addormentò, e... per la prima volta nella sua vita, andò nel luogo dove nascono i sogni.

NoteModifica

  1. Citazione alla poesia Il bambino rapito di William Butler Yeats.

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