Benjamin Lafayette Sisko

Immagine Sisko-Zanaq.svg.
Universo Star Trek
Autore Rick Berman, Michael Piller
Interprete

Benjamin Lafayette Sisko, protagonista di Star Trek: Deep Space Nine.

Star Trek: Deep Space NineModifica

  Citazioni in ordine temporale.

Prima stagioneModifica

  • Questa è forse la cosa più importante da comprendere degli esseri umani. È l'ignoto che definisce la nostra esistenza. Noi siamo costantemente alla ricerca non solo di risposte alle nostre domande ma di nuove domande.
  • Secoli fa, la gente del mio mondo si dedicava a sport crudeli, uccideva specie inferiori per diletto. Certe culture ancora lo fanno, ma neanche loro oserebbero cacciare un essere senziente.
  • [Su Q] È un'entità molto potente e imprevedibile. Sono stato a un briefing della Flotta Stellare su di lui due anni fa.
  • Il primo contatto è sempre un momento molto delicato, Jake. Va trattato con estrema attenzione. Diciamo che è come se fosse il primo appuntamento con una bella ragazza.
  • [Rivolto a Kira] Lo so che lei lotta per tutti coloro che sono oppressi. Ha dedicato tutta la sua vita a combattere battaglie impossibili, proprio come questa. Ma deve rendersi conto di una cosa, Maggiore. Lei è dall'altra parte ora.
  • [Rivolto a Kira] La prima volta che l'ho vista, Maggiore, ho creduto che fosse ostile e arrogante. Be', avevo torto. Bajor ha bisogno di lei e anch'io ne ho bisogno. Lei mi piace e non voglio vederla soffrire.
  • Secondo me, su Deep Space Nine c'è posto per ogni tipo di filosofia.
  • È facile guardare sette secoli indietro e giudicare cos'è giusto e sbagliato.
  • Non sempre siamo d'accordo. In effetti, facciamo delle gran litigate a volte, ma poi ne usciamo sempre conquistando una maggiore comprensione e un rinnovato apprezzamento reciproco.

Seconda stagioneModifica

  • Con i sogni funziona così: più se ne parla e più rapidamente svanisce.
  • Lo ammetta, O'Brien. Si annoierebbe a morte se qui tutto funzionasse a meraviglia.
  • Il mio pensiero torna indietro ai borg, come disprezzavo la loro indifferenza mentre tentarono di sterminarci.
  • Essere cittadini della Federazione non significa necessariamente essere dei santi. [...] Sa qual'è il problema? [...] Il problema è la Terra. [...] Sulla Terra non c'è traccia di povertà, non esiste il crimine e non ci sono guerre. Dalle finestre del comando della Flotta Stellare si vede il paradiso. In quella pace innaturale non è difficile comportarsi come dei santi. Ma i Maquis non vivono in un paradiso. Là fuori, nella zona smilitarizzata i problemi non sono stati ancora risolti. Là fuori non c'è nessun santo. Ci sono solo persone, uomini gonfi di rabbia, atterriti e detterminati che sono disposti a mettere in gioco tutto per sopravvivere, con o senza il consenso della Federazione.
  • Non voglio sulla coscienza un uomo che lotta per la sua terra.

Terza stagioneModifica

  • I romulani preferiscono stare in disparte e manipolare i collaboratori di nascosto.

Quarta stagioneModifica

  • Mio padre diceva che la strada che porta al cuore di una donna passa per il suo stomaco.
  • Curzon una volta mi ha detto che, in ultima analisi, le uniche persone in grado di trattare con i klingon sono altri klingon.
  • Alla fine ho capito che non era dalla Flotta Stellare che volevo allontanarmi. Stavo cercando piuttosto di fuggire dal dolore per la perdita di mia moglie. Pensavo che avrei potuto avvolgere l'uniforme tutta intorno alla mia pena e gettarla via come niente fosse. Ma purtroppo non è così facile. Fuggire ti può aiutare forse per un po', ma presto o tardi la pena ti assalirà un altra volta, e l'unico modo per liberartene è restare lì a testa alta e affrontarla.
  • Dunque, diciamo che DS9 ha varie sfumature di grigio, e Quark è una di quelle sfumature grigie. Lui ha le sue regole e li segue diligentemente. Quando le avrà comprese, capirà chi è Quark.
  • Probabilmente anch'io sarei pronto a qualunque cosa e a qualunque follia per la persona che amo davvero. Ma prima vorrei essere ben sicuro di potermi permettere di pagarne il prezzo.
  • I Jem'Hadar sono di certo i soldati più brutali ed efficienti che abbia mai incontrato in tutta la mia carriera. Non tengono in considerazione le convenzioni di guerra, né la protezione dei civili. Non si limiteranno ai bersagli militari, sono pronti a scatenare un conflitto come la Terra non ha visto dalla fondazione della Federazione.
  • C'è un limite ben preciso alla mia tolleranza verso le stravaganze culturali degli ufficiali al mio comando.
  • Noi non mettiamo i civili in pericolo, neanche potenzialmente per salvare noi stessi. A volte questo significa che perdiamo la battaglia e a volte anche la nostra vita. Ma se non è in grado di fare questa scelta, temo proprio che non possa indossare questo uniforme.
  • Il compito di un capitano è anche saper sorridere, far felice le truppe anche quando è l'ultima cosa al mondo che vorresti fare, perché loro sono le tue truppe e hai il dovere di averne estrema cura.
  • Un uomo morto non potrà mai imparare dai propri errori.

Quinta stagioneModifica

  • I guerrieri klingon parlano sempre con fierezza tra di loro. Non sussurrano, né mantengono le distanze.
  • Ci vuole coraggio per guardarsi dentro, e più coraggio per scriverlo e farlo leggere dagli altri.
  • Kirk ha sempre avuto la fama di essere un rubacuori.
  • [Su James T. Kirk] Sì, lo voglio conoscere, lo ammetto. Vorrei farci due chiacchiere, stringergli la mano e chiedergli del gorn su Cestus III, ma non è per questo che siamo qui.
  • Tutto è più lindo quando è qualcun altro a pulire.
  • Chissà perché, ma le cause perse hanno sempre un fascino nascosto.
  • Il Dominio è noto per la sua abilità negli intrighi politici.
  • Anche nei momenti più tristi, può sempre succedere qualcosa che ti ricordi di come si fa a sorridere.
  • Quando assunsi il comando di questa base, volevo soltanto trovarmi da un'altra parte, ovunque ma non qui. Ora, cinque anni dopo, questa è diventata la mia casa e voi siete ormai la mia famiglia. Lasciare la stazione e lasciare voi è una delle cose più difficili che abbia mai dovuto affrontare. Ma questa guerra non è ancora finita.

Sesta stagioneModifica

  • Sono stato in missione con dei Jem'Hadar un tempo, prima della guerra naturalmente. Erano bravi, soldati duri, professionali. È stato un onore servire con loro. Ma il loro vorta [Weyoun] era totalmente diverso: ambiguo, sleale. Nessuno di noi si fidava di lui e, alla fine, è stato assassinato da un Jem'Hadar.
  • [Su Gul Dukat] Forse preferirei pensare a lui come un pazzo, un uomo devastato. Sarebbe meno pericoloso. Per quanto possa sembrare terribile, una parte di me desidererebbe che fosse morto, ma è un pensiero indegno per un ufficiale federale. Ha perso un impero, ha perso sua figlia e ha quasi perso la ragione. Qualunque siano i suoi crimini, non è già una punizione sufficiente da scontare per il resto della vita?
  • A volte la vita sembra così complicata, ma niente è nero assoluto o del tutto bianco. C'è sempre quella piccolissima sfumatura di grigio. Poi, invece, passi del tempo con un uomo come Dukat e ti rendi conto dell'esistenza di qualcosa che è pura malvagita.
  • Non c'è nessun dato riguardante un vice direttore Sloan negli archivi della Flotta. Per la Sezione 31, la faccenda è un po' più complicata. Il Comando di Flotta di fatto non ammette la sua esistenza. Tuttavia, non lo nega neanche.
  • Mio padre dice che la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
  • Se c'è una cosa che ho imparato nel corso degli anni è che le cattive notizie arrivano sempre nel cuore della notte.
  • Popolazioni intere venivano uccise di giorno in giorno, interi mondi stavano combattendo per la libertà e io ero lì a dover pensare a come risolvere quei problemi sia morali che politici. Sapevo che dovevo tenere d'occhio la situazione globale e vincere la guerra, fermare quello spargimento di sangue, il mio dovere era questo. Così, ho continuato, e ogni volta che affiorava un'altro dubbio trovavo un modo per metterlo da parte.
  • Non sono mai stato impaziente. Non mi tormento per le mie decisioni una volta che li ho prese. Sono come mio padre. Quando è in cucina, dice: "Dubbio e preoccupazione sono i principali nemici di un grande cuoco. Il soufflé ce la farà a gonfiarsi oppure no? Quando è in cottura non si può intervenire, quindi la sola cosa da fare è sedersi aspettare e vedere che cosa succede."
  • Ho ingannato, ho mentito, ho protetto degli uomini per coprire i crimi di altri uomini. Mi sono reso complice di un omicidio, ma la cosa più terribile e sorprendente è che riesco a convivere col ricordo e che se dovessi farlo di nuovo lo rifarei.
  • So che non sarà un'impresa facile e so che pagheremo un altissimo prezzo per ogni singolo sistema su cui rimetteremo le mani, ma in definitiva è senz'altro l'unico modo per allontanare il Dominio dal Quadrante Alfa, e questo è l'intento che ci accomuna tutti: klingon, umani e romulani.

Settima stagioneModifica

  • La guerra non è fatta di efficienza.
  • Il gioco del baseball è molto più che semplice forza fisica. È una dimostrazione di coraggio. Bisogna crederci. È un atto di pura fede, una passione in cui ci si mette il cuore.
  • Se c'è una cosa che i nostri amici vulcaniani non hanno, è il cuore.
  • Sa cos'è che ricorderò meglio di tutta questa guerra? Le liste dei caduti nei rapporti. Qualche volta mi sembra di non fare altro che contare i nomi di chi è morto. Quando è cominciata la guerra, leggevo ogni nome. Pensavo fosse giusto, in onore del loro sacrificio, ma adesso i nomi hanno cominciato a confondersi.

Altri progettiModifica

Odo

René Auberjonois interpreta Odo

Universo Star Trek
Alter ego Odo'ital
Autore Rick Berman, Michael Piller
Interprete

Odo, personaggio di Star Trek: Deep Space Nine.

Star Trek: Deep Space NineModifica

  Citazioni in ordine temporale.

Prima stagioneModifica

  • Sono stato trovato nella Cintura di Denorios e non so da dove sono venuto, non so se esistono degli altri come me. Sono sempre stato costretto a farmi passare per uno di voi e a domandarmi chi sono davvero.
  • Molte persone non sentirebbero ragioni neanche se si bruciassero le mani sul fuoco, e stia sicuro che Gul Dukat è uno di loro.
  • Non ho mai capito perché gli umanoidi vogliono accoppiarsi. [...] Implica troppi compromessi. Tu vuoi vedere il torneo di karo-net e lei vuole ascoltare della musica. E così scendi a compromessi. Ascolti anche tu della musica. A te piace il jazz terrestre e lei preferisce l'opera klingoniana, così scendi a compromessi e ascolti l'opera klingoniana. Ti accingevi a trascorrere una gradevole serata guardando un incontro di karo-net e finisci col passare una terrificante serata ad ascoltare l'opera klingoniana.
  • La leggi cambiano a seconda di chi le fa. Un giorno sono i cardassiani, un giorno la Federazione. Ma la giustizia è la giustizia.
  • Il regolamento cardassiano sarà anche stato oppressivo, ma almeno era semplice.
  • C'è una cosa di voi umanoidi che non riesco a imitare molto bene: [...] la falsità. Ci vuole un talento speciale per questo. Per me è difficile quanto creare uno dei vostri nasi.
  • Io non capirò mai questa vostra folle ossessione di accumulare ricchezze materiali. Passate il breve arco della vostra vita a fare di tutto per mettere insieme sempre più cose finché le vostre preziose dimore non scoppiano di inutili rifiuti. Poi morite, i vostri parenti si vendono tutto e ricominciano questo ciclo perverso.
  • Io non ho bisogno dell'affetto di nessuno. Voglio solo una chiara sfera di autorità, altrimenti me ne vado.
  • Troppa gente sogna posti dove non andrà mai, desidera cose che non potrà mai avere e finisce così a non dare la giusta importanza alla vita reale.
  • Come avrete certamente notato, abbiamo qualche difficoltà e vi dovrei chiedere di evitare di usare in modo sfrenato ed eccessivo la vostra immaginazione.

Seconda stagioneModifica

  • Lei non è forse quella Kira Nerys che ha costruito la sua carriera infrangendo le regole? [...] Maggiore, lei ha violato regole e leggi per almeno quattordici anni! Leggi cardassiane, leggi bajoriane e anche le leggi federali. Le leggi non hanno alcun senso per lei perché lei ha un codice etico personale che conta più di ogni legge. Ed è un peccato, mi creda, che ce ne siano pochi come lei.
  • Non c'è nulla di più deprimente di una lunga serie di vincite al mio tavolo da gioco.
  • Per ordine del comandante Sisko, dovrò ridigere quotidianamente un rapporto sulla situazione dell'ordine pubblico nella stazione. L'utilità d'un simile compito esula dalla mia comprensione, a parte forse la nota mania degli umani di tenere registri, fascicoli e elenchi in quantità tale da costringerli a inventare metodi per renderli microscopici in modo d'archiviarli tutti. Altrimenti, i loro registri invaderebbero l'universo. Quindi, poiché la mia pur discreta memoria non sembra essere sufficiente per la Flotta Stellare, sono onorato di dare la mia voce a questo primo rapporto: Tutto è sotto controllo. Fine del rapporto.
  • Nessuno ha mai dovuto insegnarmi i trucchi della giustizia. È qualcosa che ho sempre conosciuto. Chissà, un retaggio della mia specie forse. È l'unico indizio che ho per capire che tipo di gente siano. Sono riflessioni da trascrivere sul diario della Flotta Stellare? Non m'interessa. La giustizia non può tener conto di sentimenti come la lealtà, l'amicizia, l'amore. La giustizia, come dicono gli umani, è uguale per tutti.
  • Non sono legato a nessuno. Io non sto da nessuna parte. L'unico mio interesse è la giustizia.
  • I riti funebri degli umanoidi mi hanno sempre interessato. [...] Ognuno ha i propri hobby, non lo sai? C'è chi brucia i propri morti, c'è chi li congela in blocchi di ghiaccio, chi preferisce tenersi in casa i corpi dei propri familiari defunti, ma l'usanza dei ferengi di fare in piccoli pezzi i corpi dei loro morti per venderli la trovo davvero irresistibile.
  • Sono un mutaforma. Oh, sì, è vero, non so fare le facce molto bene. Di solito sono molto abile nel cambiare forma per sembrare qualche altra cosa.
  • Quando ero più giovane mi chiedevano tutti in continuazione di trasformarmi. Fingevano di essere i miei grandi amici, ma in realtà volevano solo che io mi mutassi in una sedia, in un animale. Di me non importava niente a nessuno.
  • Il fatto che non conosciamo un'altra forma di vita non significa che possiamo distruggerla.
  • Prima mi dite di svolgere il mio lavoro e poi mi date un manuale della Federazione che elenca tutte le cose che non posso fare. Slegatemi le mani prima di darmi la colpa di qualcosa che non potevo evitare.
  • Una delle poche cose che ho imparato sugli umanoidi è che in particolari situazioni anche il migliore di voi può compiere le azioni più agghiaccianti.
  • I cardassiani amano molto invitare i familiari ai processi e le esecuzioni così che tutto il popolo possa vederli piangere.

Terza stagioneModifica

  • Essere un estraneo non è poi così male. Dà una prospettiva unica e privilegiata.
  • Il fatto che io non abbia bisogno di mangiare non esclude che mi possa interessare la preparazione delle vivande. Sono affascinato dalla sfrenata passione degli umanoidi per il cibo.
  • [Rivolto a Quark] Ho conosciuto molti ferengi nella mia esistenza e, per la verità, anche se alcuni erano più facoltosi di te, tu fra tutti loro sei senz'altro il più disonesto.
  • Quando il dottor Mora mi ha portato per la prima volta nel suo laboratorio, c'erano i cardassiani che supervisionavano, e tutti gli esemplari erano obbligati ad avere una targetta in cardassiano in modo che i sorveglianti potessero sempre sapere a cosa lavoravano i loro scienziati. Ora, siccome nessuno sapeva che cosa fossi di preciso, Mora scrisse sulla mia targetta "esemplare sconosciuto senza nome", che il giorno stesso i sorveglianti decisero di tradurre in lingua cardassiana odo'ital. [...] Odo'ital, alla lettera, corrisponde alla parola "niente". E anche quando il risultato chiarò che ero un essere senziente, su Bajor gli scienziati hanno continuato a chiamarmi così, finché un giorno hanno voluto dividerlo in due parole come un nome di Bajor: Odo Ital. Dopodiché è stato abbrevviato. [...] Poi, è successo che dopo un lungo periodo di tempo, ogni volta, ogni volta che qualcuno usava il mio nome, mi veniva subito da pensare al suo vero significato: "niente". Quale modo migliore di descrivermi? Non avevo famiglia, non avevo amici, non appartenevo a nessun luogo. Sì, quello era il nome più appropriato che potessero assegnarmi, finché ho conosciuto te e tutti gli altri: Sisko, Dax, perfino Quark. Ora, quando sento qualcuno di voi che mi chiama Odo non penso più di essere un niente. Adesso so di essere una persona.
  • Non si è mai troppo attenti quando si interroga un klingon.
  • Nella storia del mio popolo, nessun mutaforma ne ha mai ucciso un altro. Non voglio essere io il primo a farlo.
  • Sono stato un ufficiale della sicurezza per la maggior parte della mia esistenza umanoide, e in tutto questo tempo non mi è mai stato necessario usare un arma per uccidere qualcuno.

Quarta stagioneModifica

  • Nella fruga della battaglia, i klingon non vanno per il sottile quanto bersagli.
  • Se un klingon riuscisse a uccidermi, il minimo che mi aspetterei da lui sarebbe un intera opera sull'argomento.
  • Voi umanoidi siete tutti uguali. Non avete il senso dell'ordine, e Dax è di sicuro la persona più umanoide che abbia mai conosciuto.
  • Ho notato che i bajoriani, a differenza degli altri umanoidi, non hanno l'abilità di nascondere le proprie emozioni.
  • Lavoro cogli uomini della Federazione ormai da molti anni, e affermano di essere aperti e comprensivi. Ma per qualche motivo sono sempre convinti di avere ragione e, in determinate occasioni, è esasperante.
  • Un ufficiale che cerca la morte è un pericolo per sé, ma anche per i suoi compagni.
  • Ho sempre dei sospetti su coloro che smaniano per aiutare un ufficiale di polizia.
  • Io non sono un dio, e neppure i fondatori lo sono. Prima ve ne renderete conto, meglio sarà per voi.
  • Quando mi sono unito agli altri cambianti nel Grande Legame, ho sentito qualcosa di assolutamente nuovo. In quel momento, credevo di essere tra i miei. Per la prima volta, ho sentito di essere in sintonia con il mio popolo, con la loro sfiducia per i solidi, la loro determinazione assoluta a proteggere la stirpe. Ed ecco che, solo un istante dopo, tutto è stato strappato via. Mi sento intrappolato in questo mio involucro, e non potrò più unirmi al Grande Legame. Il mio lavoro è l'unica cosa che mi rimane.

Quinta stagioneModifica

  • All'inizio, ho avuto problemi col processo di ingestione. L'ho trovavo disgustoso. Ma, adesso che mi sono abituato, trovo che mangiare e bere sia piuttosto gradevole. E una delle poche cose che voi... volevo dire, noi umanoidi abbiamo un controllo totale.
  • "Solido"! Non ho mai capito perché la mia gente utilizzi quel termine. I corpi umanoidi sono incredibilmente fragili.
  • Non hai neanche la minima idea di tutte le meraviglie che ci sono in serbo per te. Lo sai che cosa sei? Un cambiante, un mutaforma. Puoi diventare qualsiasi cosa, un falco tarkaliano che si leva alto nel cielo, o un pitone filiano che penetra nelle fessure del terreno, tutto quello che avrai voglia di essere. Io invece non sono mai stato un bravo mutaforma. Se potessi vedere il volto in cui sono imprigionato, capiresti cosa voglio dire, ma penso di poter essere un buon insegnante. Tu diventerai migliore di me, e non ti tratterò mai come sono stato trattato io. Mai.

Sesta stagioneModifica

  • Il Legame non è fatto per scambiarsi informazioni, è fatto per fondere il pensiero e la forma le idee e le sensazioni.
  • Tutte le altre potenze hanno una loro Sezione 31. I romulani hanno la Tal Shiar, i cardassiani avevano l'Ordine Ossidiano.

Settima stagioneModifica

  • È ben risaputo che i vorta sono una razza di cloni, ma credo che l'universo non sia ancora pronto per due Weyoun.

Altri progettiModifica

Quark

Cosplay di Quark

Universo Star Trek
Autore Rick Berman, Michael Piller
Interprete

Quark, personaggio di Star Trek: Deep Space Nine.

Star Trek: Deep Space NineModifica

  Citazioni in ordine temporale.

Prima stagioneModifica

  • Io non sono un ladro! [...] Se lo sono, non sei stato in grado di provarlo per quattro anni.
  • Io ho fatto carriera perché so quando andarmene, e questo governo provvisorio bajoriano è veramente troppo provvisorio per i miei gusti. Perché quando i governi cadono, gli elementi come me vengono messi al muro e fucilati.
  • Io adoro i bajoriani. Hanno una cultura profonda e spirituale, ma producono una birra orrenda. Mai fidarsi della birra fatta da gente cogli abiti lunghi.
  • [Su Odo] Nessuno conosce quel mutante meglio di me. Lasciate che vi dica una cosa: ha un caratteraccio, è prepotente, suscettibile, ma non è un collaboratore dei cardassiani né un assassino.
  • Un vecchio detto ferengi dice: "Non chiedere mai se puoi prendere."
  • Non chiamarmi "barman"! Io non sono il barman. Io sono il vostro ospite, il proprietario a disposizione delle anime aflitte che si rifugiano nel mio locale.
  • Non so cosa mi renda più felice: il tuo smagliante sorriso o il tuo portamonete gonfio.
  • Non c'è niente di male nelle illusioni. Ne vendo tante ogni giorno a decine di persone.
  • Sei proprio patetico. Tu credi che tutti nella galassia siano degli esseri miserabili e soli come te, Odo. Anche se ti è difficile da comprendere, alcuni di noi gradiscono la compagnia, il suono di una voce amica, i tratti di un volto familiare, il tocco di un corpo arrendevole e liscio.
  • Fa bene volere qualcosa. [...] Soprattutto quello che non posso avere.
  • Un proverbio ferengi dice: "Scatola piccola, cose preziose".
  • Perché non la smetti di pensare che l'intera galassia stia tramando alle tue spalle? La paranoia dev'essere costante della tua specie, Odo. Forse è per questo che nessuno ha mai visto un altro mutaforma. Si nascondono tutti!
  • Non digerisco esseri che credano che il dolore sia un piacere. In piccole dosi forse lo è, ma i klingon è meglio tenerli lontani dalle sale ologrammi. Distruggono tutto. Non ho ancora finito di aggiustare la sala 6. Non dico che non paghino bene. Dico solo che, alla fine, con tutti i danni che fanno sei fortunato se ci vai pari.

Seconda stagioneModifica

  • Non bisogna mai prendere in giro i genitori di un ferengi. Questa è la Regola numero 31.
  • "Gli affari sono affari". Regola dell'acquisizione numero 16.
  • Sono d'accordo con la 59esima Regola dell'acquisizione: "Consigli gratuiti non sono economici".
  • La maggior parte delle mie informazioni non sono altro che voci, ma bastano a convincermi che chiunque apprenda il segreto del Dominio, qualunque esso possa essere, apprenderà il segreto del Quadrante Gamma.
  • Io faccio un controllo delle mie entrate ogni ora. Le mie cifre orarie diventano i miei indicatori, i miei indicatori diventano le mie proiezzioni, e le mie proiezzioni, basate sulle ultime 26 ore, mostrano un abbassimento senza precedenti dei profitti.
  • La 47esima Regola dell'acquisizione dice: "Non fidarti di un uomo che ha un vestito migliore del tuo".
  • "Dignità e tasche vuote non valgono un bel niente". Regola dell'acquisizione numero 109.
  • In certi momenti, è giusto ricordare la 57esima Regola dell'acquisizione: "I buoni clienti sono rari e molto preziosi come l'oro. Conservali".
  • Regola dell'acquisizione numero 112: "Mai fare sesso con la sorella del capo".
  • Stringere un nuovo rapporto d'affari è la più speciale delle occasioni per un ferengi.
  • Tutte le transazioni d'affari dei ferengi sono disciplinate da 285 regole dell'acquisizione per assicurare un giusto svolgimento delle stesse a tutte le parti interessate... Beh, quasi a tutte.
  • I vulcaniani sono una specie che apprezza in modo particolare le buone orecchie.
  • La terza Regola recita chiaramente: "Non spendere mai più denaro del necessario per un'acquisizione".
  • Io sono un fermo sostenitore della Regola 285: "Nessuna buona azione potrà mai restare impunita".
  • Voi della Federazione siete tutti uguali. Parlate di tolleranza, parlate di comprensione, non è vero? Ma li praticate solo verso i popoli che vi somigliano, che vi ricordano voi stessi. E, poiché disapprovate i nostri valori ferengi, voi ci disprezzate, diffidate di noi, ci insultate non appena se ne presenta l'occasione. Un vero schifo!
  • Credo di aver capito perché agli umani non piacciono i ferengi. [...] Secondo me, voi umani eravate molto simili ai ferengi: avidi, assetati di possesso, interessati solo al profitto. Vi ricordiamo di continuo quella parte di voi che preferite dimenticare. [...] Ma tralasciate un particolare: voi umani, una volta, eravate molto peggio dei ferengi: schiavitù, campi di concentramento, guerre interstellari. Non abbiamo niente nel nostro passato che somigli lontanamente a questo genere di barbarie. Lo vede? Noi non siamo come voi. Siamo migliori.

Terza stagioneModifica

  • Io ho un sogno. Io sogno che un giorno tutti gli esseri, umani, Jem'Hadar, ferengi, cardassiani, staranno insieme in pace... intorno ai miei tavoli di dabo.
  • Era meglio se facevo l'assicuratore. Meno ore, molti più soldi, nessun problema.
  • Voi umani non imparerete mai. Permettete alle vostre donne di andare dove vogliono, di lavorare, di indossare certi abiti, poi mi chiedete perché i vostri matrimoni falliscono. [...] Critica pure quanti ti pare, ma nelle famiglie ferengi marito e moglie non litigano mai, niente divorzi, niente separazioni, non c'è nient'altro che pace armoniaca coniugale.
  • Oltre il profitto c'è il nulla. Volere il profitto è il più puro e il più nobile di tutti i sentimenti.
  • Si comincia sempre così: il più giovane influenzabile cede, si arruola nella Flotta Stellare, subito dopo una intera generazione di ferengi segue il suo esempio, abbandonando così la ricerca del profitto. Sarà la fine della civiltà ferengi.
  • Non ha importanza se ha guadagnato uno o mille pezzi d'oro. Alle femmine non è consentito avere profitti. Questa è la legge.

Quarta stagioneModifica

  • Prima erano i cardassiani, poi è arrivato il Dominio, adesso ci mancavano i klingon. Come fa un povero ferengi a vivere in un posto così?
  • Voi umani! Pensate soltanto a rendere felici le vostre donne, a far delle amiche. Noi ferengi non sbagliamo. La donna è il nostro nemico, e come tale va trattata. Il segreto è non darle mai le migliori carte. Se vi chiede d'incontrarvi più spesso, frequentatela ancora di meno. Vuole nuovi regali? Date poca importanza ai suoi desideri, e non perderete il controllo.
  • È una vecchia espressione ferengi. Quando diciamo che qualcuno ha i lobi, intendiamo che ha il senso degli affari.
  • 5.000 anni, 10.000 anni, non vedo qual'è la differenza. La velocità del progresso tecnologico è meno importante dei guadagni trimestrali a breve termine.
  • Ricorda che sotto quella patina placida della Federazione, gli umani sono un gruppo di violenti selvaggi.
  • Sa che cosa apprezzo nei racconti klingon, comandante? Niente. Distruggono eserciti interi e non c'è nessuno che ne tragga un profitto.
  • [Sui klingon] È una cosa molto rara che voi siate di buonumore. Siete tutto tranne che una razza disponibile e simpatica, dico bene?

Quinta stagioneModifica

  • Vengono qui perché sanno che farò il possibile per aiutarle a dimenticare i loro guai, per una somma ragionevole, certo.
  • Io so solo che un matrimonio in cui alle femmine sia concesso di parlare e indossare vestiti è condannato al fallimento.

Sesta stagioneModifica

  • Non c'è profitto nella gelosia.
  • I ferengi possono essere duri come i klingon. [...] Hanno solo bisogno dell'opportunità, dell'addestramento e di un po' di latinum come incentivo.
  • Tutte le altre potenze hanno una loro Sezione 31. I romulani hanno la Tal Shiar, i cardassiani avevano l'Ordine Ossidiano.
  • Sapete, credo che sia nostro dovere civico combattere questo mortorio, ed è per questo che ho voluto di estendere l'happy hour. [...] D'ora in poi, ogni ora sarà un happy hour, finché gli affari non ripartono.
  • Avrei dovuto ricordarmi di una Regola fondamentale dell'acquisizione: "Una azione altruistica non resterà mai impunita".

Settima stagioneModifica

  • Lascia che ti dica una cosa sugli umani, nipote. Gli umani sono gentili ed anche amichevoli quando hanno la pancia piena e le sale ologrammi funzionano. Ma prova a negare loro tutte le comodità, privali del cibo, privali del sonno, delle docce soniche, metti a rischio le loro vite per un lungo periodo di tempo, e quelle stesse amichevoli, intelligenti e meravigliose persone diventeranno isteriche, e con una violenza che li farà assomigliare un klingon.
  • Se la Federazione avesse ascoltato l'Alleanza Ferengi, non ci sarebbe stata nessuna guerra. [...] Noi ci saremmo messi d'accordo, ci saremmo seduti intorno a un tavolo diplomatico e avremmo firmato una pace duratura. Un accordo che andasse bene a tutti.
  • Noi umanoidi siamo il prodotto di milioni di anni di evoluzione. I nostri antenati hanno imparato che quello che non conosci ti può uccidere. Non sarebbero sopravvissuti senza l'istinto di balzare all'indietro vedendo un serpente, e ora, dopo milioni di anni, quell'istinto esiste ancora. È genetico. La nostra tolleranza verso altre forme di vita non va oltre le specie con due gambe e due braccia.

Altri progettiModifica

Citazioni sulla Guerra del Dominio.

CitazioniModifica

Quinta stagioneModifica

  • Kai Winn: Capisce la difficoltà della mia situazione? Se decidessimo di schierarci al fianco della Federazione contro il Dominio, rischieremo di diventare subito la prima vittima di questa prossima guerra.
    Benjamin Sisko: Se invece la scelta fosse di allearsi con il Dominio, rischiereste di essere il primo mondo a essere conquistato.

Sesta stagioneModifica

  • Gul Dukat: Cardassia era tanto così dall'orlo dell'abisso, maggiore. La guerra coi klingon ci aveva ridotti a potenza di terz'ordine. Il mio popolo era confuso e io l'ho fatto tornare forte di nuovo.
    Kira Nerys: A quale prezzo? Lei ha venduto Cardassia al Dominio.
    Gul Dukat: È vero. È alto come prezzo, non c'è dubbio. Ma guardi cosa abbiamo ottenuto in cambio: l'intero Quadrante Alfa.
  • Noi continuiamo a ritirarci mentre invece il Dominio continua a spingersi in avanti. Ti dico una cosa, Worf, la guerra è molto più divertente quando vinci. Le sconfitte mi fanno sentire dolore alle ferite. (Martok)
  • Popolazioni intere venivano uccise di giorno in giorno, interi mondi stavano combattendo per la libertà e io ero lì a dover pensare a come risolvere quei problemi sia morali che politici. Sapevo che dovevo tenere d'occhio la situazione globale e vincere la guerra, fermare quello spargimento di sangue, il mio dovere era questo. Così, ho continuato, e ogni volta che affiorava un'altro dubbio trovavo un modo per metterlo da parte. (Benjamin Sisko)
  • Il tempo non sta lavorando a vostro vantaggio. I cantieri navali del Dominio stanno funzionando al cento per cento e i vostri sono ancora fuori uso. Il Dominio sta approntando legioni di soldati Jem'Hadar a ritmo continuo. Voi non potete nemmeno disporre della manodopera. Ma la cosa importante è che il Dominio ha tutte le intenzioni di vincere questa guerra a qualunque costo. (Vreenak)
  • So che non sarà un'impresa facile e so che pagheremo un altissimo prezzo per ogni singolo sistema su cui rimetteremo le mani, ma in definitiva è senz'altro l'unico modo per allontanare il Dominio dal Quadrante Alfa, e questo è l'intento che ci accomuna tutti: klingon, umani e romulani. (Benjamin Sisko)

Settima stagioneModifica

  • Sa cos'è che ricorderò meglio di tutta questa guerra? Le liste dei caduti nei rapporti. Qualche volta mi sembra di non fare altro che contare i nomi di chi è morto. Quando è cominciata la guerra, leggevo ogni nome. Pensavo fosse giusto, in onore del loro sacrificio, ma adesso i nomi hanno cominciato a confondersi. (Benjamin Sisko)
  • Quark: Se la Federazione avesse ascoltato l'Alleanza Ferengi, non ci sarebbe stata nessuna guerra.
    Nog: Perché noi ci saremmo arresi senza un briciolo di orgoglio.
    Quark: No! Noi ci saremmo messi d'accordo, ci saremmo seduti intorno a un tavolo diplomatico e avremmo firmato una pace duratura. Un accordo che andasse bene a tutti.
  • Quando è scoppiata la guerra, l'idea non mi ha certo reso felice ma, nonostante tutto, ero pronto. Volevo mettere alla prova me stesso per una volta. Volevo dimostrare a tutti che ero capace di essere un valorosissimo soldato. Ho partecipato a tante battaglie, i miei occhi hanno visto tanta gente ferita, ho assistito alla morte di parecchi compagni, ma credevo che a me non sarebbe mai successo niente. E invece, all'improvviso, il dottor Bashir mi dice che deve per forza amputarmi la gamba. Non potevo crederci, e non ci credo ancora. Se mi possono sparare, se possono farmi perdere una gamba, allora può accadermi di tutto, Vic. Potrei anche morire domani. Non sono pronto ad affrontare tutto questo. (Nog)
  • Odo: Quando venni a sapere che il nostro popolo era a capo del Dominio, realizzai subito che il mio posto non era fra loro. La guerra che stanno combattendo è sbagliata.
    Laas: Io riesco a comprendere la loro sfiducia negli umanoidi. Perché conquistarli però? Meglio evitarli del tutto.
  • Quando la guerra sarà finita, assisteremo a grandi cambiamenti. Il Dominio sarà ricacciato nel Quadrante Gamma, l'intera area dell'Impero cardassiano verrà occupata, l'Impero klingon impiegherà non meno di dieci anni per riprendersi dalla guerra e quindi non preoccuperà più nessuno. Rimarranno due potenze a disputarsi il controllo di tutto il quadrante: la Federazione e i romulani. (Luther Sloan)
  • Damar: I nostri avversari non considerano i loro soldati sacrificabili. Non li producono in serie come i Jem'Hadar.
    Weyoun 7: Se c'è qualcosa che vuole dire, Damar, lo faccia.
    Damar: Lei si rende conto di quanto sia costata questa guerra ai cardassiani? Non c'è una sola famiglia che non abbia almeno un grave lutto.
    Weyoun 7: Certo, ma i loro grandi sacrifici verranno ricompensati perché saremo noi i vincitori.
  • Questa alleanza fra la Confederazione Breen e il Dominio avrà il merito di porre fine alla guerra che sta lacerando questo quadrante. Con i breen a nostro fianco, la Federazione non sarà più in grado di fermarci. Tutti i nostri nemici saranno annientati. (Femmina mutaforma)

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