Niki Lauda

pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo austriaco (1949-2019)

Andreas Nikolaus "Niki" Lauda (1949 – 2019), pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo austriaco.

Niki Lauda (1975)

Citazioni di Niki LaudaModifica

  • [Ayrton Senna] È stato il miglior pilota che sia mai vissuto.
He was the best driver who ever lived.[1]
  • [Su Max Verstappen] Il talento del secolo.[2]
  • L'ambiguità appartiene alla Ferrari come il motore a dodici cilindri.[3]
  • La cosa più importante per capire come va una macchina è il culo.[3]
  • Pensando positivo e vivendo sempre fino in fondo tutte le esperienze, Clay Regazzoni mi ha insegnato ad amare la vita. Il gusto della vita l'ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c'era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo.[4]
  • Preferisco avere il mio piede destro che un bel viso.[5]
  • Rispetto gli altri team di F1 la casa di Maranello sembrava la Nasa, con quella pista pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona.[6]
  • Quando ce la fai sono tutti con te, quando perdi li hai tutti contro. In mezzo non c'è niente.[7]
  • Una curva appartiene a chi vi accede per primo.[8]

I miei anni con FerrariModifica

  • [Su Mauro Forghieri] Ha la delicatezza psicologica di una vipera.
  • [Su Daniele Audetto] [È interessato solo alla parte mondana della Formula 1], le cene eleganti erano per lui della massima importanza.
  • [Su Enzo Ferrari] [Vive in un ufficio che mette soggezione], una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi.
  • [Su Clay Regazzoni] Anche se non diventammo mai veramente amici, l'ho sempre apprezzato.
  • [Su Daniele Audetto] [...] prima di una corsa, mi ordinò, seriamente, di fare vincere il mio compagno di squadra, perché tu hai già vinto troppo.
  • [Su Mauro Forghieri] La vita insieme a lui è semplicemente troppo difficile.

Citazioni su Niki LaudaModifica

  • Ho seguito come appassionato prima come addetto ai lavori, in seguito l'automobilismo sportivo dagli anni '50 ad oggi. Ho conosciuto molti e grandi piloti. Ma Lauda era diverso. [...] Il ruolo ed il talento del pilota ancor'oggi fa la differenza: all'epoca di Lauda era essenziale. Non a caso Niki dopo l'incidente del Nurbugring nel suo conciso italiano disse "meglio bruciata mia faccia che mio culo". L'unico sensore in grado di valutare la tenuta di strada della vettura era il fondo schiena del pilota, la sola zona di contatto veicolo-pilota. Ed il pilota sulla base delle informazioni trasmessegli da tale sensore illustrava il comportamento della macchina ai tecnici o direttamente ai meccanici che provvedevano alle necessarie regolazioni migliorative. Ed il pilota perciò era in grado di trasformare la vettura da "brutto anatroccolo" a "cigno vincente". (Claudio Lombardi)
  • Niki è stato anche un grande campione fuori dal circuito, un uomo diretto e sincero, un amico leale. Anche duro nel dire le cose con la massima trasparenza. [...] Lo ricordano come un 'computer'? Era un ragazzo di grandissima sensibilità. Ha sempre lavorato nei dettagli [...]. Gli piaceva ridere e divertirsi, ma sempre con un fondo di serietà. (Luca Cordero di Montezemolo)
  • Lauda è peggio di Giuda. Si è venduto alla concorrenza per trenta salami. (Enzo Ferrari)
  • Lauda usciva da ogni racconto come un gigante, non tanto per le sue evidenti qualità di pilota e poi di manager quanto per quell'indipendenza di pensiero che è sempre stata la sua cifra originale. È sempre bello, anche perché raro, scoprire che un tuo idolo d'infanzia è anche una persona degna di essere ammirata a 360 gradi. (Paolo Condò)
  • Quando Lauda tornò in pista dopo 42 giorni [dall'incidente del Nürburgring in cui rischiò la vita] pensai che era nella sua indole, noi correvamo per passione. (Arturo Merzario)
  • Se gli davi una monoposto in grado di vincere, Niki vinceva. Non c'è molto altro da dire. (Mauro Forghieri)

Daniele AudettoModifica

  • [«Daniele tu non hai avuto un rapporto troppo amichevole con Lauda...»] In realtà non è così [...]. Certo, dopo l'incidente del Nurburgring, Niki se l'era presa perché io avevo contattato prima Emerson Fittipaldi e poi Ronnie Peterson per sostituirlo sulla Ferrari. Io mi ero limitato a eseguire quanto mi era stato chiesto da Enzo Ferrari. E, onestamente, nessuno si sarebbe aspettato una ripresa dell'austriaco così rapida. Il Commendatore pensava che difficilmente Niki avrebbe potuto ancora guidare una F1 ai suoi livelli e per questo intanto mi mandò a cercare un sostituto per quell'anno. Lauda se l'era presa molto con me e solo in un secondo tempo capì la situazione nella quale mi ero trovato. All'inizio non fu facile, ma poi comprese e già quando ero team principal dell'Aguri Suzuki non perdeva occasione per venire da noi a mangiare un piatto di spaghetti perché il nostro cuoco era un italiano molto bravo.
  • [Sul Gran Premio di Germania 1976] Niki arrivò in Germania fiducioso di convincere i suoi colleghi che il circuito dell'Eifel era anacronistico, troppo insicuro, illogico. Io feci l'impossibile per convincerlo che si trattava di una crociata destinata a fallire: non ci fu niente da fare. Lui chiamò una riunione e fece indire una votazione: la sua mozione fu sconfitta per un solo voto. L'atmosfera del weekend si era fatta pesante: la pole firmata da Hunt non rese le cose più serene. Il giorno della gara, venne a piovere poco prima del via. Tutti eccetto la McLaren di Mass partirono con gomme da bagnato; ma già nel corso del primo giro la situazione cambiò e quasi tutti rientrarono in pitlane per pneumatici slick. Niki non era partito bene ed era scivolato dalle retrovie. Il pit-stop non fu rapidissimo e lui si proiettò nuovamente in pista come un ossesso. Sapeva di dovere recuperare e che Hunt era invece nelle posizioni di testa: più tardi Carlos Pace mi raccontò che Lauda l'aveva raggiunto in poche curve e superato con un'aggressività che non gli conosceva. Al secondo giro, l'incidente nella zona di Bergwerk, la Ferrari distrutta e incendiata, il suo salvataggio a opera di altri piloti. Poi l'ospedale, il dramma, la vittoria di Hunt e un mondiale che, adesso sì, si stava davvero riaprendo, perché fu subito chiaro che Niki non sarebbe rientrato in gara rapidamente.
  • Niki è stato un grande campione, una persona eccezionale con un carattere forte e duro soprattutto con se stesso. È stato il pilota che ha cambiato l'approccio alla F1 con un atteggiamento più professionale: Niki curava molto la salute, la preparazione fisica, passava molto tempo con i tecnici e i meccanici per capire tutto della monoposto e del motore.
  • [«Il ritorno di Lauda sulla Ferrari 312 T2 a Monza fa già parte della leggenda...»] Niki si presentò a Maranello dicendo che voleva provare la macchina e Ferrari in modo crudo gli disse: "Dimostrami che sei ancora in grado di andare forte e che hai il fisico per farlo...". Lauda non aggiunse una parola e si infilò nell'abitacolo della macchina. Bastarono pochi giri per capire che non era solo velocissimo come prima, ma anche molto determinato, tanto che decise di correre il GP d'Italia a Monza a inizio settembre, quando ebbe l'incidente al Ring il 1º agosto. Niki si classificò quarto che ancora sanguinava dalle ferite alla testa e riprese il comando di un campionato che sicuramente avrebbe vinto [...] [«In effetti è arrivato al Fuji in testa alla classifica iridata con la Ferrari, ma poi c'è stato quello strano ritiro che è passato alla storia come il... coraggio di avere paura, durante un GP del Giappone partito sotto un diluvio universale...»] Al Fuji Niki si era fermato dopo pochi giri fidandosi delle parole di Bernie Ecclestone e dell'accordo che aveva raggiunto con Emerson Fittipaldi, allora rappresentante della GPDA [l'associazione dei piloti, ndr], che i piloti top si sarebbero ritirati via via perché pioveva a dirotto da ore e la pista non drenava più l'acqua, ma avevano garantito che sarebbero partiti nella gara, visto che Bernie per la prima volta aveva comprato i diritti per la diretta TV in Eurovisione. Peccato che James Hunt subì le minacce di Teddy Meyer [il team manager McLaren, ndr], che gli disse che non avrebbe avuto scampo se si fosse fermato. Non avrebbe ricevuto alcun soldo e la sua carriera sarebbe stata messa a rischio. Non feci in tempo ad avvisare Lauda di quello che stava succedendo, per cui Niki si attenne al patto che aveva siglato con gli altri piloti e si fermò. [...] È stato un errore mio non convincerlo a stare in pista ancora qualche giro, giusto per capire quali intenzioni avesse James. Anche perché poi l'uragano si placò e sapete come poi è andata a finire... Niki era un uomo tutto di un pezzo: non me la sono sentita di costringerlo a continuare il GP perché solo qualche mese prima l'avevo visto in fin di vita al Nurburgring e, quindi, ho ritenuto che la vita fosse più importante di un titolo mondiale, per quanto importante come quello di F1...

NoteModifica

  1. Citato in (EN) The Last Ride, sportsillustrated.cnn.com, 9 maggio 1994.
  2. Citato in Marco Belloro, F1 | Lauda: "Verstappen è il talento del secolo", formulapassion.it, 16 maggio 2016.
  3. a b Citato in Palla lunga e pedalare, p. 52.
  4. Citato in Clay Regazzoni, I sessant'anni Ferrari, repubblica.it.
  5. Citato in Palla lunga e pedalare, p. 50.
  6. Citato in Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano, I sessant'anni Ferrari, repubblica.it.
  7. Citato in Palla lunga e pedalare, p. 100.
  8. Citato in Palla lunga e pedalare, p. 51.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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