Igor' Girkin

militare russo

Igor' Vsevolodovič Girkin noto anche come Igor' Ivanovič Strelkov (1970 – vivente), militare russo.

Girkin nel 2015

Citazioni di Igor' GirkinModifica

Da Intervista ESCLUSIVA al colonnello Igor Strelkov ("Stato e Potenza")

Intervista di Antonio Grego, decamentelibera.blogspot.com, 7 febbraio 2015.

  • [Sulla rivoluzione ucraina del 2014] Tra un anno erano in programma le elezioni e il colpo di stato è stato fatto per radicalizzare drammaticamente la situazione e per stabilire un regime illegale che riflette gli interessi di una minoranza della popolazione, poichè la maggioranza degli ucraini e dei russi, che costituiscono una parte molto significativa della popolazione, tradizionalmente si relazionavano amichevolmente con la Russia e non avrebbero sostenuto la politica anti-russa della "giunta di Kiev", come noi la chiamiamo e cosa che è in realtà.
  • [Sulla guerra del Donbass] La situazione militare si può riassumere nel fatto che il tentativo iniziale delle forze ucraine di distruggere le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk non ha avuto successo. Tuttavia, Kiev non cessa questi tentativi ed è determinata a recuperare tutti i territori persi ad ogni costo, compreso a costo dello sterminio totale della popolazione, cosa che sta facendo ora.
  • [Petro Porošenko e Oleksandr Turčynov] non sono nazionalisti, sono nazisti. La giunta di Kiev ora è soltanto uno strumento cieco. Anche se i suddetti volessero fermare la guerra, quelli che hanno finanziato il colpo di stato a Kiev, chi li gestiva e gestisce, cioè i circoli dirigenti degli Stati Uniti, non permetterà a loro di farlo, dato che lo scopo di tutto questo sconvolgimento e di tutta la guerra era la creazione della lama orientata al cuore della Russia, la creazione di una guerra con la Russia. Cioè, l'Ucraina è stata sacrificata, lanciata come la vittima sull'altare della guerra, può bruciare, può succedere qualsiasi cosa, ma questa giunta seguirà gli ordini di Washington e combatterà fino all'ultimo ucraino. Si tratta della vecchia politica anglosassone prima attuata dal Regno Unito, e che ora attua l'America: combattere fino all'ultimo alleato, cercando massimamente di non entrare in guerra, oppure entrando quando il corso della guerra è già stato deciso. Ecco perché non credo nella durata di un qualsiasi accordo di pace.
  • È naturale che il popolo russo delle regioni di Donetsk e Lugansk, ma anche di Kharkov, Melitopol, Kherson e Odessa, si sia sempre orientato verso la Russia come il centro dell'Ortodossia, come il centro culturale del proprio popolo, perché stiamo parlando proprio del popolo russo, mentre l'Ucraina occidentale, e nemmeno tutta, è il punto di riferimento di tutti quei sovversivi, quei nazisti, che hanno ora preso il potere e che trattano con il disprezzo più profondo l'ortodossia e la cultura russa, la cultura popolare russa, loro sono i degenerati del popolo ucraino.
  • Basti dire che la [...] composizione etnica [dei rivoluzionari del Maidan] può essere valutata con scetticismo come appartenente al popolo ucraino, basti dire che tutta la leadership del Maidan non sia altro che un gruppo di cultisti, persone con orientamento sessuale non convenzionale, persone famose per reati di corruzione, i quali non hanno ricevuto, ovviamente, nessuna condanna ufficiale da parte dei tribunali.
  • Se si guarda più in generale, sopra l'Ucraina passa la linea del fronte della guerra tra la completa apostasia, il mondo materialista occidentale che sta sprofondando nell'apostasia antispirituale e la Russia, che l'Occidente considerava già conquistata e subordinata, ma dove sono ancora rimaste le forze che resistono.
  • L'Europa cristiana non c'è più. La Russia nonostante tutte le repressioni "umanistiche", le persecuzioni, ha mantenuto la Chiesa Ortodossa russa nella forma in cui era all'inizio del 20° secolo. Forse proprio le repressioni e le costanti persecuzioni hanno permesso alla Chiesa Ortodossa di sopravvivere in uno stato funzionale e di mantenere i propri principi di base, senza dissolversi nella mondanità. Forse grazie anche al fatto che nell'Unione Sovietica le frontiere erano sigillate.
  • [Gli Stati Uniti] contano su questa guerra, che con l'aiuto della quinta colonna russa non avrà un carattere deciso, durerà a lungo e non porterà la vittoria alla Russia ma la dissanguerà. Inoltre il destino dell'Ucraina non preoccupa gli Stati Uniti. In pratica, la guerra sarà imposta alla Russia. Essa le è già stata imposta. Credo che l'unica strada per la Russia sia quella di vincere questa guerra e vincere in modo decisivo, liberare la città di Kiev, liberare il popolo russo anche dalle più recenti tecniche neurolinguistiche con le quali i russi e gli ucraini si sono trasformati in semi-zombie.
  • Non c'è nessuna alternativa, solo una totale comprensione che la guerra non potrà essere evitata, l'entrata in questa guerra e la vittoria potranno salvare la Russia, perchè una sconfitta in politica estera del presidente in Novorussia porterà al suo rovesciamento, e la quinta colonna di sicuro utilizzerà tale sconfitta. La sconfitta porterà la discordia e la guerra già sul territorio della Russia. In definitiva o si ha una vittoria in una guerra esterna o una guerra interna con ben maggiori vittime.

Da L'intervista di Igor Strelkov con Kolokol Rossii. A proposito di Transnistria, Moldova, Ucraina e Russia

civg.it, 17 luglio 2015.

  • [Sulla Transnistria] Cerchiamo di essere sinceri, quest'area è circondata da paesi ostili alla Russia: Ucraina e Moldova. Il fatto che questi paesi siano ostili a noi è, tra l'altro, un risultato "straordinario" della nostra diplomazia e della nostra politica estera.
  • Non vi è alcun collegamento di terra con la Transnistria, ed i due paesi che confinano con questo "ultimo frammento dell'Unione Sovietica" hanno tutto l'interesse che lì non ci siano truppe russe, e che non esista neanche la Transnistria. Di conseguenza, la Russia dovrà agire in modo asimmetrico se vuole proteggere il suo alleato. Dovremo essere coinvolti o in una guerra aerea, che sarebbe estremamente svantaggioso, visto che il nemico avrà il vantaggio importante di utilizzare le difese antiaeree a terra, o dovremmo tentare di aprire un corridoio di terra fino alla Transnistria. Quest'ultimo scenario verrebbe subito etichettato come aggressione russa contro gli Stati indipendenti di Ucraina e Moldova.
  • Se la Russia fosse entrata in un conflitto diretto con l'Ucraina un anno fa, il paese e il Presidente stesso avrebbe dovuto affrontare un numero enorme di problemi economici e politici, ma ci sarebbero stati anche enormi vantaggi, da Kharkov a Odessa! La Russia avrebbe potuto riconquistare milioni di russi, e anche enormi territori economicamente avanzati ... E ora, più di un anno dopo, questi vantaggi sono scomparsi. Ora il numero di "contro" ha superato tutti i "pro". Più cerchiamo di negoziare con coloro che sono in linea di principio contrari ad un faccia a faccia, minori sono le nostre possibilità di realizzare qualcosa in un prossimo futuro.
  • [«Ma la Transnistria si considera una repubblica indipendente...»] Questo è quello che dice, ma nessuno l'ha riconosciuta come tale. [...] La Russia continua a considerare la Transnistria come parte della Moldova. [...] Un riconoscimento è possibile. Tuttavia, se viene denunciato l'accordo, e noi riconosciamo la Transnistria come stato indipendente, allora dovremmo lottare per essa!
  • [Sulla crisi russo-ucraina] L'Ucraina è ossessionata dalla guerra. Come un tossico che è dipendente dalle droghe pesanti, l'Ucraina non può smettere di combattere. È un circolo senza fine: prepararsi, assalire la Russia, venire respinti, prepararsi di nuovo per un altro scontro. L'Ucraina non può esistere in condizioni di pace, perché tutte le sue risorse sono rivolte alla guerra. Una vittoria in questa guerra è l'unica piccolissima possibilità che l'Ucraina ha di sopravvivere. Non possono stare fermi e congelare la situazione. Sono destinati a continuare a lottare perché congelare questa situazione porterebbe automaticamente alla caduta della Giunta di Kiev. Per un semplice motivo: non appena cade il paravento della Russia come nemico esterno, incominciano subito le domande scomode: perché va tutto così male dopo la "rivoluzione della dignità"? Solo una vittoria, completa e totale, garantirebbe la sopravvivenza dell'Ucraina come stato, o meglio come uno pseudo-stato. E così combatteranno, a prescindere dal numero di accordi di Minsk.

Da Igor Girkin, critica delle operazioni militari russe

Analisi sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022 sul profilo Telegram, 20 aprile 2022; riportato e tradotto in inimicizie.com.

  • Il nemico ha una difesa aerea ben equipaggiata e numerosa, che limita seriamente le azioni dell'aviazione tattica, che è in grado di sostenere le sue truppe sul campo di battaglia. Il nemico ha un VANTAGGIO nei mezzi di ricognizione e nell'artiglieria (droni da ricognizione di varie classi sono già presenti quasi a livello di plotone). La sua artiglieria ha buoni sistemi d’arma e personale ben addestrato. Contro i numerosi veicoli corazzati russi, le FAU[1] (in condizioni di difesa) sono abbastanza preparate, grazie alla quantità enorme di armi anticarro (ATGM) nelle mani della fanteria. In condizioni in cui le truppe russe dovranno prendere d'assalto un agglomerato urbano dopo l'altro, la quantità di truppe diventa determinante. In questo ambito, le FAR[2] e le MP[3] ahimé, non hanno un serio vantaggio.
  • La Federazione Russa non ha la completa supremazia aerea semplicemente a causa del numero insufficiente di aerei d'attacco, e del numero trascurabile di droni d'attacco. Allo stesso tempo, il nemico può tenere la linea del fronte vicino a Donetsk con forze relativamente piccole, grazie all'eccellente equipaggiamento ingegneristico che è stato prodotto per molti anni, mentre i nostri brillanti politici "reggevano il moccolo di Minsk".
  • [L'Ucraina] ha le risorse umane (200-300 mila persone) e la capacità tecnica (un enorme flusso di armi varie dall'Europa e dagli USA) per non solo mantenere un numero sufficiente delle sue truppe al fronte, ma anche creare nuove formazioni. Può crearne in quantità, fino a 100 mila uomini – si tratta di circa 50 BTG[4] comprese le riserve e la logistica nelle retrovie – cioè circa 10 divisioni al completo. E noi cosa abbiamo? Stiamo reclutando per le varie CMP[5], reclutando soldati a contratto negli uffici di registrazione e arruolamento militare e... questo è tutto... le MP (in quanto a mobilitazione) hanno "raschiato il fondo del barile" ma, Dio non voglia, riusciranno a rimpiazzare le perdite future alla bell'è meglio.
  • Senza effettuare una mobilitazione almeno parziale nella Federazione Russa, portare avanti profonde operazioni strategiche offensive nella cosiddetta "Ucraina" sarà impossibile od estremamente pericoloso. Dobbiamo prepararci a una guerra lunga e difficile, che richiederà tutte le risorse umane che ora vengono sperperate in modo mediocre per "una bandiera sopra il prossimo consiglio comunale". La facilità con cui la bandiera può cambiare nuovamente è sotto gli occhi di tutti, Gostomel e Bucha non lasciano spazio a menzogne.

NoteModifica

  1. Forze armate ucraine
  2. Forze armate russe
  3. Milizie popolari delle repubbliche separatiste
  4. Battalion tactical group
  5. Compagnie militari private

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