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Giorgio Chiellini

calciatore italiano

Citazioni di Giorgio ChielliniModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Le energie per una finale si trovano.[1]
  • [«Da uno a cento la moralità di Conte quant'è?»] Penso più del massimo, insomma centodieci e lode perché non si può mettere in dubbio.[2]
  • Da piccolo tifavo Milan. Ma quando sono arrivato qui mi sono innamorato di questa maglia [della Juventus] e il sentimento è cresciuto negli anni. Dopo Calciopoli si è rafforzato, anche perché vivere certe situazioni non ti lascia indifferente.[3]
  • [Su Mario Balotelli] Sarà antipatico a qualcuno ma è la storia della sua carriera, non conta se quello che fa è giusto o sbagliato: è fatto così, la Nazionale lo ha aiutato a togliere qualche antipatia.[4]
  • [Dopo la vittoria con la Juventus del campionato 2014-2015] A inizio stagione qualcuno andava in giro a dire che questa squadra ormai aveva chiuso un ciclo e che certe vittorie ce le saremmo scordate e invece rieccoci qui, col quarto tricolore di fila [...]. Una grande cavalcata, siamo stati bravi a mantenere la fame di sempre, dimostrando la voglia di alzare sempre l'asticella. Il rischio, dopo i tre anni precedenti, era quello di accontentarsi. Abbiamo dimostrato di essere i più forti in campo, e non a parole.[5]
  • Mertens mi piaceva moltissimo da esterno, all'inizio non pensavo riuscisse a fare così bene la punta centrale ma dopo poco mi sono ricreduto: ha dimostrato di avere un ottimo feeling col gol.[6]
  • [Su Daniel Alves] Dani è una persona solare, anche un po' matto. Vive tutto a duemila all'ora. [...] Tecnicamente è di livello superiore, vale Messi.[7]
  • Gonzalo [Higuaín] è [stata una] grande sorpresa. Me lo aspettavo diverso, ma è una persona "da dieci", che si mette sempre al servizio dei compagni. È incredibile come sia capace a cambiare le giocate per liberarsi in area, ma non solo. Aiuta molto la squadra tenendo la palla e permettendoci di salire. È sicuramente nel podio dei migliori al mondo.[8]

Gli equilibri di Giorgio Chiellini

Intervista di Davide Coppo, Undici nº 19, dicembre 2017 - gennaio 2018

  • Le vittorie sono tutte incredibilmente belle, e non è vero che ci si annoia. È brutto da dire, ma diventa una specie di droga. Una cosa di cui hai bisogno, perché se uno prova una volta quelle emozioni, poi fa di tutto per tornare a provarle. Almeno, credo succeda questo a quelli che vincono molte volte.
  • [Sulla sua fama di «marcatore troppo ruvido, forse anche antipatico»] Quando avevo ventidue anni ogni partita era un modo per sfogare l'agonismo, era tutta una guerra, una battaglia, perché a quell'età sfogavo in quel modo la tensione e l'adrenalina. Ma più che cattivo ero fastidioso. Ora sono quindici anni che ci sono abituato, ma quando sei all'inizio è tutta una scoperta, e non capisci bene dove indirizzare l'energia, la tensione.
  • [Sull'affrontare gli avversari] Gli attaccanti se gli lasci spazio ti fanno sempre gol. Uno deve disturbare i movimenti, prevenirli, lavorare su cose che li mandino in corto circuito. Sono sempre stato così, credo che i grandi duelli vadano vissuti anche in questo modo. Non sono di sicuro piacevole da affrontare, ma non sono mai stato scorretto. E poi ormai sono più riflessivo, meno impulsivo.
  • [Sull'evoluzione del ruolo di difensore] Non credo sia un bene snaturare la propria identità. Credo che l'avvento del guardiolismo, chiamiamolo così, in Italia abbia snaturato quello che ci ha sempre portati in fondo alle grandi manifestazioni per anni, cioè l'arte di saper difendere. C'è un buco generazionale nei difensori impressionante, ed è dovuto a questa cosa qui. Ormai i ragazzi arrivano in Serie A che si aprono bene, che sanno passare la palla, che sanno fare un lancio di quaranta metri, ma non hanno la minima idea di come si marchi, di come fare un uno contro uno. È una grossa deresponsabilizzazione e stiamo perdendo quello che poi ci ha portato in alto. Ogni squadra ha la sua storia, e devi prendere il bene dalle innovazioni [...] ma non bisogna snaturarsi, perché il rischio è quello di ritrovarsi senza difensori per dieci anni, ed è successo questo.
  • [Sulla sua carriera] A 12, o 14 anni, non è che si vedeva che ero più bravo degli altri. Però, anche se non ero né bello né bravo, c'ero sempre. È stato un percorso graduale in cui ho cercato di alzare il mio livello piano piano. Se vuoi fare salti troppo alti e poi cadi ti fai male. Invece il miglioramento continuo è un atteggiamento che uno deve avere anche a 40 anni.

Chiellini: «Avrei voluto affrontare Ronaldo per migliorare»

Da un'intervista a Sky Sport; citato in Tuttosport.com, 12 novembre 2018

  • La Nazionale non si può rifiutare. Ho massimo rispetto per quelli che fanno una scelta diversa ma finché il ct ti chiama, hai l'obbligo morale di rispondere.
  • La maglia azzurra è speciale. Non ti identifichi in un club ma rappresenti la tua nazione, vivi delle emozioni in prima persona e le fai vivere a tutta la nazione, è qualcosa di impareggiabile.La tensione che si prova nel giocare in Nazionale non si prova nemmeno nelle partite più importanti.
  • La fascia è solo un simbolo. In ogni squadra, in ogni gruppo ci sono tanti capitani, ognuno deve dare il suo ingrediente.

Chiellini: "Purtroppo ero milanista da bambino..."

Dalle interviste all'evento Junior Reporter, 11 novembre 2019; citato in Eurosport.com, 11 novembre 2019

  • [«Qual è il sacrificio che da ragazzo è stato più difficile da affrontare?»] La certezza di arrivare in Serie A purtroppo non ce l'hai. Piano piano cominci a giocare poi non sai dove puoi arrivare. Capisci di essere bravino, poi devi migliorare, lavorare giorno dopo giorno sempre. Un sacrificio che ho patito un po' era da adolescente, quando i miei amici uscivano e io invece ero già in ritiro a dormire in albergo con la prima squadra del Livorno. Quello un po' mi dispiaceva. E la cosa più brutta è stato il viaggio post maturità. I miei amici erano andati in viaggio tutti insieme, io ero ad allenarmi.
  • Da difensore devi cercare di anticipare quello che pensa l'attaccante. Devi cercare di anticipare quello che vorrebbe fare lui. Poi devi provare a fermare l'azione e a fermare l'attaccante. L'emozione che provano gli altri nel fare gol, tu devi provarla nel non far fare gol. Se proverai quella emozione diventerai sempre più bravo.
  • Il risultato della squadra secondo me non è 1+1+1+1+1, ma bisogna riuscire a dar qualcosa in più. Anche se poi si può non essere amici fuori con tutti, ma in campo si è più che amici, si è compagni, quindi si combatte e si corre per l'altro. E anche un atteggiamento di aiuto continuo per i compagni. Il bello del calcio è abituarti a queste dinamiche, farti dare più del 100% in campo per uno che magari all'inizio non ti è tanto simpatico.

Citazioni su Giorgio ChielliniModifica

  • Chiellini è di un altro pianeta, da solo ne marca tre. (Walter Mazzarri)
  • Chiellini è un difensore che provoca e t'infastidisce, irritante come Ivanović. (Luis Suárez)
  • Chiellini in campo sa essere un maiale, se vuole. Quando arrivai alla Juve mi trattava benissimo, quasi come un fratellino, non avevo la patente e mi scorrazzava in giro. È una persona eccezionale, ma in campo si trasforma, diventa un altro. Gli piace fare scena e influenzare gli arbitri, classica roba italiana, e poi è un cascatore. (Albin Ekdal)
  • Chiello stilisticamente non è bello da vedere e questo lo penalizza nei giudizi mediatici. Non ruba l'occhio tecnicamente, ma come difensore è il top: è un trattore, non fa passare neanche un filo d'aria in area di rigore. (Nicola Legrottaglie)
  • Credo sia qualcuno di unico. Quando si parla di personalità, leadership, cattiveria agonistica e voglia di vincere, io penso a lui. L'acquisto migliore per una società sarebbe l'anima di Chiellini. (Cristian Bucchi)
  • È il cuore della difesa della Juventus. Non ha sempre avuto una buona tecnica ma ha sempre lavorato duramente, di più di Bonucci. (Patrice Evra)
  • Giorgio Chiellini. Come può uno scoglio arginare il mare:[9] col punto interrogativo è Lucio Battisti, senza è Giorgio Chiellini. (Sandro Veronesi)
  • Giorgio Chiellini è sempre stato un leader della squadra e una garanzia come calciatore. Si possono alternare belle e brutte prestazioni, ma Chiellini non deve essere mai messo in discussione. (Paolo De Ceglie)
  • Il più ostico è Chiellini, tra l'altro un mio amico. È una cosa fuori dal comune, io lo chiamo un "osso clamoroso" perché non avendo grandi doti tecniche sopperisce con la sua grande fisicità. (Giampaolo Pazzini)
  • In Olanda dicono che non sappia giocare a calcio perché ha i piedi quadrati. Però in difesa non perde un solo duello. Conosce i suoi limiti e quando scende in campo non lo fa per dimostrare quanto è bravo, ma per eseguire al meglio il compito che gli è stato affidato: non concedere chance all'avversario. Lui sa farlo al meglio. (Mark van Bommel)

NoteModifica

  1. Citato in Marchisio: Occhio a Iniesta. Chiellini: Spagna umana, Tuttosport.com, 30 giugno 2012.
  2. Citato in Chiellini a Cassano: «Moralità di Conte è da centodieci e lode», Sky Sport, 15 novembre 2012.
  3. Citato in Juve, Chiellini giura amore eterno, Sportmediaset.it, 17 dicembre 2012.
  4. Citato in Nazionale, Chiellini: "Balotelli non è indispensabile ma è la sua Italia", Repubblica.it, 12 ottobre 2013.
  5. Citato in Marco Bisacchi; Chiellini: «Ci davano per finiti. In bacheca c'è ancora spazio», Tuttosport, 3 maggio 2015, p. 5.
  6. Da interviste a Sky e Mediaset; citato in Chiellini: «Consapevoli della nostra forza, ma senza presunzione», Juventus.com, 26 febbraio 2017.
  7. Citato in Domenico Latagliata, L'Allegri(a) di Dani Alves è la vera arma vincente, Ilgiornale.it, 5 maggio 2017.
  8. Citato in Chiellini: «Vedere il traguardo ci carica», Juventus.com, 8 maggio 2017.
  9. Cfr. Lucio Battisti, Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi: «Come può uno scoglio | arginare il mare. | Anche se non voglio, | torno già a volare.»

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