Riccardo Pazzaglia

scrittore, giornalista e paroliere italiano (1926-2006)

Riccardo Pazzaglia (1926 – 2006), scrittore, filosofo, regista, attore e conduttore radiofonico italiano.

Riccardo Pazzaglia, 1975

Citazioni di Riccardo Pazzaglia

modifica
  • Nell'industria tessile, la giornata dei lavoratori bambini va dalle otto del mattino alle undici di sera, d'inverno, e dalle sei del mattino a mezzanotte d'estate, con mezz'ora di interruzione per ingollare una brodaglia. L'economista Richard Cobden dichiara che, del resto, sarebbe pericoloso lasciare i ragazzi in ozio.[1]

Il brodo primordiale

modifica

Siamo soli nell'Universo?
(speriamo di sì)

Abita qualcuno nelle galassie attorno alla nostra e al di là dei «gas oscuri», dove comincia quello che gli antichi chiamavano «l'immaginabile»?
Quando la sera i televisori dei vicini sono aperti a tutto volume e i dispositivi antifurto si scatenano a intervalli di pochi minuti, allora mi consola questo pensiero: speriamo di essere soli «almeno» nell'Universo, perché siamo già troppi sulla Terra, possiamo bastare noi per tutto il Creato. Ma se continuiamo così, dove andremo a finire? Le paure escatologiche mi hanno tolto il sonno fin da ragazzo, e la colpa è anche della «Domenica del Corriere». Leggevo che una meteorite, appena scoperta dagli scienziati, si stava avvicinando alla Terra non so a quale velocità e che fra cinquemila anni sarebbe venuta in collisione con il nostro pianeta. E io a preoccuparmi, povero figlio, per questa catastrofe futura.
Un'altra domenica, la «Domenica del Corriere» annunciava che, sempre gli stessi scienziati della domenica prima, avevano scoperto che il calore del Sole diminuisce non so di quanto ogni tremila anni. E io pensavo: come faranno gli abitanti della Terra a riscaldarsi, fra un milione di anni? E mi meravigliavo che gli altri non se ne dessero pensiero.
Allora andavo a chiederlo in giro, e di solito tutti rispondevano che non gliene fregava niente.
«Ma non siete anche voi abitanti della Terra?» dicevo. Molti rispondevano di no e continuavano a giocare a carte.

Citazioni

modifica
  • L'anima è immortale?
    E con ciò?
    Più la scienza allarga i confini dell'universo, più gli abitanti della Terra sentono il richiamo della religione. C'è un grande ritorno al misticismo, un grande desiderio di pace spirituale.
    Si era capito da un po' di tempo a questa parte. Appena giungevano quei santoni, quei «guruu», dall'India, dal Pakistan, dalla Birmania, e facevano attaccare sui muri il manifesto con la loro fotografia, subito un sacco di gente li andava a sentire.
    Di solito atterravano con i loro aerei personali. Nessuno si chiedeva come facessero a comprarseli, visto che il Karma yoga spiega che il «guru insegna non per motivo di egoismo né per guadagno, né per raggiungere la gloria e la fama». Evidentemente si trattava di guru che non erano riusciti ancora ad evitare tutte le imperfezioni, prima fra tutte l'attaccamento al denaro.
    Infatti, prima di ripartire, lasciavano qualche altro guru di seconda mano, il quale subito, a Milano o a Torino, paesi ritenuti ottimi per i guru, affittavano un grande appartamento e quello diventava il tempio di Krisma. (pp. 37-38)
  • Il giudizio universale
    Io una volta sognavo sempre mio nonno materno, l'unico che conobbi.
    Ogni tanto, in sogno, questo nonno mi dava certi numeri sicuri, ma io non li capivo mai bene, oppure appena mi svegliavo me li scordavo. Poi non si fece vedere più e io, non so perché, mi misi in testa che forse non voleva più usare un mezzo di comunicazione di massa così antico, qual è il sogno. E una notte, obbedendo a un richiamo, scesi dal letto, accesi la televisione e cominciai a cercare. Non mi ero sbagliato.
    Infatti dopo un po' vidi la sua faccia di napoletano dell'800, i suoi baffi guappeschi. Stavolta non era come in sogno, l'immagine era chiara, l'audio era perfetto.
    Insomma era l'occasione per avere tre numeri precisi, il nome di un cavallo, una schedina da un miliardo.
    Ma feci un grosso errore. Anziché pensare subito a queste cose serie, volli prima avere qualche risposta alle antichissime e inquietanti domande che si è sempre posto l'uomo: il mistero della nascita dell'universo, il fondamento della teoria aristotelica sulla nascita di Dio. Dissi: prima del terno sicuro, voglio notizie di prima mano sull'immortalità dell'anima.
    Dietro mia insistenza, il nonno mi stava per rivelare i misteri dell'aldilà, quando improvvisamente mi disse che lo chiamavano dalla regia. Alzò la cornetta del telefono e cominciò a fare di sì con la testa, proprio come fanno quelli del telegiornale. Quando riattaccò, disse che dalla regia avevano detto che su quelle cose non poteva dire niente, poteva dare solo i numeri e i cavalli.
    Dissi: va bene, per adesso mi servono almeno cinquecento milioni, il mistero della vita e della morte lo posso scoprire dopo che mi sono comprato una bella macchina nuova e una villa a Capri. Ma dovette succedere qualcosa all'antenna. Il nonno sparì nell'effetto nebbia e non lo ritrovai più. (pp. 41-42)
  • La dieta del carrozziere
    La dannata abitudine di sentire o guardare qualcosa mentre si mangia risale alla notte dei tempi. Vorrei sapere chi fu il primo gaglioffo che, avendo evidentemente di che mangiare a sazietà, si permise il lusso di volersi distrarre durante il pasto. Forse non tutti hanno osservato con quanta attenzione mangi chi ha i bocconi contati. Ma molti sanno, per amara esperienza, che nelle famiglie povere, durante il pranzo o la cena, non si sente volare una mosca. (p. 81)
  • Le ossessioni principali di quegli anni e di quelle famiglie erano: risparmiare le scarpe, risparmiare i vestiti e risparmiare la luce. Se poi si riusciva a risparmiare anche sul mangiare, era l'ideale. Ancora è rimasto, nel linguaggio gastronomico napoletano, il ricordo di quei risparmi: «il finto brodo», «il finto ragù». La finzione stava nel fatto che brodo e sughi erano ottenuti senza la necessaria presenza della carne, tutto lì.
    Risparmiare le scarpe era difficilissimo, specialmente se chi era costretto a farlo aveva l'età in cui la gioia più grande della vita è giocare a pallone. Non potendo prendere il tram per risparmiare i soldi del biglietto, non potendo camminare a piedi per risparmiare le suole, rimaneva da risolvere, senza toccare terra, il difficile problema degli spostamenti. (p. 155)
  1. Da Il Regno dei due cognati. Storia tragicomica di Napoli francese, Si salvi chi può, Arnoldo Mondadori editore, Milano, 1993.

Bibliografia

modifica
  • Riccardo Pazzaglia, Il brodo primordiale, Biblioteca Universale Rizzoli, 1985.

Altri progetti

modifica