Marina Confalone

attrice teatrale e attrice cinematografica italiana

Marina Confalone (1951 – vivente), attrice italiana.

Marina Confalone con Sergio Castellitto in una scena del film Sembra morto ma... è solo svenuto di Felice Farina, 1986.

Da "Quando non volli lavorare con Eduardo e Monicelli..."

Intervista di Ilaria Urbani, la Repubblica, edizione di Napoli, 9 aprile 2017.

  • Ho fatto tanti errori, nel 1986 poco dopo il primo David che vinsi perCosì parlò Bellavista ho rifiutato Speriamo che sia femmina che poi ha fatto Athina Cenci. C'erano Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Philippe Noiret, Stefania Sandrelli. Monicelli fu sbigottito. Ma io temevo il confronto con quei mostri sacri. Ho rinunciato anche a Benvenuti al Sud, Un medico in famiglia e i sabati su Rai1 come valletta di Pippo Baudo. Invece portavo in scena Pinter in Sicilia quando Lina Wertmüller mi chiamò per Francesca e Nunziata con Sofia Loren. Peccato, mi sarebbe piaciuto recitare con una grande come lei.
  • [Sull'abbandono della compagnia di Eduardo De Filippo] Ho lasciato la compagnia per l'insicurezza. Eduardo mi voleva bene, mi diceva che ero l'erede di Titina. Ridevano tanto insieme. Avevo fatto già quattro grandi commedie con lui, ma continuavo a temerlo. Quando mi fece chiamare nel '76 e rifiutai, se la prese a morte. Cercavo anche un altro metodo di recitazione che si basasse sull'identificazione. Lo trovai con Cecchi. Mi piace il teatro rischioso.
  • [Su Eduardo De Filippo] Nel 1974 feci il provino con lui ma dovevo già portare in scena Brecht con la giovane compagnia di Carmine Servino. Non mi preparai nulla, ma nonostante tutto Eduardo mi prese. Io però non volevo abbandonare la compagnia che con tanti sforzi andava in scena. Così glielo scrissi. E non andai. L'anno dopo ero libera, gli chiesi se voleva riprendermi. Lui: "Ma come? L'avevo chiamata l'anno scorso. Ma va bene, venga comunque. Così entrai in compagnia. Debuttai alla Pergola a Firenze ne Il coraggio di un pompiere napoletano. Avevo sette battute, ma studiavo notte e giorno. All'epoca in compagnia si dormiva tutt'insieme, una notte Sergio Solli e Marisa Laurito non riuscivano a dormire perché io studiavo e Sergio mi buttò un secchio d'acqua in testa. Interpretavo la duchessa Famme stà ca', eravamo finti nobili, mi inventai un'andatura comica: Eduardo si mise a ridere e iniziò a farla anche lui, la fecero tutti.

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