Carlo Delle Piane

attore italiano (1936-2019)

Carlo Delle Piane (1936 – 2019), attore italiano.

Carlo Delle Piane (1995)

Citazioni di Carlo Delle Piane

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Io amo molto i ruoli più impegnativi, più complessi. Mi piace poi esplorare il personaggio che interpreto. Conoscerlo a fondo, cerco di immedesimarmi.[1]
  • Totò era un grande uomo riservato, forse poteva dare l'idea di una persona triste, molto riservata, mai presuntuosa.[1]
  • Da sempre ho vissuto il cinema in modo istintivo, animalesco. Giocavo a calcio e quando toccava a me dicevo le mie battute intonate. Era un modo di fare cinema diverso, più genuino. Quasi un gioco.[2]
  • Molti approfittavano della mia faccia strana, particolare. Ma non ho mai sofferto di questo.[2]

Da un'intervista a La Verità; citato in cavevisioni.it, 28 gennaio 2017.

  • Non entro nelle sale. Ma credo di non perdermi molto. Amo troppo il cinema per intristirmi con le solite commediole. Forse sono diventato troppo esigente e soprattutto il cinema italiano, così provinciale, mi appare di una semplicità disarmante.
  • [Sul cinema straniero] Mi piace quello di Clint Eastwood, le sue regie così asciutte e personali. Penso a Million Dollar Baby e a Gran Torino. Non era facile prevederlo cineasta quando lo si vedeva nei panni di un cowboy. Mi piace anche Martin Scorsese. Andando indietro amo molto John Ford e Orson Welles: le nuove tecniche della regia e del montaggio sono nate con Quarto Potere e L'infernale Quinlan. E poi Billy Wilder, il più grande di tutti nelle commedie.
  • Marlon Brando è stato il vero innovatore, libero di inventare e aggiungere i suoi tic. La recitazione moderna è nata con lui, prima erano tutti così misurati. Senza Marlon Brando non ci sarebbe stato Robert De Niro.
  • Non amo molto il cinema di Sergio Leone. Lo trovo un po’ ricercato, troppi primi piani.
  • [Sulla politica italiana] Ne sono totalmente disgustato: vedo solo ipocrisie, false promesse per accaparrarsi i voti, sempre più politici indagati.

Intervista di Fulvio Fulvi, avvenire.it, 12 ottobre 2017.

  • Frequentavo le medie al Pio XI di Roma e gli assistenti del regista Duilio Coletti cercavano tra gli alunni i ragazzi da far recitare nel film Cuore. Feci un provino e mi scelsero per interpretare Garoffi.
  • Dicevo tra me e me le battute ma non mi rendevo conto di quello che facevo, non capivo l'importanza del mestiere che stavo invece imparando. Era un gioco.
  • Buster Keaton. Lo studiavo, volevo essere come lui. Ho sempre ammirato la sua essenzialità, l'asciuttezza della recitazione.
  • Non sono stato sempre apprezzato da colleghi e registi per quello che valevo realmente. L'unico vero amico che ho avuto è stato Aldo Fabrizi. Ma anche lui non era molto amato dai colleghi perché diceva sempre quello che pensava e non scendeva mai a compromessi.
  • Grande professionista, Sordi. Ci siamo rispettati a vicenda. Era divertente lavorare con lui. Ma non siamo mai diventati amici.
  • [Riferendosi a Pupi Avati] C'è sempre stato un grande rispetto tra me e il maestro: lui ha capito che io potevo dare molto al cinema e mi lasciava abbastanza libero di inventare i personaggi che lui aveva delineato.

Citazioni su Carlo Delle Piane

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  • [Sull'assegnazione al premio alla carriera al Festival Cinevasioni] Carlo Delle Piane è stato il filo rosso di tutto il cinema italiano dal dopoguerra ad oggi [...] è una persona di una sensibilità estrema che merita il premio che oggi gli viene riconosciuto, ne avrebbe meritati molti di più, ma soprattutto avrebbe meritato quell’attenzione da parte dei miei colleghi che non ha ricevuto. Questo è un mio grandissimo rammarico perché ad esempio in America o in Francia avrebbe ottenuto più considerazione. (Pupi Avati)
  1. a b Dall'intervista di Gianfranco Gramola, Dai film con Totò a quelli con Pupi Avati, intervisteromane.net, 19 settembre 2002.
  2. a b Da Intervista a Carlo Delle Piane, taxidrivers.it, 24 gennaio 2015.

Filmografia

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Altri progetti

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