Anonimo

opera di autore sconosciuto
Una silhouette nera

Citazioni di autori anonimi.

Citazioni di "anonimo"Modifica

 
Un cartiglio dei Baci Perugina con la frase di anonimo: «È incredibile quante cose si trovino mentre cerchi qualcos'altro»
  • A Francè [Papa Francesco], hai commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l'Ordine di Malta e i Francescani dell'Immacolata, ignorato Cardinali... ma n'do sta la tua misericordia?[1]
  • Ama Dio e non fallire. Fa del bene e lassa dire.[2]
  • Chi ha l'indispensabile sente una gran mancanza del superfluo.[3]
  • Come tutti ben sappiamo, i gatti governano il mondo.[4]
  • Di un uomo santo il corpo l'han costruito i cieli.[5]
  • È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli, piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio.[6]
  • E tanti sun li Zenoexi | e per lo mondo sì destexi, | che und'eli van o stan | un'atra Zenoa ge fan.[7]
E tanti sono i genovesi, e per il mondo così dispersi, che dove vanno o stanno, un'altra Genova vi fanno.
  • Forse il fascismo non è mai esistito.[8]
  • [...] Genova tiene ricchezza da bastare alle sue terre e da prestare a molti re.[9]
  • Gli All Blacks arricchiscono ogni match con due colori: il nero delle loro maglie e il blu degli avversari.[10]
  • Gli inglesi amano molto sé stessi e tutto ciò che loro appartiene. Esso sostengono che non esistono altri uomini come loro e nessun altro Paese come l'Inghilterra e quando vedono uno straniero di bell'aspetto dicono che «egli assomiglia ad un inglese» e che «è un gran peccato che non debba essere un inglese».[11]
  • Hanno assunto quattro giornalisti. Uno democristiano, uno comunista, uno socialista e uno bravo.[12]
  • I cani percepiscono l'Aldilà. Abbaiano agli spiriti vaganti e quando la Morte si avvicina si mettono ad ululare.[13]
  • I cieli erano chiari, alti e distesi | Molti erano gli occhi delle stelle.[14]
  • I miei padri e fratelli [sono] re di Sparta: Cinisca, avendo vinto con il cocchio dei veloci cavalli, eresse questa immagine. Dico che io sola tra le donne dell'Ellade tutta colsi questa corona.[15]
  • Il dentista è un uomo che mangia con i denti degli altri.[16]
  • Il raffreddore è una malattia, che quand'è curata dura una settimana, e, sette giorni, quando no![17]
  • Il rugby è una partita di scacchi giocata in velocità.[10]
  • L'esperienza è l'insegnante più difficile. Prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione.[18]
  • [Con riferimento all'insensibilità verso gli animali] L'idea che un gatto abbia nove vite è costata la vita ad almeno nove su dieci dell'intera loro razza.[19]
  • [La pedagogia è] La scienza mediante la quale e senza la quale, l'uomo resta tale e quale.[20]
  • Ma vedi, è difficile [parlare dell'origine delle cose], perché c'è sempre un sogno che ci sta sognando.
But you see, it is very difficult, for always there is a dream dreaming us.[21]
  • Migliaia di anni fa i gatti erano venerati come divinità. Questo, i gatti, non l'hanno mai dimenticato.[22]
  • Ne ammazza più una cattiva lingua che la mano del carnefice; un carnefice ammazza un uomo, una cattiva lingua molti.[23]
  • Nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore. (credenza inglese)[24]
  • Noi simme cori aridi | nimici de la pace | quando due cori s'ammano | noi tutti ci dispiace.[25]
  • Non c'è nulla di più sorprendente della verità, basta trovarla.[26]
  • Oh Signore, il Tuo mare è così grande e la mia barca così piccola![27]
  • Pianger si de' il nascente ch'incomincia | Or a solcar il mar di tanti mali, | E con gioia al sepolcro s'accompagni | L'uscito de' travagli della vita.[28]
  • Prendete un ditale, riempitelo di un prodotto medicinale, versatelo nella Senna dal ponte di Charenton, poi andate con una cisterna a raccoglier l'acqua sotto il ponte Mirabeau. Avrete così alcune migliaia di litri di rimedio omeopatico.[29]
  • Quando un uomo è candidato al parlamento, per lui tu sei un amico; quando è stato eletto sei un suo elettore; e quando è nel pieno delle sue funzioni sei solo un contribuente.[30]
  • Roma fu grande con Cesare. Oggi, con Alessandro è grandissima. Quello fu un uomo, questo un Dio.[31]
  • Se un americano trova una mosca nel bicchiere della birra, si mette a ridere e ordina un'altra birra. Uno spagnolo paga la birra e se ne va senza toccarla. Un francese e un italiano pagano e se ne vanno ma fanno un chiasso indiavolato. Un inglese butta via la birra e ne chiede un'altra. Un tedesco estrae diligentemente la mosca col mignolo e poi ingolla la birra. Un russo ingolla mosca e birra fin che ce n'è. Un cinese mette prima in salvo la mosca, la mangia e poi beve la birra.[32]
  • Senza la musica di Lyra, Lutero non avrebbe ballato.
Si Lyra non lirasset Lutherus non saltasset.[33][34]
  • [Sui napoletani] Servono il padrone del momento | rimpiangono il padrone del passato | aspettano il padrone che verrà.[35]
  • [Uno straniero in visita a Sparta, vedendo gli onori tributati agli anziani da parte dei giovani] Sparta è la sola città dove conviene essere vecchi.[36]
  • Un terzo di ciò che si mangia serve a vivere, gli altri due terzi servono a far vivere i medici.[37]
  • Una volta l'uomo aveva un'anima e un corpo, oggi ha bisogno anche di un passaporto, altrimenti non viene trattato da essere umano.[38]

Collaudatio quedam urbis Genuensis, (1430 circa)Modifica

  • Infatti non ignoro che le lodi di una città così antica ed illustre [Genova] superano la capacità del mio ingegno, perché possono procurare immensa ed inesauribile materia non ad un solo oratore, ma a molti assai abili ed eloquenti. Sarebbe infatti sufficiente ed anche troppo che alcuni trattassero della sua antica ed illustre origine, altri della posizione e della bellezza della città, altri delle ricchezze, altri del gran numero di cittadini, altri della grandiosità delle imprese.
  • [Su Genova] Chi non riterrà incomparabile la sua posizione, ammetterà di non conoscere cosa si debba ammirare o desiderare in una città: è infatti situata nel golfo ligure, a tergo è difesa dai gioghi degli Appennini e di fronte è cinta da altissimi flutti, in modo da essere sicura dalle incursioni dei popoli confinanti e dagli assalti dei pirati. Rende notevole questa posizione soprattutto il fatto che la città stessa è posta quasi al centro della riviera ligure, in modo che, essendovi di qua e di là castelli molto muniti e forti ed alcune città illustri, è posta per così dire, tra ali di cavalleria ed è indubbiamente una posizione molto adatta per dominare e tenere i popoli sottomessi. Si aggiunge una straordinaria opportunità per la navigazione: qui si apre infatti un facile e rapido percorso verso qualunque regione e lido.
  • [Su Genova] La ornano case degne di re, poste in faccia al mare, le cui fondamenta sono lambite incessantemente dalle onde marine; la ornano come stelle splendenti moltissime torri disposte qua e là, sia per abbellimento, sia per difesa.
  • Perché non chiameremo a ragione opera divina questo nobile porto, costruito dalla mano e dalla fatica dei nostri antenati? Infatti è stato costruito piuttosto da arte divina che umana, tra flutti profondi e spesso agitati da frequenti colpi di vento: si estende infatti 800 passi in longitudine e 20 in latitudine.
  • [Sulla Lanterna] Questa costruzione è di tal fatta che è difficile giudicare se sia di maggior costo o meraviglia: infatti, per Dio immortale, i nostri scrittori riferiscono quanto danaro impiegarono i nostri avi per quest'opera; e si è diffusa l'opinione che ad un così alto costo si sarebbe potuta costruire una città non piccola. Ma d'altra parte è così meravigliosa che ha uguagliato per fama il famoso Pireo di Atene, celebrato da molti scrittori, e ha superato il porto di Rodi o di Napoli: infatti sia che tu vada tra gli Arabi, i Britanni, gli Sciti, gli Indi, vedrai che ovunque è giunta la fama di questa mirabile costruzione.
  • Perché parlare dell'acquedotto che giunge a più di sessanta mila passi dalla città? Che cosa vi può essere di più mirabile o di più famoso di quest'opera? L'alveo delle acque scorre infatti non attraverso campi e zone piane e diritte, ma attraverso colli erti, valli, burroni e precipizi, così che la sua altezza in alcuni punti fa stupire chi lo guarda; condotto quindi in città attraverso declivi su bellissimi ed adeguati aqualizii di pietra squadrata e con opere costruite allo scopo porta abbondanti acque a tutta la città e con il suo corso ed il suo perimetro non dà meno decoro alla città.
  • E per parlare del numero dei cittadini, quale popolo, per Dio immortale, può essere più numeroso, quale città più popolosa, quale più ornata di uomini illustri? Non è lecito a nessuno andare in terre tanto nascoste, raggiungere regioni tanto lontane senza che, ovunque tu vada, colà tu trovi moltissimi mercanti genovesi. Quale isola infatti dentro o fuori del mondo, quale terra sul mare è priva di un genovese? Vai presso i popoli orientali o occidentali, gli abitanti del nord o quelli del sud, vedrai che tutti gli angoli abbondano e brulicano, come una fonte ricchissima, di uomini della nostra città.
  • A mio parere è massima la prudenza nell'agire e nel trattare le cose di questo mondo, la perizia nel commerciare e nel navigare, l'arte nel combattere e la forza notevole soprattutto nelle guerre marittime. Per accortezza nessun popolo può ormai essere superiore: infatti sia che tu lo metta alla prova nell'intraprendere commerci, nelle lettere e nello studio delle arti liberali, nel trattare affari pubblici e privati, vedrai che l'ingegno dei genovesi è superiore a quello delle altre genti e ti accorgerai che sono abili non solo in quelle cose che stanno avanti agli occhi, ma anche in quelle che si devono percepire, la cui prescienza e conoscenza è stata concessa da Dio ai mortali.
  • Che dovrei dire poi della modestia dei cittadini? È noto che in ogni aspetto della vita il popolo genovese è stato misurato ed accorto più di tutte le genti italiche e si tiene lontano dal territorio e dal dominio altrui: questo avviene non per timore o paura o per la temuta potenza dei confinanti. Infatti quale sia la forza dei genovesi, quale la magnanimità, quale il vigore, non può più essere ignoto a nessun popolo per quanto lontano: sono doti palesi e stanno per così dire davanti agli occhi di tutti in chiara luce.

Descrizione di Genova (1406-1407)Modifica

  • Genova, che dicono voluta da Giano fondatore, | città antica, potente d'armi, famosa per i trofei, | molte notevoli imprese ti procureranno grandi lodi. | Presso di te è il dominio del mare, tu reprimi i popoli | perfidi, perché non penetrino da nemici nei nostri lidi.
  • [Sui genovesi] E non c'è popolazione più prestante in nessuna città, | né gente più austera [...] | Hanno forza e coraggio gli uomini; la gioventù è degna di Roma, | abituata a lanciare agili saette con un pesante moto rotatorio[39].
  • Non si può dimenticare il porto, celebre per i fari, | pieno di ogni tipo di imbarcazioni, e di molti viaggiatori, | che non scogli incurvati o il mare lunato ad arco hanno formato, | ma un molo costruito con profonda | ed immensa spesa, ... | cosa straordinaria e non facile a credersi.

NoteModifica

  1. Vari manifesti anonimi affissi nel centro di Roma la notte tra il 3 e 4 febbraio 2017; citato in Roma, manifesti contro papa Francesco: spunta l'ombra dei conservatori, Il Messaggero.it, 4 febbraio 2017.
  2. Scolpita nel 1621 sul coperchio della Fontana della Terrina in piazza Campo de' Fiori, Roma; citato in Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XXV, Tipografia Emiliana, Venezia, 1844, p. 179.
  3. Anonimo cinese. Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Raccolta completa 1991-2001. 1a parte, L'Espresso, Roma, 2002, § 1902.
  4. Citato in Aa. Vv., 106 tweet sui gatti... dalle celebrità, goWare, Firenze, 2013, p. 15. ISBN 978-88-6797-115-2
  5. Esametro in greco antico. Citato in Severino Boezio, Consolazione della filosofia, traduzione di Luca Orbetello, Rusconi, Milano, 1996, p. 191. ISBN 88-18-70150-9
  6. Citato in Alice Avallone, Strategia digitale, Apogeo, Milano, 2016, p. 258. ISBN 9788850317752
  7. Anonimo genovese del XIII secolo. Citato in Nelio e Ivana Ferrando, I proverbi dei genovesi, Sagep, Genova, 1984, p. 62. ISBN 88-7058-114-4
  8. Anonimo del XX secolo; citato in Emilio Gentile, Fascismo. Storia e interpretazione, Laterza, 2002.
  9. Giacomo Adorno; da Anonimo, El plato de Génova, manoscritto del XVII secolo, Biblioteca nazionale di Madrid, Catal. num. 2625; citato in Antonio Restori, Genova nel Teatro classico di Spagna, in Annuario dell'anno scolastico 1911-1912, Società Tipografica Ligure E. Oliveri & C., Genova, 1912, p. 63
  10. a b Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 87. ISBN 88-8598-826-2
  11. Anonimo dell'inizio del XVI secolo. (EN) Citato in Kenneth O. Morgan, History of Britain – c55 B.C. – 1485, p. 250
  12. Battuta circolante negli ambienti della Rai soprattutto nel 1980, più volte ripetuta da Enzo Biagi. Citato in Franco Costa, L'Avvocato e Signora. 48 anni d'amore tra Agnelli e la Juventus, Zelig Editore, Milano, 2003, p. 72. ISBN 88-8880-903-1
  13. Da una leggenda popolare zigana; citato in Renaldo Fischer, Storia di un cane e del padrone a cui insegno la libertà, Corbaccio, Milano, 1997, trad. Laura Pignatti, p. 9. ISBN 88-7972-205-0
  14. Poeta hawaiano. Citato in Robert Louis Stevenson, Nei mari del Sud, III, traduzione di Corrado Alvaro, Tarka, Mulazzo, 2018. ISBN 978-8898823-70-3.
  15. Da Antologia Palatina, XII, 16. Citato in Eva Cantarella ed Ettore Mitraglia, L'importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro, Feltrinelli, Milano, 2016, p. 46. eISBN 9788858825372
  16. Citato in Vezio Melegari, Manuale della barzelletta, Mondadori, 19763, p. 108.
  17. Citato in Aniello Avallone Il mio amico medico, Lampi di stampa, 2011, p. 263. ISBN 8848811825
  18. Citato in Roger Abravanel e Luca D'Agnese, La ricreazione è finita, Rizzoli, 2016, p. 263.
  19. Anonimo statunitense; da On Cruelty to Animals, in Boston Post-Boy, n. 766, 27 aprile 1772, p. 1; citato in Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora, Carocci, Roma, 2008, p. 86. ISBN 978-88-430-4574-7
  20. Citato in Dino Provenzal, Dizionario umoristico, Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1935, p. 338.
  21. Anonimo boshimano. (EN) Citato in Laurens Van der Post, The Heart of the Hunter, p. 139; in Ida Postma, A Dream Dreaming Us.
  22. Citato in Fabio Nocentini, I poteri magici del gatto, De Vecchi, Milano, 2011, p. 8. ISBN 9788841240762
  23. Citato in Frasi celebri, seconda di copertina di Tex N.60 - El Rey
  24. Citato in Aa. Vv., Antica saggezza dei gatti: aforismi felini, Edizioni del Baldo, Colognola ai Colli, 2013, p. 8. ISBN 8867210530
  25. Anonimo campano del XX secolo. Citato nel libretto dell'album di Fabrizio De André Anime salve (1996).
  26. Citato in Roberto Giacobbo, 2012: la fine del mondo?, Rai Eri – Mondadori, Roma – Milano, 2009, epigrafe.
  27. Verso di un ignoto poeta inglese dell'Ottocento. Citato in Baldassare Conticello, Scuola d'archeologo, L'Erma, Roma, 2005, p. 326. ISBN 88-8265-314-5
    La frase compare anche nel film Thirteen Days.
  28. Poeta greco. Citato in Plutarco, Come debba il giovane udir le poesie, in Opuscoli morali, traduzione di Marcello Adriani il giovane, Piatti, Firenze, 1819, vol. I, p. 169.
  29. Citato in Pitigrilli, La donna di 30, 40, 50, 60 anniScetticismo.
  30. Citato in Selezione dal Reader's Digest, ottobre 1974.
  31. Citato in Roberto Gervaso, I Borgia, Rizzoli, Milano, 1977.
  32. Citato in Dino Provenzal, Dizionario umoristico, Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1935, p. 298
  33. Citato nella prefazione di Adriano Prosperi a Martin Lutero, Degli ebrei e delle loro menzogne, Piccola Biblioteca Einaudi, 2008, p. XXIII. ISBN 978-88-06-19512-0
  34. Si tratta di un detto che fa riferimento all'influenza su Lutero che ebbe il commento alla Bibbia del francescano francese Niccolò di Lyra. In questo detto si gioca sull'omonimia fra il comune che diede i natali al francescano (Lyre, latinizzato in Lira) e lo strumento musicale (lira).
  35. Citato in Antonio Ghirelli, Storia di Napoli, Einaudi, Torino, 1992, p. 19. ISBN 88-06-12974-0
  36. Citato in Plutarco, Apophthegmata Laconica, 235 E; traduzione di Giuseppe Zanetto, Adelphi, 1996. ISBN 978-88-459-1208-5
  37. Geroglifico su un papiro egizio; citato in Stefano Lorenzetto, Il profeta del digiuno cura i pazienti tenendoli 10 giorni senza mangiare, il Giornale.it, 17 settembre 2006.
  38. Citato in Sefan Zweig, Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo, traduzione di Lavinia Mazzucchetti, Mondadori, Milano, 2014, p. 348. ISBN 978-88-04-38112-9
  39. Riferimento all'abilità di balestrieri dei genovesi

BibliografiaModifica

  • Anonimo, Collaudatio quedam urbis Genuensis, (1430 circa), Bibl. civica Berio di Genova, ms. mr. 1.3.14, cc. 1v.-12r.; citato in Giovanna Petti Balbi, Genova medievale vista dai contemporanei, Sagep Editrice, Genova, 1978, pp. 90-105
  • Anonimo, Descrizione di Genova (1406-1407), estratto da Bibl. Vaticana, Reg. lat. 1393, cc. 115v.-116v. Ed. L.T. Belgrano, Contribuzioni alla storia di Genova specialmente nella poesia, in Atti della Società Ligure di storia patria, XIX, 1888, pp. 657-659, vv. 1-57; citato in Giovanna Petti Balbi, Genova medievale vista dai contemporanei, Sagep Editrice, Genova, 1978, pp. 84-89

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