Sparta

polis dell'antica Grecia

Citazioni su Sparta e sugli Spartani.

  • Bisogna sapere che a Sparta regnava un'abominevole disparità di condizioni sociali tra i cittadini e vi si aggirava un gran numero di diseredati, che non possedevano un palmo di terra, perché tutta la ricchezza era concentrata nelle mani di poche persone... Licurgo ripartì il territorio della Laconia in 30.000 lotti, dati in assegnazione agli abitanti del contado, i Perieci, e quello dipendente dalla città in 9.000, quanti erano gli Spartani veri e propri. (Plutarco)
  • È stato detto che Sparta ebbe due storie distinte, quella propria e quella della sua immagine all'esterno (o del «miraggio», come la chiama uno studioso francese). Se si considera quanto fu scritto su Sparta nell'antichità, il quadro è sorprendentemente confuso, contraddittorio e incompleto. (Moses Israel Finley)
  • Gli Spartani non chiedono quanti sono, ma dove sono. (Agide II)
  • Ho pensato talvolta che Sparta, città tra le meno popolate, fu la più potente e la più rinomata in Grecia; e mi sono meravigliato di come ciò sia accaduto. Ma quando ho considerato gli ordinamenti spartani, non mi sono più stupito. (Senofonte)
  • Le leggi spartane operarono così intensamente da collimare col concetto che i Greci avevano della più alta funzione della legge stessa nei confronti della società e dell'individuo. [...] I Greci non avevano alcuna chiesa o religione dottrinale: e neppure quello che noi riteniamo un buon sostituto, un ministero dell'educazione: la polis addestrava i cittadini nei loro doveri sociali attraverso le leggi.
    Perciò Sparta fu ammirata dai Greci per la sua eunomia, il suo «stato ben governato» perché, ci piaccia o meno, essa poté preparare alla perfezione i suoi cittadini, attraverso le leggi e le istituzioni, a tale ideale: poté formare soggetti altruisti, solleciti del bene comune. [...] Le leggi di Licurgo furono, per gli Spartani, un modello di «virtù», vale a dire l'areté, di eccellenza umana strettamente considerata dall'interno della comunità cittadina.
    Gli Spartani ebbero una concezione della virtus più limitata di quella degli Ateniesi: ma, benché crudele sotto certi aspetti e addirittura brutale sotto altri, di qualità eroica. Nessuno può dire che lo spirito spartano sia stato banale, e nessuno spartano avrebbe potuto ammettere che la sua città fosse, dal lato artistico, inferiore alle altre. L'arte, la poiesis, è creazione e Sparta non creò né parole né oggetti in pietra: ma uomini, essenzialmente uomini. (H. D. F. Kitto)
  • [Rivolto al giovane oratore Cleomene, che gli chiedeva se osasse davvero fare e dire il contrario di Temistocle, consegnando agli Spartani quelle mura che lui aveva eretto a dispetto degli Spartani] Ma io, ragazzo, non faccio niente di contrario a Temistocle: quelle stesse mura che lui eresse per la salvezza dei cittadini, noi le abbatteremo per la loro salvezza. D'altronde, se fossero le mura a rendere prospere le città, Sparta, che ne è priva, dovrebbe essere la più disgraziata di tutte. (Teramene)
  • Questa mancanza di virtù assimilatrice da parte di Sparta, che le impediva di ringagliardirsi e rinnovarsi assorbendo elementi vitali dall'esterno; questa sterilità del suo predominio, questa incapacità di convertire la stessa vittoria nella conquista e di sapere usare della vittoria dopo averla ottenuta; rendevano di necessità precario ogni suo trionfo, inorganica e incoerente ogni sua creazione" politica. (Ettore Ciccotti)
  • Se la città degli Spartani restasse deserta e rimanessero i templi e le fondamenta degli edifici, penso che dopo molto tempo sorgerebbe nei posteri un'incredulità forte che la potenza spartana fosse adeguata alla sua fama; (eppure occupano i due quinti del Peloponneso, detengono l'egemonia su di esso e su numerosi alleati esterni: tuttavia raccogliendosi la città intorno ad un unico nucleo privo di templi e costruzioni sontuose, con la sua caratteristica struttura in villaggi sparsi, secondo l'antico costume greco, parrebbe una mediocre potenza). Se gli Ateniesi invece subissero la stessa sorte, la loro importanza, a dedurla dai resti visibili della città, si supporrebbe, credo, doppia di quella reale. (Tucidide)
  • Se Messenia piange, Sparta non ride. (Vincenzo Monti)
  • Sparta ci presenta il tipo più completo e meglio conservato di una divisione di lavoro e di una conseguente specificazione di funzioni e di organi, per cui una popolazione di soggetti attendeva alla coltivazione della terra, provvedendo l'alimento, mentre una più ristretta popolazione di dominatori esercitava il comando coltivando l'esercizio delle armi. (Ettore Ciccotti)
  • Sparta è la sola città dove conviene essere vecchi. (anonimo)
  • [Interrogato su dove nell'Ellade avesse visto uomini buoni] Uomini buoni in nessun luogo, ragazzi buoni a Sparta. (Diogene di Sinope)
  • Vai, di' agli Spartani, o viandante, che qui noi giacciamo obbedienti alle loro leggi. (Simonide)
Resti del teatro di Sparta

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