Samuel Johnson

critico letterario, poeta e saggista britannico

Samuel Johnson, noto anche come Dottor Johnson (1709 – 1784), poeta e scrittore britannico.

Samuel Johnson

Citazioni di Samuel JohnsonModifica

  • Gli uomini non sospettano colpe che essi stessi non commettono.[1]
  • La malvagità è sempre più facile della virtù, perché in tutto prende sempre una scorciatoia.
Wickedness is always easier than virtue; for it takes the short cut to everything.[2]
  • La natura ha dato alla donna un tale potere che la legge ha giustamente deciso di dargliene poco.[3][4]
  • Mecenate: Generalmente un disgraziato che finanzia con arroganza ed è ripagato con adulazione.[5][4]
  • Mi dispiace di non aver imparato a giocare a carte. È molto utile nella vita: genera gentilezza e consolida la società.
I am sorry i have not learned to play cards. It is very useful in life: it generates kindness and consolidates society.[6]
  • Questo mondo, dove c'è tanto da fare e poco da sapere!
This world, where much is to be done and little to be known.[7]

James Boswell, Vita di Samuel JohnsonModifica

  • Una mosca, miei cari, può mordere un generoso cavallo e farlo fremere; ma una non è che un insetto, e l'altro è sempre un cavallo. (1754; vol. I, p. 213)
  • Lei può benissimo criticare una tragedia anche se non è in grado di scriverne una. Può criticare un falegname che le ha fatto male un tavolo anche se non è capace di costruire un tavolo. Far tavoli non è il suo mestiere. (vol. I, p. 341)
  • Ognuno dovrebbe leggere seguendo la propria inclinazione; poichè quel che si legge come un compito non è di gran giovamento. (14 luglio 1763; vol. I, p. 357)
  • Se quest'uomo non pensa quel che dice, mente; e non vedo quale onore possa sperar di procacciarsi dicendo menzogne. Ma se veramente pensa che non esista distinzione alcuna tra virtù e vizio, allora, quando se ne va da casa sua, farà bene a contare se non le mancan dei cucchiai. (9 luglio 1763; vol. I, p. 359)
  • Eh, caro mio, Sherry[10] è sciocco, naturalmente sciocco; e deve aver fatto un’enorme fatica a diventar quello ch'è ora. Un simile eccesso di stupidità non è naturale, amico mio. (28 luglio 1763; vol. I, pp. 374-375)
  • Chi non bada al proprio stomaco, difficilmente saprà badare ad altro. (5 agosto 1763; vol. I, p. 386)
  • Certo era un pranzo abbastanza buono: ma non tale da invitarci una persona. (1763; vol. I, p. 388)
  • La vita non è lunga e non dobbiamo trascorrerne troppa parte nel discutere oziosamente come meglio usarne. (vol. I, p. 430)
  • Mi par che costui abbia un'idea sola, e che questa sia un'idea sbagliata.[11] (1770; vol. II, p. 15)
  • [Riferito alle seconde nozze di un uomo che era stato molto infelice con la prima moglie] Il trionfo della speranza sull'esperienza. (vol. II, p. 16)
  • Poche son le occupazioni a cui un uomo possa dedicarsi più innocentemente che a far denaro. (27 marzo 1775; vol. II, p. 190)
  • Uno scrittore occupa gran parte del suo tempo nel leggere, per poi scrivere: a volte si legge una mezza biblioteca per fare un unico libro. (6 aprile 1775; vol. II, p. 205)
  • Il patriottismo è l'ultimo rifugio dei mascalzoni. (7 aprile 1775; vol. II, p. 209)
  • L'inferno è lastricato di buone intenzioni.[12] (vol. II, p. 218)
  • Il sapere è di due generi. O conosciamo un argomento noi stessi, oppure sappiamo dove trovare informazioni in merito. (18 aprile 1775; vol. II, p. 222)
  • L'iscrizione di una lapide non è una dichiarazione che si faccia sotto il vincolo del giuramento. (1775; vol. II, p. 260)
  • Gli uomini che riescono ad amar la vita del mare non sono adatti a viver sulla terra. (vol. II, p. 290)
  • Il far domande non è un bel modo di conversare tra gentiluomini. (1776; vol. II, p. 318)
  • Nessuno, che non sia uno sciocco, scrisse mai se non per far denaro. (5 aprile 1776; vol. II, p. 336)
  • Chi non è mai stato in Italia ha sempre una sensazione d'inferiorità, per non aver visto quel che si dovrebbe vedere. (11 aprile 1776; vol. II, p. 349)
  • Boswell: «Ma che cos'è allora la poesia?» Johnson: «Eh, caro mio, è molto più facile dire quel che non sia. Noi tutti sappiamo che cos'è la luce, Ma non è facile dire che cosa sia.» (10 aprile 1776; vol. II, p. 351)
  • Ci son uomini lenti cui giova il bere: così come ci sono frutti buoni soltanto quando marciscono. (vol. II, p. 354)
  • Chi è stanco di Londra è stanco della vita: perché c'è in Londra tutto quel che la vita può offrire. (20 settembre 1777; vol. II, p. 483)
  • È certo assai meglio vivere ricchi che morire ricchi. (17 aprile 1778; vol. III, p. 82)
  • [...] Benchè, [...] preferisca di gran lunga che mi si critichi piuttosto che mi s'ignori. Non c'è per un autore peggior affronto che il non parlar delle sue opere. (28 marzo 1779; vol. III, p. 145)
  • Se sei in ozio, non star solo; se sei solo, non rimanere in ozio. (27 ottobre 1779; vol. III, p. 179)
  • Stia sicuro, [...] che se uno le parla delle sue disgrazie, c'è in esse qualcosa che non gli dispiace: chè, quando si tratta d'infelicità pura, nessuno desidera parlarne. (vol. III, p. 233)
  • Non si abitui a considerare i debiti come semplici fastidi: vedrà ben presto che sono una vera infelicità. (vol. III, p. 345)
  • Come son pochi gli amici, presso i quali si può desiderar di trovarsi, quando s'è ammalati! (vol. III, p. 369)
  • La giustizia o l'ingiustizia della causa che accetta di perorare non riguardano l'avvocato, a meno che il suo cliente non gli chieda la sua opinione al riguardo, nel qual caso egli è obbligato a darla onestamente. La giustizia o l'ingiustizia della causa devono essere decise dal giudice.
A lawyer has no business with the justice or injustice of the cause which he undertakes, unless his client asks his opinion, and then he is bound to give it honestly. The justice or injustice of the cause is to be decided by the judge.[13]
  • Non è importante il modo in cui in uomo muore, ma quello in cui vive: l'atto di morire non è importante, dura così poco.
It matters not how a man dies, but how he lives. The act of dying is not of importance, it lasts so short a time.[14]
  • Non fosse per l'immaginazione un uomo sarebbe egualmente felice nelle braccia di una cameriera e in quelle di una duchessa.[15][4] Ma la spuria malia dell'illusione è tale che troviamo uomini che violano i princìpi più sacri della società, e dissipano la loro reputazione e il loro patrimonio, al solo scopo di possedere una donna di alto rango.[16]
  • Qualunque somma tu abbia, spendi meno.
Whatever you have, spend less.[17]
  • Sarò conquistato; non capitolerò.
I will be conquered; I will not capitulate.[18]
  • Se un uomo non fa nuove conoscenze man mano che avanza nella vita, egli si troverà presto solo. Un uomo, signore, dovrebbe tenere le sue amicizie in continuo restauro.
If a man does not make new acquaintance as he advances through life, he will soon find himself left alone. A man, Sir, should keep his friendship in a constant repair.[19]
  • Un uomo che si rende ridicolo quando è ubriaco non possiede l'arte dell'ubriacarsi.
A man who exposes himself when he is intoxicated, has not the art of getting drunk.[20]

AttribuiteModifica

  • Due uomini non possono passare mezz'ora insieme senza che uno acquisti una evidente superiorità sull'altro.[4]
  • Il tuo manoscritto è sia bello che originale, ma le parti belle non sono originali, e quelle originali non sono belle.
Your manuscript is both good and original, but the part that is good is not original and the part that is original is not good.
[Citazione errata] Questa citazione viene spesso attribuita a Johnson, ma non trova alcun riscontro nelle opere o nelle lettere dello scrittore, né tanto meno nelle biografie di Johnson scritte dai suoi contemporanei.[21]
  • Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell'essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri.
Remember that there is nothing in being superior to some other man. The true nobility lies in being superior to your own previous self.
[Citazione errata] La citazione è in realtà di W. L. Sheldon.[22][23]
  • Rileggi quello che hai scritto e, ogni volta che trovi un passo che ti sembra particolarmente bello, sopprimilo.[24]
Johnson cita, in realtà, quel che «un vecchio maestro disse a uno dei suoi allievi».

Johnson MiscellaniesModifica

  • Ciò che è scritto senza sforzo è generalmente letto senza piacere. (II)
  • Fielding è capace di descrivere un cavallo o un asino ma non ci è mai riuscito con un mulo.[25][9]
  • Le cifre tonde sono sempre false.
[...] Round numbers are always false.[26]
  • Non ho mai voglia di conversare con un uomo che ha scritto più di quanto abbia letto.
I never desire to converse with a man who has written more than he has read.[27]
  • Un uomo è di solito molto più felice di trovare un buon pranzo in tavola che di avere una moglie che parla il greco.[28][4]

Lives of the English PoetsModifica

Language is the dress of thought. (Da "The Life of Cowley")
  • Il vero genio è una mente di vaste capacità generali, a cui il caso imprime una direzione particolare.
The true Genius is a mind of large general powers, accidentally determined to some particular direction. (Da "The Life of Cowley")
  • Lo spirito è ciò che è stato spesso pensato, ma che non è stato ancora espresso così bene. (Da "The Life of Cowley")[4]

The History of Rasselas, Prince of AbissiniaModifica

  • L'esempio è sempre più efficace del precetto.
Example is always more efficacious than precept. (cap. 29)
  • L'onestà senza il sapere è debole e inutile, mentre il sapere senza l'onestà è pericoloso e terribile. (cap. 41)[4]
  • La vita umana è dovunque una condizione in cui c'è molto da sopportare e poco da godere.
Human life is everywhere a state in which much is to be endured and little to be enjoyed. (cap. 11)
  • Nel matrimonio ci son molti dolori, ma nel celibato non c'è alcun piacere.
Marriage has many pains; but celibacy has no pleasures. (cap. 26)
  • Niente può essere inutile a un poeta.
To a poet nothing can be useless. (cap. 10)

The IdlerModifica

  • Le promesse, le grandi promesse, sono l'anima della pubblicità.
Promise, large promise, is the soul of an advertisement. (n. 40, 20 gennaio 1759)
  • [...] ma il pensatore, che non si accontenta di opinioni superficiali, non cessa di essere tormentato dalla propria curiosità ingrata e, tuttavia, quanto più indaga, si rende conto solo di sapere meno.
[...] but the speculatist, who is not content with superficial views, harasses himself with fruitless curiosity, and still as he inquires more, perceives only that he knows less. (sabato 25 novembre 1758)
  • Quando due inglesi si incontrano, il loro primo argomento di conversazione è il tempo.
When two Englishmen meet, their first talk is the weather. (n. 11, 24 giugno 1758)
  • Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
We are inclined to believe those whom we do not know, because they have never deceived us. (n. 80, 27 ottobre 1759)

The RamblerModifica

  • L'amore per la vita è necessario per il proseguimento vigoroso di qualsiasi impresa.[4]
  • La curiosità è una delle caratteristiche più certe e sicure di un intelletto attivo.
Curiosity is one of the permanent and certain characteristics of a vigorous intellect. (n. 103, 12 marzo 1751)
  • Senza frugalità nessuno può esser ricco, e con la frugalità pochissimi sarebbero poveri. (LVII)[29]

NoteModifica

  1. Da Letter (1755); citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, Il libro dei mille savi, n. 1691.
  2. Da James Boswell, The Journal of a Tour to the Hebrides with Samuel Johnson, 17 settembre 1773.
  3. Da Letters, I.
  4. a b c d e f g h Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  5. Da Dizionario della lingua inglese.
  6. (EN) Citato in James Boswell, Tour to the Herbrides, 21 novembre 1773.
  7. Da Prayers and Meditations, Against Inquisitive and Perplexing Thoughts, 1785.
  8. Da Thraliana , a cura di Balderston, I, p. 555.
  9. a b Citato in Ian Watt, Le origini del romanzo borghese (The Rise Of The Novel), traduzione di Luigi Del Grosso Destrieri, Bompiani, Milano, 1985.
  10. Thomas Sheridan.
  11. Parlando di un individuo pesante e noioso che aveva incontrato per caso.
  12. È una frase proverbiale. «L'inferno, è pieno di buone intenzioni e di buoni desideri.» (George Herbert, Jacula prudentum, 1651, p. 11). «Questa frase è ricordata da Boswell nella vita ch'egli scrisse di Samuele Johnson, al cap. IX, come detta da lui in età senile.» Cfr. Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 122.
  13. Da James Boswell, The Journal of a Tour to the Hebrides with Samuel Johnson, 15 agosto 1773.
  14. Citato in James Boswell, The Life of Samuel Johnson, Great Books edition, vol. II, 26 ottobre 1769, p. 174.
  15. Citato in Boswell, Life of Johnson, III.
  16. Citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 152.
  17. Citato in James Boswell, The Life of Samuel Johnson, Great Books edition, vol. IV, lettera a James Boswell, 7 dicembre 1782, p. 494.
  18. Citato in James Boswell, The Life of Samuel Johnson, Great Books edition, vol. IV, "On his final illness", 1784, p. 566.
  19. 1755. Citato in James Boswell, The Life of Samuel Johnson, Vol. I, 1791, p. 83.
  20. Citato in James Boswell, The Life of Samuel Johnson, Great Books edition, vol. III, 24 aprile 1779, p. 424.
  21. Cfr. (EN) Samuel Johnson did not say: "Your manuscript is both good and original. But the part that is good is not original, and the part that is original is not good.", Samuel Johnson.com.
  22. Citato in (EN) Ethical addresses vol.4 1896, pag.61
  23. (EN) Citato su Quote Investigator, Quote Investigator note-15653-1
  24. 30 aprile 1773; citato in James Boswell, Vita di Samuel Johnson, vol. II, p. 110.
  25. Da Johnson Miscellanies, a cura di George Birkbeck Norman Hill, I, pp. 273-4.
  26. Citato in Sir John Hawkins, Apophthegms, Sentiments, Opinions and Occasional Reflections; in Johnsonian Miscellanies (1897), edito da George Birkbeck Hill, vol. II, p. 2.
  27. Citato in "Apophthegms, Sentiments, Opinions and Occasional Reflections" of Sir John Hawkins (1787-1789), vol. II, p. 6, a cura di George Birkbeck Hill.
  28. Da Apophthegms from Hawkins's edition of Johnson's works.
  29. Citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, Il libro dei mille savi, n. 2948.

BibliografiaModifica

  • Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, Il libro dei mille savi, Hoepli, Milano, 2022. ISBN 978-88-203-3911-1
  • James Boswell, Vita di Samuel Johnson, traduzione di Ada Prospero, Garzanti, Milano, 1954.

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