Sabrina Impacciatore

attrice e imitatrice italiana

Sabrina Impacciatore (1968 – vivente), attrice e comica italiana.

Sabrina Impacciatore (2010)

Citazioni di Sabrina ImpacciatoreModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Quello che è mi dispiaciuto è di non aver interpretato Non ti muovere. Sergio Castellitto era entusiasta di me, ero giusta per quella parte, poi è intervenuta la coproduzione con la Spagna e il ruolo è stato dato a Penelope Cruz.[1]
  • [«Fra i suoi diversi uomini, le è mai capitato di incontrarne uno violento?»] Molti anni fa ho avuto una relazione che in alcune manifestazioni si è rivelata piuttosto estrema. [«E quando si è rivelata tale, lei se n'è andata?»] No, sono scappata per qualche giorno. Ma la relazione è continuata. Adesso si è conclusa da tempo, ma mi ha insegnato molte cose. [«Anche perché si accetta la violenza?»] Sembra una manifestazione di amore eccessivo, quindi una donna che voglia sentirsi amata in maniera estrema vede nella violenza una forma di sentimento unico. E spesso crede di non essere degna di altro, magari a causa di un complesso fisico: in qualche modo è giusto che lui mi picchi, pensa. Poi, solitamente l'uomo che ti picchia dopo si mette in ginocchio — a me è successo —, piange e chiede perdono. Fa tutto parte di un'idea "romantica", in senso malsano: la lite, il conflitto, eventualmente una manifestazione fisica dove sei tu che ci rimetti, e però pensi sia quello l'amore.[2]
  • [...] sono le donne che muovono le grandi rivoluzioni! Come si dice: anche la guerra di Troia è stata fatta per colpa di Elena! Reinventarsi e rigenerare sono caratteristiche femminili, la donna è disposta a cambiamenti radicali, non a caso è lei che partorisce. Siamo capaci di adattarci, siamo multiformi: madri, amiche, donne che lavorano, che amano, che fanno l'amore. Donne sognatrici. Niente contro gli uomini, sia chiaro. Io li amo, li adoro, non potrei stare senza di loro. Però siamo molto più coraggiose di loro.[3]
  • L'Italia è un paese appassionato di calcio e si dimentica del cinema, che è arte aggregante.[4]
  • [«A lei piace sedurre?»] Tantissimo, ma non per il potere; è un modo giocoso di sentirsi accolti e appagati. Andrebbe insegnata alle ragazze insicure, capirebbero che la bellezza non serve.[5]
  • Sono stata sempre ribelle, fin dalla scuola. Una testa calda, incapace di compromessi. Ora sono cambiata, sto lavorando sulla mediazione, ma continuo a non saper pianificare la mia vita. [«Perché? Non è una ragazzina, avrà dei progetti»] Li ho fatti una volta, poi basta. Avevo 21 anni quando ho perso in un incidente stradale il mio fidanzato. Da allora ho iniziato a vivere come se ogni giorno fosse l'ultimo.[5]
  • Il mio rapporto con la critica si fonda su di una grande curiosità. Amo molto leggere le recensioni dei film, soprattutto se sono opere che amo o ho amato molto e su cui voglio avere uno spettro di conoscenza maggiore possibile. Anche per vedere, poi, se il mio pensiero coincide o meno con il recensore. Cerco perciò di seguirla, nonostante a volte mi trovi in disaccordo. Perché, come anche a me può capitare di non aver notato alcune componenti, a volte mi domando come mai a chi scrive sfuggano degli elementi per me davvero importanti.[6]

"Mamma mi voleva col posto fisso. E sul set con Depardieu e Scola..."

Intervista di Alessandro Ferrucci, ilfattoquotidiano.it, 25 marzo 2018.

  • [...] ho iniziato a studiare recitazione quando avevo sedici anni, e la strada era chiara. Almeno per me. Poi per soddisfare le richieste dei miei genitori ho conseguito una laurea [...]. [«I suoi non la sostenevano nel sogno d'attrice?»] Zero. Di nascosto prendevo lezioni da uno statunitense poi diventato un guru, una sorta di filosofo pazzo, mentre mamma era disperata, desiderava un "lavoro serio", e lo ripeteva ogni mattina dopo avermi svegliata con il giornale sul letto, aperto sulla pagina degli annunci economici.
  • [A scuola, «copiava o passava?»] Passavo. Copiare non mi era possibile, sono troppo orgogliosa.
  • [...] non c'è stata una sera nella quale non ho maledetto il giorno in cui ho deciso di lavorare in teatro. [...] La felicità la sento nell'interpretare, nell'entrare dentro al personaggio, e non uso il termine recitare perché recitare sottintende un principio di finzione, mentre la questione è differente, è più seria. [«Fino che punto?»] Quando vado in scena non penso al delirio del palco, ma alla bellezza di entrare nei panni di un personaggio ed evadere da me per una sera in più. [«Poi ne esce facilmente?»] No, lo porto a casa e spesso ne pago le conseguenze: quando lo vivi veramente non te ne puoi liberare, si impossessa dei tuoi pensieri, degli impulsi, dei tuoi modi di reagire.
  • [In riferimento a Concorrenza sleale, «il primo giorno di set...»] Dovevo girare con Gérard Depardieu, dall'agitazione la sera prima mi imbottisco di Lexotan (ansiolitico); arrivo sul set completamente rallentata, ne parlo con Gérard, e lui si mostra docile e accogliente. [«Dépardieu dolce e accogliente?»] All'inizio, poi con una flemma incredibile mi fissa negli occhi e aggiunge: "Sabrinà, perché hai preso la pillola per dormire? La prossima volta sdraiati, apri le cosce, pensa a me e toccati: del Lexotan non avrai più bisogno". [«E lei?»] Divento viola e corro da Ettore: da quel momento in poi Scola ha passato il tempo del set a proteggermi, anche perché Depardieu si era preso una cotta e mi tormentava. [«Perseverante»] Devo ammettere che non ero insensibile di fronte a quel fascino animalesco e la notte me lo sognavo pure (interviene la sua addetta stampa: "Lei è così, non ha freni", ndr).
  • Avevo 18 anni e Gianni Boncompagni sentenziò: "Hai una qualità molto rara ed eterna: sei comica e charmant, con un sex appeal forte, mentre di solito le comiche sono asessuate. Sarà la tua fortuna".
  • [«Cosa la fa soffrire della popolarità?»] I selfie: li detesto. Preferisco un abbraccio. Le foto mi fanno sentire stupida, il dover essere sempre in ordine, poi ho la sensazione che ogni scatto mi rubi un pezzo di anima.

«Ragazze, sognate in grande»

Intervista di Stefania Saltalamacchia, vanityfair.it, 24 ottobre 2019.

  • [«Che idea s'è fatta di Oriana Fallaci?»] [...] posso non condividerne tutti i punti di vista, ma indubbiamente ne riconosco la portata storica. In un'epoca di voltagabbana, di gente di cui non ci si può fidare, lei resta esempio di donna solida. Una così coraggiosa da riuscire a inimicarsi tutti con le sue posizioni, non può che farmi simpatia. La considero un bell'esempio di femminile, di una donna che si è affrancata dai soliti ruoli di madre, moglie, in un'epoca dove era ancora più difficile. L'Italia è maschilista oggi [nel 2019], figurarsi 40 anni fa.
  • [«Si è mai sentita femminista?»] No. Io sono femmina che è proprio un'altra cosa. Non mi piace appartenere a nessun "ismo" ma delle femministe non condivido l'approccio rabbioso anche se dobbiamo ringraziarle perché senza di loro oggi saremmo definitivamente fregate. Quello che non amo di loro è una certa ideologia troppo rigida e anche, a volte, una rinuncia alla femminilità. Io, da femmina e da abitante del pianeta Terra, penso che tutti noi umani, di qualsiasi razza, religione, sesso, dovremmo avere pari diritti.
  • [«Rinascerebbe donna anche nella prossima vita?»] Assolutamente, anche se è una sfida enorme. Anzi, potrei anche volere nascere uomo per avere una strada più in discesa. Perché l'uomo continua a giocare per tutta la vita mentre la donna smette molto prima.

FilmografiaModifica

FilmModifica

DoppiaggioModifica

NoteModifica

  1. Dall'intervista di Alessandro Cuk, Intervista a Sabrina Impacciatore, nonsolocinema.com, 13 aprile 2006.
  2. Dall'intervista a Vanity Fair, 6 marzo 2013; citato in «Quando lui mi picchiava», vanityfair.it, 5 marzo 2013.
  3. Dall'intervista di Federica Palladini, Intervista con Sabrina Impacciatore: protagonista del film Pane e burlesque, elle.com, 28 maggio 2014.
  4. Citato in Ilenia De Rosa, Sabrina Impacciatore: «In Italia troppo calcio e poco cinema», ilmattino.it, 27 luglio 2017.
  5. a b Dall'intervista di Cristina Lacava, Sabrina Impacciatore: «Adoro sedurre», iodonna.it, 22 gennaio 2018.
  6. Dall'intervista di Martina Barone, Sabrina Impacciatore contro l'Italia misogina e su Muccino dice: meritava di più, cinematographe.it, 27 febbraio 2019.

Altri progettiModifica