Romanticismo

movimento artistico, musicale, culturale e letterario

Citazioni sul romanticismo.

  • Ci accorgiamo solo a poco a poco che il «fiore azzurro» dei romantici cresce realmente nei campi reali – – – la campanula, il fiordaliso, il nontiscordardimé eccetera, eccetera, e che questi fiori sono più belli, più graziosi, più trasognati e dolcemente misteriosi di quelli che allignano nel ridicolo humus del paese dei sogni – – –! Essere ancora capaci di scoprire l'«ideale» nel «reale» – – – questo soltanto significa essere veramente un romantico! (Peter Altenberg)
  • È quell'idea di libertà politica ad averci dimenticati lungo un binario morto della storia, non siamo noi ad aver dimenticato il Risorgimento. L'eredità del Romanticismo è invece malignamente viva. (Antonio Scurati)
  • E non si avvedono [i romantici] che appunto questo grand'ideale dei tempi nostri, questo conoscere cosí intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i piú minuti affetti, quest'arte insomma psicologica, distrugge l'illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell'animo e delle azioni [...]: e non si avvedono che s'è perduto il linguaggio della natura, e che questo sentimentale non è altro che l'invecchiamento dell'animo nostro, e non ci permette piú di parlare se non con arte. (Giacomo Leopardi)
  • Eppure, non ostante lo disperazioni deliranti, la mania del nuovo e dello strano, il romanticismo ancora seduce per l'entusiasmo giovanile, pei nobili impulsi, pel culto alla bellezza ed alla vita, per l'aspirazione, sempre insita nel cuore umano, in ogni età, all'alto, verso l'azzurro e l'infinito. (Pietro Toldo)
  • I romantici, che lo Schlegel catechizzava e il Novalis infiammava di ardore mistico, hanno orrore dell'ignoranza e del barbaricume. Inneggiano alla virtù del sapere, al beneficio della civiltà. Il Rousseau rinnega la storia, e nega l'educazione; sistemizza l'ineducazione. I romantici credono ad un progresso eterno dello spirito; identificano talora l'educazione con la religione. E tutto vorrebbero abbracciare, tutto comprendere, tutto vedere, tutto sviscerare, raccogliere in un sol raggio, come Friedich Schlegel diceva, tutti i raggi della civiltà. Da quella gran foga e avidità di sapere, dalla smania di investigazione e di ricerca rampollarono poi via via le nuove scienze della natura e dello spirito. (Arturo Farinelli)
  • I romantici rinnegano il principio d'imitazione [dei classici], proclamano morta la vecchia mitologia e vorrebbero una letteratura e una lingua che esprimessero le idee di un'Italia giovane e fresca, all'unisono col resto d'Europa. Di qui la necessità di stretti contatti fra la lingua scritta e la lingua parlata, per meglio aderire alla realtà delle cose. (Bruno Migliorini)
  • Il messaggio del Romanticismo si è, nella coscienza collettiva, talmente affievolito o degradato da sopravvivere soltanto, ormai, come un equivoco lessicale? Oppure, al contrario, la dilagante fortuna di quest'uso confusamente metaforico dell'aggettivo è la prova d'una sotterranea ma tenace vitalità del sostantivo? (Giovanni Raboni)
  • Il romanticismo, come tutti sanno, ebbe due programmi da far valere: l'uno, negativo, consistente nella violenta e assoluta opposizione al classicismo, con la sua estetica dommatica e, da tempo immemorabile, cristallizzata; l'altro, positivo, consistente nell'affermazione d'un nuovo etico-sentimentale. Orbene, se il primo trionfò completamente, decretando l'irreparabile sconfitta dell'estetica classicista, e rendendo possibile e facile un'ulteriore e infinitamente più feconda evoluzione letteraria; il secondo, invece, creato e determiunatro in un'epoca di «paroxisme de divagation» (Laconte de Lisle) e di «détraquement cérébral» (Zola) non poteva essere di duratura e fortunata efficacia. (Luigi Tonelli)
  • Il romanticismo, fuori d'Italia, ed anche in Italia in qualche parte, non tardò a degenerare peggio assai che il classicismo. Alle favole greche furono ben presto surrogati miti nordici; si poetizzarono Ondine, Urì, Vampiri, Norme, Peri, Alfi e Spettri. I poeti e letterati della nuova scuola, sempre in traccia del fiore azzurro e del chiaro di luna, abbandonaronsi a tutti i languori della sentimentalità, non d'altro occupati che delle loro passioni e fantasie, astratti dietro suoni d'arte e chitarre perdentisi lontano nel vuoto. Colle novelle popolarono i cimiteri; colle romanze assordarono l'aria di gemiti e di lamenti. Fu tutta una pietà elegiaca e molle, una sensibilità quasi morbosa. Fu una morìa fatale di amanti e di amate, che spariscono tutti in sullo sbocciare della vita con accompagnamento di fantasmagorie spettrali e d'immaginazioni paurose. Divenute di moda le Notti di Young, le Tombe di Hervey, l'Elegia di Gray sopra un cimitero villereccio, i Piagnistei e i Furori d'Eloisa e di Abelardo, eccoti una folla di chiomati romantici scriver Notti, Meditazioni, Canti Notturni con una vaporosa indeterminatezza di pensieri e di espressioni, ripugnante all'indole italiana. (Isidoro Carini)
  • L'immediatezza, feticcio romantico, di cui sono sottospecie l'impressionismo e la scrittura automatica, una volta assunta a supremo criterio di giudizio, ha fatto sì che non solo vengano condannate intere epoche artistiche come il neoclassicismo, ma che dei grandi artisti neoclassici, si salvino solo gli schizzi, gli abbozzi, gli spunti come quelli che conservano qualche scintilla di quel fuoco divino che poi la rielaborazione smorzerebbe. (Mario Praz)
  • La personalità romantica è pervasa di sottile sfiducia nell'intellettualismo, e questo sentimento sfocia di frequente in quell'atto immorale che va sotto il nome di sogno a occhi aperti. Contrariamente a quanto si crede, il sognare a occhi aperti non è un processo intellettuale, ma piuttosto un mezzo di evasione dall'intellettualismo. (Yukio Mishima)
  • Le benemerenze migliori della scuola romantica sono da riconoscere nell'avere risvegliato l'amore ai secoli di mezzo nel campo della storia. Quale differenza collo sdegno che, per influenza del filosofismo, ostentava per tali secoli la generazione che ci ha preceduto! (Isidoro Carini)
  • Ossequiosi all'autorità e intimamente anarchici, spesso in acre discrepanza col mondo, i romantici oscillano tra la forza fantastica e la sterile fantasticheria, passando dall'ambizione di abbracciare con la parola l'infinito al silenzio, mescolando tutti i generi letterari e spingendosi all'estremo del dicibile. Essi cercano nell'arte una libertà sfrenata e totale, senza cercarne più nemmeno una moderata e concreta nella sfera politica e cercano soprattutto nell'arte l'assoluto e insieme lo scacco, in una simbiosi di sublime e grottesco. (Claudio Magris)
  • Quando si parla di romanticismo si pensa alla difesa del sentimento, dell'irrazionale, allo slancio e alla passione dell'infinito, al gusto dell'oscuro e dell'indeterminato. Ed è vero che nei romantici è dominante il senso dell'infinito. È anche vero, però, che i romantici cercavano nel sentimento e, come nel caso di Friedrich Schlegel, nell'eros, la soluzione di un dualismo, del dualismo tra la natura e lo spirito e tra l'inconscio e la coscienza, nel quale rientra anche il dualismo tra il finito e l'infinito. (Enzo Paci)
Anselm Feuerbach, Ifigenia

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