Pinocchio di Guillermo del Toro

film d'animazione del 2022 diretto da Guillermo del Toro e Mark Gustafson

Pinocchio di Guillermo del Toro

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Titolo originale

Pinocchio

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America, Messico, Francia
Anno 2022
Genere animazione, fantastico, musical
Regia Guillermo del Toro, Mark Gustafson
Soggetto Gullermo del Toro, Carlo Collodi
Sceneggiatura Guillermo del Toro, Patrick McHale
Produttore Alexander Bulkley, Guillermo del Toro, Lisa Henson, Gary Ungar
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Note
  • Vincitore di 1 premio Oscar (2023):
    • Miglior film d'animazione

Pinocchio di Guillermo del Toro, film d'animazione del 2022, regia di Guillermo del Toro e Mark Gustafson.

Al tempo in cui Mastro Geppetto creò Pinocchio, aveva già perso un figlio. Questo accadde qualche anno prima del mio arrivo, ma imparai la storia, che poi diventò la mia storia. Geppetto perse Carlo durante la Grande Guerra, erano stati insieme solo dieci anni, ma era come se Carlo avesse portato con sé la vita di quel vecchio. (Sebastian il Grillo)

  Citazioni in ordine temporale.

  • [Ultime parole] Oh! Ho lasciato la mia pigna! (Carlo)
  • In seguito fu detto che la cittadina non era neanche un obiettivo, che questi aeroplani stavano rientrando alla base e lasciarono cadere le bombe per alleggerire le zavorre. (Sebastian il Grillo)
  • Geppetto gli rimase sempre vicino, e questo è quanto. Lavorava molto poco, mangiava ancora meno, e il crocifisso della chiesa rimase incompiuto. Gli anni passarono, il mondo andò avanti, ma Geppetto no. Ed è qui che entro in gioco io. Vedete, ero uno scrittore e da anni cercavo le condizioni ideali per mettere su carta la mia gloriosa, affascinante biografia, finché finalmente lo trovai, il mio santuario. Casa. Qui potevo scrivere le mie memorie, un racconto così avvincente! Avevo vissuto nel camino di un avvocato in Sardegna, navigato l'Adriatico su un peschereccio, trascorso un inverno perugino con un acclamato scultore. Il frinire della gioventù, di Sebastian il Grillo! (Sebastian il Grillo)
  • Guardai quel vecchio piangere e mi commosse. E a quanto pare non ero l'unico a guardare. Girovagando a lungo su questa terra, ho imparato che esistono spiriti antichi fra le montagne, nelle foreste, che raramente si intromettono negli affari umani. Ma qualche volta... lo fanno. (Sebastian il Grillo)
  • Per tutte le antenne! (Sebastian il Grillo)
  • [Mentre abbatte l'albero] Io... farò rinascere Carlo... da questo... maledetto... pino! (Geppetto)
  • Piccolo bambino di legno fatto di pino, ti chiameremo... Pinocchio. Sorgerai con il Sole e camminerai sulla Terra, e porterai gioia e compagnia a quel pover'uomo dal cuore spezzato. Sii suo figlio, riempi i suoi giorni di luce e non sarà mai più solo. (Spirito del bosco)
  • Ora basta! Qui siamo in una casa di Dio. Stolto ubriacone! Avete intagliato questo, questo arnese [Pinocchio] mentre il nostro Cristo benedetto è incompiuto da anni!? Portate via quell'arnese, portatelo via! Subito! (Prete)
  • Questo anormale bambino manca di disciplina. Ma sembra forte, robusto, scolpito in ottimo pino italiano. (Podestà)
  • Scrissi a lungo quella notte, avevo molto da dire. Non sulla mia vita, per una volta, ma su padri imperfetti e figli imperfetti. Sulla perdita, e sull'amore. E per quella sera, se non altro, fummo tutti noi beatamente incoscienti. (Sebastian il Grillo)
  • Il nostro Paese viene prima! Il bambino non può essere ucciso, è il soldato ideale. Deve essere reclutato nei campi giovanili per legge. [si rivolge direttamente a Pinocchio] Tu imparerai a combattere e a usare le armi come un vero bambino italiano. (Podestà)
  • Combatto perché | Il mio ruolo è | Portare alla mia patria Gloria, grazie a me | Ho la bandiera | L'Italia è fiera | Del Duce, del Duce | Io pregherò per lui | La luce guiderà | Le nostre volontà | Marcio proprio come | Quest'aquila che ha | Ali forti, fiere | E con lei, ci condurrà | Che eroi! | Che virtù! | L'Italia è fiera | E merita di più! (Pinocchio)
  • Ascoltami bene, perché forse hai frainteso il nostro rapporto, mia piccola peste: io sono il burattinaio, tu sei il burattino. Il sono il padrone, e tu sei lo schiavo. E farai quello che ti ordino finché il tuo corpo di legno non marcirà e sarà utile solo ad accendere il fuoco. Sarai un burattino senza fili ma sono io che ti comando. Tu... obbedisci... a me! Capisci? (Conte Volpe)
  • Il nostro contratto non vale niente? Io farò la mia parte, e tu... [incendia il contratto con la torcia] tu brucerai! Brillerai... [getta entrambi nel rogo per Pinocchio] come una stella! (Conte Volpe)
  • [Ultime parole, rivolto a Spazzatura] Come hai potuto fare questo a me? E per un burattino?! Ripugnante lusus naturae! Non ti permetterò di tradirmi un'altra volta! (Conte Volpe)

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Carlo: Cosa state facendo stavolta, babbo?
    Geppetto: Indovina.
    Carlo: Un soldato?
    Geppetto: No.
    Carlo: Un mago? Una strega?
    Geppetto: No, no, no, no, no, no, no, ti toccherà aspettare, Carlo! Tutte le cose belle richiedono pazienza!
  • Geppetto: E la vecchia strega mise in guardia il piccolo riccio: "Non raccontare bugie, o il tuo naso crescerà e crescerà... fino a qui!"
    Carlo: Gli cresceva il naso?
    Geppetto: Le bugie, caro bambino mio, vengono scoperte all'istante, perché sono come i nasi lunghi: visibili a tutti, eccetto a chi dice la bugia. E, più ne racconti, più il naso cresce!
  • Geppetto [dopo avere abbattuto un albero]: Quando una vita finisce, un altra deve crescere!
    Carlo [raccoglie una pigna]: Che ne pensate di questa?
    Geppetto: No, no, no, no, Carlo, deve essere perfetta, completa, vedi? A questa mancano alcune brattee.
  • Podestà [riferito a Geppetto]: Un cittadino italiano modello!
    Moglie: E anche un ottimo padre.
  • Carlo: Oh, volevo farvi vedere cosa ho trovato!
    Geppetto: Cos'è, bambino mio?
    Carlo: Lo vedrete! [la mette nel cesto e aspetta che Geppetto lo issi su e la veda] Ta-da!
    Geppetto [ride]: La pigna perfetta! Ha ancora tutte le brattee!
    Carlo: Pensavo di piantarla io stesso e far crescere l'albero, e poi intaglierò i giocattoli da solo, come come fate voi.
    Geppetto [ridacchia]: Credo che questa sia la migliore idea che un bambino abbia mai avuto, Carlo!
  • Spirito del bosco: Piccolo bambino di legno, sorgerai con il Sole e camminerai sulla Terra–
    Sebastian: Scusatemi, posso aiutarvi? Qui si sta parlando di casa mia. Posso chiedere chi mai al mondo siete?
    Spirito del bosco: Al mondo? Una guardiana. Mi prendo cura delle piccole cose, le cose dimenticate, quelle perdute.
    Sebastian: Beh, io sono Sebastian il Grillo, proprietario di casa, e devo essere interpellato se avete intenzione di ordire, macchinare qualcosa per la mia proprietà!
    Spirito del bosco: Bene. Dato che tu già vivi nel cuore del bambino di legno, forse puoi aiutarmi.
    Sebastian: A fare cosa?
    Spirito del bosco: A sorvegliarlo, a renderlo un bravo bambino.
    Sebastian: Non sono una governante, signora! Sono un romanziere, un cantastorie, attualmente immerso nella scrittura delle mie memorie.
    Spirito del bosco: Ebbene, a questo mondo ricevi quello che dài. Assumiti questa responsabilità e io ti concederò un desiderio.
    Sebastian: E posso desiderare qualunque cosa? Proprio qualunque cosa? La pubblicazione del mio libro, fama, fortuna?
    Spirito dei bosco: Qualunque cosa.
    Sebastian: Hmm, forse posso aiutarvi! Farò il mio meglio, e il mio meglio è il meglio che c'è. Heh, piuttosto brillante, eh?
  • Pinocchio: Buongiorno, babbo!
    Geppetto: Ahhh! C-Che cosa succede?! Che cos'è questa stregoneria?
    Pinocchio: Volevate farmi vivere, avete chiesto di farmi vivere!
    Geppetto: Tu-tu... chi sei tu?!
    Pinocchio: Mi chiamo Pinocchio, il vostro figliolo!
    Geppetto: Non sei il mio figliolo, non ti avvicinare!
    Sebastian [sbucando fuori dal petto di Pinocchio]: Il bambino dice la verità, Mastro Geppetto!
    Geppetto: Ah! È pieno di scarafaggi!
  • Pinocchio [si libera dallo sgabuzzino per inseguire Geppetto]: Chiesa!
    Sebastian: No, no, ti ha detto di non uscire!
    Pinocchio: Io vado in chiesa, vado in chiesa, vado in chiesa!
    Sebastian: No no no! Ti prego, fermo! Devi obbedire al tuo babbo!
    Pinocchio: "Obbedire"?
    Sebastian: Fare come ti viene chiesto!
    Pinocchio: Ma io non voglio obbedire!
    Sebastian: Beh, [si schiarisce la voce] devi provarci al tuo meglio, e il tuo meglio è il meglio che c'è. [fa per cantare] Da mio padre– [Pinocchio lo stritola aprendo la porta] Ahh!
    Pinocchio [mentre scappa fuori]: Io vado in chiesa, vado in chiesa!
  • Pinocchio: Babbo, babbo, sono qui!
    Geppetto: P-Pinocchio!
    Pinocchio: Sono io! Sono venuto in chiesa! [lo abbraccia]
    Cittadino: È un demone!
    Macellaia: Stregoneria!
    Macellaia gemella: Malocchio!
    Pinocchio: "Pinocchio"!
    Geppetto: No, no, vi prego! È... è... è solo un burattino, s-serve a divertirsi!
    Lucignolo: Se è un burattino, dove sono i fili?
    Podestà: Ha ragione... [si avvicina] Chi ti comanda, bambino di legno?
    Geppetto: Lo comando io, ovviamente!
    Pinocchio: E chi comanda voi?
    Geppetto: [gli copre la bocca] Non si parla al Podestà in quel modo! [Ridacchia] È un burattino, solo un burattino!
    Pinocchio: Non è vero! Sono fatto di tanti pezzetti di carne e ossa! Sono un bambino vero! [gli cresce il naso]
  • Geppetto: Sta' fermo, per favore! [ritocca il naso di Pinocchio] Carlo non si comportava così...
    Pinocchio: Babbo, perché mi è cresciuto il naso, oggi?
    Geppetto: Hai mentito, Pinocchio, e una bugia è sotto gli occhi di tutti come il tuo naso e...
    Pinocchio: E più bugie racconti, e più il naso cresce! Funziona così?
    Geppetto: Funzio... [leggermente rincuorato, ricordandosi del discorso fatto con Carlo] Sì... è così!
  • Podestà: Guardate il mio figlio Lucignolo!
    Geppetto: Sì, sì...
    Podestà: Un modello della gioventù fascista. Fiero, impavido, virile! Come suo padre! E questi denti? Denti perfetti, nessun segno di itterizia!
    Pinocchio: Babbo? Babbo! Mi sento i piedi caldi, come la cioccolata. Guardate! [ridendo, si gira mostrando i piedi infiammati]
    Geppetto: Ahhh! No!!! [accorre in aiuto]
    Sebastian: Fuoco! La mia casa va a fuoco!!
    Pinocchio: Sì, guardatemi! Guardate, vado a fuoco! Sììì! [Geppetto lo ficca in una bacinella per spegnere il fuoco] Oh, cosa avete combinato, babbo? Mi avete spento quella bella luce sui piedi!
    Podestà: Ecco cosa si ottiene da una mente indisciplinata! Dovete mandare a scuola questo bambino!
    Geppetto: A scuola? Pinocchio?
    Podestà: Sì, domani!
    Pinocchio: "Scuola"... hehe!
  • Pinocchio: Sebastian?
    Sebastian: Sì, Pinocchio?
    Pinocchio: Chi è Carlo?
    Sebastian: Carlo era un bambino... Geppetto lo ha perso tanti anni fa.
    Pinocchio: Dove lo avrà mai messo? Come si può perdere un'intera persona?
    Sebastian: Intendevo... È morto, Pinocchio. Non è più in vita.
    Pinocchio: Ed è una cosa brutta?
    Sebastian: Sì. È un enorme peso per un padre perdere un figlio piccolo.
    Pinocchio: Che cos'è un peso?
    Sebastian: È una cosa dolorosa che devi sopportare, anche se ti fa soffrire nel profondo.
  • Pinocchio: Babbo? C'è una cosa che io non ho capito.
    Geppetto: Che cosa, Pinocchio?
    Pinocchio: Piace proprio a tutti, lui.
    Geppetto: Chi?
    Pinocchio: Lui! [indica il Gesù di legno del crocifisso] Cantavano tutti per lui, ed è fatto di legno. Perché tutti amano lui e non me?
    Geppetto: Vieni qui, Pinocchio. Capita che a volte le persone abbiano paura delle cose che non conoscono, ma impareranno a conoscerti e ad amarti e... e per cui... [decide di cambiare argomento] Sei pronto per la scuola? [Pinocchio annuisce] Ho una cosa qui con me che vorrei regalarti. [mostra il libro di storia di Carlo] Ta-da!
    Pinocchio: Come mi piace, babbo! Come mi piace, come mi piace! ... Che cos'è?
    Geppetto: È un libro di scuola. Un libro di scuola molto speciale. Una volta apparteneva a un bambino molto speciale.
    Pinocchio: Carlo? Il bambino che avete perso? Era un bambino bravissimo, babbo?
    Geppetto: Sì, lo era...
    Pinocchio: E lo amavate tantissimo?
    Geppetto: Lo amavo. Io... Lo amo.
    Pinocchio: Allora sarò proprio come Carlo! Obbedirò e andrò a scuola! E sarò il migliore di tutti a fare... uh... quello che si fa a scuola!
  • Pinocchio: Che cosa si impara a scuola, signor grillo?
    Sebastian: Si impara a leggere, e a scrivere, e le tabelline per le moltiplicazioni.
    Pinocchio: Cosa sono le tabelline per le molpliticazioni?
    Sebastian: Ecco, diciamo che hai quattro carretti e su ciascuno, ehm, hai 27 mele...
    Pinocchio: Non mi importa niente delle tabelline, io non ho le mele e mi rifiuto di mentire!
    Sebastian: Oh, no, è matematica! Devi moltiplicare il quattro e il sette! Ehm... quattro per sette... uh... Ehm, uh...
    Pinocchio: Sono molto confuso, credo che in verità non mi piaccia la scuola, Sebastian.
    Conte Volpe: Ah, lo abbiamo trovato! Guarda, Spazzatura! Il nostro miracolo! Il nostro fenomeno! La nostra... stella!
    Pinocchio: Chi? Io?
    Conte Volpe: Sì, mon étoile! Io sono il Conte Volpe e tu sei il mio prescelto. Unisciti alla nostra eccentrica e spensierata vita itinerante come stella del mio spettacolo di burattini!
  • Podestà: Il bambino non si è presentato a scuola, oggi.
    Geppetto: Ah, ma è uscito stamattina, ce l'ho mandato io.
    Podestà: Evidentemente quel burattino è un dissidente, un libero pensatore, oserei dire!
    Geppetto: S-Sì...
    Podestà: Farete meglio a trovarlo. Confido che vedremo il bambino di legno a scuola, domani.
  • Conte Volpe: Aha! Scusami tanto se ti ho fatto aspettare, mio piccolo burattino!
    Pinocchio: Non mi piace quando mi chiamano "burattino".
    Conte Volpe: Bambino mio, i burattini sono le meilleur qui soit! Sono il massimo! Alza il braccio. [lega dei fili a Pinocchio] I burattini vengono rispettati da ogni strato sociale.
    Pinocchio: Pensavo fosse meglio essere un bambino normale.
    Conte Volpe: Oh, no, no, no! La gente adora i burattini, come il Diavolo, Colombina, Pulcinella. Ma ovviamente è solo un burattino a essere il re fra tutti!
    Pinocchio: Cappero, come mi piacerebbe conoscerlo!
    Conte Volpe [esercita la presentazione]: "Piiiinocchiooo"!
    Pinocchio: Aspetta, ma sono io!
    Conte Volpe: Proprio così. Sei una meraviglia, un miracolo. Ti ameranno!
    Pinocchio: Chi?
    Conte Volpe: Les idiots, i meravigliosi bambini del mondo! Alza la gamba. [lega altri fili] Ti ameranno e grideranno il tuo nome: "Pinocchio, Pinocchio, Pinocchio!" Pinocchio, il burattino vivente!
  • Geppetto: Hai rovinato il libro di Carlo e non sei neanche andato a scuola! Perché? Mi avevi promesso che ti saresti comportato come, come...
    Pinocchio: Carlo?
    Geppetto: Sì!
    Pinocchio: Io volevo farlo, babbo, ma, ma–
    Geppetto [esasperato]: Sì, Pinocchio, "ma"!?
    Pinocchio: Dieci banditi spuntati fuori dai cespugli... [il naso gli cresce] Sono spuntati e hanno preso il libro! [il naso cresce di più]
    Geppetto: Ah, ho capito, allora poi come è andata?
    Pinocchio: Avevano un'ascia e... volevano la cioccolata! Cioccolata calda! [il naso sviluppa rami]
    Geppetto: Pinocchio, non devi raccontarmi le bugie! Sono il tuo babbo.
    Pinocchio: Ma sto dicendo la verità! [i rami del naso si allungano]
    Geppetto: Allora perché ti cresce il naso?!
    Pinocchio: Non è vero! [i rami crescono sviluppando aghi di pino]
    Geppetto: Bugie, bugie e ancora bugie!
    Pinocchio: Io non dico bugie! [il naso cresce con tale violenza da farlo cadere all'indietro]
    Geppetto: Ma ti sei visto? [il naso sviluppa delle pigne. I bambini presenti applaudono impressionati e divertiti] Andate via! Questo non è uno spettacolo.
    Conte Volpe: Ma lo è! [si prende Pinocchio] Lasciate il mio carissimo, brutto cleptomane e alza-gomito!
    Geppetto: Non osate toccarlo, l'ho creato io! [tenta di riprendere Pinocchio afferrandogli le gambe]
    Conte Volpe: E io l'ho scoperto! [cerca di strattonarselo indietro]
    Geppetto: Non è il vostro burattino, è mio! [Pinocchio ride divertito mentre viene strattonato come un tiro alla fune]
    Sebastian: Ehm, magari sarebbe meglio se–
    Conte Volpe: Oh, non è come dite, è un attore, il mio attore! E volete lasciarmelo?!
    Geppetto: Mai! [alle fine riesce a strattonarlo via dalla presa di Volpe, ma per sbaglio fa cadere Pinocchio in mezzo alla strada]
    Sebastian: Oh, cielo.
    Pinocchio: [Ride] È stato spassosissimo, babbo!
    Geppetto: No! [Pinocchio viene investito dal furgone del Podestà, morendo] Pinocchio!
    Podestà [ferma il furgone ed esce fuori]: È... spuntato all'improvviso! Finisce così quando i bambini sono scatenati!
    Sebastian [narrazione]: Pinocchio era morto. Almeno così appariva a ogni astuto osservatore. Ma non potevo immaginare che la morte non fosse la fine.
  • Pinocchio: C'è qualcuno? C'è qualcuno? [viene illuminato dagli occhi della Morte]
    Morte: Chi sei tu? Sento che non è la prima volta che sei qui.
    Pinocchio: Io sono Pinocchio, sono un bambino! E credo di essere... morto!
    Morte: Ah, sì, ho capito: il bambino di legno con l'anima presa in prestito. Il capriccio di mia sorella, quella sciocca sentimentale. Lei ti ha dato la vita, Pinocchio, quando non avresti dovuto averne una. Non più di quanto hanno una vita una sedia o un tavolo. Di conseguenza non puoi realmente "realmente" morire.
    Pinocchio: Cappero, cappero! Ed è una cosa buona, giusto?
    Morte: Questo significa che tu non sei né sarai mai un bambino vero come Carlo. L'unica cosa che rende la vita umana preziosa e significativa è la sua brevità.
    Pinocchio: Oh...
    Morte: Non fraintendermi, tu morirai, molte, molte volte. Questa è solo una delle tante. Ma non si tratta di morti reali, sono periodi di attesa. [fa apparire delle clessidre] Ci sono delle regole, sai? Nonostante mia sorella le abbia trascurate. Entrambi dovremo aspettare che la sabbia si esaurisca. Tutte le volte che trapasserai, rimarrai qui con me ogni volta più a lungo, fino alla fine dei tempi.
    Pinocchio: E poi? Dopo che la sabbia finisce?
    Morte: Ti rimanderò indietro, è semplice. Ogni volta.
    Pinocchio: Ho capito. Ecco, in quel caso vorrei chiedervi una cosa– [la sabbia finisce e viene risucchiato nella terra dei vivi]
    Morte: Ci vediamo alla prossima...
  • Dottore [ispezionando il corpo esanime di Pinocchio]: Niente. Non possiamo fare altro. Purtroppo questo corpo ormai è rigido.
    Geppetto: Ma è sempre stato rigido: è fatto di legno!
    Conte Volpe: Io posso scritturarlo anche da morto.
    Geppetto: Come osate, signore? Mostrate un po' di rispetto!
    Conte Volpe [urla agitando il bastone per aria]: Voi mostrate rispetto! A me, e alle mie previsioni di guadagno trimestrali!
    Podestà: Signori, per favore! Non è il momento per queste bruffe ridicole!
    Dottore: Come intendete disporre del cadavere?
    Pinocchio [tornando in vita, allegro]: C'è un cadavere? Dove?
    Geppetto: Pinocchio! Sei vivo!
    Podestà: È immortale!
    Conte Volpe: Lunga vita alle arti!
    Moglie del dottore [all'unisono con la moglie del Podestà]: È un miracolo...
  • Geppetto [sospira]: Che giornata... che giornata...!
    Pinocchio: Bellissima!
    Geppetto: Come faremo?
    Pinocchio: Oh, state tranquillo, babbo! Vado io in guerra, sembra uno spasso! Imparerò a combattere e a usare le armi e a marciare come...
    Geppetto: No, Pinocchio! La guerra non è uno "spasso"! La guerra non è bella, la guerra... la guerra ha preso Carlo, me l'ha portato via!
    Pinocchio: Beh, e allora non ci vado!
    Geppetto: Ma ora sei costretto ad andare, è la legge!
    Pinocchio: Anche se è una cosa brutta?
    Geppetto: Sì! Tutti noi dobbiamo obbedire alla legge, che ci piaccia o no!
    Pinocchio: Perché?
    Geppetto: Senti, non ho il tempo né la pazienza di stare a spiegartelo, io devo a quell'uomo [Conte Volpe] una fortuna, e tu adesso verrai portato lontano e reclutato in un campo militare giovanile e ora guarda! Guarda cosa mi hai fatto diventare! Io ti ho creato per essere come Carlo! Perché non puoi essere come Carlo?!
    Pinocchio: Perché non sono Carlo... Non voglio essere come Carlo! Carlo è...
    Geppetto [gli urla addosso]: Ora basta!!! Sei soltanto... un peso, per me. [si allontana]
  • Pinocchio: Quando mi ha detto che sono un peso, il suo naso non è cresciuto... significa che lo crede sul serio. Io non voglio essere un peso... Io non voglio far soffrire il babbo e fargli venire voglia di sgridarmi.
    Sebastian: Oh, Pinocchio... Come tutti, anche i padri a volte si sentono disperati. E arrivano a dire cose... Dicono cose di cui in quel momento sono convinti, ma col tempo capiscono che non le hanno mai credute realmente. Lo capisci?
  • Geppetto [raggiunge l'antica arena, ma la fiera di Volpe se n'è già andata]: Pinocchio! Pinocchio! Pinocchio! [finisce contro un palloncino] Levati! [si siede affranto sulla scalinata] Oh... come farò a trovarlo, ora?
    Sebastian: Oooh, adesso lo volete trovare? Dopo le parole che gli avete detto? Dopo averlo chiamato un peso? Un "peso"?!? Perché siete così cieco? Così dannatamente cieco? Quel bambino vi vuole bene! Ha ancora molto da imparare, ma vi vuole bene così come siete! Vi è tanto difficile fare lo stesso?! Cominciate a comportarvi come un padre, un vero padre! E non come un vecchio caprone così intento a lamentarsi e piagnucolare per le sue perdite "Io, io, io! Povero me!" da non accorgersi dell'amore che gli viene dato! Sarò anche un insetto io, signore, ma posso insegnarvi un paio di cosette su... [Geppetto si alza e incammina] Ehi! Dove state andando?
    Geppetto [agitando per aria un annuncio della fiera che elenca le sue tappe]: Dal mio figliolo!
  • Pinocchio: Non dimenticate di mandare la mia parte dei guadagni al mio babbo.
    Conte Volpe: Oh, non mi sognerei mai di dimenticarlo! Vedi? Cinquanta e cinquanta! [appena Pinocchio guarda altrove, si mette a sottrarre altro denaro dalla sua parte finché non restano poche monete] Meno le spese, il trasporto e la promozione... [riempie il suo sacco di soldi] Domani andremo in una cittadina affacciata sul mare, Catania, ed è lì che ci esibiremo per Sua Eccellenza il Duce!
    Pinocchio: Il Dolce?
    Conte Volpe [ridendo]: No, mia brillante stella, parlo del nostro coraggioso capo, il "Duce", Benito Mussolini! Ha saputo del nostro numero e verrà a vederci, hah! Io e lui siamo molto uniti... qui siamo a Roma! [mostra una foto di se stesso durante una manifestazione fascista, Mussolini è troppo lontano per essere visto chiaramente] Questo è lui là dietro. Lì potrai rendere me orgoglioso, e orgoglioso il tuo babbo!
    Pinocchio: Orgoglioso...
  • Geppetto: Ehm, scusatemi, signore! Catania, siete diretto lì? Potete portarmici? Per favore! Si trova giusto dopo lo stretto!
    Capitano: Quello che vedete non è il mare... [si gira urlando drammaticamente] È un cimitero!!!
    Geppetto: Oh cielo!
    Capitano: Il Pesce-cane, sorto dai gelidi abissi per prendersi il suo tributo in sangue e acciaio, un mostro dalle dimensioni di venti navi, mosso da fame e rabbia!
    Sebastian: Oh, per favore! Sono solo storielle per bambini!
    Geppetto: Comandante, il mio figliolo si trova dall'altra parte del golfo e proprio domani si esibirà... [offre delle monete] Questo è tutto ciò che mi rimane, prendete, sono vostri! Io voglio solo poterlo rivedere...
  • Conte Volpe: Ohhh, Vostra Eccellenza! Ho scritto questo numero solo per voi! Oh oh uhhh!
    Benito Mussolini: Gradisco i burattini...
  • Pinocchio: Ehi, Spazzatura? Dobbiamo rendere l'esibizione di stasera ancora più speciale per il grandissimo Dolce, non credi? Ho in mente delle ottime idee... [bisbiglia nell'orecchio di Spazzatura]
    Conte Volpe: In bocca al lupo, burattino mio! Delizia il Duce e ti ricoprirò di gloria!
    Pinocchio: Oh, gli daremo uno spettacolo che non dimenticherà!
  • Pinocchio: Combatto perché | Lo impone il bebè | Che se la fa addosso qui, di fronte a me | Lanciamo cacca | A chi ci attacca
    Benito Mussolini: Cacca?!
    Ufficiale fascista: Sì, "cacca", Vostra Eccellenza.
    Pinocchio: Il Duce, il Duce | Che puzza i gas che fai | Profumano di più | Perfino i letamai [dietro le quinte, Conte Volpe si mangia il copione dalla disperazione] Per noi sei la popò | Più grande che ci sia | Se scorreggi | Lasci dappertutto la scia | Che popò! | Che sei tu! | Ti mangi la cacca | Non meriti di più!
    Benito Mussolini: Questi burattini non li gradisco. Sparategli! E bruciate questo posto...
    Pinocchio [l'ufficiale fascista gli spara, finisce nell'oltretomba]: Oh, ciao! Sono io!
    Coniglio Nero: Ah, è di nuovo lui...
    Pinocchio: Non posso morire!
    Coniglio Nero: Lo sappiamo!
    Pinocchio [cantilenando]: Non posso morire! Non posso morire!
    Conigli Neri [all'unisono]: La porta è quella!
  • Pinocchio: Riesci a crederci? Sono sfuggito alla guerra, proiettili, fuoco, mi hanno anche investito! Possono uccidermi tantissimo! Sono il bambino più fortunato al mondo!
    Morte: Io invece credo che tu sia carico di un terribile peso...
    Pinocchio: Hm? Un peso? No, non è vero, è una cosa orribile da dire a un bambino!
    Morte: La vita può arrecare grande sofferenza... e la vita eterna può arrecare eterna sofferenza.
    Pinocchio: Oh, non è così male come dite! Sì, è vero che ogni volta finisco un po' malconcio, ma non appena tornerò andrò a casa dal mio babbo.
    Morte: Ah, ma Pinocchio... se non dovessi mai più rivedere tuo padre?
    Pinocchio: Certo che lo rivedrò! Perché non dovrei?
    Morte: Tu potrai avere anche la vita eterna, ma i tuoi amici, i tuoi cari... loro non l'hanno. Ogni momento condiviso con loro potrebbe essere l'ultimo. Non puoi sapere quanto tempo hai con qualcuno finché non c'è più.
  • Podestà: Molti di noi non hanno che una sola vita da donare alla patria, ma tu... tu non hai limiti!
    Pinocchio: Io?
    Podestà: Sì, tu! Segui i miei ordini, impara ad obbedire e diventerai il perfetto soldato!
    Pinocchio: Ma... il mio babbo...
    Podestà: Tornerai a casa da eroe. Ogni padre sarebbe orgoglioso di un figlio così!
  • Podestà: Ascoltate! Ci hanno riferito di aerei nemici nella zona, ma noi domani continueremo con le esercitazioni. Qualcuno qui ha paura del nemico?
    Bambini: [all'unisono] No, Signore!
    Podestà: Bravi, siete dei bambini ma avete il cuore di un uomo. Domani vi addestrerete per la gloria d'Italia. Domani, renderete orgogliosa la vostra patria!
  • Lucignolo: Pinocchio? Pinocchio?
    Pinocchio: Sì...?
    Lucignolo: Cosa intendeva dire mio padre, su quegli aeroplani?
    Pinocchio: Non lo so. Io ancora non ho capito bene che cosa dobbiamo fare qui.
    Lucignolo: Ci prepariamo a essere soldati, per la guerra...
    Pinocchio: Ma il mio babbo ha detto che la guerra è brutta!
    Lucignolo: L'ha detto perché è un codardo.
    Pinocchio: Un codardo? Il mio babbo?!
    Lucignolo: Beh, ha paura della guerra, no? Mio padre dice che sei hai paura di morire per la patria, sei debole, un codardo!
    Pinocchio: E tu hai paura?
    Lucignolo: Non ho affatto paura!
    Pinocchio: Ecco... neanch'io ho paura! Né il mio babbo, mi piace la guerra!
    Lucignolo: A me piace di più!
    Pinocchio: A me piace tutto il giorno, tutti i giorni e ogni minuto!
    Lucignolo: Anche a me!
    Pinocchio: Bene, questo lo vedremo molto presto! [si rimettono a letto]
    Lucignolo [si asciuga le lacrime]: Vedrà che non sono un codardo... Farò in modo di piacergli.
    Pinocchio: Sai... tutti i padri amano i figli. Ma... a volte i padri si sentono disperati, come tutti gli altri. E arrivano a dire cose di cui in quel momento sono convinti, ma col tempo capiscono che non le hanno mai credute, realmente. Possono anche dirti cose brutte, come che sei un "peso" o un "codardo" ma nel profondo ti vogliono bene.
    Lucignolo: Tu hai paura? Di morire?
    Pinocchio: Io? Naaah, sono già morto un paio di volte! Non è stato male: ci sono conigli e giochi di carte e tantissima sabbia! Sabbia blu.
    Lucignolo: Hehe... sei davvero strano!
    Pinocchio: Non più strano di te, però! [si divertono tirandosi cuscinate]
    Lucignolo: Sono... felice che tu sia qui.
    Pinocchio: Anch'io.
  • Podestà: Ti ho detto di sparare al burattino!
    Lucignolo: No! Stavolta non ve lo permetto! Da tutta la vita, padre... provo a compiacervi! Ma non ci riuscirò mai! Avete ragione: sono esile e debole e fragile, come il lucignolo di una candela, ho sempre paura, ma nonostante il terrore che sento, riesco a dirvi di no! [getta la pistola] Questo posso farlo! Non ho paura a dire "no"... e voi?!
    Podestà: Tu, sporco codardo!!! [lo solleva da terra] Sì, sei un debole! Non sei figlio mio! [lo getta violentemente in una trincea]
    Pinocchio: Lucignolo!
    Podestà [puntandogli la pistola pronuncia le sue ultime parole]: Burattino... mettiti in piedi! È ora della lezione finale... Adesso capirai cosa significa servire la madrepatria! [Lucignolo gli spara in faccia con un pallino di vernice, indietreggia dal dolore impigliandosi nella rete di un ostacolo e una bomba Alleata gli cade addosso, Pinocchio viene scagliato lontano cadendo vicino alla scogliera]
    Lucignolo [esce dal campo distrutto]: Pinocchio? Pinocchiooo!
    Conte Volpe [Pinocchio si riprende ritrovandosi dinanzi a lui e Spazzatura] Salve, mio piccolo ribelle... finalmente ti ho trovato! Io ho perso tutto. E ora è il tuo turno... [Pinocchio sviene]
  • Pinocchio [ritrova Geppetto e Sebastian nel Pesce-cane]: Babbo! Siete vivo!
    Sebastian: Ha ha haaa!
    Geppetto: Pinocchio...! [Pinocchio lo abbraccia, Spazzatura si unisce al gruppo] Oh, ha ha... il mio Pinocchio...
    Sebastian [stritolato in mezzo a Geppetto e Pinocchio]: Ugh! L'amore fa male...
  • Pinocchio: Vi rimetterete, babbo. Quando vi sentirete meglio andremo subito a casa, d'accordo?
    Geppetto: No, Pinocchio, no... Non si scappa da questa tremenda bestia: va cercando il calore del Sole ogni decade più o meno, presto riaffonderà nei più profondi, i più oscuri, i più gelidi abissi dell'oceano dove dimora, e ci porterà giù con lui.
    Sebastian [osserva lo sfiatatoio del Pesce-cane, gli viene un'idea]: Oh mio dio, è fatta! Seguitemi!
    Geppetto: Seguirti? E dove?
    Sebastian: Verso il faro e la libertà! [raggiungono la cima del faro nel ventre del Pesce-cane, avvicinandosi allo sfiatatoio] Gli sfiatatoi! Possiamo usarli per uscire!
    Geppetto: Ma non ci arriveremo mai, è troppo lontano!
    Sebastian: Pinocchio ci aiuterà! Pinocchio, ascolta... [gli bisbiglia nell'orecchio]
    Geppetto: Che succede, Pinocchio?
    Pinocchio: Oh, babbo, io vi odio!
    Geppetto: Cosa?! Che cosa... [il naso di Pinocchio cresce]
    Pinocchio: E odio anche te, Spazzatura! E anche te, Sebastian il Grillo! [il naso cresce ancora]
    Geppetto: Sì, ho capito!! Solo per questa volta... menti, bambino mio!
    Sebastian: Sì, esatto, menti!
    Pinocchio: Il mio nome è Panucchio! [il naso si allunga e ingrandisce diventando un ramo]
    Geppetto: Ancora, Pinocchio!
    Pinocchio: Come mi piace la puzza di cipolle! E come mi piace la guerra!
    Geppetto: [ridendo] Menti!
    Pinocchio: Voglio restare qui dentro per sempre, sempre, sempre! [il naso, divenuto ormai un alberello, raggiunge lo sfiatatoio facendo da ponte]
    Geppetto: Bravo, così!
    Sebastian: Arrampicatevi, arrampicatevi tutti! Veloci! Coraggio!
  • Pinocchio [si ritrova nell'oltretomba dopo avere fatto esplodere il Pesce-cane]: No! Non adesso! Rimandami subito indietro, ti prego! Devo tornare a salvare il mio babbo!
    Morte: Conosci le regole, Pinocchio... deve cadere tutta la sabbia prima che tu possa tornare.
    Pinocchio: Non c'è tempo! Sta morendo!
    Morte: Le regole sono regole, e se le infrangiamo... le conseguenze saranno tragiche! Se tu tornassi indietro ora, così presto, diventeresti mortale. Potresti salvare Geppetto... ma tu morirai, Pinocchio. E sarà la tua ultima vita...
    Pinocchio: Non mi importa! Rimandami indietro! Sbrigati!
    Morte: Non tocca a me, bambino di legno. Infrangi le regole... infrangile! Se sei convinto... [Pinocchio si fa coraggio e infrange la clessidra] Ora va' da tuo padre, bambino... e vivi a pieno. [Pinocchio si butta nel portale per tornare in vita e salvare Geppetto dal mare]
  • Spirito del bosco: Mastro Geppetto... volevo solo donarvi gioia...
    Geppetto: E l'avete fatto... mi avete donato gioia. Una terribile, terribile gioia! Vi prego, ora riportatelo da me!
    Spirito del bosco: Per salvare voi, è diventato un bambino vero. E i bambini veri non tornano indietro...
    Geppetto: Questo lo so... Lo so, ma...! [piange a dirotto sul corpo di Pinocchio]
    Sebastian: Non è giusto!! A questo mondo ricevi quel che dài, ricordate? E questo bambino ha dato! Lui ha dato tutto quello che poteva! Mi avete detto che se avessi compiuto i miei doveri, e reso Pinocchio un bravo bambino, se lo avessi condotto sulla giusta via, mi avreste concesso un desiderio!
    Spirito del bosco: È vero... e hai portato a termine questo compito?
    Sebastian: D'accordo, bene, forse non sono stato perfetto, forse ho fatto qualche disastro, o molti ma... Ma ho fatto il mio meglio!!! E il mio meglio è il meglio che c'è! Pinocchio me lo ha insegnato! Cioè, io l'ho insegnato a lui e lui ha fatto lo stesso con me, e sapete perché? Perché... perché lui era bravo!
    Spirito del bosco: D'accordo, nobile grillo... scegli saggiamente.
    Sebastian: Porcaccia miseriaccia, desidero che torni in vita!
    Spirito del bosco: Molto bene... [infonde la sua magia nel burattino] Piccolo bambino di legno fatto di pino... sorgerai con il Sole, e camminerai sulla Terra. Sii suo figlio, riempi i suoi giorni di luce... e non sarà mai più solo.
    Geppetto: Pinocchio... bambino mio... stavo cercando di farti diventare qualcuno che non eri! Tu... non devi essere Carlo o qualcun altro, sii esattamente chi sei tu! Io... ti voglio bene, esattamente come sei.
    Pinocchio [torna in vita]: Allora io sarò Pinocchio. E tu sarai il mio babbo! Siamo d'accordo?
    Geppetto: Siamo d'accordo! [si abbracciano, lo Spirito del bosco se ne va e ridono insieme]
    Sebastian [commosso]: Oh, la vita è un dono talmente meraviglioso...!

Sebastian: E fu così che proseguirono le nostre vite. Non vedemmo mai più lo Spirito del bosco. Geppetto invecchiò, Pinocchio no. E, infine, Geppetto se ne andò. Un mattino d'inverno Pinocchio trovò me sul davanzale, non mi muovevo più. Mi mise in una scatola di fiammiferi e tutt'oggi mi porta con sé, dentro il suo cuore. Si avventurò per il mondo, e il mondo, immagino, lo accolse fra le sue braccia. Ormai è tanto che non ho sue notizie. Prima o poi morirà? Io credo di sì. Forse questo lo rende un bambino vero. Quel che accade, accade. E, infine, ce ne andiamo. [la scena si dissolve in nero]
Coniglio Nero [nel buio]: Vuoi continuare a blaterare, o vuoi giocare?
Sebastian [seduto al tavolo dei Conigli Neri nell'aldilà]: Ti dispiace!? Stavo raccontando la mia vita!
Coniglio Nero#2: Hai fatto una bella vita!
Coniglio Nero: Ah, niente male.
Sebastian: Ahem, musica, ragazzi! [si mette a cantare la sua canzone "Un lieto domani"]

Citazioni su Pinocchio di Guillermo del Toro

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  • Era importante non mettere un finale tutto "e vissero felici e contenti". Non pretendo di dare messaggi con il mio cinema, ma spero che aiuti a fare capire che possiamo imparare ad amare l’attimo, i momenti di felicità. Perché passano.
  • Il fascismo, per me, è una questione molto maschile, molto paternalistica e uno dei fili del film è quello. Non è la parte predominante, ma uno dei filoni. Uno dei temi toccati da questo film è quello della paternità. Il fascismo assomiglia a una forma paterna di diverso tipo, in noi c’è il desiderio di liberarsi di un padre che vuole imporci il suo pensiero. Lo sentivo sin da quando ero un adolescente che se avessi fatto Pinocchio, sarebbe stato così.
  • Lo considero il terzo capitolo della trilogia iniziata con La spina del diavolo e Il labirinto del Fauno, ambientati durante il franchismo. Ho pensato subito di ricollocare la favola in questo momento storico. È una storia di padri e figli, uno dei perni del fascismo è la figura paterna, il paternalismo come forma di dominio ed educazione all’uniformità e al conformismo.
  • Mi infastidiva che le persone chiedessero obbedienza a Pinocchio, quindi volevo fare un film sulla disobbedienza come virtù, e sul fatto di non dover cambiare per essere amato. La nostra versione riguarda appunto la disobbedienza che è un fattore primordiale per diventare umani e diventare umani non significa cambiare te stesso o gli altri ma capire.
  • Volevo dire che Pinocchio deve essere amato senza cambiare. Pretendere che qualcuno si trasformi come requisito per amarlo mi sembra un ricatto terribile. Inaccettabile.

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