Ospitalità

Ospitalità

Citazioni sull'ospitalità e sull'ospite.

  • In Grecia l'ospitalità ha un'importanza quasi religiosa. Alla base c'è una genuina e profonda gentilezza, un senso di compassione e carità verso lo straniero lontano da casa (nel greco antico straniero e ospite sono sinonimi), e non è esagerato dire che il difetto negativo della mancanza d'ospitalità o dell'avarizia è agli occhi dei greci rustici fonte di vergogna maggiore che non molti crimini gravi. (Patrick Leigh Fermor)
  • L'ospitalità è un'opera di misericordia. (Ignazio Silone)
  • La virtù che fu universalmente celebrata da' più remoti tempi presso tutti i popoli e posta sotto la tutela speciale degli Dei fu l'ospitalità: virtù, è vero, facile ad esercitarsi nel primiero stato degli antichi popoli, perché men frequenti n'erano allora le occasioni e poca noja recava l'accogliere in casa uno straniero anche per qualche giorno. Il mangiare insieme del pane e del sale offerto in principio della mensa costituiva una specie di rito ospitale e quindi nascevano mutui vincoli di amicizia: la cui violazione era altamente condannata dalla pubblica opinióne e spesso dalle leggi. (Carlo Luigi Morichini)
  • Mi ricordo la regola numero uno: sei responsabile per i tuoi ospiti. (Safe House - Nessuno è al sicuro)
  • Ne' tempi antichi prima, che fossero in uso li alloggiamenti pubblici, dove sono li forastieri alloggiati per danari, era molto in uso l'hospitalità, e li palagi de' gran personaggi non erano mai chiusi à quelli, che veggiando capitavano à casa loro. Si potrebbero in confermatione di questo apportare molte prove, ma io voglio restringermi solamente à quello, che ritrovo in Homero, con toccare alcune usanze di quel tempo, delle quali esso fa mentione. E principalmente mi sovviene un certo Assilo, del quale parla quel Poeta nel lib. 6. dell'Iliade al verso 12. e dice, che egli habitava ad Arisbe, luogo molto bene fabbricato, e che essendo ricco di facoltà, era benigno con tutti, e tutti albergava in casa sua, la quale era situata sopra della publica strada. Nota Eustachio famoso espositore di Homero, che à punto s'era Assilo eletto l'habitatione vicina alla strada per potere più commodamente invitare à se, e dar ricetto ad ogni sorte di passaggieri. Non mancano di quelli, che stimano, che Homero non approvasse quella tanto profusa, indistinta, e liberale hospitalità, perche nel verso 16. soggiunge, che fù ammazzato da Diomede, e quasi che volesse mostrare, che era soverchia quella sua liberalità. (Giovanni Stefano Menochio)
  • Non c'è ospite tanto gradito che non diventi scomodo dopo tre giorni. (Tito Maccio Plauto)
  • Non si può descrivere cosa emana il cuore quando si offre genuina ospitalità, ma si percepisce immediatamente e mette subito l'ospite a suo agio. (Washington Irving)
  • Ogni spazio privato si realizza solamente nell'ospitalità. E così diventa pubblico. (Fabrice Hadjadj)
  • Ospitalità (s.f.). La virtù che induce a offrire vitto e alloggio a chi non ha bisogno né dell'uno né dell'altro. (Ambrose Bierce)
  • Per conclusione di questo capitolo soggiungerò una bellissima consuetudine, che mi è stata riferita da persona degna di fede, pratticata già nella Città di Bertinoro, che è situata nella Romagna in questa materia, che trattiamo dell'hospitalità. Mi diceva quell'amico, che nella piazza della città, & in altri luoghi publici erano fitti nel muro certi uncini, ò anelli di ferro, disposti sparsamente in quei luoghi, per commodità de' passaggeri, che con le loro cavalcature arrivavano à quella Città, e che li cittadini più commodi de' beni di fortuna si havevano frà di loro distribuiti quelli anelli in modo, che ogn'uno sapeva quale fosse il suo, e che quando alcun forastiero attaccava il cavallo ad alcuno di essi, quello di cui era quel tale anello invitava il forastiero, ancorche da lui non fosse conosciuto, ad albergare in casa sua, e gli usava, come se fosse amico, e conoscente di molto tempo, molta cortesia. (Giovanni Stefano Menochio)

ProverbiModifica

  • L'ospite frequente diventa un peso. (ebraico)
  • L'ospite raro è sempre benvenuto. (tedesco)
  • Una figlia non è un'ospite. (somalo)

ItalianiModifica

  • A chi ha lardo e pane, non gli mancano ospiti.
  • Casa che ospita, divorata o denigrata.
  • Casa ospitale caccia fuori il suo padrone.
  • Cattivo quell'ospite che caccia di casa il padrone.
  • Chi ama l'ospite, invita anche il suo cane.
  • Chi dà spesa, non dia disagio.
  • Chi va ospite in casa di poverelli, porti con sé cibi o quattrinelli.
  • Come tratterai gli ospiti in casa tua, sarai trattato in casa altrui.
  • Cucina piena non teme ospiti improvvisi.
  • Gli ospiti della povera gente se ne tornano presto a casa.
  • Il primo giorno ospite, il secondo indiscreto, il terzo sfacciato, il quarto via da casa mia.
  • Intrattieni gli ospiti, ma senza trattenerli.
  • L'ospite e il pesce in tre giorni puzza. (proverbio toscano)
  • L'ospite non invitato se ne parte svergognato.
  • L'uomo si riceve secondo la vesta, e si accomiata secondo la testa.
  • Lascia partir l'ospite prima che scoppi la tempesta.
  • Non accoglier l'ospite è vergogna, cacciarlo è crudeltà.
  • Non è mai si piena la casa, che non vi resti posto per un forestiero.
  • Non è profitto spigolare, e non è danno ospitare.
  • Non tutti amano ospiti in casa.
  • Ospite raro, ospite caro.
  • Più caro l'ospite, più squisite le vivande.
  • Più pusillo è l'ospite, più spicce sono le accoglienze.
  • Pomo bacato non si pone davanti all'ospite.
  • Si riceve l'ospite secondo l'abito, e si accomiata secondo il discorso.
  • Spicciati ospite mio, se non vuoi che ti mandi con Dio.
  • Una rondine e un ospite recano fortuna in casa.
  • Verso il diavolo puoi violare il diritto di ospitare.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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