Orgoglio e pregiudizio (film 2005)

film del 2005 diretto da Joe Wright

Orgoglio e pregiudizio

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Titolo originale

Pride & Prejudice

Lingua originale inglese
Paese Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti d'America
Anno 2005
Genere drammatico
Regia Joe Wright
Soggetto Jane Austen (romanzo)
Sceneggiatura Deborah Moggach,
Emma Thompson (non accreditata)
Produttore Tim Bevan, Eric Fellner, Paul Webster
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Orgoglio e pregiudizio, film inglese del 2005 con Donald Sutherland, Matthew Macfadyen e Keira Knightley, regia di Joe Wright.

  Citazioni in ordine temporale.

  • [parlando di Mr. Darcy] Avrei potuto perdonare la sua vanità se non avesse mortificato la mia... (Lizzie)
  • [a Mr. Darcy, dopo aver letto una lettera] Pare che la signora Battarst ridecori il salone da ballo in stile francese. È poco patriottico, non trovate? (Miss Bingley)
  • Gli uomini sono arroganti o stupidi. E se sono amabili si lasciano condizionare a tal punto da non essere consapevoli di sé. (Lizzie)
  • [a Lizzie] Il signor Darcy non si dà neanche la metà dell'importanza che ti dai tu. (Lidya)
  • Non c'è niente di più doloroso che la separazione da un figlio. Senza i figli ci si sente abbandonati. (Mrs Bennet)
  • Se i vostri sentimenti sono gli stessi di aprile, ditelo ora. Il mio affetto e i miei desideri sono immutati, ma una vostra parola mi farà tacere per sempre. Se invece i vostri sentimenti fossero cambiati, devo dirvelo: mi avete stregato anima e corpo e vi amo... vi amo... vi amo. E d'ora in poi non voglio più separarmi da voi. (Mr. Darcy) [dichiarazioni d'amore dai film]

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Mrs Bennet: Caro signor Bennet, avete sentito? Hanno finalmente affittato Netherfield Park! Volete sapere chi l'ha preso?
    Mr Bennet: Poiché ci tenete a raccontarmelo, cara, dubito di poter scegliere di non saperlo.
    [Lizzie entra in casa e sorprende Liddy e Kitty origliare]
    Lizzie: Liddy! Kitty! Quante volte vi ho detto di non origliare?!
    Lidya: Shhh! Che importa? C'è un certo signor Bingley arrivato dal nord.
    Kitty: Con diverse carrozze!
    Lidya: Cinquemila l'anno!
    Lizzie: Sul serio?!
    Mrs Bennet: Ed è scapolo!
    Lidya e Kitty [in coro]: È scapolo!
    Jane: Chi è scapolo?
    Lizzie: Un tale signor Bingley a quanto pare.
    Kitty: Shh!
    Lizzie: Kitty!
    Mr Bennet: E che cosa c'entrano loro?
    Mrs Bennet: Oh, signor Bennet! Come si può essere così uggiosi?! Medito di fargliene sposare una.
    Mr Bennet: Ah, e lui si stabilisce qui con questa intenzione?
    Mrs Bennet: Dovete andare a fargli visita! Subito!
    Mr Bennet [aprendo la porta e sorprendendo le ragazze nascoste dietro]: Santo cielo! Ragazze...
    Mrs Bennet: Oh! Sapete che per noi è impossibile andarlo a trovare se prima non lo fate voi, signor Bennet.
    Lidya: Avete sentito? Non ascoltate mai!
    Kitty: Dovete papà!
    Mrs Bennet: E subito!
    Mr Bennet: Non ce n'è bisogno, l'ho già fatto.
    Mrs Bennet: Di già?!
    Kitty: Quando?
    Mrs Bennet: Oh, signor Bennet, come potete torturarmi in questo modo? Non avete alcuna pietà per i miei poveri nervi!
    Mr Bennet: Vi sbagliate mia cara, ho il massimo rispetto per i vostri nervi: sono miei vecchi amici da più di vent'anni.
    Kitty: Papà...
    Mrs Bennet: È affascinante?
    Mary: Chi?
    Kitty: È bello?
    Mary: Chi?
    Lidya: Dev'essere bello di certo!
    Lizzie: Con cinquemila sterline l'anno può anche avere pustole e occhi storti.
    Mary: Chi ha le pustole?
    Mr Bennet: Darò il mio assentito consenso che sposi qualunque di voi dovesse scegliere.
    Lidya: E verrà al ballo di domani, papà?
    Mr Bennet: Penso di sì.
    [schiamazzi]
    Kitty: Io ti presterò le mie scarpette verdi.
    Jane: Ma erano mie.
    Kitty: Davvero? Allora ti farò i rammendi per una settimana. [schiamazzi]
  • Lizzie: Se tutti gli uomini presenti non finiranno la serata innamorati di te, non so giudicare la bellezza!
    Jane: O gli uomini!
    Lizzie: No, gli uomini sono facili da giudicare.
    Jane: Non sono tutti così male.
    Lizzie: Sciocchi privi di spirito, secondo la mia modesta esperienza.
    Jane: Prima o poi, Lizzie, ti piacerà qualcuno e allora dovrai tenere a freno la lingua.
  • Mr Lucas: Vi ringrazio di essere venuti.
    Lizzie: Quale dei pavoni imbellettati è il nostro signor Bingley?
    Miss Lucas: Quello a destra, accompagnato da sua sorella.
    Lizzie: E la persona con quell'aria strana?
    Miss Lucas: È un suo amico, il signor Darcy.
    Lizzie: Ha l'aria triste povero cuore!
    Miss Lucas: Sarà pure triste, ma povero no di certo.
    Lizzie: Perché?
    Miss Lucas: Ha diecimila sterline di rendita l'anno e possiede metà Derbyshire.
    Lizzie: La metà triste?
  • Mr Lucas: Signor Bingley, la mia figlia maggiore che conoscete; la signora Bennet, la signorina Jane Bennet, Elizabeth e la signorina Mary Bennet.
    Mrs Bennet: Davvero molto lieta, ho altre due figlie ma stanno già danzando.
    Mr Bingley: Fare la vostra conoscenza è un vero piacere.
    Mr Lucas: E permettete che vi presenti il signor Darcy di Pemberley nel Derbyshire.
  • Mr. Bingley: Non ho mai visto tante fanciulle graziose in vita mia.
    Mr Darcy: State ballando con l'unica bella ragazza della sala.
    Mr. Bingley: Oh, sì! È la creatura più adorabile cheio abbia mai incontrato, ma anche sua sorella Elizabeth è piuttosto graziosa.
    Mr Darcy: La trovo passabile, devo dire. Ma non abbastamza bella da tentarmi. Tornate dalla vostra dama a deliziarvi con i suoi sorrisi, non preoccupatevi per me.
    [Lizzie e Charlotte hanno sentito la conversazione, nascoste sotto una scala]
    Charlotte: Considerati fortunata, Lizzie. Se gli fossi piaciuta avresti dovuto rivolgergli la parola!
    Lizzie: È vero! Anzi, non danzerei con lui per tutto il Derbishire... a parte la metà triste!
  • Lizzie: Mi chiedo chi abbia scoperto che la poesia ha il potere di scacciare l'amore.
    Mr Darcy: Credevo fosse il nutrimento dell'amore.
    Lizzie: Se l'amore è deciso e vigoroso, può darsi. Ma se è solo una vaga inclinazione penso che un misero sonetto lo faccia morire di fame.
    Mr Darcy: Cosa raccomandate dunque per incoraggiare i sentimenti?
    Lizzie: La danza. Persino se il cavaliere è appena passabile.
  • Jane: Il signor Bingley è proprio come dovrebbe essere un uomo: sensibile, simpatico...
    Lizzie: ...bello e convenientemente ricco?
    Jane: Sai non credo nel matrimonio ispirato da brame patrimoniali...
    Lizzie: Mi trovi d'accordo! Solo il vero amore potrà condurmi al matrimonio, ragion per cui morirò zitella.
    Jane: Secondo te gli piaccio davvero, Lizzie?
    Lizzie: Jane, ha ballato con te per tutta la sera e ti ha guardata per il resto del tempo. Ti autorizzo a fartelo piacere! Te ne sono piaciuti di molto più insulsi! Sei così incline a farti piacere le persone indistintamente. Ai tuoi occhi il mondo intero è buono e caro.
  • [Mrs Bennet ha mandato Jane da Bingley a cavallo, sospettando che avrebbe piovuto]
    Mrs Bennet: Così dovrà pernottare là. Proprio come avevo previsto!
    Mr. Bennet: Santi numi, signora! Avete una sicura arte occulta nel combinare incontri!
    Lizzie: Anche se non trovo ragionevole, mamma, attribuirvi il merito di aver fatto piovere!
  • Lizzie [leggendo la lettera mandata da Jane]: "I miei gentili amici non vogliono che io ritorni a casa finché non mi sarò rimessa. Non vi allarmate giacché a parte la gola infiammata, la febbre, e il mal di testa sto benissimo." Ma è ridicolo!
    Mr. Bennet: Se Jane morisse, consolerebbe che è avvenuto per adescare il signor Bingley.
    Mrs Bennet: Oh, la gente non muore di raffreddore...
    Lizzie: Ma potrebbe morire per la vergogna di avere una madre così.
  • Miss Bingley: Signorina Elisabeth, siete venuta a piedi fin qui?
    Lizzie: Sì, infatti. Perdonate, dov'è mia sorella?
    Mr. Darcy: È di sopra.
    Lizzie: Vi ringrazio. [esce dalla stanza]
    Miss Bingley: Giusto cielo! Avete visto l'orlo del duo abito? Sei dita di fango! Aveva un aspetto assolutamente medievale!
  • Jane: Mi sento così terribilmente di peso, sono così gentili con me.
    Lizzie: Non preoccuparti. Non so a chi faccia più piacere che tu stia qui: alla mamma o al signor Bingley! [entra Mr. Bingley] Vi ringrazio per le premure nei confronti di mia sorella. Le riservate attenzioni che non avrebbe mai a casa.
    Mr. Bingley: È un piacere... Oh, nel senso, scusate, non un piacere che stia male, no di certo. È un piacere che sia qui, per quanto malata.
  • Mrs. Bennet: Oh signor Bennet, tutto sta andando secondo i piani. È già mezzo innamorato di lei.
    Mr. Bennet: Chi è innamorato?
    Mrs. Bennet: Il singnor Bingley! Non gli interessa che Jane non abbia un solo penny, ne ha più che a sufficienza per entrambi!
  • Miss Bingley: La vostra rapidità nello scrivere non è comune, signor Darcy.
    Mr. Darcy: Siete in errore, scrivo piuttosto lentamente.
    Miss Bingley: Quante lettere avrete occasione di scrivere signor Darcy, comprese le lettere di affari che io giudico tanto odiose.
    Mr. Darcy: Allora è una fortuna che sia io a scriverle e non voi.
    Miss Bingley: Potreste riferire a vostra sorella che la rivedrei con piacere?
    Mr. Darcy: L'ho già fatto una volta, secondo il vostro desiderio.
    Miss Bingley: Adoro vostra sorella: ero rapita dal suo modo delizioso di decorare i tavoli.
    Mr. Darcy: Spero non vi rincresca se rinvio i vostri impeti alla prossima lettera, in questa non ho spazio per render loro giustizia.
    Mr. Bingley: Mi sorprende come voi giovani donne vi impegnate nella vostra erudizione.
    Miss Bingley: Che cosa intendi, Charles?
    Mr. Bingley: Che tutte voi decorate, dipingete, suonate il piano e ricamate cuscini. Eppure non si parla mai di una giovane menzionando la sua istruzione.
    Mr. Darcy: Applicate troppo liberamente la parola. Nell'ambito delle mia conoscenze non vi sono più di una mezza dozzina di donne veramente ben istruite.
    Miss Bingley: Anche nell'ambito delle mie.
    Lizzie: Cielo! Il vostro ideale deve comprendere non poche qualità?
    Mr. Darcy: È così.
    Miss Bingley: Senza dubbio. Una donna deve avere un'eccellente conoscenza della musica, del canto, del disegno, del ballo e delle lingue moderne per meritare questa lode e un non so che nel contegno e nel modo di camminare.
    Mr. Darcy: E migliorare l'intelletto con vaste letture.
    Lizzie: Non mi meraviglia che conosciate solo sei donne istruite. Mi domando come ne conosciate tante!
    Mr. Darcy: Siete così severa nei confronti del vostro sesso?
    Lizzie: Non ho mai incontrato una donna simile. Di certo sarebbe terrificante da osservare. [Mr. Bingley ride]
    Miss Bingley: Signorina Elisabeth, vogliamo fare un giro nella stanza? È un sollievo dopo essere state a lungo sedute nella stessa posizione, no?
    Lizzie: Ed è un piccolo esempio di educazione, suppongo.
    Miss Bingley: Non volete unirvi a noi, signor Darcy?
    Mr. Darcy: Potete avere solo due motivi per passeggiare e interferirei con l'uno e l'altro.
    Miss Bingley: Che cosa vorrà dire?
    Lizzie: Il modo migliore per fargli dispetto è non chiedergli nulla.
    Miss Bingley: Oh, spiegateci signor Darcy!
    Mr. Darcy: O siete in confidenza l'una con l'altra e avete dei segreti di cui discutere oppure siete consapevoli di mettere in risalto le vostre figure passeggiando. Nel primo caso sarei di troppo, nel secondo posso ammirarvi molto meglio da qui.
    Miss Bingley: Disgustoso! Come potremmo mai punirlo per un simile discorso?
    Lizzie: Possiamo sempre ridere di lui.
    Miss Bingley: Oh no! è pericoloso provocare il signor Darcy.
    Lizzie: Non siete troppo orgoglioso signore? E come considerate l'orgoglio: un difetto o una virtù?
    Mr. Darcy: Non saprei dire.
    Lizzie: Perché cercavamo di trovarvi un difetto.
    Mr. Darcy: Per me è difficile perdonare le follie e i vizi degli altri o le offese arrecatemi. La mia stima una volta perduta è perduta per sempre.
    Lizzie: Oh non posso stuzzicarvi su questo argomento! È un vero peccato, perché a me piace tanto ridere.
    Miss Bingley: Una caratteristica di famiglia, credo.
  • Nunzio: Una signora Bennet, una signorina Bennet, una signorina Bennet e... una signorina Bennet.
    Miss Bingley: Ah, giusto cielo! Non riceveremo tutti i Bennet del paese!
  • Mrs. Bennet: Oh, che salone sublime avete, signore! E che mobili costosi! Oh, spero abbiate davvero intenzione di stabilirvi qui, signor Bingley!
    Mr. Bingley: Di sicuro! Trovo che la campagna sia molto divertente. Siete d'accordo Darcy?
    Mr. Darcy: Ritengo che ci si possa adeguare, sebbene la compagnia sia un po' meno varia che in città.
    Mrs. Bennet: Meno varia? Niente affatto! Noi frequentiamo almeno venti famiglie di tutti gli aspetti e di tutte le forme. Prendete il signor Lucas per esempio, un uomo molto piacevole e di gran lunga più semplice di molte persone della metà del suo rango.
    Lydia: Signor Bingley, è vero che avete promesso di tenere un ballo, qui a Netherfield?
    Mr. Bingley: Un ballo?!
    Lydia: Sarebbe un bel modo per fare nuove amicizie! Potreste invitare gli ufficiali. Sono di ottima compagnia.
    Kitty: Oh si date un ballo!
    Lizzie: Kitty!
    Mr. Bingley: Quando Jane starà bene deciderete la data.
    Mary: Ritengo che acquisire nuove conoscenze ad un ballo sia oltremodo irrazionale. Sarebbe meglio che vi fosse la conversazione anziché la danza all'ordine del giorno.
    Miss Bingley: Di sicuro più razionale, ma meno simile ad un ballo.
    Lizzie: Grazie Mary.
  • Mr. Collins: Signor Collins, al vostro servizio.
    Mr. Collins: Che mobili splendidi in questa sala e che gustose patate bollite. Erano diversi anni che non mangiavo un simile esemplare di ortaggio. Con quale delle mie cugine devo complimentarmi per la cucina eccellente?
    Mrs. Bennet: Signor Collis, siamo perfettamente in grado di mantenere un cuoco.
    Mr. Collins: Ottimo, mi fa piacere che la tenuta possa permettersi questo tenore di vita. Ho l'onore di avere come patronessa Lady Catherine De Bourgh. Avrete sentito parlare di lei. Una mia piccola canonica confina con la sua tenuta, Rosings Park, ed ella sovente ha la compiacenza di passare vicino alla mia umile dimora con il suo calesse e i suoi pony.
    Mrs. Bennet: E ha figli?
    Mr. Collins: Sì, una: l'erede di Rosings e di vastissimi possedimenti. Ho spesso fatto presente a Lady Catherine che sua figlia è nata per essere duchessa poiché ha tutta la grazia superiore che distingue l'alto lignaggio. Questo è un genere di piccoli e delicati complementi sempre tanto apprezzati dalle signore che io mi considero particolarmente propenso a prodigare.
    Mr. Bennet: Siete fortunato signor Collins ad avere la capacità di adulare con tale delicatezza.
    Lizzie: Queste piacevoli attenzioni nascono da un impulso momentaneo o sono frutto di una preparazione?
    Mr. Collins: Nascono principalmente dalle circostanze e, ancorché talvolta mi diverta ad ideare tali piccoli eleganti complimenti, è sempre mio intento farli apparire spontanei.
    Lizzie: Oh, credetemi. Nessuno potrebbe sospettare che i vostri modi siano studiati! [le sorelle ridacchiano]
    Mr. Collins: Dopo questo desinare, gradirei leggervi qualcosa per un'ora o due. Ho con me i sermoni di Fordais che parlano in modo chiaro di tutte le questioni morali. Conoscete i sermoni di Fordais, signorina Bennet?
 
Riprese a Stamford, Lincolnshire, luogo del set per il villaggio di Meryton.
  • Mr. Darcy: Mi concedete il prossimo ballo, signorina?
    Lizzie: Ma certo!
  • Lizzie: Ho appena accettato di ballare con il signor Darcy?!
    Miss Lucas: Credo che lo troverai molto piacevole.
    Lizzie: Un bell'inconveniente giacché mi sono ripromessa di odiarlo per l'eternità!
  • [Conversando mentre danzano]
    Lizzie: Mi piace questa danza.
    Mr. Darcy: Infatti, è di gran sollievo.
    Lizzie: Sta a voi dire qualcosa signor Darcy. Io ho parlato della danza, ora voi potreste commentare le dimensioni della sala o il numero di coppie.
    Mr. Darcy: Farvi cosa grata è un onore per me, vi prego consigliatemi ciò che vi farebbe piacere udire.
    Lizzie: La risposta va bene per adesso. Forse potrei osservare incidentalmente che i balli privati sono più divertenti di quelli pubblici. E ora possiamo anche rimanere in silenzio. [pausa]
    Mr. Darcy: È vostra regola parlare danzando?
    Lizzie: No. No, preferisco essere poco socievole e taciturna. Rende tutto molto più godibile, non credete?
    Mr. Darcy: Ditemi, voi e le vostre sorelle passeggiate spesso fino a Meriton?
    Lizzie: Sì, spesso camminiamo fino a Meriton. È una grande occasione per incontrare persone nuove. E quando ci siamo visti avevamo appunto avuto il piacere di fare una nuova conoscenza.
    Mr. Darcy: Il signor Wickham ha la fortuna di possedere un tratto così felice che gli vale a farsi delle amicizie. Se sia capace di mantenerle è meno certo.
    Lizzie: Ha avuto la sventura di perdere la vostra. E si può dire che sia un evento irreversibile?
    Mr. Darcy: Senza dubbio! Perché me lo domandate?
    Lizzie: Per decifrare il vostro carattere, signor Darcy.
    Mr. Darcy: E che avete scoperto fino ad ora?
    Lizzie: Molto poco. Sento cose troppo diverse su di voi, sono oltremodo confusa.
    Mr. Darcy: Mi auguro di offrirvi più chiarezza in futuro.
  • Lizzie: La mia famiglia sta gareggiando per appurare chi sappia esporsi meglio al ridicolo.
    Mrs Lucas: Fortuna che Bingley non se n'è accorto.
    Lizzie: No. Credo che Jane gli piaccia molto.
    Mrs Lucas: Ma lei lo corrisponde? Pochi di noi sono abbastanza sicuri di amare sul serio qualcuno senza un appropriato incoraggiamento. Bingley ha un trasporto per Jane smisurato che potrebbe affievolirsi però, se lei non glielo farà capire.
    Lizzie: Jane è solo timida e modesta! Se non percepisce il suo sguardo è un folle!
    Mrs Lucas: Siamo tutti folli in amore. Egli non conosce il suo carattere quanto noi. E lei dovrebbe sbrigarsi, intrappolarlo.
  • Mrs. Bennet: Mary, ti prego.
    Mr. Bennet: Vi ringrazio, signor Hill.
    Mr. Collins: Signora Bennet, se non vi dispiace speravo di poter sollecitare un colloquio privato con la signorina Elisabeth nel corso della mattinata.
    Mrs. Bennet: Oh, sì, certo! Lizzie ne sarà felice di sicuro. Andiamo! Fuori! Il signor Collins gradirebbe avere un colloquio privato con vostra...
    Lizzie: No no aspettate, ve ne prego, il signor Collins non può avere nulla da dirmi che non possano sentire tutti!
    Mrs. Bennet: Niente sciocchezze, Lizzie. Desidero che tu rimanga dove sei! Tutti gli altri in salotto, andiamo! Signor Bennet?
    Mr. Bennet: Ma, eh...
    Mrs. Bennet: Coraggio!
    Lizzie: Ti prego, Jane! Jane... Jane... Jane...
    Jane: Mi dispiace.
    Mrs. Bennet: Jane!
    Lizzie [sussurrando]: Papà, resta... [sono usciti tutti dalla stanza]
    Mr. Collins [dopo aver messo un fiore nel suo piatto]: Cara signorina Elisabeth, le mie attenzioni sono state troppo marcate per essere fraintese. Non appena sono entrato in questa casa, ho scelto voi come futura compagna della mia vita. Ma prima che mi faccia rapire dai sentimenti, sarà meglio dichiararvi le ragioni che mi spingono al matrimonio: prima di tutto è dovere di un pastore di anime dare il buon esempio di matrimonio alla sua parrocchia; secondo, sono convinto che questo aumenterà di gran lunga la mia felicità e terzo, è desiderio della mia stimata patronessa Lady Catherine De Bourgh che io prenda moglie. Il mio obiettivo nel venire a Longbourn era di sceglierne una tra le figlie del signor Bennet, giacché sarò proprio io l'erede di questa tenuta e... una simile unione di sicuro... accontenterà tutti. E ora, altro non mi rimane che assicurarvi con i miei più animati accenti la veemenza del mio affetto.
    Lizzie: Signor Collins!
    Mr. Collins: E nessun rimprovero sulla vostra dote sfiorerà le mie labbra dopo il matrimonio.
    Lizzie: Siete affrettato signore, dimenticate che non vi ho risposto.
    Mr. Collins: Devo aggiungere che Lady Catherine approverà interamente quando le parlerò della vostra modestia, parsimonia e delle altre... vostre amabili virtù.
    Lizzie: Signore, mi commuove la vostra prosposta, ma con rammarico devo declinarla.
    Mr. Collins: So che le signorine non lasciano trapelare gli impeti.
    Lizzie: Signor Collins non sono mai stata più seria! Voi non potreste mai rendermi felice come io non potrei mai rendere felice voi!
    Mr. Collins: Mi lusinga, cugina, che il vostro rifiuto sia una mera delicatezza naturale. Dovreste tenere conto che a dispetto delle seduzioni, è oltremodo certo che non vi verrà mai fatta un'altra proposta di matrimonio.
    Lizzie: Signor Collins!
    Mr. Collins: Così devo concludere che voi cerchiate di accrescere con l'attesa il mio amore...
    Lizzie: Signore!
    Mr. Collins: ...secondo i consueti costumi delle signorine eleganti.
    Lizzie: Signore! Non sono il tipo di donna che tormenta un uomo rispettabile. Vi prego di comprendermi, non posso accettare!
    [Lizzie se ne va via, le sorelle ridacchiano e la madre è adirata]
    Mrs. Bennet: Cocciuta folle ragazzina! Non vi preoccupate signor Collins, porremo rimedio a questo piccolo inconveniente subito! Lizzie! Lizzie!
  • Mrs. Bennet: Ah signor Bennet! Ah signor Bennet! Siamo nello scompiglio! Dovete convincere Lizzie a sposare il signor Collins!
    Mr. Bennet: Mm?
    Mrs. Bennet: Il signor Collins ha fatto la proposta di matrimonio a Lizzie, e lei dichiara di non volerlo. E il pericolo ora è che sia il signor Collins a non volere più Lizzie!
    Mr. Bennet: E io cosa dovrei fare?
    Mrs. Bennet: Venite a parlarle! Subito!
    [...]
    Mrs. Bennet: Ditele che voi insistete affinché si sposino.

Lizzie: Papà, vi prego.
Mrs. Bennet: Avrai questa casa.
Lizzie: Non posso sposarlo.
Mrs. Bennet: E salverai le tue sorelle dalla miseria.
Lizzie: Non posso.
Mrs. Bennet: Adesso tornerai indietro e gli dirai che hai cambiato idea.
Lizzie: No!
Mrs. Bennet: Pensa alla tua famiglia!
Lizzie: Non potete costringermi!
Mrs. Bennet: Signor Bennet, ditele qualcosa!
Mr. Bennet: E così... tua madre insiste nel volerti moglie del signor Collins.
Mrs. Bennet: Sì! O non vorrò più vederla!
Mr. Bennet: Bene Lizzie, da oggi in poi sarai estranea a uno dei tuoi genitori.
Mrs. Bennet: Chi ti manterrà quando tuo padre sarà morto?
Mr. Bennet: Tua madre non vorrà più vederti se non sposi il signor Collins... e io non vorrò più vederti se lo sposi.
Mrs. Bennet: Signor Bennet...
Lizzie: Grazie papà.
Mrs. Bennet: Figlia ingrata! Non ti rivolgerò mai più la parola! D'altronde chi soffre come me di nervi non può trarre diletto nel parlare con chicchessia!

 
Busto di Mr. Darcy usato durante le riprese.
  • [Lizzie è sull'altalena. E arriva Charlotte.]

Lizzie: Charlotte!
Charlotte: mia cara Elizabeth, sono venuta a darti una notizia: il signor Collins e io ci siamo fidanzati.
Lizzie: fidanzati?! Charlotte: si Lizzie: per sposarvi? Charlotte: si chiaro Lizzie, a cos'altro può portare un fidanzamento? O per l'amor del cielo Lizzie non guardarmi in quel modo. Non vedo perché non dovrei essere felice con lui come con chiunque altro. Lizzie: è un uomo grottesco! Charlotte: taci! Non ci possiamo tutti permettere di essere romantici. Mi è stata offerta una comoda dimora e protezione. Mi ha molto di essere grata. Lizzie: Charlotte! Charlotte: Ormai ho 27 anni. Non ho patrimonio ne prospettive. Per i miei genitori sono già un peso ... E questo mi spaventa. Quindi non giudicarmi Lizzie. Non osare giudicarmi! " [Charlotte se ne va.]


  • Mr. Darcy [facendole la proposta di matrimonio]: Signorina Elizabeth, ho lottato invano, ma non c'è rimedio... Questi mesi trascorsi sono stati un tormento, sono venuto a Rosings con lo scopo di vedervi, dovevo vedervi, ho lottato contro la mia volontà, le aspettative della mia famiglia, l'inferiorità delle vostre origini, il mio rango e patrimonio, tutte cose che voglio dimenticare e chiedervi di mettere fine alla mia agonia...
    Lizzie: Non capisco.
    Mr. Darcy: Vi amo con grande ardore... Vi prego, concedetemi la vostra mano.
    Lizzie: Signore, io... io apprezzo i conflitti che avete fronteggiato e mi duole molto avervi causato pena; credetemi, è stato fatto in modo incolpevole.
    Mr. Darcy: Questa è la vostra risposta?
    Lizzie: Sì, signore.
    Mr. Darcy: Vi state prendendo gioco di me?
    Lizzie: No.
    Mr. Darcy: Mi state respingendo?
    Lizzie: Di certo i sentimenti che hanno offuscato la vostra lucidità vi aiuteranno a dimenticare.
    Mr. Darcy: Potrei chiedervi perché vengo respinto con un così poco riguardo alla cortesia?
    Lizzie: In egual maniera potrei chiedervi perché, con una così evidente intenzione di insultarmi, avete dichiarato di amarmi contro la vostra volontà...
    Mr. Darcy: Credetemi, non avevo...
    Lizzie: Se fossi stata scortese questo mi scuserebbe, ma ho altre ragioni e lo sapete!
    Mr. Darcy: Di cosa parlate?
    Lizzie: Pensate che possa essere allettata ad accettare l'uomo che ha rovinato forse per sempre la felicità della mia amatissima sorella? Lo negate signor Darcy, di aver separato due giovani che si amavano esponendo il vostro amico ad essere considerato dal mondo un capriccioso e mia sorella alla derisione per le speranze disattese, precipitando entrambi nella più crudele infelicità?!
    Mr. Darcy: No, non lo nego.
    Lizzie: Perché l'avete fatto?
    Mr. Darcy: Perché credo che lui sia indifferente a vostra sorella.
    Lizzie: Indifferente?
    Mr. Darcy: Li ho osservati e ho capito che l'attaccamento di lui era più profondo.
    Lizzie: È timida!
    Mr. Darcy: Anche Bingley è modesto ed era persuaso che lei non nutrisse che labili sentimenti.
    Lizzie: Voi glielo avete suggerito.
    Mr. Darcy: L'ho fatto per il bene di Bingley!
    Lizzie: Mia sorella dimostra a malapena il suo affetto per me! Immagino che abbiate sospettato che fosse interessata alla ricchezza del vostro amico.
    Darcy: Non farei un tale disonore a vostra sorella, sebbene ci fosse un'idea.
    Lizzie: Quale?
    Mr. Darcy: Era perfettamente chiaro che cercasse un matrimonio vantaggioso.
    Lizzie: Jane ne ha forse dato quell'impressione?
    Mr. Darcy: No, comunque lo ammetto, c'era la questione della vostra famiglia.
    Lizzie: Il nostro desiderio di fare amicizia? Questo non disturbava il signor Bingley.
    Mr. Darcy: No, c'era di più...
    Lizzie: Cosa signore?
    Mr. Darcy: La mancanza di contegno di vostra madre, delle vostre tre sorelle minori e talvolta di vostro padre... perdonate questo giudizio non riguarda voi e Jane.
    Lizzie: E il povero signor Wickham?
    Mr. Darcy: Il signor Wickham?!
    Lizzie: Quale scusa avete per il vostro comportamento nei suoi confronti?
    Mr. Darcy: È ardente il vostro interesse per lui!
    Lizzie: Mi ha raccontato le sue sventure...
    Mr. Darcy: Oh sì, le sue sventure sono state davvero grandi!
    Lizzie: Prima gli rovinate l'avvenire e poi usate un simile sarcasmo!
    Mr. Darcy: E così, questa è la vostra opinione su di me... Grazie per averla espressa con dovizia, potevate dimenticare le offese se non avessi ferito il vostro orgoglio...
    Lizzie: Il mio orgoglio?!
    Mr. Darcy: Confessando le mie riserve su una nostra relazione amorosa... Vi aspettavate che mi rallegrassi per l'inferiorità della vostra famiglia?
    Lizzie: Sono queste le parole di un gentiluomo? Sin dal primo momento la vostra arroganza, la presunzione e il disdegno per i sentimenti altrui mi hanno fatto capire che voi eravate l'ultimo uomo sulla terra che avrei mai potuto sposare!
    Mr. Darcy: Perdonatemi se vi ho rubato tutto questo tempo.
  • Mr. Darcy: Sono venuto a darvi questa... non per rinnovare i sentimenti che vi hanno disgustata, ma se possibile per difendermi dalle offese che mi avete rivolto. [voce fuori campo, dalla lettera] "Mio padre amava il signor Wickham come un figlio, di conseguenza gli lasciò una generosa rendita, ma dopo la morte di mio padre il signor Wickham disse di non voler più rimanere nella tenuta. Gli fu dato l'intero ammontare della rendita come da sua richiesta: sperperò tutto al gioco in poche settimane. Scrisse domandando altro denaro che io gli rifiutai. A quel punto egli interruppe la nostra amicizia. Tornò a trovarci la scorsa estate e dichiarò il suo appassionato amore per mia sorella che cercò di persuadere a fuggire con lui: mia sorella erediterà trentamila sterline. Quando fu chiaro che non avrebbe ricevuto un penny di quel lascito egli scomparve. Non tenterò di riportare la profonda disperazione di Georgiana: aveva quindici anni. per quanto riguarda la questione di vostra sorella e del signor Bingley, sebbene le ragioni che mi hanno spinto possano parervi insufficienti, erano rivolte al servizio di un amico."
  • Mrs Collins: Lizzie! Stai bene?
    Lizzie: Davvero non saprei...
  • Mr. Darcy: Signorina Elizabeth!
    Lizzie: Vi sapevo a Londra.
    Mr. Darcy: No, no, non sono a Londra.
    Lizzie: No... non saremmo venuti se avessimo saputo che eravate...
    Mr. Darcy: No..Sono tornato prima per degli affari con il mio amministratore.
    Lizzie: Sono nel Derbyshire con i miei zii!
    Mr. Darcy: E state facendo un giro piacevole?
    Lizzie: Molto piacevole. Domani andiamo a Matlock.
    Mr. Darcy: Domani? State a Lambton?
    Lizzie: Sì, al Rose and Crown.
    Mr. Darcy: Sì.
    Lizzie: Mi dispiace per l'intrusione, mi hanno detto che la casa è aperta ai visitatori, non avevo idea...
    Mr. Darcy: Vi accompagno in paese?
    Lizzie: No! Mi piace camminare...
    Mr. Darcy: Sì, lo so.
    Lizzie: Arrivederci signor Darcy.
  • Mrs. Gardiner: Lizzie! Abbiamo appena incontrato il signor Darcy. Non ci avevi detto di averlo visto, ci ha chiesto di pranzare con lui domani. È stato molto cortese, non è vero?
    Mr. Gardiner: Molto cortese!
    Mrs. Gardiner: Non è affatto come lo avevi dipinto tu!
    Lizzie: Pranzare con lui?
    Mrs. Gardiner: C'è qualcosa di garbato nella sua espressione quando parla...
    Mr. Gardiner: Non ti spiace rimandare la partenza di un giorno...
    Mrs. Gardiner: Desidera in particolar modo presentarti sua sorella.
    Lizzie: Sua sorella?!
  • Miss Georgiana: Signorina Elizabeth!
    Mr. Darcy: Mia sorella: la signorina Georgiana.
    Miss Georgiana: Mio fratello mi ha parlato molto di voi: sento di essere già vostra amica!
    Lizzie: Grazie! Che pianoforte meraviglioso!
    Miss Georgiana: Me l'ha regalato mio fratello. Non doveva...
    Mr. Darcy: Oh sì, invece!
    Miss Georgiana: Oh meglio così allora!
    Mr. Darcy: Si persuade facilmente, vero?
    Lizzie: Vostro fratello ha sopportato per una sera intera che suonassi io.
    Miss Georgiana: Ha detto che suonate molto bene!
    Lizzie: Oh, allora ha raccontato la più grande delle menzogne!
    Mr. Darcy: No, ho detto che suonate piuttosto bene.
    Lizzie: Ah, "piuttosto bene" non è "molto bene", sono soddisfatta!
    Mr. Darcy: Signor Gardiner vi piace la pesca?
    Mr. Gardiner: Molto signore.
    Mr. Darcy: Posso convincervi ad accompagnarmi al lago questo pomeriggio? È molto pescoso e i suoi abitanti vivono in pace da troppo tempo.
    Mr. Gardiner: Ne sarei felice.
    Miss Georgiana: Suonate a quattro mani, Elizabeth?
    Lizzie: Solo se costretta!
    Miss Georgiana: Fratello, dovete costringerla!
  • Mr. Bennet: Lizzie, sei uscita di senno, forse? Non odiavi quell'uomo?
    Lizzie: No, papà.
    Mr. Bennet: Sì, è ricco, di sicuro... e avresti delle carrozze più belle di quelle di Jane. Ma potrà farti felice?
    Lizzie: Avete altre obiezioni a parte credermi indifferente verso di lui?
    Mr. Bennet: Niente affatto. Tutti noi lo conosciamo come un uomo orgoglioso e sgarbato, ma questo non conta se ti piace.
    Lizzie: Mi piace molto. Lo amo. Non è orgoglioso, mi ero sbagliata. Su di lui mi ero completamente sbagliata. Non lo conoscete, papà. Se vi dicessi com'è veramente e che cos'ha fatto...

Lizzie [piangendo di gioia]: Abbiamo sbagliato a valutarlo, io per prima, e non solo in questa questione, papà. Sono stata una sciocca. E lui è stato un folle a proposito... a proposito di Jane e di molte altre cose, ma... ma lo sono stata anch'io. Vedete, lui e io siamo... lui e io siamo così simili! Siamo entrambi così testardi! Papà io...
Mr. Bennet [ridendo e piangendo di gioia]: Dunque tu lo ami davvero?
Lizzie: Moltissimo.
Mr. Bennet: Non risco a credere che qualcuno possa meritarti. Ma a quanto apre sono chiamato a rispondere. Così, con tutto il cuore, do il mio consenso. [si abbracciano] Non potevo separami da te, Lizzie, per un uomo di minor valore.
Lizzie [lo bacia sulla testa]: Grazie.
Mr. Bennet: Se mai dovesse arrivare un giovane per Mary o per Kitty mandatelo subito qui perché sono in vena! [ride]

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