Donald Sutherland

attore canadese
Sutherland nel 2013
Oscar onorario (2018)

Donald Sutherland (1935 – vivente), attore canadese.

Citazioni di Donald SutherlandsModifica

  • È giusto ballare alla mia età. Ci sono molte ragioni per essere eccitati. Sei più consapevole di chi ti ama, paradossalmente pensi di più al futuro, il loro. Pensi al loro futuro senza di te, ed è un pensiero privo di angoscia… L'intimità con mia moglie poi, siamo insieme da 46 anni, è forte, presente, bellissima.[1]
  • [Su come ottenne la parte in Quella sporca dozzina] Eravamo all'ultimo giorno di prove. Io avrei dovuto recitare in un piccolo ruolo, avevo una sola battuta in tutto il film. Stavamo per andarcene, quando uno dei protagonisti, Clint Walker alzò la mano per chiedere di parlare. Robert Aldrich, il regista, lo vide: "Che cosa c'è?". E Clint cominciò a spiegargli che non riteneva corretto che una star di Hollywood come lui interpretasse un nativo americano. Aldrich si prese una pausa, mi guardò, e disse: "Tu, con le orecchie grandi, la parte è tua". Quel film mi ha cambiato la vita.[2]
  • L'unica indicazione che Fellini mi diede fu: (Fa il gesto di tenere la bocca chiusa). Perché noi attori americani teniamo sempre le labbra socchiuse.[2]
  • Non c'è niente che posso fare per cambiare la percezione che il mondo ha di me. Un attore può solo sperare di riuscire ad aprire con il proprio lavoro una piccola finestra di verità. E che attraverso quella finestra vedano anche qualcosa di te.[1]
  • Non ho intenzione di smettere di lavorare, almeno finché del lavoro per me ci sarà.[1]
  • Non ho più i polmoni di un ragazzo, non mi possono chiedere di scalare una montagna... E poi vede il mio braccio, è messo maluccio perché sono morto tante di quelle volte nei film… Quando muori braccia e spalle sono i primi a soffrire.[1]
  • [Alla domanda come lavorava con Fellini nel film Casanova] Posso solo dirle che le prime 5 settimane sono state le peggiori della mia vita e che nei 12 mesi successivi mi sono posto tutte le domande che un attore e un uomo dovrebbe farsi nella vita. La mia relazione con Federico era molto problematica e lo è stata a lungo, poi improvvisamente intorno alla quinta settimana di riprese come per magia tutto ha cominciato a funzionare. Lui si sedeva sulle mie ginocchia, mi chiedeva cose impossibili e io le facevo, come stregato. Non l'avrei potuto fare con nessun altro. Federico non guardava mai in moviola, lasciava che lo facesse Ruggero Mastroianni [montatore del film, fratello di Marcello], perché la dimensione bidimensionale interferiva con la sua immaginazione tridimensionale. Era magico [(lo ripete tre volte, come incantato]. E mi manca così tanto... perché ero così intimamente connesso con lui. Mia moglie mi odia quando lo dico, ma la nostra era quasi una relazione sessuale per il genere d'intensità che sprigionava. L'ho rivisto qualche volta, qui in Italia, o a New York, poi improvvisamente se ne è andato. La sua perdita, la sento terribilmente. Ricordo che mi era venuto a trovare a Parma, sul set di Bernardo, ed eravamo andati via con la Mercedes che la produzione mi aveva dato. Sul sedile posteriore avevo accumulato libri su Casanova. Lui li vede: «Che cos'è questa roba?». «Le memorie di Casanova, Federico». Allora lui apre un finestrino e lo butta fuori. «Che cosa fai Federico?» urlo io. E lui: «Questo non è un film su Casanova. È un film su di me!».[1]
  • Un giorno lui [Federico Fellini] stava facendo un'intervista sul set [di Casanova]. Il giornalista gli chiese perché avesse scelto me per la parte. Ero abbastanza vicino da sentire la conversazione. Mi aspettavo che dicesse che mi aveva voluto perché ero un grande attore, cose del genere. E, invece, la sua risposta fu: "Perché ha gli occhi di uno che si masturba molto".[2]

Citazioni su Donald SutherlandModifica

  • Se è un'imitazione di Donald Sutherland nel remake de L'invasione degli ultracorpi è ottima! [Vedendo che la bambina non accenna a smettere] Puoi anche sputare le corde vocali. [Esausta] Ahh, Gigi ti prego, se smetti subito ti do una delle caramelle che ti ho appena fatto vedere, ma in cambio tu devi staccare la spina e far cessare il più lancinante urlo del mondo in 5, 4, 3, 2, 1... [La bambina smette] Grazie... niente che un intervento al timpano non possa riparare. Vieni, seguimi. [La bambina corre nella stanza di Rory] No, no, Gigi, no: nella stanza di Rory no! Gigi! Ehi, tu! So che è una frase fatta, ma saranno guai quando tornerà tuo padre! (Una mamma per amica)

NoteModifica

  1. a b c d e Dall'intervista di Paola Piacenza, Donald Sutherland: «Sono morto tante di quelle volte», IoDonna.it, 18 gennaio 2018.
  2. a b c Citato in Enrica Brocardo, Donald Sutherland: «Fellini mi scelse perché avevo gli occhi di uno che si masturba», Vanity Fair.it, 2 ottobre 2019.

FilmModifica

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