Norman Mailer

scrittore statunitense

Norman Kingsley Mailer (1932 – 2007), scrittore statunitense.

Norman Mailer

Citazioni di Norman MailerModifica

  • I fatti, signore, non sono niente senza le loro sfumature.[1][2]
  • I grandi pesi massimi con Louis racchiudevano nel loro silenzio la solitudine dei secoli.[3]
  • Mi resi conto, allora, che l'unico vero collaudo della forza – del tono muscolare, per così dire – della sanità mentale è la capacità di sostenere l'urto di un interrogativo dietro l'altro senza che vi sia neanche l'ombra di una risposta.[4]
  • Paret morì in piedi... Era ancora in piedi, intrappolato alle corde, nella stessa posizione di prima, e abbozzò come un sorriso di rimpianto, come per dire «non sapevo di dover morire così presto» e poi, mentre la testa non si era ancora del tutto piegata all'indietro, il respiro della morte gli si avvicinò. Cominciò a morire. Si accasciò lentamente, piano piano, come nessun altro pugile nella storia della boxe, sprofondò come una grande nave che si impenna e scivola, attimo dopo attimo, verso la propria tomba. Mentre si accasciava, il suono dei pugni di Griffith echeggiava nella mente come un colpo di ascia lontana che si abbatte su un ceppo bagnato.[5]
  • Non dare mai per scontato di poter raggiungere quello che vuoi con una protesta: i mass media ne riducono l’impatto, lo distorcono e possono perfino strozzarlo. [...] Il problema di ogni protesta è che deve sempre passare attraverso il potente filtro dei mezzi d’informazione.[6]
  • Una democrazia moderna è una tirannia dai confini indefiniti; si scopre quando ci si può spingere in là solo procedendo su di una linea retta finché si viene bloccati.[7][2]

Incipit di alcune opereModifica

Il nudo e il mortoModifica

Nessuno poté dormire. Al mattino le imbarcazioni d'assalto sarebbero state calate in mare e le prime truppe, traversando la fascia della risacca, avrebbero messo piede sulla spiaggia di Anopopei. Gli uomini di ogni reparto, a bordo di ogni nave del convoglio, sapevano che tra qualche ora qualcuno di loro sarebbe morto.[8]

Un sogno americanoModifica

Ho conosciuto Jack Kennedy nel novembre 1946. Eravamo entrambi eroi di guerra ed eravamo da poco eletti al congresso. Una sera uscimmo con due ragazze, e per me fu decisamente una serata propizia.[9]

NoteModifica

  1. Da una dichiarazione da testimone al Chicago Conspiracy Trial, 1970.
  2. a b Citato in Charles Shaar Murray, Jimi Hendrix: una chitarra per il secolo (Grosstown Traffic: Jim Hendrix and post-war pop), traduzione di Massimo Cotto, Feltrinelli, Milano, 1992. ISBN 88-07-07025-1
  3. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 80. ISBN 88-8598-826-2
  4. Da I duri non ballano    Informazioni bibliografiche?
  5. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 81. ISBN 88-8598-826-2
  6. Dall'intervista "Come battere George W. Bush", Internazionale, 20 agosto 2004, p. 32.
  7. Da The Presidential Papers, 1964.
  8. Citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993.
  9. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Voci correlateModifica

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