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Guerra del Golfo

conflitto che oppose l'Iraq ad una coalizione composta da 35 stati
Incendio presso il campo petrolifero di Bergan

Citazioni sulla guerra del Golfo.

CitazioniModifica

  • Abbiamo fatto poco: il poco che il Paese dei Formigoni, dei Cristofori, degli Sbardella, dei Balducci, dei vescovi di Molfetta poteva fare. Non lamentiamoci se il posto che ci verrà assegnato nel ristabilimento dell'ordine internazionale sarà nell'anticamera, non nella camera dei bottoni. Però sia chiara una cosa: che a gridare «Viva la pace!» siamo qualificati oggi soltanto noi che abbiamo auspicato la guerra contro chi la pace l'aveva turbata e, se lo si lasciava fare (non è un ipotesi, è una constatazione), avrebbe continuato a turbarla in un crescendo di colpi e di aggressioni. (Indro Montanelli)
  • Abbiamo poi appreso che la cultura di sinistra, una parte della cultura di sinistra, che dalla nascita della repubblica è andata a senso unico tutte giuste le guerre comuniste, le rivoluzioni comuniste, sempre sbagliate le guerre dell'Occidente massime degli Stati Uniti ora non avendo più la sponda dell'Unione sovietica e del sol dell'avvenir su cui far rimbalzare la sua propaganda e trovare uno zoccolo duro alle sue parole, passa a un pacifismo totale e indiscriminato per cui, pur di contrastare una guerra votata dalle Nazioni unite, si sostiene che non esistono guerre giuste. E se quell'uomo serio, prima che un grande intellettuale, che è Norberto Bobbio si permette di ricordare che le guerre giuste esistono, che combattere il nazismo nella Resistenza fu una guerra giusta come lo sono le guerre in corso dei baltici o dei negri sudafricani o di chiunque si difenda da una ingiusta oppressione lo si attacca come un cattivo maestro. [...] Quanto allo squadrismo rosso del Manifesto meglio sorvolare, si sarebbero trovati bene anche a Salò. (Giorgio Bocca)
  • Chi non conosce la famiglia dell'Emiro Al Sabati, chi non ha cognizioni storiche parla di occupazione. In realtà l'Irak ha assunto una posizione di difesa, che è apparsa un attacco. Quella dell'Irak è una posizione di principio basata su considerazioni storiche e geografiche, che potevano anche apparire un erralo calcolo politico. Ma Bush non ci ha dato il tempo di rivedere questo calcolo. (Elias Farah)
  • Il 23 febbraio 1991 l'esercito dell'Onu schierato contro Saddam Hussein – che era poi un esercito in gran parte statunitense, comandato dal generale Schwarzkopf – aveva sferrato l'attacco contro le forze irachene, accreditate d'una forza e d'una volontà di battersi che sul campo non dimostrarono. Se non una passeggiata, quella delle divisioni di Schwarzkopf fu un'avanzata travolgente, che in breve tempo liberò il Kuwait e costrinse alla resa Saddam Hussein, la cui Guardia nazionale, che raggruppava il meglio dei suoi reparti, si dissolse come il resto dello schieramento. I pacifisti italiani, che si erano risvegliati al fragore dei cannoni americani – quello d'altre armi e d'altre armate li lascia indifferenti – accusarono il Presidente Bush di condurre una guerra di conquista e di vendetta a sfondo petrolifero, e di voler occupare l'Irak e Bagdad per scacciarne il dittatore, contravvenendo il mandato internazionale: che concedeva, come obbiettivo, la sola liberazione dell'emirato invaso. Quando poi Bush si astenne dallo sguinzagliare le colonne di Schwarzkopf verso il cuore dell'Irak, le voci di quegli stessi pacifisti e d'altri si levarono per imputargli d'aver lasciato al potere il tiranno. (Indro Montanelli e Mario Cervi)
  • L'invasione del regno degli emiri Sabah è il più recente capitolo del sanguinoso romanzo del Golfo, che dal ritiro britannico al di qua del Canale di Suez non ha ancora trovato una potenza militare capace di imporsi. Lo scià Reza Pahlevi c'era quasi riuscito. Con l'avvento di Khomeini e l'indebolimento dell' Iran rivoluzionario l'Iraq si è preso la rivincita. Adesso Saddam Hussein gioca tutte le sue carte, che non sono poche. (Bernardo Valli)
  • L'Iraq finora non ha rispettato il paragrafo 2 della risoluzione 660 (1990) e ha usurpato l'autorità del legittimo Governo del Kuwait.
Iraq so far has failed to comply with paragraph 2 of resolution 660 (1990) and has usurped the authority of the legitimate Government of Kuwait.[1]
  • La guerra del Golfo, vissuta in diretta sugli schermi televisivi dall'intero pianeta, annullava, con la sua straordinaria ricchezza di mezzi di sterminio, la guerra fra poveri che si combatteva in Somalia. Una guerra, peraltro, non meno sanguinosa di quella del Golfo anche se combattuta con vecchie armi scartate da altri eserciti. (Angelo Del Boca)
  • La guerra è stata fatta per far regredire l'Irak in campo tecnologico. (Elias Farah)
  • Noi stiamo lavorando per evitare un confronto militare. Ma sembra ci sia chi voglia una guerra. Come Israele, e l'influenza sionista che lo muove; la Thatcher e i conflitti che rimangono in lei; e anche Bush. Pensiamo che Israele e la Thatcher stiano tentando di spingere Bush in questa pericolosa palude. (Saddam Hussein)
  • Stasera in Iraq, Saddam cammina tra le rovina. La sua macchina da guerra è schiacciata. La sua capacità di minacciare la distruzione di massa si distrugge. (George H. W. Bush)

Eduard ShevardnadzeModifica

  • Le nubi di fumo che salgono dai pozzi di petrolio in fiamme del Kuwait possono chiudere l'orizzonte all'intera umanità. Questa guerra contro un popolo è stata deliberatamente trasformata in aggressione contro la natura, patrimonio dell'intera umanità.
  • No, ai miei occhi gli eventi del Golfo Persico non si presentano come un «conflitto». Se qualcuno s'impossessa della vostra casa, non potete dire d'essere in conflitto con questo qualcuno. Siete solo la vittima di un crimine. Quanto alla situazione in esame, respingo anche il termine di «guerra». Le forze della coalizione hanno messo in atto un'operazione bellica, sanzionata dal tribunale mondiale: il Consiglio di sicurezza dell'Onu. Si sono limitate a restaurare la legalità.
  • Sapevo che tra Iraq e Kuwait erano in corso trattative che procedevano con difficoltà, ma non riuscivo a pensare che Saddam Hussein potesse ordinare l'invasione. E poi, non c'era stato nessun segnale, nessuna indicazione di un fatto simile. Nel passato truppe irachene avevano più volte attraversato il confine ma poi sempre, dopo un po', s'erano ritirate sul loro territorio. E infine l'aggressione dell'Iraq appariva un passo illogico, irrazionale, privo di buon senso. Assolutamente irrazionale nella situazione concreta.

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. United Nations Security Council Resolution 661, Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, 6 agosto 1990.

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