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Elias Farah (1927–2013), scrittore siriano.

Dall'intervista dell'Unità

«Forse Saddam sbaglia ma Bush cerca la guerra», L'Unità, 14 settembre 1992

  • Il partito Baath non si è fatto catturare dall'estremismo e dall'utopia, ha trovato una collocazione chiara nella sinistra, ha evitato involuzioni conservatrici. Democrazia e socialismo sono i nostri ideali, inscindibilmente legati alla rinascita e all'unità dell'intera nazione araba. I nostri obiettivi non cambiano col tempo, ma le sfide che abbiamo incontrato, la contrapposizione con le forze che dominano il mondo, hanno impedito a questi processi di giungere a maturazione. Il desiderio di unità degli arabi ha dovuto fare i conti con le mire dell'Est e dell'Occidente, che temevano la crescita di un nuovo polo, di una forza in grado di ridurre la loro influenza nella regione.
  • Il compito assegnato dall'imperialismo ad Israele è quello di dividere gli arabi.
  • [Sulla Guerra del Golfo] Chi non conosce la famiglia dell'Emiro Al Sabati, chi non ha cognizioni storiche parla di occupazione. In realtà l'Irak ha assunto una posizione di difesa, che è apparsa un attacco. Quella dell'Irak è una posizione di principio basata su considerazioni storiche e geografiche, che potevano anche apparire un erralo calcolo politico. Ma Bush non ci ha dato il tempo di rivedere questo calcolo.
  • La guerra è stata fatta per far regredire l'Irak in campo tecnologico.
  • Gli occidentali sono soliti applicare i loro pregiudizi ai paesi del Terzo mondo. Proviamo a ragionare senza preconcetti. Due anni dopo la rivoluzione del 1968, l'Irak ha sancito il diritto all'autonomia del popolo curdo. Nel 1972 ha nazionalizzato il petrolio. Due anni dopo l'ottavo congresso del partito ha lanciato il piano di sviluppo del paese, e nel 1975 è cominciata la campagna di alfabetizzazione di massa. L'Unesco ha riconosciuto il primato dell'lrak in questo campo. L'emancipazione della donna, l'istruzione gratuita sono stati gli obiettivi perseguili e raggiunti in questi anni.
  • [Sull'Iraq ba'thista] Pluripartitismo, elezioni dirette, alternanza di governo, indipendenza dei poteri dello Stato sono i cardini del concetto occidentale di democrazia. Ma da noi non si possono applicare.

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