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Giulio Piccini

scrittore e giornalista italiano

Citazioni di Giulio PicciniModifica

  • La bellezza di Cleopatra viene sopra tutto dal suo sentimento, dalla sua intelligenza: il modo che ha di provare, di esprimere, di eccitare le sensazioni, di abbellire l'amore, è tutto il suo fascino. (da Sul palcoscenico e in platea, p. 113)

Incipit di alcune opereModifica

Il processo BartelloniModifica

Il 2 decembre 1831, circa le dieci antimeridiane, i sei auditori della Rota Fiorentina, che formavano il Turno Giudicante sugli affari criminali, erano tutti congregati nella stanza in cui solevano tener consiglio.
Arrivati alla spicciolata, si eran messi a discorrer fra loro degli argomenti più estranei allo scopo pel quale si riunivano.
Un auditore raccontava che un suo bambino di tre anni aveva ruzzolato la scala: un secondo si lamentava del mal di capo: un terzo deplorava di non trovar rimedio alle sue insonnie. Non posso dormire, diceva, neppur all'udienza!
Dopo un quarto d'ora giunse il presidente.

L'epistolario d'ArlecchinoModifica

Non ci sono oggi più maschere ne' Teatri: sono per tutto.
Arlecchino è il personaggio del nostro tempo? Ha addosso tutti i colori, la maschera sul viso. Non potrebbe, per la mutabilità dei suoi colori, esser un capo partito; un uomo di forti convinzioni politiche; magari un giornalista, il giornalista austero che dice aver sempre avuto una «sola» idea? E tutti già credono che esageri!
Il giornalista X oggi prende una maschera, sotto cui nessuno lo riconosce: la Verità.

La principessaModifica

Veniamo ai fatti:

I.

Nel pomeriggio del 30 luglio 18.... un uomo correva trafelato verso il parco di Montrone, presso Napoli.
Aveva fiori e nastri rossi al cappello: i panni da festa: la faccia come infuocata.
– Domenico!... Domenico!... – Uomini, donne, ragazzi lo chiamavano, sghignazzando, facendosi beffe di lui, ma egli non si fermava.
– È tardi!... è tardi!... – aveva risposto due o tre volte a' più importuni.
E aveva continuato nella sua corsa.

Citazioni su Giulio PicciniModifica

  • Jarro, il famoso giornalista-buongustaio, diceva: «Per mangiare un tacchino bisogna essere in due: io e il tacchino». (Riccardo Morbelli)

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica