Nicola Tacchinardi

violoncellista e tenore italiano

Nicola Tacchinardi (1772 – 1859), violoncellista e tenore italiano.

Nicola Tacchinardi in un busto del Canova

Citazioni di Nicola TacchinardiModifica

  • [Al pubblico romano che lo fischiava per il suo brutto aspetto] Venni a farmi udire, e non a farmi vedere.[1]

Citazioni su Nicola TacchinardiModifica

  • Egli non avea avuto alcuna coltura, ma di vivo, naturale ingegno, si era innamorato, nell'età matura, dello studio, e vi dava opera con gran passione. Ebbe in amore le arti. Ciò fu causa della sua rovina, poiché profuse negli acquisti di quadri buona parte del suo patrimonio. Comprò la galleria Gerini: comprò quadri buoni e cattivi, poi fu costretto di vender tutto a vil prezzo, incalzato da angustie! (Giulio Piccini)
  • Fu esimio Compositore, non men che valente cantante e maestro: i suoi lavori sono modello di genio e di scienza, e varrà il dire che Rossini, Paër e Spontini lo colmarono d'elogi. (Francesco Regli)
  • Il Tacchinardi ebbe voce potentissima, e sapea unire le note più acute al falsetto, con singolare artifizio: fu stupendo attore. Il giuoco della fisonomia era in lui sì mirabile che, a Madrid, il pubblico volle, durante l'ultimo atto dell'Otello del Rossini, non rimanesse al buio il palcoscenico, ansioso di scorgere tutte le sublimi espressioni, a cui l'artista atteggiava il volto. Non si tingeva nell'Otello; dicea, ne' suoi studii, aver appurato che Otello non è un moro: che deve esser soltanto abbronzato. Teoria, che non gl'invidieremo! (Giulio Piccini)

NoteModifica

  1. Citato in Francesco Regli, Dizionario biografico, coi tipi di Enrico Dalmazzo, Torino, 1860, p. 514

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