Georgia

stato dell'Europa orientale

Citazioni sulla Georgia e i georgiani.

Bandiera della Georgia

CitazioniModifica

  • I georgiani sono i napoletani dell'Urss, il grottesco è il loro mestiere e da loro si accettano esagerazioni e enfasi che in altri suonano insopportabili. Perchè sanno sempre trasformare un'idea in una gag. (Alberto Farassino)
  • Il popolo georgiano ha percorso la strada della passione con il martirio mai visto prima, esso è stato sempre il difensore della morale e della giustizia, esso ha sacrificato la carne all'anima, ha imposto come la meta più alta il servizio della verità, per la quale è stato molte volte torturato e martirizzato dai barbari e dai pagani. Ma esso ha attraversato il calvario della storia per raggiungere il punto della resurrezione e dell'ascensione, della sua illuminazione davanti ai popoli del mondo, perché l'umanità condivida la luce della Georgia, ricevuta dalla grazia divina. È vicino il tempo, quando la Georgia diventerà l'esempio della grandezza morale per i popoli del mondo. (Zviad Gamsakhurdia)
  • Il popolo georgiano non seguirà la strada di Barabba, la strada dell'ateismo, della criminalità, del terrorismo. Il percorso del popolo georgiano è il cammino della virtù, dell'indulgenza, della carità e di Cristo – ora e per sempre nei secoli dei secoli, amen! (Zviad Gamsakhurdia)
  • Innanzitutto è la terra del poeta Rustaveli, poi di criminali come Stalin e Shevardnadze. La mafia non è forte, il paese è più o meno sicuro. I problemi veri sono la disoccupazione, la povertà che tocca il 90 per cento della popolazione e il fatto di avere il 20 per cento del territorio sotto occupazione russa. (Levan Berdzenišvili)
  • La Georgia è abituata alla lotta per l'esistenza. Essa ha lottato dei secoli per la conservazione del proprio aspetto spirituale, dell'organismo nazionale e del territorio. Ma essa ha lottato sempre solamente per la propria esistenza senza attentare all'esistenza altrui.
    Contemporaneamente ha lottato non solo per i georgiani, ma anche per quei popoli che vissero nei suoi confini.
    E fuori dei suoi confini la Georgia ha lottato sempre per la difesa altrui. (Noe Zhordania)
  • La Georgia è l'angolo di paradiso nell'Unione Sovietica. Ha un clima caldo, ideale per la coltivazione degli agrumi e dei vignetti. Anche da un punto di vista umano vi sono numerose attrattive. Naturalmente è difficile per un georgiano di scarse risorse abbandonare la sua terra, e molte sono le tentazioni per i profittatori. I vizi così diffusi tra gli elementi instabili della Georgia sarebbero presenti in qualsiasi altro gruppo etnico che vivesse nelle stesse condizioni. Ho perfino sentito le mie guardie lamentarsi: «I georgiani sono dappertutto, e dovunque si vada li si trova a fare i profittatori». A ciò rispondo sempre che se i russi vivessero in Georgia farebbero esattamente lo stesso. (Nikita Sergeevič Chruščёv)
  • Russi e georgiani sono così diversi che i testi del teatro moscovita sono intraducibili, un georgiano non potrà mai fare Cecov. (Tengiz Evgen'evič Abuladze)
  • Siamo in Georgia. Per rendersene conto non occorrono le scritte in alfabeto georgiano, basta guardarsi intorno. Paragonata all'Armenia, la Georgia è l'agiatezza: case migliori e più ricche, vignetti più grandi, belle mandrie di pecore e mucche, vaste piantagioni di tabacco, prati d'erba verde e succosa. (Ryszard Kapuściński)
  • Una persona semplice come me resta a bocca aperta davanti alla sontuosità e alla perfezione dell'antica arte georgiana. La cosa più fantastica sono le icone. Molto più antiche di quelle russe, le migliori icone georgiane nacquero assai prima di Rublëv. (Ryszard Kapuściński)

Giulio FerrarioModifica

  • Dopo la presa di Costantinopoli molti sacerdoti greci si rifuggirono nella Georgia; la letteratura greca vi fu sparsa, e molte opere scritte in questa lingua furono tradotte in giorgiano: ciò fa supporre che si trovino ancora in questa contrada opere preziose degli antichi tempi. I Giorgiani conservano tuttavia nel loro culto la loro lingua primiera, ma vi si riconoscono molte parole e locuzioni cavate dal persiano, turco ed armeno.
  • I Giorgiani sono in generale belli, ben fatti ed agili, e non mancano di spirito: la beltà delle loro donne è celebre quanto quella delle circasse, sebbene sieno di tinta meno bianca e di taglia meno snella.
  • Il Giorgiano coltiva solo quel terreno che basta a fornirgli il vitto ed invece di pane ei s'accontenta di un denso brodo di miglio e di carne di porco, ed in ciò consistono tutte le sue vivande: la vena distillata gli somministra una pessima acquavite. Malgrado però questa apparente sobrietà egli è un ghiottone senza pari quando presentaglisi l'occasione favorevole, e tale voracità è accompagnata da una somma impudenza e dissolutezza.
  • Qual mai paese sarà più atto della Georgia a far nascere poeti? Non v'ha alcun paese che più di questo somigli all'antica Tessalia, ma la Tessalia non aveva che un'Olimpo e che un Pindo; qui numerosi Olimpi s'innalzano in gruppi verso i cieli; innumerabili Ippocreni cascano d'ogni parte; più lungi roccie sovrapposte ad immense roccie ci richiamano alla memoria i combattimenti de'Titani; qui ogni valle è una Tempe, in cui mille Penei volgono gli spumosi loro fiotti finché sen vanno tranquillando nel mezzo de' prati ed a l'ombra de' boschi.

Wojciech GóreckiModifica

  • Ancora oggi si usa dire che un georgiano su due è un principe.
  • Date al georgiano un po' di pane, del vino e un commensale, e lo renderete felice. Metà dei proverbi georgiani non parlano che di questo.
  • I georgiani trattano gli ospiti come bambini. Bisogna abituarcisi e imparare a considerarla una cosa piacevole.
  • Il georgiano si trova bene solo nella sua valle e sopporta male l'emigrazione; al contrario dell'armeno, che si trova a casa propria in qualunque parte del mondo.
  • Volendo paragonare la Georgia all'Italia, il Kakheti sarebbe la Toscana e lo Svaneti la Sicillia.

Mikheil Saak'ashviliModifica

  • La Georgia è un paese poco costoso, con una manodopera molto formata e un'economia in crescita. E poi gli italiani hanno un temperamento simile al nostro, ci piacciono le stesse cose, il buon cibo, la qualità della vita. Ci stiamo ispirando ai codici civili e penali italiani per riscrivere i nostri.
  • La Georgia rappresenta ancora una delle istituzioni meno corrotte dell'Europa orientale, una delle regioni più sicure e, nonostante alcuni problemi che caratterizzano questa regione, e ancora un luogo dove la gente vuole andare, dove la gente vuole investire ed è stato il mio governo a fare questo.
  • Logisticamente la Georgia non è per niente orientata verso la Russia: i nostri porti lavorano per l'Asia centrale e l'Europa. La Georgia è fortemente integrata nell'economia turca. Per prima la Turchia, poi l'Europa e infine la Russia. La Russia non è sicuramente il mercato principale, né il principale partner commerciale. E difficilmente un giorno lo diventerà.
  • Non si capisce perché qualsiasi problema russo debba diventare un problema nostro.
  • Non siamo meno europei della Lituania.
  • Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto in Georgia. Le istituzioni georgiane, la maggior parte di esse, in questo momento, sono più forti di quelle degli altri Stati ex sovietici. In Georgia abbiamo costruito nuove città, abbiamo costruito nuovi paesaggi. La quantità di turisti è aumentata di sessanta volte!

Eduard ShevardnadzeModifica

  • Ho un enorme desiderio di prendere parte alla creazione di una Georgia indipendente e credo che il modo e la veste in cui io potrei svolgere questo ruolo debbano essere decisi dagli uomini che guidano oggi il movimento democratico nel mio paese.
  • I georgiani non li amano i russi, forse perché non dimenticano che per 200 anni la Georgia è stata una loro colonia.
  • La dislocazione della Georgia ai confini di Europa e Asia - all'antichissimo crocevia dei principali movimenti di popoli e civiltà, dove s'incontravano e scontravano culture, fedi religiose e interessi strategici dei potenti di questo mondo - le assicurò un destino invidiabile, glorioso, ma, sotto molti aspetti, doloroso.
  • La Russia ha il potere di distruggere la Georgia. E c'è almeno una buona parte della classe politica che vuole farlo.
  • Non è un caso che, nella lingua georgiana, tutti i concetti fondamentali sono rapportati al principio generatore della vita, alla parola e al concetto di «madre»: la terra, la lingua, la città, la patria. Inalberando lo spirito della libertà e resistendo alle forze nemiche, i georgiani reclamavano per sé un rapporto filiale, un rapporto di amore per la madre e di rigetto di ogni lesione della sua dignità e tranquillità.
  • Non permetteremo mai che in Georgia si possa ripetere un caso simile a quello della Jugoslavia. Si creerebbe una situazione peggiore di quella di una guerra nucleare.
  • Non riesco proprio a capire perché i russi ce l'abbiano con quella gente. Forse semplicemente perché lì è nato Stalin.

Vladimir Saveljevič VojtinskijModifica

  • Durante migliaia di anni la storia del popolo georgiano rimase sotto l'influenza di due fattori: da una parte straordinaria fertilità di terra, vivezza e splendore di sole, ricchezza e bellezze naturali sparse d'intorno; dall'altra guerre incessanti, incessanti aggressioni di vicini, e, per secoli e secoli, una vita che pareva un'agonia.
    Ma la storia sanguinosa del paese non ha lasciato traccia nell'anima popolare: qui il sole ha vinto sulla crudeltà degli uomini. Un sereno e lieto ottimismo, una cortesia invariabile, bontà ed ospitalità formano i tratti fondamentali del carattere georgiano.
  • I Georgiani bevono con inalterata allegria, sempre d'accordo, e non si ubbriacano mai: non ho mai assistito in Georgia a una lite che fosse originata dai fumi del vino.
  • I georgiani sanno amare la loro patria: l'amano senza affanno, senza amarezze, ed il loro amore non è avvelenato dall'odio. È un amore placido ed estatico a un tempo, pieno di lirismo simigliante ad un'ingenua ammirazione.
  • L'assenza di una borghesia influente si ripercuote sulla psiche del popolo, cui è ancora ignoto quel senso della gerarchia della ricchezza, che si sviluppava in ogni popolo, a misura che s'accumula il capitale e si forma la borghesia.
  • La Georgia è un minuscolo paese, stretto dai monti. Qui tutti abitano vicino e in vista gli uni degli altri. Qui il figlio ingegnere, medico, avvocato, lavorando o essendo impiegato in città, resta per forza vicino al padre agricoltore, vignaiolo, conduttore di buoi. E qui nessun intellettuale pensa che l'istruzione formi una barriera tra lui e il suo villaggio. Ciascuno tiene al legame con la campagna, e questo legame conserva con cura, aspettando con impazienza il ciorno in cui potrà finalmente abbandonare la città per il paesello nativo.
  • La natura fu tenera madre a questo paese, e vi prodigò senz'avarizia i migliori suoi doni.
  • La noncuranza del georgiano pertanto non è pigrizia, ma assenza di desiderio di migliorare il proprio stato.
  • Le onde del mare mussulmano non la trascinarono seco e non lo travolsero; e la Georgia poté rimanere, in mezzo a questo mare, come un'isola di civiltà europea.

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