Zviad Gamsakhurdia

filologo, politico e critico letterario georgiano

Zviad Gamsakhurdia (1939 – 1993), filologo, accademico e politico georgiano.

Gamsakhurdia

Citazioni di Zviad Gamsakhurdia

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  • Dietro i miei avversari c'è Boris Eltsin.[1]

Dal discorso d'indipendenza

Il discorso del Presidente di Consiglio Supremo della Georgia, Zviad Gamsakhurdia (14.10.1990), Zviadgamsakhurdia.wordpress.com, 25 ottobre 2012

  • Quest'anno con lo sforzo del movimento nazional-indipendentista della Georgia, dell'inconciliabile opposizione democratica nel nostro paese si sono svolte per la prima volta le elezioni multipartitiche, democratiche e non-sovietiche.[2] Il popolo georgiano ha mostrato la sua volontà in queste[3] elezioni, esso ha trasmesso il mandato della fiducia all'avanguardia del movimento nazional-indipendentista – ha vinto il blocco elettorale "Tavola rotonda –Georgia libera". Congratulazioni per questa vittoria, amici.
  • La distruzione della religione, la corruzione della morale, il dimenticare ed il deprezzamento degli ideali spirituali – ecco, i veri inizi della criminalità. L'umanità civilizzata conosce soltanto un'unica e la principale strada per estirpare la criminalità e per fondare l'armonia sociale: il rinascere della religione, la retta educazione della gioventù, stabilimento degli ideali morali nella vita della società. Le condizioni del regime totalitario e la dittatura dell'ideologia comunista hanno creato il grande pericolo non soltanto all'esistenza sociale, politica ed economica del popolo georgiano, ma prima di tutto alla vita spirituale e culturale ed ai valori culturali. Oggigiorno è necessario riformare radicalmente le strutture esistenti per difendere i beni culturali.
  • Il popolo georgiano ha percorso la strada della passione con il martirio mai visto prima, esso è stato sempre il difensore della morale e della giustizia, esso ha sacrificato la carne all'anima, ha imposto come la meta più alta il servizio della verità, per la quale è stato molte volte torturato e martirizzato dai barbari e dai pagani. Ma esso ha attraversato il calvario della storia per raggiungere il punto della resurrezione e dell'ascensione, della sua illuminazione davanti ai popoli del mondo, perché l'umanità condivida la luce della Georgia, ricevuta dalla grazia divina. È vicino il tempo, quando la Georgia diventerà l'esempio della grandezza morale per i popoli del mondo.
  • Il popolo georgiano non seguirà la strada di Barabba, la strada dell'ateismo, della criminalità, del terrorismo. Il percorso del popolo georgiano è il cammino della virtù, dell'indulgenza, della carità e di Cristo – ora e per sempre nei secoli dei secoli, amen!

Intervista di Giulietto Chiesa, La Stampa, 17 febbraio 1991

  • Finché esiste il Cremlino sovietico, il sangue continuerà a scorrere. Sono loro a organizzare ogni provocazione. Per punirci della nostra volontà d'indipendenza. Hanno cominciato col sangue, si reggono sul sangue.
  • [Sulla dichiarazione d'indipendenza dell'Ossezia del Sud durante la prima guerra in Ossezia del Sud] Illegale come le successive elezioni del parlamento della cosiddetta Repubblica Democratica. Che ne direste se gli arabi che vivono in Italia proclamassero una repubblica araba sul vostro territorio?
  • Non un solo ossetino viveva a Tzinkhvali nel XIX secolo. La regione era del tutto libera di quella gente.
  • [Sull'espulsione degli ossetini] Non c'è altra soluzione. Oppure starsene tranquilli senza dare fastidio.
  • [Sulla sua politica riguardo le minoranze etniche in Georgia] La popolazione autoctona deve avere la supremazia sulle altre etnie.
  • Ho solo la milizia e i banditi sono protetti dall'esercito sovietico.
  • [Su Michail Gorbačëv] Impossibile dialogare con lui. Ha detto: non vi permetterò di andarvene dall'Unione. Ha chiesto di ritirare le nostre milizie e ha detto che violavamo la Costituzione. Gli ho risposto che noi abbiamo la nostra e che quella sovietica non la riconosciamo. Si è messo a urlare. Con lui non parlo più.
  • [Sulla prima guerra in Ossezia del Sud] Non è una guerra tra georgiani e ossetini. È la guerra di Mosca contro la Georgia.

Citazioni su Zviad Gamsakhurdia

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  • Il presidente Gamsakhurdia ha riportato la Georgia sulla mappa europea delle nazioni libere. (Salomé Zourabichvili)
  • Nonostante il fatto che l'ex presidente Zvjad Gamsakhurdia me ne dicesse di tutti i colori e mi accusasse di molte cose, non mi sono mai permesso di rispondergli. Ho sempre sostenuto che era stato eletto dal popolo e rispettavo questo dato di fatto. (Eduard Shevardnadze)
  • Se non ha compiuto crimini contro la nazione, se non ha sparato o rubato dovrà avere il diritto di tornare in patria e lavorare, come un libero cittadino. (Eduard Shevardnadze)
  • Anche sulla sua «qualità» di dissidente - su cui molti erano disposti a mettere la mano sul fuoco - aleggiavano molti dubbi. Aveva militato, alla fine degli Anni 70, come difensore dei diritti umani a fianco di Merab Kostava, vero idolo della Georgia. Ma, quando furono arrestati entrambi da Shevardnadze, che allora guidava il parito comunista georgiano, Gamsakhurdia si autocriticò in televisione e fu liberato, mentre Kostava rimase dentro.
  • Continuava a considerarsi l'unico legittimo presidente della Georgia. Aveva tentato disperatamente, a più riprese, di riprendersi con la forza il potere che, con la forza, gli avevano sottratto.
  • Obiettivo dichiarato del Presidente georgiano è ora quello di cacciare dalle loro terre i 164 mila ossetini del Sud: se vogliono la loro autonomia - ha detto Gamsakhurdia - «se la cerchino nell'Ossezia del Nord».
  • Zviad Gamsakhurdia era riuscito anche a bruciare le tappe che dividono l'eroe popolare, idolatrato dalle masse, dal despota che il volubile popolo vuole detronizzare. In soli nove mesi la Georgia si era trovata governata da un dittatore paranoico, aveva ingaggiato una guerra molto simile alla pulizia etnica contro gli osseti del Sud, era precapitata in una crisi economica senza speranza.
  • Non sopportava le critiche, detestava i compromessi. Non si fidava quasi di nessuno. Non teneva conto della realtà. Aveva una missione da compiere: dare alla Georgia libertà e potere, e vi credeva come in un dogma. Governava la Georgia come se fosse già una potenza.
  • Parlava bene. Stranamente, piaceva soprattutto alle donne: le ipnotizzava fino al delirio, le riduceva al punto che erano pronte a sacrificargli la vita. I suoi comizi erano comizi di donne. Negli uomini suscitava sentimenti radicalmente opposti: o erano suoi fanatici fautori, o suoi irriducibili nemici.
  • Una figura tragica, come quelle dei drammi shakespeariani che traduceva in georgiano.
  1. Citato in Chi è Gamsakhurdia, eroico intellettuale o spietato dittatore?, La repubblica, 4 gennaio 1992
  2. Nella fonte: "svolti per la prima volta le elezioni multipartitici, democratici e non-sovietici."
  3. Nella fonte: questi.

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