Fernando Vallejo

scrittore, regista e sceneggiatore colombiano

Fernando Vallejo Rendón (1942 – vivente), scrittore, regista e sceneggiatore colombiano.

Fernando Vallejo

La puttana di Babilonia

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La puttana[1], la gran puttana, la grandissima puttana, la bacchettona, la simoniaca, l'inquisitrice, la torturatrice, la contraffattrice, l'assassina, l'orrenda, la folle, la maligna; quella del Sant'Uffizio e dell'Indice dei libri proibiti; delle Crociate e della Notte di san Bartolomeo; colei che mise a sacco Costantinopoli e inondò di sangue Gerusalemme; che sterminò gli albigesi e i ventimila abitanti di Béziers; che annientò le culture native americane; che arse vivo Segarelli a Parma, Jan Hus a Costanza e Giordano Bruno a Roma; la detrattrice della scienza, la nemica della verità, la mistificatrice della Storia; la persecutrice d'ebrei, l'appiccatrice di roghi, la bruciatrice di streghe ed eretici; la truffatrice di vedove, la cacciatrice d'eredità, la venditrice d'indulgenze; l'inventrice di quell'invasato di Cristo il Pazzo.

Citazioni

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  • Giovanni VIII fu avvelenato e finito a martellate. Ruffiano e servile come pochi, questo campione d'opportunismo incoronò Carlo il Calvo affermando che Dio aveva decretato la sua elezione a imperatore sin "da prima della creazione del mondo". (p. 13)
  • Adriano III, che aveva ordinato di denudare e frustare per le strade di Roma una nobildonna e che aveva fatto cavare gli occhi a un alto ufficiale del Palazzo del Laterano, fu assassinato: oggi è un santo, e la sua festa si celebra l'8 luglio. (p. 13)
  • Non ci sono papi buoni. O cattivi. Ci sono solo papi peggiori. (p. 17)
  • La prima crociata la lanciò Urbano II (nome da single: Ottone di Lagery), un corruttore e mascalzone di secondo piano che tuttavia, plagiando Maometto cinquecento anni dopo che quest'assassino l'aveva teorizzata, introdusse in Occidente la jihad, o guerra santa, con la concomitante promessa del paradiso per quanti fossero morti in battaglia. (p. 24)
  • [Papa Gregorio IX] Decretò formalmente la pena di morte per gli eretici (che di fatto si applicava ormai da decenni) e rovesciò il vecchio principio giuridico del diritto romano e di quello germanico in base al quale un accusato è innocente finché non si dimostri che è colpevole: ora era colpevole finché non avesse dimostrato di essere innocente. (p. 27)
  • Non appena Pacelli capì che i fascisti stavano per essere sconfitti e che la caduta del Reich era imminente, si affrettò a condannarli e a schierarsi con gli Alleati. Con la sfacciataggine che ha sempre contraddistinto la Puttana, la serpe passò dalla parte degli angloamericani la sera prima che sbarcassero in Italia. Questa sanguisuga ingrata va sempre a letto con chi vince. (p. 65)
  • I vangeli sono come i romanzi: menzogna, fantasia, immaginazione, finzione, invenzione. (p. 68)
  • Ognuno è la lingua che parla. E se Dio vuole parlare a tutti gli uomini per l'eternità si è fottuto da solo, perché gli uomini si esprimono in lingue mutevoli, transeunti, effimere come tutti loro, mentre Lui è unico, immobile, atemporale, imperturbabile, immodificabile, eterno. (p. 69)
  • Non appena fu salita sul carro del potere di Costantino, la Puttana cominciò a bruciare papiri e pergamene cercando di cancellare ogni traccia di quei Cristi che non coincidevano col suo (ossia la chimera che ha scodellato fondendo insieme quelli dei quattro vangeli). (pp. 80-81)
  • Cristo è un mostro forgiato da Roma, centro dell'Impero e del mondo ellenizzato, a partire dall'anno 100, attraverso la fusione di caratteristiche attinte dai miti di Attis (dalla Frigia), di Dioniso (dalla Grecia), di Buddha (dal Nepal), di Krishna (dall'India), di Osiride e suo figlio Horus (dall'Egitto), di Zoroastro e Mitra (dalla Persia) e di tutta una serie di divinità e redentori del genere umano che l'hanno preceduto di secoli, o addirittura millenni, e di cui il mondo mediterraneo è venuto a conoscenza grazie alla conquista della Persia e dell'India da parte di Alessandro Magno. (p. 98)
  • Il cristianesimo non è stato fondato da nessuno in particolare. Sono stati in molti a fondarlo, e in diversi luoghi: Antiochia, Alessandria, Gerusalemme, Costantinopoli, Efeso. Parlando in senso stretto, un "cristianesimo primitivo" non esiste. All'inizio ci sono stati parecchi cristianesimi, tra loro distinti se non addirittura in contraddizione reciproca, opera di diverse sette e ciascuna col suo Cristo. (p. 179)
  • Giovanni Paolo II ha protetto Marcinkus e Sindona, come avrebbe poi protetto il grande pedofilo messicano, padre Marcial Maciel. (p. 207)
  • La Puttana dev'essere talmente ricca che, nell'ottobre del 2003 e nella sola arcidiocesi di Boston, ha pagato ottantacinque milioni di dollari a cinquecentocinquantadue querelanti rappresentati da oltre quaranta avvocati perché rinunciassero a intraprendere un'azione legale contro i preti bostoniani che praticano il precetto evangelico del "Lasciate che i pargoli vengano a me". (pp. 209-210)
  • La teologia è lo studio dell'inesistente: un Vecchio rabbioso e cattivo, spuntato come un fungo velenoso dal cervello di degenerati come Ratzinger. (p. 223)
  • L'Occidente cadrà in ogni caso, insieme ai suoi illusori sogni di libertà. O sarà la Puttana a farlo ripiombare nel Medioevo, oppure sarà l'Islam. (p. 228)
  • [Papa Giovanni Paolo II] Ha canonizzato quell'ipocrita cacciatore d'eredità e truffatore di vedove di José Maria Escrivà de Balaguer, fondatore della setta franchista dell'Opus Dei e più perverso e tenebroso lui da solo di tutta la Compagnia di Gesù messa assieme.
    In Nicaragua ha demonizzato quella che definiva "la Chiesa popolare" e nel Salvador ha condannato il cardinale Oscar Romero, le cui denunce contro gli squadroni della morte del suo Paese gli sarebbero costate la vita: un franco tiratore lo ammazzò con un colpo al cuore mentre celebrava una messa presso l'ospedale della Divina Provvidenza e nell'esatto momento dell'eucaristia. La sfilza delle vigliaccate di Wojtyla è infinita. (p. 281)
  • E quale sarà il papa a dover chiedere perdono in futuro per l'omofobia di Wojtyla e per l'infinità di bambini che sono nati per essere abbandonati o malati di AIDS a causa della sua ottusa opposizione alla pillola per l'interruzione di gravidanza e al preservativo in un mondo sovrappopolato? O per gli innumerevoli crimini della Puttana carnivora e bimillenaria contro il nostro prossimo, gli animali?
    Sabato 2 aprile 2005, dopo mesi di malattia che hanno rotto il cazzo al Vaticano e tenuto col fiato sospeso il pianeta, finalmente è morto Wojtyla, il papa della riproduzione. (p. 283)
  • Nel VI secolo p.e.v. Mahavira, che visse e predicò nella pianura del fiume Gange, nel nord dell'India, e che fu contemporaneo di Buddha, fondò in India il primo rifugio per animali di cui si abbia notizia, allo scopo di dare alloggio agli animali vecchi e malati. Mahavira è la figura più importante del giainismo, una religione che propugnava il vegetarianismo e il rifiuto assoluto della violenza, ed è merito suo se in India, con il passare del tempo, è stata posta fine ai sacrifici rituali di animali. Dall'oscurità di un passato tanto remoto, da sopra le miserabili figurine di Cristo e Maometto, alle cui religioni appartiene metà della popolazione mondiale, ma ai quali il cuore non è bastato per capire che anche gli animali, e non solo l'uomo, sono il nostro prossimo, oggi Mahavira brilla come il più grande faro di moralità della specie umana. (p. 291)
  • Ci piaccia o no, prima o poi dovremo accettare che gli animali non sono oggetti, né macchine, né un ammasso di istinti e riflessi; che ciascuno di loro è un individuo irripetibile e distinto dagli altri della propria specie, esattamente come siamo irripetibili e distinti noi esseri umani; che non si possono vendere né comprare, che non si possono uccidere per sport né con pretesti scientifici né per mangiarli, e che ucciderli è un atto crudele che finisce per sottrarre valore alla vita umana; che non sono strumenti dei nostri desideri né della nostra volontà; che possono provare piacere, dolore, felicità e tristezza come qualunque essere umano, e che hanno un'anima, una coscienza o come la volete chiamare: un'anima mortale come la nostra. (p. 297)
  1. L'autore si riferisce alla Chiesa cattolica, secondo una particolare lettura dei versi (17, 1-6) dell'Apocalisse; vedi anche Divina Commedia, Inferno (XIX, 107-111).

Bibliografia

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  • Fernando Vallejo, La puttana di Babilonia, traduzione di Alberto Frigo, Nuovi mondi, 2012.

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