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Bologna, le torri

Citazioni su Bologna e sui bolognesi.

  • Andavo a Bologna sulla traccia di giornate stendhaliane e mi perdevo, col cuore stretto come una nocciola sensibile nel suo guscio, negli itinerari di Dino Campana. Se fossi stato un poeta invece di essere un borghese sulla via della delusione, sarebbe stato quello il momento di scrivere delle poesie. Partivo da Firenze circa mezzogiorno e un'ora dopo ero a Bologna. Giravo tutte le strade e quando non ne potevo più dalla stanchezza, andavo alla stazione e prendevo il primo treno per Firenze: ciò accadeva anche alle due, alle tre del mattino. La stranezza era questa: che stando a Firenze, ignorai Firenze e conobbi Bologna. (Antonio Delfini)
  • Bella e dolce Bologna! Vi ho passato sette anni, forse i più belli... (Pier Paolo Pasolini)
  • Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli col seno sul piano padano ed il culo sui colli... (Francesco Guccini)
  • Bologna era bella, amabile, degna di essere goduta con l'anima e la carne. Dietro le luminose vetrine della libreria Zanichelli aleggiava ancora lo spirito eternamente corrucciato del Carducci. (Rino Alessi)
  • Com'è ricca Bologna! ho tuffato gli occhi di ingordo nella notte di questa città che mi seduce quanto Genova mi soggioga. Vetrine cangianti, donne che diventan irreali nella nebbia che sfuma ammorbidisce tutto. (Camillo Sbarbaro)
  • È Bologna una delle principali città d'Italia e, come si suol dire, della prima bussola, piena di popolo, di arti e di ricchezze, e abbondante di tutte le cose appartenenti alla vita umana. Nella città sono le strade belle con palazzi superbissimi, dei quali si veggono alcune entrate convenienti più a castelli di Principi che a palazzi di gentiluomini privati. Sono di belle e grandi Chiese; la principale, ch'è sulla piazza, è dedicata a S. Petronio, padrone e protettore della città. È posta in piano sotto la costa di alcuni colli, sopra uno dei quali è con un ricco monastero, la Chiesa detta di s. Michele del bosco, onde si può vedere distintamente tutta la città, la quale è di forma quadrata, se bene non è quadra per l'appunto. (Andrea Minucci)
  • Girando ancora un poco ho incontrato | uno che si era perduto, | gli ho detto che nel centro di Bologna | non si perde neanche un bambino, | mi guarda con la faccia un po' stravolta | e mi dice "sono di Berlino". (Lucio Dalla)
  • I Bolognesi sono pieni di fuoco, di passione, di generosità, e talvolta d'imprudenza. (Stendhal)
  • Il suo Teatro Comunale è fra i migliori d'Italia per le stagioni liriche di altissimo livello e per aver creato attorno a sé il primo grande pubblico wagneriano della penisola. (Chino Alessi)
  • In Bologna si facciano salsicciotti i migliori che mai si mangiassero; mangiansi crudi, mangiansi cotti, e a tutte l'ore ne aguzzano l'appetito. (Ortensio Lando)
  • [...] in quella chiesa dedicata al protomartire, d'apparenza così modesta all'esterno (mezzo affondata nel terreno sembra spuntare come un fiore selvaggio), familiare e strana, intimamente ricca ma raccolta senza grandigia, tutti i germi degli sviluppi posteriori covano in tranquilla convivenza confidente nel futuro. È in essa già quella fusione degli elementi più disparati, per cui poi la città intera arriva ai nostri giorni assimilando perfettamente ogni influenza e dono dell'epoche nel suo volto originale di pietra. Chè Bologna è soprattutto pietra, architettura: evita persino la lusinga di un fiume per non deviare dalla sua astrale geometria in giochi di riflessi effimeri. E dall'Appennino (che ogni montagna è già un abbozzo architettonico) sembra solo accogliere l'invito a modellare l'informe, a trasportare le possibili figure dal sonno della materia immobile nella realtà umana di una nuova natura, definita, organizzata. (Leone Traverso)
  • La "grassa" Bologna, come con vena sarcastica viene definita, è tale certamente per la ricchezza, per l'abbondanza, per lo spirito godereccio della sua gente. Ma è anche un centro di grande cultura, di eleganza, di bello stile di vita, di valore universitario mondiale. (Chino Alessi)
  • La "grassa Bologna" era tutt'altro che quel dedalico mondo conventuale che Ugo Foscolo aveva visto forse in un momento di cattivo umore. (Rino Alessi)
  • Le grandi date di Bologna erano le «prime» della stagione lirica al Teatro Comunale, in autunno (il pubblico bolognese si vantava, a giusta ragione, wagneriano dopo una famosa prima del Lohengrin diretto da Angelo Mariani) e a carnevale, il «veglione dei fiori». (Rino Alessi)
  • Or chi pria leverà d'Italia il grido | spezzando il vario, infame, antico freno? | Di martiri e d'eroi famoso nido, | voi Modena e Bologna. Oh al dì sereno || di libertà cresciute, anime altere | tra i ceppi sanguinanti e gli egri esigli | e gli orrendi martòri in prigion nere, || voi ne' tedeschi e ne' papali artigli | chi più mai renderà, poi che un volere | raccoglie alfin de la gran madre i figli? (Giosuè Carducci)
  • Per finir poi di parlarvi di Bologna, dirò che vi si viveva allora e vi si vive sempre allegramente, lautamente, con grandi agevolezze di buone amicizie, e di festive brigate. La città dà mano alla villa e la villa alla città: belle case, bei giardini, e grandi commodi senza le stirecchiature di quel lusso provinciale che dice: «rispettatemi perché costo troppo e devo durare assai!...» (Ippolito Nievo)
  • Qual pare a riguardar la Garisenda | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve Anteo a me che stava a bada |di vederlo chinare (Dante Alighieri, Divina Commedia)
  • Qualche anno fa sono tornato a Bologna. L'avevo lasciata all'età di due anni ed era come se la vedessi per la prima volta. Avevo allora dodici anni, ma non seppi scoprire le bellezze decantate dai miei genitori. Un cielo grigio faceva da cappa quel giorno a Bologna. La gente invadeva portici e strade, rumorosa, eppur quieta, sicura. Avevo immaginato altrimenti. Una città di utopia, un paese spensierato e felice, dove corre a fiumi il denaro, si incontra ad ogni passo il teatro, da ogni caffè giunge musica da operetta. La gente, sempre un po' brilla danza sotto trionfi di mortadella. Pensai deluso: – Qui sono nato? In questo grigio palazzo? In queste umide strade che vidi con l'immaginazione innaffiare con il vino? (Michele Valori)
  • Qualora le Città nobili usassero far doni ai poeti, che mai avrebbe potuto donare Bologna all'estremo Omeride se non la testa dell'Athena Lemnia? (Gabriele D'Annunzio)
  • Quand'ero assessore a Bologna, nei primi anni Settanta, feci una battaglia per evitare che decine e decine di banche si piazzassero dove c'erano negozi e botteghe. Mi diedero del matto. Ora se ne sono andate anche le banche e sono arrivati supermercati e negozi d'abbigliamento. E soprattutto ristoranti. (Pier Luigi Cervellati)
  • Quella che lei chiama Bologna, è un cosa grande, che va da Parma fino a Cattolica [...] dove davvero la gente vive a Modena, lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini [...] è una strana metropoli [...] che s'allarga a macchia d'olio tra il mare e gli Appennini. (Carlo Lucarelli)
  • Sazia e disperata. (Giacomo Biffi)
  • Se Padova è la città dei portici e delle arcate allora non saprei come definire Bologna: Solo che qui ogni arcata è alta quanto da noi una casa di due piani, al centro un portale conduce a un atrio cinto di colonne, nel quale potrebbe starci una rispettabile stazione, e l'atrio con un altro portale si apre sul cortile. È un'assoluta follia di colonne e di archi; tutti i casamenti sono propriamente palazzi con colonnati; tutte le strade, quasi tutta la città, sono di soli palazzi, e dove sono i quartieri più poveri si trovano sempre e solo arcate sulla strada e sul cortile, logge, portici, tutto in un pesante stile rinascimentale. È una città sfarzosa e un po' fredda; la sua gloria non è nell'arte, bensì nella scienza e nel denaro. (Karel Čapek)
  • Si usava dire la "grassa Bologna" volendo alludere più che al peso degli abitanti, alla loro carnalità, al loro amore per la buona tavola e alle sane conseguenze fisiologiche di questo amore. (Rino Alessi)
  • Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna, | e il colle di sopra bianco di neve ride. (Giosuè Carducci)
  • Vigna, nel mio cortil nereggia un fico | l'albero sarto del gran padre Adamo: | io pranzo all'ombra de' suoi rami e dico: | – vecchia Bologna, t'amo! (Olindo Guerrini)
  • Verso sera finalmente mi sottrassi a questa vecchia, rispettabile e dotta città, alle sue folle di gente che, protette dal sole e dal maltempo grazie ai portici fiancheggianti quasi tutte le vie, possono andar su e giù, attardarsi a curiosare, far compere e badare agli affari. (Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia)

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