Titanic (film 1997)

film del 1997 diretto da James Cameron

Titanic

Immagine Titanic (1997 film) logo.svg.
Titolo originale

Titanic

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1997
Genere catastrofico, drammatico, epico, sentimentale, storico
Regia James Cameron
Soggetto James Cameron
Sceneggiatura James Cameron
Produttore James Cameron, Jon Landau
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Musiche: James Horner

  • Vincitore di 11 premi Oscar (1998):
    • Miglior film
    • Migliore regia
    • Migliore fotografia
    • Migliore scenografia
    • Migliori costumi
    • Miglior montaggio
    • Miglior sonoro
    • Miglior montaggio sonoro
    • Migliori effetti speciali
    • Miglior colonna sonora
    • Miglior canzone

Titanic, film statunitense del 1997 con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, regia di James Cameron.

TaglineNulla al mondo poteva dividerli.

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Questo era mio! Ah, è straordinario! È identico a quando l'ho veduto l'ultima volta! Mmm... il riflesso è un tantino cambiato. (Rose anziana) [nel 1996, parlando del suo specchio recuperato dal relitto del Titanic]
  • Sono... trascorsi 84 anni, e ancora sento l'odore della vernice fresca. I servizi di porcellana non erano mai stati usati. Nessuno aveva mai dormito tra quelle lenzuola. Il Titanic era chiamato "la nave dei sogni"... e lo era... lo era davvero! (Rose anziana) [nel 1996, iniziando a raccontare la sua storia]
  • Per gli altri era la nave dei sogni... per me era una nave carica di schiavi, che mi riportava in America in catene. Agli occhi degli altri ero tutto quello che una ragazza di buona famiglia doveva essere, ma dentro, invece, urlavo! (Rose anziana) [voce fuori campo]
  • Siamo i figli di puttana più fortunati del mondo, lo sai? (Jack) [nel 1912 a Fabrizio, prima di salire sul Titanic]
  • A Cherbourg salì a bordo una donna di nome Margaret Brown, ma tutti noi la chiamavamo Molly. La storia l'avrebbe ribattezzata "l'inaffondabile Molly Brown". [...] Suo marito aveva trovato l'oro da qualche parte nel West. Lei apparteneva a quelli che mia madre definiva "i nuovi ricchi". Il pomeriggio seguente navigavamo verso ovest, lungo la costa dell'Irlanda. Davanti a noi, l'oceano. (Rose anziana) [voce fuori campo]
  • Sono il re del mondo! (Jack) [nel 1912, sulla prua del Titanic]
I'm the king of the world![1]
  • Avevo davanti agli occhi tutta la mia vita, come se l'avessi già vissuta: un'infinita processione di feste, balli di società, yacht, partite di polo... Sempre la stessa gente gretta, lo stesso stupido cicaleccio. Mi sentivo sempre come sull'orlo di un precipizio, e non c'era nessuno a trattenermi, nessuno a cui la cosa importasse o che se ne rendesse almeno conto. (Rose anziana) [voce fuori campo]
  • Vivo per conto mio da quando avevo quindici anni. Da quando sono morti i miei genitori. Non avevo fratelli, sorelle o parenti stretti in quella parte di Paese. Così ho deciso di staccare e non ci sono tornato mai più. Potrei essere definito una piuma nel vento. (Jack) [nel 1912]
  • Ma lo scopo dell'università è quello di trovare un buon marito. Rose questo l'ha già fatto. (Ruth) [nel 1912]
  • Perché insistono ad annunciare l'ora di cena come se fosse una carica di cavalleria? (Molly) [nel 1912, sentendo le trombe che annunciano la cena]
  • L'ho visto fare una volta in un cinema di terza visione, non vedevo l'ora di rifarlo. (Jack) [nel 1912, facendo il baciamano a Rose]
  • Ricorda: impazziscono per il denaro. Perciò fingi di possedere una miniera d'oro ed entrerai a far parte del club. (Molly) [nel 1912, a Jack, istruendolo su come avere a che fare con i borghesi della prima classe]
  • È il momento del brandy nella sala fumatori. [...] Ora si ritirano in una nube di fumo e si congratulano l'un l'altro per il loro operato di grandi maestri dell'universo. (Rose) [nel 1912, sottovoce, parlando degli uomini della prima classe]
  • "Tesoro, adesso ora puoi tenerci chiusi entrambi nella tua cassaforte. Rose." (Cal) [nel 1912, leggendo nervosamente il biglietto che Rose ha lasciato nella cassaforte insieme al ritratto realizzato da Jack]
  • Iceberg! Dritto davanti a noi! (Frederick Fleet) [nel 1912, avvistando l'iceberg]
Iceberg! Right ahead!
 
«Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti.» (Rose anziana)
  • Sai, credo proprio che questa nave affonderà. Mi è stato chiesto di darti un piccolo segno della nostra riconoscenza. [colpisce Jack con un pugno] Un omaggio del signor Caledon Hockley. (Lovejoy) [nel 1912]
  • Indossiamo il nostro abito migliore e siamo pronti ad affondare da signori. Però gradiremmo un brandy. (Benjamin Guggenheim) [nel 1912, durante il naufragio, rifiutando di indossare il salvagente] [ultime parole]
  • Signori, è stato un onore suonare con voi stasera. (Wallace Hartley) [nel 1912, durante il naufragio] [ultime parole]
  • Jack, è qui che ci siamo conosciuti. (Rose) [nel 1912, a Jack mentre sono all'estremità della poppa durante il naufragio]
  • "...e asciugherà Iddio ogni lacrima dai loro occhi, e morte non ci sarà più, né lutto né grida, né travaglio vi sarà più, perché le cose di prima se ne sono andate."[2] (Padre Byles) [nel 1912, durante il naufragio] [ultime parole]
  • Non so tu, ma io ho intenzione di scrivere una vibrante lettera di protesta alla White Star riguardo all'accaduto. (Jack) [nel 1912, dopo l'affondamento della nave, con tono scherzoso]
  • Millecinquecento persone finirono in mare quando il Titanic sparì sotto i nostri piedi. C'erano 20 scialuppe nelle vicinanze, solo una di loro tornò indietro... Una! Sei persone furono salvate dall'acqua... una di queste ero io. Sei su millecinquecento. In seguito, le settecento persone sulle scialuppe non poterono far altro che aspettare. Aspettare di morire... Aspettare di vivere. Aspettare un perdono... che non sarebbe mai arrivato. (Rose anziana) [nel 1996]
  • Quella fu l'ultima volta che lo vidi. Si sposò ed ereditò i suoi milioni... ma il crollo del '29 colpì duramente anche i suoi interessi. Così, quell'anno, si infilò una pistola in bocca... almeno così lessi. (Rose anziana) [voce fuori campo, parlando di Cal, che ha visto per l'ultima volta mentre la cercava a bordo del Carpathia]

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

 
«Ok, silenzio, registriamo. Vederla uscire dal buio come una nave fantasma... mi fa sempre un certo effetto. È doloroso vedere il triste relitto della grande nave adagiato qui, dove toccò il fondo alle ore due e trenta del mattino del 15 aprile 1912, dopo il suo inarrestabile... sprofondare negli abissi!» (Brock Lovett)
  • [Nel 1996, mentre registra l'operazione sottomarina per recuperare il Cuore dell'Oceano]
    Brock Lovett: Ok, silenzio, registriamo. Vederla uscire dal buio come una nave fantasma... mi fa sempre un certo effetto. È doloroso vedere il triste relitto della grande nave adagiato qui, dove toccò il fondo alle ore due e trenta del mattino del 15 aprile 1912, dopo il suo inarrestabile... sprofondare negli abissi!
    Lewis Bodine: Certo che ne dici di stronzate, capo!
  • [Nel 1996, al telefono]
    Brock Lovett: Va bene, sono tutto orecchie, Rose... sa dirci chi è la donna del ritratto?
    Rose anziana: Oh, sì. La donna del ritratto sono io!
  • [Nel 1996, parlando del ritratto]
    Lizzy: Nonna, sei proprio convinta di essere tu, questa?
    Rose anziana: Sono io, cara. Non ero un bel bocconcino?
  • [Nel 1996]
    Lewis Bodine: Ok, ci siamo. Si schianta contro l'iceberg a dritta, giusto? E procede a sobbalzi, provocando delle falle tipo codice Morse, "dit-dit-dit", lungo la fiancata, sotto la linea di galleggiamento. Poi lo scomparto di prua comincia ad allagarsi. Ora, mentre il livello dell'acqua si alza, trabocca dalle paratie stagne, che, sfortunatamente, non superano il ponte E. Perciò, mentre la prua va giù, la poppa si solleva, all'inizio lentamente, poi sempre più velocemente, finché la nave si ritrova con tutto il culo per aria, ed è un culone enorme! Stiamo parlando di venti, trentamila tonnellate, ok? Ora, lo scafo non è progettato per sopportare una tale pressione, perciò, che succede? Si spacca, dritto giù fino alla chiglia, e la poppa cade all'indietro, in piano. Poi, mentre la prua affonda, trascina giù con sé la poppa verticalmente, e poi, finalmente, si stacca. Ora, la parte posteriore rimane lì a ballonzolare come un tappo di sughero per qualche minuto, si allaga e finalmente affonda intorno alle due e venti del mattino, due ore e quaranta minuti dopo la collisione. La parte della prua plana, fermandosi a circa mezzo miglio di distanza, viaggia a circa venti, trenta nodi quando si schianta contro il fondale marino! [fa dei rumori con la bocca] Una ficata, eh?
    Rose anziana: Grazie per la sua ottima analisi forense, signor Bodine. Naturalmente, vivere quell'esperienza è stato... un pochino diverso.
  • [Nel 1912, ammirando il Titanic]
    Bert Cartmell: È una barca grandissima!
    Cora Cartmell: No, no, è una nave.
    Bert Cartmell: Hai ragione!
 
«È inaffondabile. Dio stesso non potrebbe affondare questa nave.» (Cal)
  • [Nel 1912, prima di salire a bordo del Titanic]
    Rose: Non capisco il motivo di tutto questo gran chiasso. Non sembra più grande del Mauretania.
    Cal: Si può essere blasé riguardo ad alcune cose, Rose, ma non riguardo al Titanic. È almeno trenta metri più lungo del Mauretania, e molto più lussuoso! Sua figlia è davvero impossibile da sbalordire, Ruth.
    Ruth: Ah, ah! Allora sarebbe questa la nave che dicono inaffondabile?
    Cal [ultime parole famose]: È inaffondabile, Dio stesso non potrebbe affondare questa nave!
  • [Nel 1912, giocando a poker]
    Fabrizio: Jack, sei pazzo?! Hai scommesso tutto quello che abbiamo!
    Jack: Quando non hai niente, non hai niente da perdere.
  • [Nel 1912, giocando a poker. Il premio comprende anche due biglietti per il Titanic]
    Jack: Va bene. È il momento della verità. La vita di qualcuno qui sta per cambiare. Fabrizio? [Fabrizio mostra le carte] Niente. Olaf? [Olaf mostra le carte] Niente. Sven? [Sven mostra le carte] Due coppie... Scusa tanto, Fabrizio.
    Fabrizio: Che "scusa"?! Ma vaffanculo! Hai scommesso tutti i nostri soldi!
    Jack [interrompendolo]: Scusa tanto, non rivedrai tua madre per un bel po' di tempo... perché noi ce ne andiamo in America! [mostra le carte vincenti] Full, ragazzi! Wo-hoo!
  • [Nel 1912, osservando i dipinti[3] portati da Rose a bordo]
    Cal: Oddio, ancora quei dipinti fatti con le dita? Quelli sì che sono stati uno spreco di denaro!
    Rose: Tra il gusto per l'arte che ha Caledon e il mio c'è una piccola differenza: io ce l'ho! Sono affascinanti, è come trovarsi in un sogno, o nelle vicinanze. C'è verità ma non c'è logica.
    Trudy: Come si chiama l'artista?
    Rose: Qualcosa tipo "Picasso".
    Cal [ultime parole famose]: "Qualcosa tipo Picasso"... non sfonderà mai. È così, fidati. Almeno sono costati poco!
  • [Nel 1912]
    Molly: Ah, ehm... chi ha pensato al nome Titanic? È stato lei, Bruce?
    Ismay: Be', a dire il vero sì. Volevo... volevo trasmettere grandezza pura, e grandezza significa stabilità, lusso, ma soprattutto, forza!
    Rose: Ha mai sentito parlare del dottor Freud, signor Ismay? Le sue teorie sulla preoccupazione del maschio riguardo alla grandezza potrebbero risultare particolarmente interessanti per lei.
    Ruth: Ma che ti prende?!
    Rose: Con permesso. [si alza e se ne va]
    Ruth: Chiedo scusa.
    Molly: È una pistola carica, spero che lei sappia maneggiarla!
    Cal: Ah, pare che d'ora in poi dovrò badare a ciò che legge, dico bene, signora Brown?
    Ismay: Freud? Chi è? Un passeggero?
  • [Nel 1912]
    Fabrizio: Questa è una bella nave, vero?
    Tommy: Già, è una nave irlandese.
    Fabrizio: È inglese, vero?
    Tommy: No, è stata costruita in Irlanda, quindicimila irlandesi l'hanno costruita. Una roccia, grosse mani irlandesi.
    [In quel momento passano due uomini con alcuni cani al guinzaglio]
    Tommy: Eh, vedi, questo è tipico. I cani di prima classe le fanno quaggiù le loro cagatine.
    Jack: Ci fa capire quale posto occupiamo nell'ordine delle cose.
    Tommy: E chi se lo può dimenticare... [ridacchia] Sono Tommy Ryan.
    Jack: Jack Dawson [stringendogli la mano].
    Tommy: Piacere.
    Fabrizio: Fabrizio [stringendogli la mano]
    Tommy [a Jack, che stava disegnando]: Riesci a guadagnare qualche soldo con i tuoi disegni?
    [In quel momento Jack vede Rose affacciarsi dal parapetto di prima classe ed inizia ad ammirarla incantato, e anche Tommy si gira ad osservarla]
    Tommy: Ah... lascia perdere, amico. Dovrai svuotare una miniera di carbone prima che tu possa avvicinarti a una come lei!
    [Jack continua ad ammirare stupefatto Rose, mentre Fabrizio gli passa una mano davanti al viso, ridacchiando divertito; Rose si accorge di essere osservata e distoglie lo sguardo, fino a quando arriva Cal, che con aria contrariata le dice una frase non comprensibile]
    Rose: Lasciami in pace!
    [Rose e Cal si allontanano]
  • [Nel 1912, Rose sta per tentare il suicidio buttandosi in acqua]
    Jack: Non lo faccia.
    Rose: Indietro. Non faccia lei un altro passo.
    Jack: Avanti, mi dia la mano, l'aiuto a tornare a bordo.
    Rose: No! Rimanga lì dov'è. Dico sul serio. Mi butto.
    Jack: Non lo farà.
    Rose: Che significa, non lo farò? Non creda di potermi venire a dire quello che farò o quello che non farò. Lei non mi conosce.
    Jack: Be', l'avrebbe già fatto.
    Rose: Lei mi sta distraendo. Se ne vada.
    Jack: Non posso. Ormai ci sono dentro. Se lei si butta, io sarò costretto a seguirla in acqua per salvarla.
    Rose: Non dica sciocchezze. Morirebbe.
    Jack: So nuotare benissimo.
    Rose: Basterebbe l'impatto con l'acqua a ucciderla.
    Jack: Bene non mi farebbe, non dico certo il contrario. Se devo essere sincero, mi preoccupa molto di più l'acqua fredda.
    Rose: Quanto fredda?
    Jack: Gelida. Forse un paio di gradi sopra lo zero. È mai... stata nel Wisconsin?
    Rose: Cosa?
    Jack: Be', gli inverni da quelle parti sono tra i più freddi. Io sono cresciuto lì, vicino a Chippewa Falls. Ricordo, una volta, da bambino, io e mio padre andammo a pesca sul lago ghiacciato, vicino alle cascate. La pesca sul ghiaccio, sa, è quando...
    Rose: So cos'è la pesca sul ghiaccio!
    Jack: Mi scusi. Lei ha tanto l'aria di, come dire, di una timorata di Dio...[4] Comunque, il... ghiaccio ha ceduto, e io sono caduto in acqua. E mi creda, cadere in acque gelide, come quelle laggiù, è come avere tutto il corpo trafitto da mille lame. Non riesci a respirare. Non riesci a pensare... a nulla, tranne che al dolore. Ed è per questo che non ci tengo a tuffarmi dietro di lei. Ma, come ho già detto, non ho scelta. Da una parte, spero che lei riscavalchi il parapetto, e mi risparmi quest'incombenza.
    Rose: Lei è pazzo.
    Jack: Non è l'unica a dirlo, ma... con tutto il rispetto che merita, signorina, non sono io quello appeso alla prua[5] di una nave. Per favore, avanti, allunghi la mano. Non vorrà commettere una simile sciocchezza. [Rose afferra la mano di Jack e si gira] Mi chiamo Jack Dawson.
    Rose: Rose Dewitt Bukater.
    Jack: Devo chiederle di scrivermelo, il suo.
  • [Nel 1912, dopo che Jack e Rose sono caduti l'uno addosso all'altro mentre lui la salvava]
    Cal [a Jack, che viene ammanettato da un ufficiale]: Tutto ciò è inammissibile! Cosa ti ha fatto pensare di poter mettere le mani addosso alla mia fidanzata?! [lo scuote] Guardami, feccia umana!
    Rose: Cal!
    Cal: Che ti è saltato in mente?! Dovrei darti una...
    Rose: Cal, smettila! È stato un incidente!
    Cal: Un incidente?
    Rose: Davvero. Banalissimo. Mi ero sporta e sono scivolata. Mi ero sporta un po' troppo per vedere... ah... ehm... oh... le... le... [fa un gesto ruotando la mano]
    Cal: Eliche?
    Rose: Le eliche, e... e sono scivolata. Sarei caduta in mare, ma... il signor Dawson mi ha salvata, e per poco non cadeva anche lui in acqua.
    Cal: Volevi vedere le... voleva vedere le eliche!
    Gracie: Come dico spesso, donne e motori non legano.
    Ufficiale [a Jack]: Le cose sono andate così? [Rose guarda Jack come per pregarlo di dire di sì]
    Jack: Sì, più o meno è andata così.
    Gracie: Be', allora il ragazzo è un eroe! Buon per te, figliolo, ben fatto! [l'ufficiale toglie le manette a Jack] Visto che tutto è andato per il meglio, propongo di tornare al nostro caro brandy.
    Cal [a Rose, scuotendola]: Guardati, ti stai congelando, meglio riportarti al coperto.
    Gracie: Ah, forse qualcosa per il ragazzo.
    Cal: Certamente. Ehm... Signor Lovejoy, credo che un biglietto da venti basti.
    Rose: Ah, è questo il prezzo corrente per il salvataggio della donna che ami?
    Cal: Rose è scontenta! Che si può fare? Ci sono! [a Jack] Forse potrebbe unirsi a noi per cena domani sera, e... e deliziare i nostri commensali con il suo eroico racconto.
    Jack: Senz'altro. Sarò dei vostri.
    Cal: Bene. Allora è deciso! [a Gracie] Sarà sicuramente interessante.
    [mentre gli altri si allontanano, Jack fischia rivolto a Lovejoy, che si gira, e gli fa segno di avvicinarsi]
    Jack: Posso... sfilarti una sigaretta?
    [Lovejoy porge il porta-sigarette a Jack, che prende due sigarette]
    Lovejoy [indicando le scarpe slacciate di Jack con un sorriso malevolo]: Le conviene allacciarle, quelle. È straordinario pensare che la signorina possa essere scivolata così all'improvviso e lei abbia avuto il tempo di togliersi giacca e scarpe... le pare?
  • [Nel 1912]
    Cal: So che sei malinconica. Non pretendo di sapere il perché. Avevo intenzione di conservarlo per il galà di fidanzamento della settimana prossima, ma... ho pensato che... stasera... [le mostra il Cuore dell'Oceano]
    Rose: Dio mio!
    Cal: Forse come summa dei sentimenti che provo per te.
    Rose: È un...
    Cal: Diamante? Sì. 56 carati per essere esatti. Lo indossò Luigi XVI. E lo chiamarono "Le Coeur de la Mer".
    Cal e Rose [in coro]: Il Cuore dell'Oceano.
    Cal: Già.
    Rose: È prodigioso.
    Cal: Be', è da reali. E noi siamo reali, Rose. Sai, non c'è nulla che io non possa darti... non c'è nulla che io ti negherei, se tu non negassi me. Oh, aprimi il tuo cuore, Rose...
  • [Nel 1912]
    Jack: Bene, Rose. Abbiamo camminato per circa un miglio avanti e indietro su per questo ponte, abbiamo parlato e stra-parlato del tempo e di come sono cresciuto io, ma immagino che non è venuta qui per parlare di questo, dico bene?
    Rose: Signor Dawson, io...
    Jack: Jack!
    Rose: Jack... voglio ringraziarla per quello che ha fatto. Non solo... per avermi salvata, ma anche per la sua discrezione.
    Jack: Di niente!
    Rose: Senta... lo so a cosa sta pensando: "Povera ragazzina ricca! Che ne sa lei della miseria?"
    Jack: No! No, non stavo affatto pensando a questo. Stavo pensando a cosa è potuto accadere a questa ragazza per arrivare a credere che non esiste via d'uscita.
    Rose: Be', io... Praticamente tutto! L'intero mondo in cui vivo, e tutta la gente che ne fa parte... e l'inerzia della mia vita, che si tuffa in avanti, e io che non sono capace di fermarla!
    Jack [parlando dell'anello al dito di Rose]: Dio, guarda che razza di coso! Sarebbe andata subito a fondo!
    Rose: Sono stati inviati cinquecento inviti. Sarà presente tutta l'alta società di Filadelfia. E tutto il tempo mi sento come se stessi in una stanza affollata, urlando a squarciagola, senza che nessuno alzi nemmeno lo sguardo!
    Jack: Lo ama?
    Rose: Come ha detto?
    Jack: Lo ama?
    Rose: Lei è molto maleducato. Non dovrebbe pormela una domanda simile!
    Jack: Be', è una domanda semplicissima. Lo ama, quest'uomo, sì o no?
    Rose: Oh... Questa conversazione è inopportuna!
    Jack: Non può semplicemente rispondere alla domanda?
    Rose: Ah, ah, ah! È assurdo. Lei non conosce me e io non conosco lei, e questa conversazione non sta avendo luogo. Lei è maleducato, rozzo e presuntuoso, e ora me ne vado! Jack, signor Dawson, è stato un piacere. L'ho cercata per ringraziarla e ora che l'ho ringraziata...
    Jack: E anche insultato.
    Rose: Be', se lo è meritato!
    Jack: Certo.
    Rose: Certo! [Jack e Rose continuano a stringersi la mano]
    Jack: Credevo che se ne stesse andando.
    Rose: Infatti. Lei è così irritante! [Jack ride] Un momento, non sono io a dovermene andare. Questo è il mio settore. Se ne vada lei!
    Jack: Oh, oh, oh! Guarda, guarda, guarda! E adesso chi è il maleducato?
  • [Nel 1912]
    Rose [prendendo il quaderno con i disegni di Jack]: Cos'è questo stupido oggetto che porta con sé? Allora cos'è lei, un artista o cos'altro? Be'... questi sono piuttosto belli. Anzi, sono molto belli. Jack, sono davvero ammirevoli.
    Jack: Non hanno riscosso molto successo nella vecchia Paris.
    Rose: Parigi? Viaggia parecchio per essere povero... be', una... una persona con mezzi limitati.
    Jack: Avanti, un poveraccio, lo dica pure!
    Rose: Bene, bene, bene. [sfogliando i ritratti di nudi femminili] E sono stati fatti dal vivo?
    Jack: Questa è una delle cose interessanti di Parigi. Ci sono molte ragazze disposte a spogliarsi.
    Rose: Questa donna le piaceva. L'ha usata diverse volte.
    Jack: Be', aveva delle mani bellissime, vede?
    Rose: Secondo me ha avuto una storia d'amore con lei.
    Jack: No-no-no-no-no, solo con le sue mani. Era una prostituta con una gamba sola. Vede? Eh...
    Rose: Oh...
    Jack: Però aveva il senso dell'humour. Ah, e questa signora qui tutte le sere se ne stava seduta in un bar, indossando tutti i gioielli che possedeva, e aspettando il suo amore perduto. La chiamavano Madame Bijoux. Vede, i suoi vestiti sono tutti tarmati.
    Rose: Be', lei ha un dono, Jack. Davvero. Sente le persone.
    Jack: Sento lei.
    Rose: E quindi?
    Jack: Non si sarebbe buttata.
  • [Nel 1912, Jack insegna Rose a "sputare come un uomo"]
    Jack: Devi cercare di espettorare il più possibile, per accumularne un bel po', capisci? [sputa in acqua]
    [Intanto arrivano Ruth ed altre tre donne di prima classe]
    Rose [imbarazzata]: Mamma! Posso presentarti Jack Dawson?
    Ruth [con disgusto]: Incantata.
    Rose anziana [voce fuori campo]: Le altre erano cortesi e curiose verso l'uomo che mi aveva salvato la vita... ma mia madre lo guardava come se fosse un insetto. Un insetto pericoloso che doveva essere schiacciato immediatamente.
  • [Nel 1912, durante cena elegante in prima classe]
    Ruth: Ci parli degli alloggi di terza classe, signor Dawson. Ho sentito dire che sono piuttosto accoglienti.
    Jack: I migliori che abbia mai visto, signora. Solo qualche topo qui e là!
  • [Nel 1912, durante la cena in prima classe]
    Jack [sottovoce]: Queste posate sono tutte per me?
    Molly: Comincia sempre dall'esterno.
  • [Nel 1912, durante la cena in prima classe]
    Ruth: Dov'è che vive esattamente, signor Dawson?
    Jack: Be', al momento il mio indirizzo è la terza classe del Titanic, dopodiché sarò nelle mani di Dio.
    Ruth: E dove trova i mezzi per viaggiare?
    Jack: Mi sposto di luogo in luogo, lavorando. Prediligo le navi da carico, o carrette simili, ma il biglietto per il Titanic l'ho vinto con una mano fortunata a poker. Una mano molto fortunata.
    Gracie: La vita non è che una partita giocata con la dea fortuna!
    Cal: Mh, un vero uomo la fortuna se la crea da solo. Giusto, Dawson?
    Ruth: E a lei piace quest'esistenza priva di radici?
    Jack: Be', sì, signora, mi piace. Insomma, ho tutto quello che occorre proprio qui, con me. Ho aria nei polmoni e qualche foglio immacolato. Mi piace svegliarmi la mattina e non sapere cosa mi capiterà o... chi incontrerò, dove mi ritroverò. Proprio l'altra notte ho dormito sotto un ponte, e ora mi trovo qui, sulla più imponente nave del mondo a bere champagne insieme a delle persone raffinate come voi. [...] Secondo me la vita è un dono e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. Ah, ecco a lei, Cal! [lancia un accendino a Cal, che stava per accendersi una sigaretta] Così ogni singolo giorno ha il suo valore.
    Molly: Ben detto, Jack!
    Gracie: Udite, udite!
    Rose: Al valore di ogni singolo giorno.
    Tutti tranne Ruth e Cal [in coro, brindando]: Al valore di ogni singolo giorno!
  • [Nel 1912]
    Cal: Speravo che venissi da me, stanotte.
    Rose: Ero stanca.
    Cal: La tua esuberanza sul ponte ti ha senza dubbio spossata!
    Rose: Vedo che mi hai fatta seguire da quel becchino del tuo servitore, tipico!
    Cal: Non ti comporterai mai più in quel modo, Rose, sono stato chiaro?
    Rose: Non puoi comandarmi come se fossi un caposquadra di una delle tue acciaierie. Sono la tua fidanzata.
    Cal: La mia fidanzata... la mia fi... La mia fidanzata! Sì, lo sei! E sei anche mia moglie! [si alza furioso, rovescia il tavolo della colazione ed inizia a gridare in faccia a Rose] Praticamente lo sei pur non essendolo ancora per legge, perciò mi rispetterai! Mi rispetterai come si richiede a una moglie di rispettare il marito! Perché non farò la figura del pagliaccio, Rose! Qualcosa non ti è chiaro?!
    Rose [scuotendo la testa terrorizzata]: No...
    Cal: Bene. Con permesso... [si allontana]
    Trudy [accorrendo per raccogliere i cocci caduti per terra]: Oh, signorina Rose...
    Rose [in lacrime]: Abbiamo avuto un piccolo incidente, mi dispiace, Trudy, lascia che ti aiuti...
    Trudy: Non è niente, signorina... [Rose si accascia a terra singhiozzando disperata]
  • [Nel 1912]
    Ruth: Non devi mai più rivedere quel ragazzo [Jack], mi hai capito? Rose, te lo proibisco.
    Rose: Oh, smettila, mamma... Ti farai venire un'emorragia nasale.
    Ruth: Questo non è un gioco! La nostra è una situazione precaria. Sai che non abbiamo più denaro!
    Rose: Certo che lo so! Me lo ricordi tutti i santi giorni.
    Ruth: Tuo padre non ci ha lasciato altro che un elenco di debiti celato dal suo buon nome, e quel nome, ora, è l'unica carta che ci rimane da giocare! Non ti capisco! Tu e Hockley siete una coppia perfetta! Questo assicurerà la nostra sopravvivenza!
    Rose: Come puoi mettermi un tale peso sulle spalle?!
    Ruth: Perché sei così egoista?
    Rose: Ah, sarei io l'egoista?!
    Ruth: Vuoi vedermi lavorare come cucitrice? È questo che vuoi? Vuoi vedere le nostre belle cose messe all'asta? I nostri ricordi buttati al vento? [singhiozza]
    Rose: È così ingiusto...
    Ruth: Certo che è ingiusto... siamo donne. Le nostre non sono mai scelte facili! [Ruth accarezza e bacia sul viso Rose, che rimane arrabbiata e impassibile]
  • [Nel 1912, Andrews fa visitare la nave a Rose, Ruth e Cal]
    Rose: Signor Andrews... mi perdoni, ho fatto un veloce calcolo del numero delle scialuppe moltiplicato per la capacità di ognuna, e... mi perdoni, ma... pare che non ce ne siano a sufficienza per tutti i passeggeri!
    Andrews: Solo per la metà. Rose, non le sfugge nulla, eh? Infatti feci installare questo nuovo tipo di gru, che può tenere una fila di scialuppe in più da questo lato... ma c'era chi sosteneva che il ponte avrebbe avuto un aspetto troppo disordinato, così la mia proposta fu bocciata.
    Cal: È uno spreco di spazio, e poi stiamo parlando di una nave inaffondabile!
    Andrews: Dorma sonni tranquilli, piccola Rose. Le ho costruito un'ottima nave, forte e robusta, ma è lei l'unico vero sostegno! E continuate verso poppa, la prossima fermata sarà la sala macchine.
    [in quel momento Rose passa accanto a Jack, vestito con un cappotto e un cappello eleganti rubati per non farsi riconoscere]
    Jack: Vieni con me! [la afferra e la trascina dentro una porta laterale]
    Rose: Jack, non è possibile questo. Non posso vederti.
    Jack: Devo parlarti.
    Rose: No, Jack, no! Jack, sono fidanzata, sto per sposare Cal... amo Cal.
    Jack: Rose, non sei certo uno zuccherino, va bene? Anzi, direi persino che sei una bisbetica viziata, ma, sotto questa facciata, sei la più fantastica, la più straordinaria, la creatura più splendente che abbia mai conosciuto, e... e...
    Rose: Jack, io...
    Jack: No, no, lascia che mi spieghi. Sei... sei... incre... Non sono un idiota. So come funziona il mondo. Ho dieci dollari in tasca. Non ho... niente da offrirti, e questo lo so, lo capisco... ma ormai ci sono troppo dentro. Salti tu, salto io, ricordi? Non posso voltarti le spalle senza avere la certezza che starai bene. Desidero solo questo.
    Rose: Be', sto bene. Starò benissimo. Davvero.
    Jack: Davvero? Non credo proprio. Ti tengono in trappola, Rose! E morirai se non ti liberi! Forse non subito, perché sei forte, ma... prima o poi, quell'ardore che amo tanto in te, Rose, quell'ardore si spegnerà!
    Rose: Non spetta a te salvarmi, Jack.
    Jack: Hai ragione. Solo tu puoi farlo!
    Rose [quasi singhiozzando]: Adesso torno dov'ero, lasciami in pace.
  • [Nel 1912, Jack e Rose salgono sull'estremità della prua]
    Jack: Adesso sali sulla ringhiera. Reggiti. Reggiti. Tieni gli occhi chiusi. Ti fidi di me?
    Rose: Mi fido di te.
    Jack: Va bene, apri gli occhi.
    Rose: Sto volando, Jack!
    Jack [canticchiando]: Tu, Josephine, sulla macchina, vieni con me, più su. | Vola via con me... [Jack e Rose si abbracciano e si baciano appassionatamente]
  • [Nel 1996]
    Rose anziana [dopo aver appena raccontato del suo primo bacio con Jack, al tramonto del 14 aprile 1912]: Quella fu l'ultima volta che il Titanic vide la luce del giorno. Brock Lovett: Allora, siamo arrivati al tramonto, alla notte dell'affondamento mancano solo sei ore.
    Lewis Bodine: Incredibile. Smith se ne sta lì impalato con un avviso di allarme iceberg in quella cazzo di mano... mi scusi, in mano... e ordina di aumentare la velocità!
    Brock Lovett: Ci sono ventisei anni d'esperienza che lavorano contro di lui. È convinto che vireranno in tempo non appena avvisteranno qualcosa di voluminoso... ma il timone è troppo piccolo per una nave di quella stazza. Non è in grado di virare in tempo. Tutte le sue informazioni sono errate.
  • [Nel 1912, Rose porta Jack nella sua stanza in prima classe, volendo farsi fare un ritratto da lui]
    Rose: Non è disonorevole, te lo assicuro! Questo è il salotto. La luce ti va bene?
    Jack: Cosa?
    Rose: Agli artisti non occorre la luce giusta?
    Jack [ironico, con accento altezzoso]: Già, tutto ciò è vero, ma non sono abituato a lavorare in simili condizioni di miseria! [Rose ridacchia, mentre Jack nota uno dei dipinti nella stanza]
    Jack: Monet!
    Rose: Conosci la sua tecnica?
    Jack: Certamente! Guarda l'uso che fa dei colori qui... non è straordinario?
    Rose: È vero, è straordinario. [intanto armeggia nella cassaforte] Cal insiste a voler scarrozzare quest'orribile coso [il Cuore dell'Oceano] dappertutto.
    Jack: Non dovrebbe essere di ritorno da un momento all'altro?
    Rose: No, almeno finché durano sigari e brandy. [Rose porge a Jack il Cuore dell'Oceano]
    Jack: Che bello! Cos'è, uno zaffiro?
    Rose: Un diamante. Un diamante rarissimo. Jack, voglio che tu mi ritragga come una delle tue ragazze francesi. Con questo addosso.
    Jack: D'accordo.
    Rose: Con solo questo addosso.
  • [Nel 1912]
    Rose [con indosso solo una vestaglia, prima che Jack la ritragga nuda]: L'ultima cosa di cui ho bisogno è un altro ritratto in cui sembro una bambola di porcellana. Come committente... [lancia a Jack una moneta] mi aspetto di ricevere quello che ho ordinato.
    [Rose si spoglia completamente e Jack, stupefatto dalla sua bellezza, le indica nervosamente il divano]
    Jack: Mettiti sul... sul letto... sul divano. Sdraiati. [Rose si sdraia] Sì, così va bene.
    Rose: Dimmi quando la posizione è giusta.
    Jack: Metti... metti il braccio dietro, come prima. Così. Alza l'altro braccio... ecco, la mano mettila lì, vicino al viso. Bene, adesso... abbassa la testa. [Rose si sistema come le viene detto] Occhi a me. Tienili fissi su di me... e cerca di stare immobile.
    [Jack sospira nervosamente e inizia a disegnare]
    Rose: Come sei serio.
    [Jack sorride brevemente e continua a disegnare]
    Rose: Ho l'impressione che tu stia arrossendo, signor grande artista... non riesco a immaginare monsieur Monet che arrossisce.
    Jack: Ma lui dipinge paesaggi. Rilassa il volto.
    Rose: Scusa.
    Jack: È vietato ridere.
    [Rose sospira nervosamente e Jack prosegue il ritratto]
  • [Nel 1996, parlando della sessione di posa]
    Rose: Il mio cuore batté come un tamburo per tutto il tempo. Fu il momento più eccitante della mia vita, almeno fino a quel giorno.
    Lewis Bodine: E dopo cos'è successo?
    Rose: Vuole sapere se l'abbiamo fatto? [l'equipaggio ridacchia] Mi dispiace deluderla, signor Bodine. Jack era un vero professionista.
  • [Nel 1912]
    Comandante Smith[osservando il mare]: Sereno.
    Lightoller: Già. Non credo di aver mai visto un mare così calmo!
    Comandante Smith: Piatto come una tavola. Non tira un filo di vento.
    Lightoller: Sarà... ancora più difficoltoso avvistare qualche iceberg, senza lo scrosciare delle onde contro le sue pareti.
    Comandante Smith: Mmm... Be', io vado. Mantenere rotta e velocità, signor Lightoller.
    Charles Lightoller: Sì, signore!
  • [Nel 1912, Jack e Rose sono stati visti insieme da Lovejoy, che li insegue, e scappano via]
    Rose [entrando in un ascensore, all'ascensorista]: Aspetti, aspetti, aspetti!
    Jack: Aspetti, aspetti! [Jack e Rose entrano nell'ascensore]
    Rose: Ci porti giù, presto! Presto, presto!
    Jack: Così va su! Giù! Via, via!
    [l'ascensore parte, Lovejoy arriva un attimo dopo, Rose gli mostra il dito medio sorridendo e Jack ride]
    Rose: Addio!
  • [Nel 1912, scappando da Lovejoy]
    Jack: È un bel mastino questo valletto! Sembra più un poliziotto!
    Rose: Credo che lo fosse! [intanto Jack vede Lovejoy sopraggiungere]
    Jack: Oh, merda! [Jack e Rose scappano via]
  • [Nel 1912, Jack e Rose finiscono nella sala macchine e si tappano le orecchie per il forte rumore] Rose: E adesso?
    Jack [non capisce]: Cosa?
    Fuochista #1: Ci siamo!
    Fuochista #2: Avanti, ragazzi, dateci dentro! Carbone, ancora carbone per la 1, dateci dentro! [vede Jack e Rose] Che ci fate voi due quaggiù? Non dovreste trovarvi qui, potrebbe essere pericoloso! [Jack e Rose scappano via correndo attraverso la sala macchine]
    Jack: Continuate pure! Non fate caso a noi! State facendo un ottimo lavoro! Continuate pure così!
  • [Nel 1912, Jack e Rose arrivano nella stiva postale]
    Jack: Fantastico! Guarda un po' che c'è qui! [arrivano vicino a un'automobile Renault, Jack osserva incuriosito il sedile anteriore, Rose tossisce lievemente, Jack apre la portiera e le porge la mano]
    Rose [salendo e sedendosi]: Grazie.
    [Rose si guarda intorno divertita, mentre Jack si siede sul sedile anteriore e suona il clacson]
    Jack [ironico, con accento francese, facendo finta di guidare, mentre Rose abbassa il vetro]: Dove la porto, signorina?
    Rose [nell'orecchio di Jack]: Su una stella. [Rose afferra Jack da dietro trascinandolo sui sedili posteriori e le loro mani si intrecciano]
    Jack: Sei nervosa?
    Rose: No. [Rose bacia la mano di Jack] Accarezzami, Jack, tutta. [Jack e Rose iniziano a baciarsi appassionatamente e a fare l'amore]
  • [Nel 1912, di guardia per avvistare gli iceberg]
    Frederick Fleet: Oh, fa un freddo boia. Sai, io lo so fiutare il ghiaccio, voglio dire... sento quand'è vicino. [ultime parole famose]
    Reginald Lee: Stronzate!
    Frederick Fleet: Invece è così, va bene?
  • [Nel 1912]
    Jack [ridendo e parlando degli scagnozzi di Cal, che credevano di trovare lui e Rose nell'automobile]: Hai visto le facce che hanno fatto? Le hai viste?!
    Rose [seria]: Quando la nave attraccherà... io scenderò con te!
    Jack: È da pazzi!
    Rose: Lo so, non ha senso... per questo ci credo! [Jack e Rose si baciano appassionatamente e le vedette se ne accorgono]
    Frederick Fleet: Ah, sì... ehi, guarda un po'! Guarda un po' che roba!
    Reginald Lee: Uh, loro sì che si stanno riscaldando!
    Frederick Fleet: Be', se è così che ci dobbiamo riscaldare anche noi due, preferisco rinunciare, se non ti dispiace, sei d'accordo? [Frederick Fleet e Reginald Lee ridono, un attimo prima di avvistare un grosso iceberg]
  • [Nel 1912]
    Comandante Smith: Cos'è stato, signor Murdoch?
    Murdoch: Un iceberg, signore. Ho virato tutto a tribordo, ho mandato i motori indietro a tutta forza, ma era troppo vicino. Ho tentato una virata rapida a sinistra, ma l'ha colpito lo stesso, e...
    Comandante Smith: Chiudere le porte stagne!
    William Murdoch: Le porte sono chiuse, signore!
    [Il comandante Smith si sposta all'esterno per osservare cosa sta succedendo]
    Comandante Smith: Fermare i motori!
    Murdoch: Sì, signore!
    Comandante Smith: Trovate il carpentiere, che scandagli la nave!
    Murdoch: Sì, signore!
  • [Nel 1912]
    Andrews: In dieci minuti, quattro metri e mezzo d'acqua nel gavone di prua, in tutte e tre le stive e nel locale della caldaia 6.
    Ismay: Quando potremo riprendere a navigare?
    Andrews: Sono già cinque i compartimenti allagati. Può sopportare uno squarcio e rimanere comunque a galla con quattro compartimenti allagati, ma non cinque. Non cinque. Mentre affonda a prua, l'acqua passerà sopra le paratie del ponte "E" arrivando fino a poppa e non c'è alcun modo di impedirlo.
    Comandante Smith: Le pompe. Se apriamo le paratie possiamo...
    Andrews: Le pompe fanno sì guadagnare tempo, ma solo pochi minuti. Da questo momento qualunque cosa facciamo il Titanic affonderà.
    Ismay: Ma questa nave non può affondare!
    Andrews: È fatta di ferro, signore. Le assicuro che può affondare! E affonderà. È una certezza matematica.
    Comandante Smith: Quanto tempo abbiamo?
    Andrews: Un'ora, due al massimo. [...]
    Comandante Smith: Ho l'impressione che finirà in prima pagina comunque, signor Ismay.
  • [Nel 1912]
    Rose [fermando Andrews, di passaggio accanto a lei]: Signor Andrews... ho visto l'iceberg. E lo vedo anche nei suoi occhi. La prego, mi dica la verità.
    Andrews [prendendo in disparte Rose, in modo da non essere ascoltato]: La nave affonderà.
    Rose: Ne è certo?
    Andrews: Sì. Fra un'ora o poco più, tutto questo sarà si ritroverà sul fondo dell'Atlantico.
    Cal: Cosa?
    Andrews: La prego, avverta solo chi deve. Non voglio essere ritenuto responsabile di una sicura crisi di panico. [Rose si porta una mano alla bocca, terrificata] E si cerchi una scialuppa, presto, non aspetti! Lei ricorda cosa le ho detto riguardo alle scialuppe?
    Rose: Sì... capisco...
  • [Nel 1912, durante il naufragio]
    Ruth: Scusate, le scialuppe sono divise per classe? Spero che non siano troppo affollate.
    Rose: Mamma... che dici, sta' zitta! Non capisci? L'acqua è gelida e non ci sono scialuppe a sufficienza! Bastano appena per una metà! L'altra metà di gente che è su questa nave morirà!
    Cal: Non la metà che conta. [Rose lo guarda inorridita]
    Molly: Avanti, Ruth, salga sulla scialuppa, i posti di prima classe sono quassù. [Ruth sale sulla scialuppa]
    Cal: È un peccato che non mi sia tenuto quel disegno. Varrà molto di più domattina.
    Rose: Che bastardo impenitente!
    Molly: Avanti, Rose... tesoro, ce n'è di spazio per te. Avanti, Rose, tocca a te, tesoro.
    Ruth: Sali sulla scialuppa, Rose. [Rose rimane rimmobile] Rose! Sali sulla scialuppa!
    Rose: Addio, mamma. [si allontana, mentre gli altri la chiamano ripetutamente]
  • [Nel 1912, durante il naufragio]
    Cal [afferrando Rose che si sta allontanando]: Dove stai andando? [guardandola negli occhi, capisce] Cosa, da lui?! Per fare la puttana di un topo da fogna?!
    Rose: Preferisco essere la sua puttana piuttosto che tua moglie!
    Cal [mentre Rose si divincola]: No! No! Ho detto no! [Rose gli sputa in faccia e scappa via]
  • [Nel 1912, durante il naufragio]
    Ascensorista: Mi dispiace, signorina, ma gli ascensori sono fuori servizio.
    Rose: Maledizione, ho chiuso con le buone maniere! [spinge l'inserviente nell'ascensore] Portami subito giù! "E"! Ponte "E"!
  • [Nel 1912, durante il naufragio Jack e Rose rompono una porte per uscire da una cabina e un inserviente se ne accorge]
    Inserviente: Ehi! Ma che ti salta in mente? Dovrai pagare i danni, lo sai questo? Quella è proprietà della White Star!
    Jack e Rose [in coro]: Sta' zitto!
  • [Nel 1912, durante il naufragio] Passeggera: Può fermare la scialuppa un momentino? Devo fare un salto in cabina!
    Lightoller [afferrando la signora di peso e mettendola sulla scialuppa]: Si sieda! Glielo dico per l'ultima volta! Pronti a calare!
    Andrews: Signor Lightoller! Perché le scialuppe vengono messe in acqua mezze vuote?
    Lightoller: Non ora, signor Andrews!
    Andrews: Guardi lì! Appena venti persone per una scialuppa che può portarne sessantacinque! E ne ho vista una con solo dodici persone! Dodici!
    Lightoller: Be', noi... non eravamo sicuri del peso, signore. Queste scialuppe potrebbero cedere!
    Andrews: Sciocchezze! Sono state collaudate a Belfast con il peso di settanta uomini! Ora carichi al massimo queste scialuppe, signor Lightoller, per l'amor di Dio!
  • [Nel 1912, durante il naufragio]
    Musicista: A che serve? Nessuno ci sta ascoltando!
    Wallace Hartley: Be', non ci ascoltano neanche a cena! Forza, suoniamo, almeno ci riscalderemo! Orfeo! [gli orchestrali suonano il Can Can dal Galop Infernal di Jacques Offenbach]
    Tommy: Forse si annega meglio con la musica! Adesso so che sto in prima classe!
  • [Nel 1912, mentre la scialuppa con a bordo Rose viene calata]
    Cal: Sei bravo a mentire.
    Jack: Bravo quasi quanto te. [...] Non c'è... nessun accordo, vero?
    Cal: Oh, sì che c'è. Ma tu non ne trarrai alcun beneficio. Vinco sempre io, Jack. In un modo o nell'altro.
  • [Nel 1912, durante il naufragio, quando Rose se ne va dalla scialuppa]
    Jack: Rose! Rose! Sei pazza! Perché l'hai fatto? Sei pazza, Rose. Perché l'hai fatto? Perché?
    Rose: Salti tu, salto io, giusto?
    Jack: Giusto!
  • [Nel 1912, durante il naufragio]
    Cal: Avevamo un accordo, maledetto!
    Murdoch [butta le banconote, ultime parole] : Questi soldi non salveranno te come non salveranno me! State indietro, state indietro!
  • [Nel 1912, durante il naufragio]
    Andrews: Oh, Rose...
    Rose: Non tenterà nemmeno di salvarsi...?
    Andrews [ultime parole]: Mi dispiace di non averle costruito una nave più robusta, mia giovane Rose.
  • [Nel 1912, durante il naufragio]
    Passeggero [tra sé e sé]: "Quand'anche camminassi tra mezzo all'ombra di morte, non avrei paura di niente..."
    Jack: Ti dispiace affrettare il passo, "tra mezzo all'ombra di morte"!?
  • [Nel 1912, Molly insiste per tornare indietro e salvare i superstiti rimasti in acqua]
    Hichens: Lei non capisce. Se torniamo indietro, ci faranno imbarcare acqua. Ci faranno affondare, le dico!
    Molly: Stia zitto. Mi sta spaventando. Avanti, ragazze, afferrate un remo. Andiamo.
    Hichens: È impazzita? Siamo nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico. Sentite, volete continuare a vivere o volete morire?
    Molly: Io proprio non vi capisco. Che vi prende? Sono i vostri uomini quelli lì fuori! Ne abbiamo, di spazio.
    Hichens: E ci sarà un posto in più su questa scialuppa, se non ti sbrighi a tapparti quel becco parlante!
  • [Nel 1912]
    Rose: Ti amo, Jack.
    Jack: Non farlo. Non dire addio. Non ancora. Mi hai capito?
    Rose: Sento tanto freddo.
    Jack: Senti, Rose, tu te la caverai. Andrai avanti con la tua vita e avrai molti bambini. E li vedrai crescere. Morirai quando sarai vecchia, al calduccio, nel tuo letto. Non qui. Non stanotte. Non così. Sono stato chiaro?
    Rose: Non sento il mio corpo.
    Jack: Vincere quel biglietto, Rose, è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata. Mi ha portato da te. E gli sono grato per questo, Rose. Gliene sono grato. Devi... devi farmi quest'onore. Devi promettermi che sopravviverai... che non ti arrenderai... qualunque cosa accada... per quanto disperata sia la situazione. Promettimelo adesso, Rose. E non dimenticare mai questa promessa.
    Rose: Lo prometto.
    Jack [ultime parole]: Non la dimenticare mai.
    Rose: Non la dimenticherò, Jack. Non la dimenticherò mai.
  • [Nel 1912, arrivando a New York sotto la pioggia battente]
    Funzionario del Carpathia: Mi scusi, può dirmi il suo nome, per favore?
    Rose: Dawson. Rose Dawson.
    Funzionario del Carpathia: Grazie.
  • [Nel 1996]
    Lewis Bodine: Non abbiamo mai trovato niente su Jack. Non esiste alcuna documentazione su di lui.
    Rose anziana [ridacchiando]: Certo che no, e come potrebbe esserci? Non ho mai parlato di lui sino ad oggi, con nessuno, [rivolgendosi a Lizzy] neanche con tuo nonno. Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti... ma ora sapete che c'era un uomo di nome Jack Dawson e che lui mi ha salvato, in tutti i modi in cui una persona può essere salvata. Non ho nemmeno una sua foto... non ho niente di lui! Vive solo nei miei ricordi.
  • [Nel 1996]
    Brock Lovett: Sai, questo sigaro l'avevo conservato semmai avessi trovato il diamante... [getta il sigaro in mare]
    Lizzy: Mi dispiace...
    Brock Lovett: Per tre anni... non ho fatto altro che pensare al Titanic... ma non l'avevo capito bene. Non l'avevo vissuto col cuore.

Citazioni su TitanicModifica

  • Cerca di essere ottimista, capo. Ricorda cosa disse ai suoi marinai il comandante del Titanic: "Uomini, ho una notizia bella e una brutta. La bella è che abbiamo vinto undici premi Oscar!" (Dylan Dog)
  • – Più di millecinquecento persone che annegano mentre Céline Dion urla come un'ossessa, come potrebbe non piacere?
    – Be', non poteva farsi un po' da parte? Quel pezzo di legno su cui galleggiava lei era enorme. (Being Human)
  • Titanic è un grande spettacolo, un film possente, un affascinante melodramma che mette insieme amore e naufragio, la forza della passione e la fragilità della tecnologia: e che smentisce uno dei luoghi comuni a cui si era più affezionati, l'idea che i ricchi irresponsabili viaggiatori del Titanic continuassero sventatamente a ballare mentre tutto affondava intorno a loro, la nave insieme con l'orgoglio industriale e con una società classista arcaica. (Lietta Tornabuoni)

Frasi promozionaliModifica

  • Nulla al mondo poteva dividerli.[6]
  • Scontrati col destino.
Collide with destiny.[7]

NoteModifica

  1. Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, questa citazione, in realtà improvvisata dall'attore Leonardo DiCaprio, è stata inserita al 100° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.
  2. Cfr. Apocalisse, 21,4.
  3. Sono visibili L'Étoile (1878) di Edgar Degas, un dipinto simile a Les demoiselles d'Avignon (1907) di Pablo Picasso e un dipinto del ciclo delle Ninfee di Claude Monet. In realtà questi dipinti non furono mai portati a bordo del Titanic. Tra le opere d'arte perdute durante l'affondamento figurano invece La Circassienne au Bain (1814) di Merry-Joseph Blondel, un ritratto di Garibaldi e una versione incastonata di gemme della raccolta di poesie Rubʿayyāt. Cfr. (EN) Lost Art Treasures Of The Titanic, ArtLyst.com, 12 aprile 2012.
  4. Nella versione originale Jack dice di Rose "You just seems like, you know, kind of a indoor girl", traducibile come "Lei sembra una ragazza abituata a stare in casa"
  5. In realtà quella a cui Rose è appesa è la poppa della nave
  6. Dalla locandina in italiano. Cfr. Foto scena da Titanic (1997), FilmTV.it.
  7. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster 5 - Titanic, MYmovies.it

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