Tiamat

divinità mesopotamica

Tiāmat, dea primordiale degli oceani e delle acque salate nella mitologia babilonese.

Tiamat rappresentata come serpente marino

Citazioni su TiamatModifica

  • Gli studiosi hanno spesso notato come il nome della grande dea-madre in questo racconto babilonese della creazione, ti'amat sia collegato etimologicamente al termine ebraico tehom, «l'abisso», del secondo verso della Genesi, e che come il vento di Anu spirò sull'abisso e quello di Marduk sulla faccia di Tiamat, così in Genesi 1, 2, «il vento [lo spirito] di Elohim aleggiava [o spirava] sulla superficie delle acque». Inoltre, come Marduk sistemò la metà superiore del corpo materno come un tetto con le acque di sotto, così in Genesi 1, 7, «Elohim fece il firmamento e separò le acque che erano sotto il firmamento da quelle che erano sopra». Di nuovo, come Ea sconfisse Apsu e Marduk sconfisse Tiamat, così fece Yahweh con il mostro marino Rahab (Giobbe 26, 12-13) e con il Leviatano (Giobbe 41; Salmi 74, 14). (Joseph Campbell)
  • Rahab è il formidabile Tiamat, che il demiurgo babilonese Marduk ha tagliato in due parti, da cui scaturirono il cielo e la terra. Gli ebrei poterono conoscere questo mito anche prima della cattività. Se ne sono riscontrate delle tracce in Giobbe ed in alcuni salmi. (Alfred Loisy)

Enûma ElišModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • La Madre-Abisso, | Che tutto ha formato, | Ha preparato Armi irresistibili: | Ha messo al mondo Dragoni giganti | Dai denti aguzzi, | Dalle zanne (?) spietate, | A cui ha riempito il corpo | Di veleno al posto del sangue; | E Leviatani feroci, | A cui ha dato aspetto spaventoso | E circonfusi di Splendore soprannaturale, | Equiparandoli così agli dèi: | "Chi li veda (ha detto) | Perda i sensi! | E che una volta lanciati, | Non indietreggino mai!" | Ha creato ancora Idre, | Dragoni formidabili, Mostri marini, | Leoni colossali, | Molossi rabbiosi, Uomini-scorpioni, | Mostri aggressivi, | Uomini-pesci, Bisonti giganteschi: | Brandenti tutti armi spietate | E senza tema del combattimento; | I loro poteri delegati, smisurati, | Ed essi, irresistibili!
  • Essendosi dunque affrontati | Tiamat e Marduk, il Saggio fra gli dèi, | Si avvinghiarono nella lotta | E si unirono nel corpo a corpo! | Ma il Signore, spiegata la sua Rete, | Ve la avviluppò, | Poi lanciò contro di lei il Vento malvagio, | Che teneva in retrovia. | E quando Tiamat ebbe aperto | La bocca, per inghiottirlo, | Vi riversò il Vento malvagio | Per impedirle di chiudere le labbra. | Tutti i Venti, con furia, | Le riempirono allora il ventre, | Così che il suo corpo fu gonfiato, | La sua bocca larga aperta. | Allora lanciò la sua Freccia | E le lacerò il torace, | Le divise il corpo a metà, | E le aprì il ventre. | Così trionfò su di lei, | Ponendo termine alla sua vita. | Poi ne gettò a terra il cadavere | E vi si mise in piedi.
  • A mente fresca, il Signore | Contemplò il cadavere di Tiamat: | Voleva tagliarne la carne mostruosa | Per trarne cose belle. | La tagliò in due, | Come un pesce da seccare, | E ne dispose una metà | Che incurvò come il Cielo. | Ne tese la pelle, | Su cui insediò guardiani | Ai quali affidò la missione | Di impedire alle sue acque di erompere.
  • Disposta allora la Testa di Tiamat, | Vi ammucchiò sop[ra una Montagna] | Dove aprì una Fonte | (Nella quale) un Fiume fremeva. | Aprì nei suoi occhi | L'Eufrate e il Tigri.

Giuseppe FurlaniModifica

  • Da quanto abbiamo esposto sulle raffigurazioni del conflitto di Marduk e Tiāmat si vede che il mostro era il famoso drago di Babele, rappresentato innumerevoli volte nell'arte mesopotamica, drago che poteva avere tanto la forma allungata quasi di un serpente, quanto anche quella accorciata di un leone. In origine però deve essere stato un serpente.
  • In un cilindro del Museo Britannico, cilindro che risale circa all'anno 800 a. C., Tiāmat ha la forma esatta di un serpente, lungo quanto il sigillo stesso. [...] Oltre a qualche altro cilindro simile, con Tiāmat in forma di serpente, abbiamo altresì cilindri con Tiāmat in sembianza di leone-grifo o drago. Questa raffigurazione del mostro è molto comune nell'ultimo periodo, non è altro però che una variante artistica della prima.
  • Marduk raffigurerebbe [...] il sole di primavera, e il mondo sarebbe cominciato proprio in questa stagione. Tiāmat raffigurerebbe invece l'inverno e la notte ed inoltre il caos disordinato, secondo il modo di vedere delle varie scuole teologiche del paese ed anche dei Babilonesi e Assiri delle epoche diverse.

Salvatore MinocchiModifica

  • Il caos primordiale [nella Genesi] è rappresentato col termine di Tehôm, che ha il senso linguistico di tempestoso abisso oceanico, e che è semplicemente la forma maschile della corrispondente espressione Tiamat (pronunzia babilonese del semitico Tihamat), nel [...] Poema della Creazione.
  • Il serpente del terzo capitolo della Genesi non è affatto una creazione propria, esclusiva del racconto biblico. Il concetto del principio del male e del dolore, rappresentato in figura di un mostruoso rettile, che sta in agguato contro la Divinità e contro il benessere di tutte le opere create del cosmo visibile, ma più ancora contro il genere umano, è ovvio e fondamentale nella religione babilonese. Rammentiamo nel già citato poema della creazione la lotta di Marduk contro Tiamat e gli altri poteri delle tenebre, in forma di draghi e simili mostruosi rettili guizzanti; indugiarci nelle multiformi espressioni plastiche e letterarie che il drago, il rettile mostruoso, il principio del male, insomma, assume nel mondo ideale babilonese, ci pare del resto superfluo.
  • Mentre infatti per i Babilonesi, ad esempio, il Caos primordiale (Tiamat) era esistente ab aeterno, e principio generatore degli Dei potenti a farne un cosmo, invece per gli Ebrei questo Caos (Tehôm) non solo era alcunché di separato e diviso da Dio – esistente per sé, al di fuori e al dispora del mondo – ma era un non ente, un che di vuoto e vano, appetto a Dio, prima che questi creasse il cosmo visibile. L'agiografo [della Genesi] sarebbesi adontato di chi gli avesse detto che la terra e le acque di questo verso dovevano considerarsi come un'entità non creata da Dio; egli avrebbe negato ch'ei siano un'entità.

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