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Agide II (V secolo a.C. – 401 a.C.), re di Sparta.

Citazioni di Agide IIModifica

Plutarco, Apophthegmata Laconica
  • [In risposta a un sofista che affermava che la parola è la cosa più potente che ci sia] Allora, quando stai zitto, non vali niente. (215 E)
  • [In risposta a chi gli diceva che gli Agiadi[1] erano invidiosi di lui] Allora soffriranno per le loro disgrazie e in più anche per i successi miei e dei miei amici. (215 F)
  • [Vedendo gli alleati degli Spartani impauriti prima di affrontare una seconda volta gli Argivi, che nello scontro precedente erano stati sconfitti] Fatevi coraggio, amici! Se siamo spaventati noi, che abbiamo vinto, immaginatevi che cosa proveranno loro, che hanno perso. (215 E)
  • [In risposta a chi gli chiedeva qual era la materia più insegnata a Sparta] L'arte di dare ordini e di riceverne[2]. (215 D)
  • [In risposta ad un anziano che gli chiedeva perché mai a Sparta andava tutto a gambe all'aria] Non c'è da stupirsi se le cose col passar del tempo peggiorano; anzi, ci sarebbe da stupirsi se migliorassero o si conservassero uguali. (216 B)

Citazioni su Agide IIModifica

  • Diceva che gli Spartani non mandavano a chiedere quanti erano i nemici, ma dove erano. (Plutarco)

NoteModifica

  1. I membri della famiglia dell'altro re di Sparta; Agide II era infatti un Euripontide.
  2. Plutarco (212 C) attribuisce una citazione simile ad Agesilao II.

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