Sergio Rubini

attore, regista e sceneggiatore italiano

Sergio Rubini (1959 – vivente), attore, sceneggiatore e regista italiano.

Sergio Rubini

Citazioni di Sergio RubiniModifica

  • Dracula è una grande metafora, in realtà, Dracula è una brutta malattia che entra nella vita di una coppia e la sconvolge. Un cancro, che ti assale e che ti succhia via la vita, e che bisogna in qualche modo sconfiggere.[1]

Da Sergio Rubini: "Promettimi che non mi lascerai mai"

Intervista di Enrica Brocardo, Vanityfair.it, 22 ottobre 2017.

  • Col tempo, ho imparato che parlare fa bene. Il tacere agevola sul momento, ma la lungimiranza mi porta a credere che mentire o stare zitti non aiuti.
  • Le donne hanno più coraggio, mentre gli uomini sono avvezzi a rimandare, sono geneticamente portati all'insabbiamento. Già nei cessi del liceo fra maschi si diceva: negare sempre, a qualsiasi costo.
  • Non sono uno di quelli che raggiunti i cinquanta sentono di dover fare ciò che non hanno fatto quando ne avevano sedici. Da tanti anni ho una compagna e sono felice proprio perché non devo colmare mancanze.
  • L'idea che tutto parta da te, che sei protagonista della tua vita fa bene. Dall'altro lato, però, imputo al mio analista di avermi tolto l'altrove, la metafisica, la capacità di credere che un giorno potrebbe arrivare la telefonata che ti cambia la vita. È come se non potessi più credere nella fortuna o nella sfortuna.

Da Sergio Rubini: "A volte bisogna tradire il teatro per aprirlo alla contemporaneità"

Intervista di Antonia Fiorenzano, Napolitoday.it, 16 gennaio 2020.

  • In Dracula c’è il sottosuolo, è la nostra parte scura e la cosa che mi piaceva nel libro di Stoker è la metafora sulla malattia mortale che può colpire tutti terrorizzandoci.
  • [«Cosa la attraeva della metafora di malattia che c’è appunto in Dracula?»] Il fatto che in fondo Dracula sia uno straniero, anche se è la nostra zona d’ombra. E mi ha affascinato anche il fatto che Stoker ha tratto la paura e l’ignoto, avendo percepito che ci fosse qualcosa su cui la scienza ancora non era arrivata e che avrebbe dovuto fare.
  • In realtà, il romanzo di Bram Stoker nella sua interezza non potrebbe mai essere rappresentato in teatro e al cinema perché al suo interno racconta una marea di storie e Jonathan Harker nel romanzo è solo in parte il protagonista, mentre nel nostro spettacolo è il protagonista assoluto.
  • [Su Abraham Van Helsing] È descritto come un uomo di scienza dalla mente molto aperta, ma in realtà è uno spiritista in un’epoca dove non si sapeva dell’esistenza dell’inconscio. Anzi, [...] possiamo dire che fa parte un po' della paleontologia della psicanalisi.
  • [«Qual è l’attualità di Dracula?»] Secondo me sta nel vedere come l’uomo affronta il mistero della malattia facendoci capire che fa parte della vita. Bisogna avere la consapevolezza che va affrontata come tutte le lotte che fanno parte della nostra esistenza come portare il pane a casa o crescere i figli. È una parte umana che fa parte di noi ma che noi pensiamo che sia qualcosa di estraneo al di fuori di noi, come, appunto, è considerato Dracula.

Da Rubini e Lo Cascio nel Dracula di Stoker: «Il male assoluto che ci seduce»

Intervista di Chiara Pavan, Ilgazzettino.it, 2 febbraio 2020.

  • Non mi interessa il brand Dracula. Mi piace invece la sua inquietudine sottesa. In Dracula c’è il sottosuolo, c’è la nostra parte oscura. Pur essendo sterminato e ampiamente saccheggiato, il romanzo offre diversissime letture. Il mio è un Dracula laico in cui ho letto sostanzialmente la metafora della malattia mortale che può colpire tutti terrorizzandoci. Il male assoluto.
  • [Su Dracula] Il testo è molto affascinante: arriva prima dell’ingresso in scena di Freud e dell’inconscio. Parliamo di un’epoca rozza, in cui la paura era ancora fuori di noi: tutto quello che arrivava dall’esterno si affrontava con lo spiritismo, il mesmerismo, ipnotismo, illusionismo.... Si andava alla ricerca della chiave d’accesso ai mostri, alla zona oscura. Dracula era lo straniero, il pericolo.
  • Del mestiere di regista mi piace la possibilità di narrare, non tanto di avere il controllo: certo, devi sapere tutto, avere le idee chiare. L’attore sale su una motocicletta guidata da uno sconosciuto e non sa dove lo porterà. Quando guidi tu, devi sapere dove andare. E devi lavorare per potere convincere gli altri a fidarsi di te.

FilmografiaModifica

AttoreModifica

DoppiaggioModifica

FotografiaModifica

Altri progettiModifica

  1. Citato in Dracula, la paura del male che c'è in ognuno di noi, Rainews.it, 20 gennaio 2020.