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Sara Gama

calciatrice italiana

Citazioni di Sara GamaModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • A me non è mai capitato d'aver problemi per la pelle che ho, mai. E sono la prima a scherzare sul colore della mia pelle; penso tra l'altro sia una mia forza, altrimenti non le avrei avute le capacità fisiche che ho.[1]
  • Il piede sinistro forse lo uso non solamente per scendere dal letto, ma in ogni caso ho sempre i piedi del terzinaccio.[1]
  • [Sugli inizi.] A casa mio preferivano i motori, io passavo le giornate in cortile con i maschi e a 7 anni uno di loro mi disse: "Sei forte, perché non vieni nella mia squadra?". Non ho più smesso.[2]
  • Capitana? Non si diventa guida perché lo decidi tu, sono gli altri che ti scelgono. Dai il massimo, diventi un esempio, non esiste altro segreto. [...] Io sono in prima fila ma penso che non ci debba essere una sola persona [di riferimento nello spogliatoio], il modello non può essere unico: uno non racchiude tutti. Io mi metto a disposizione e se sono un punto di riferimento è perché le mie compagne e i risultati mi danno forza.[3]
  • Io vado avanti di obiettivo in obiettivo. Non mi fisso dei limiti. Non ragiono sul lungo termine. Vedo una cosa, la desidero, ecco l’obiettivo. Idoli no, perché penso che ognuno ti dà qualcosa, ed è bene cogliere da tutti. Ho ricevuto tanti insegnamenti e da tanti ho avuto una mano.[3]
  • [«Cos'è (...) la maglia da calcio?»] È proprio una seconda pelle, vuol dire indossare l'essenza di un club. È importante fondersi con essa, una sensazione sicuramente speciale. Non è solo una t-shirt, ma molto di più.[4]
  • [Sul razzismo nel calcio italiano.] Non credo che quello italiano sia un popolo razzista [...]. Credo però che sia un popolo ignorante, nel senso che ignora. Purtroppo il mondo del calcio è spesso specchio della società.[5]
  • Le bambine nelle scuole calcio sono sempre di più perché nel momento in cui i media danno spazio a un evento, come sta accadendo ora, le ragazze trovano dei modelli e i genitori capiscono che questo è uno sport adatto alle loro figlie.[6]
  • La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti.[7]

Sara Gama: «Mai pensato di fare la rivoluzione»

Intervista di Alessandra Giardini, Donnamoderna.com, 6 giugno 2018.

  • La gente neanche immagina che le sportive in Italia siano tutte dilettanti. Non dico noi che giochiamo a calcio, parlo delle atlete che portano la bandiera alle Olimpiadi. Puoi pensare che per tutte loro lo sport sia un hobby? Non abbiamo un'assicurazione sanitaria, una previdenza. Non abbiamo neanche uno stipendio, il nostro è soltanto un rimborso spese. Però lavoriamo come professioniste: tutti i pomeriggi, e qualche volta doppio allenamento. Ho visto ragazze titolari in nazionale smettere a venticinque anni perché avevano avuto un'offerta di lavoro. Fino a poco tempo fa se rimanevi incinta l'accordo con la tua società si dissolveva.
  • I primi anni giocavo a centrocampo, sulla fascia. Sono passata in difesa quando si sono accorti che con un pezzo di campo in più da correre andavo ancora meglio. Ma il mio primo istinto è sempre stato quello di sistemare le cose, di metterle in sicurezza.
  • Costacurta mi ha paragonato a Fabio Cannavaro, è un complimento, ma io modelli nel calcio non ne ho mai avuti.

Prendo a calci i pregiudizi da tutta una vita

Intervista di Francesco Ceniti, SportWeek, nº 49 (914), 8 dicembre 2018, pp. 52-56.

  • Nel mondo esiste una fetta di popolazione che è gay o lesbica. Numeri che statisticamente si riflettono pure in uno spogliatoio [di calcio], non importa se maschile o femminile. Chi pensa il contrario non vuole vedere la realtà.
  • [«Perché dovremmo vedere il calcio femminile?»] In quello maschile l'aspetto fisico ha superato quello tecnico. Da noi è il contrario, si possono apprezzare certi gesti. Un po' come guardare una gara degli Anni 60, quando c'era Rivera.
  • Nei miei ricordi da bambina c'è sempre il pallone. Ma era un divertimento. Oggi è pure gioia e dolore.

Sara Gama: "Io capitana azzurra, sono il volto dell'Italia già globale"

Intervista di Giulia Zonca, La Stampa, 5 maggio 2019.

  • [Sulle differenze tra calcio maschile e femminile, «tre cose da rubare agli uomini e tre da lasciare a loro.»] Prenderei la conoscenza, l'esperienza e il professionismo. Lascerei i presunti tifosi che fanno danni.
  • Se la nostra società è intollerante e istiga all'odio questo atteggiamento si riversa anche negli stadi.
  • [«Avere una capitana multietnica della nazionale aiuta?»] Sì, perché mostri la faccia di una società globalizzata. Siamo mescolati e gli incroci ci migliorano, più lo vedi e più ti ci abitui.
  • Sono felice dei mondi che mi attraversano. La mia famiglia è metà istriana, ho sangue misto: croato, congolese e il risultato è che sono italianissima.
  • [«Il calcio è maschilista?»] Lo è: era un feudo, è normale. Abbiamo le quota rosa e nessuno le ama, io neppure, ma per iniziare devi dare delle opportunità. Anche se non è solo l'innesto di donne che può rendere l'ambiente meno maschilista.

NoteModifica

  1. a b Da Pino Lazzaro, Il calcio è donna; citato in Marco Pastonesi, L'altra metà del calcio, Paneegazzetta.gazzetta.it, 5 novembre 2013.
  2. Da un'intervista a La Gazzetta dello Sport; citato in Stefano Villa, Sara Gama: "Italia, sei sulla strada giusta", Oasport.it, 21 marzo 2018.
  3. a b Dall'intervista di Valeria Ancione, Gama: Italia, finalmente si gioca, Corrieredellosport.it, 9 aprile 2018.
  4. Citato in Simone Redaelli, Calcio femminile, Gama e Bonansea in coro: "Orgogliose del nostro cammino verso i Mondiali", Sportmediaset.mediaset.it, 19 aprile 2018.
  5. Citato in Insulti razzisti a Balotelli, Gama: "In Italia c'è ancora ignoranza", Globalist.it, 29 maggio 2018.
  6. Citato in Cristina Piotti, Sara Gama: «Il calcio femminile va ai Mondiali», Iodonna.it, 29 aprile 2019.
  7. Da un post sul profilo ufficiale Twitter.com, 10 agosto 2019.

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