Sandro De Feo

scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano

Sandro De Feo (1905 – 1968), giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano.

Citazioni di Sandro De FeoModifica

  • [Su Tragica notte] Il film, lo si vede subito, è pieno di ambizioni ma questa volta Soldati le ha inspiegabilmente mal servite con una serie quasi ininterrotta di contrattempi e stonature di logica, di psicologia, di colore, per quanto egli sia da elogiare per la scelta e il drammatico sfruttamento dell'acido cretoso paesaggio, un paesaggio che avrebbe dovuto ispirare un dramma ben più emozionante e serrato. Doris Duranti ha realmente e intensamente sofferto la sua parte. Andrea Checchi ha anch'egli approfondito il suo personaggio conferendogli una certa coerenza. Ninchi ha variato con sfumature acute il gioco discreto della sua recitazione. Rimoldi un po' troppo leggero per le circostanze.[1]
  • [Su L'ha fatto una signora] L'omonima commedia di Maria Ermolli era nel repertorio teatrale di Musco. [...] Venuto a mancare il grande mattatore dialettale, la riduzione non ha fatto più centro nel carattere dell'autista [...] Non più dunque una farsa per mattatore, ma un vivace e polidialettale [...] "studio" di quartiere.[2]
  • La censura italiana è stupida, ma non potremmo giurare che sia più stupida di altre censure in paesi non meno civili del nostro. Ma ci consoleremo solo per il fatto che la stupidità è universale?[3]

Da Brecht a Milano

L'Espresso, 19 febbraio 1956.

  • La rappresentazione al giorno d'oggi dell'Opera da tre soldi dinnanzi a un pubblico impreparato o troppo preparato al radicalismo politico e teatrale di Bertolt Brecht, è impossibile che non dia luogo a qualche malinteso.
  • Ci ostiniamo a gustare l'arte, la poesia, la maestria letteraria di Brecht lì dove la troviamo; e nell'Opera da tre soldi le troviamo ad ogni pie' sospinto.
  • Arte narcotico? Arte oppio del popolo? Può darsi. Ma la contraddizione in cui si dibatte Brecht colle sue fisime dell'alienazione, cioè del distacco critico dello spettatore, è, a dir poco, insolubile, e l'Opera da tre soldi lo prova in modo luminoso.

NoteModifica

  1. Da Il Messaggero, 24 aprile 1942; citato in Tragica notte, cinematografo.it.
  2. Da Il Messaggero, 23 ottobre 1938; citato in L'ha fatto una signora, cinematografo.it.
  3. Da Il nostro critico teatrale spiega perché il nostro teatro è moribondo Non è più lo specchio dei tempi, L'Espresso, 6 gennaio 1957.

FilmografiaModifica

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