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Pietro Secchia

Pietro Secchia (1903 – 1973), politico italiano.

Citazioni di Pietro SecchiaModifica

  • Dietro alla bandiera della Resistenza marciano oggi nuove possenti forze, giovani generazioni che aspirano a conquistare il loro avvenire. Portiamo avanti, portiamo al successo le bandiere della Resistenza.[1]
  • Il grande capitale non domina solo con le banche, i monopoli, il potere finanziario, il tribunale e la polizia, ma con i mezzi quasi illimitati della sua propaganda e della corruzione ideologica.[2]
  • Il Partito Comunista dell'Unione Sovietica si è forgiato nelle tempeste delle lotte rivoluzionarie. Non si è sviluppato in un periodo pacifico, è passato attraverso duri anni di reazione, guerre e rivoluzioni. La sua ricca esperienza, le sue tradizioni, i suoi principi ideologici organizzativi e tattici hanno un inestimabile valore per i partiti comunisti di tutti i paesi.[3]
  • La pace di Brest-Litovsk, firmata dai bolscevichi dopo una lotta accanita di Lenin e di Stalin contro coloro che non la volevano firmare, salvò l'Unione Sovietica in pericolo. Il prevalere del punto di vista degli oppositori avrebbe significato la sconfitta della repubblica dei Soviet.[4]
  • La stampa è un potente strumento di cui si serve la classe dominante per mantenere la sua dittatura.[2]
  • Nel nome di Stalin sempre si è vinto, nel nome di Stalin tutte le vittorie saranno nostre.[3]
  • Non è vero che la guerra sia connaturata con la società umana. La guerra è insita nella società capitalistica, è l'imperialismo che genera inevitabilmente le guerre, ma questa inevitabilità delle guerre può essere anch'essa eliminata distruggendo l'imperialismo.[4]
  • Quando avviene di essere battuti, noi comunisti non abbiamo altro da fare che riprendere la lotta per andare avanti.[5]
  • Sappiamo che la nostra lotta non è facile, sarà ancora lunga e dura perché il grande capitale è deciso a tradire la patria ed a commettere tutti i delitti pur di salvare i suoi privilegi; ma sappiamo pure che la strada indicataci da Stalin è quella giusta e che per questa strada sapremo conquistare la vittoria.[4]
  • Sono convinto che se le mie posizioni fossero state seguite, noi non ci troveremmo nelle condizioni di oggi. Non dico che si sarebbe potuto fare la rivoluzione. Ma certo si poteva fare molto di più, mantenendo il carattere rivoluzionario al partito, per sostenere, difendere e portare avanti certe posizioni che avevamo conquistate.[6]
  • Stalin è il gigante della costruzione del socialismo, l'uomo della vittoria, l'uomo della pace, della liberazione sociale e nazionale perché è l'uomo del partito di tipo nuovo, del partito della classe operaia.[3]
  • Stalin è morto ma la sua opera vive immortale. Il suo insegnamento guiderà sempre, quale bandiera invincibile, i comunisti di tutto il mondo. Ovunque vive un partito comunista, Stalin vive.[4]
  • Stalin è stato la guida, la stella orientatrice per tutti gli uomini che consacrano le loro energie, il loro tempo, le loro preoccupazioni a questo bene immenso, inestimabile: la pace e l'amicizia tra i popoli.[4]
  • Uno dei più grandi meriti di Stalin è stato quello di avere elaborato, sviluppato, arricchito la teoria, la politica e i principi organizzativi del partito del proletariato quali erano stati scoperti ed indicati da Marx, da Engels e da Lenin.[3]

NoteModifica

  1. Da La Resistenza accusa 1945-1973, Editore Mazzotta, 1973; citato in La bandiera della Resistenza, Resistenze.org.
  2. a b Citato in I crociati della menzogna, Resistenze.org.
  3. a b c d Citato in La più grande eredità di Stalin: il Partito Comunista, Senzatregua.it.
  4. a b c d e Dalla prefazione alla raccolta di scritti di Stalin Problemi della Pace, Edizioni di Cultura Sociale, 1953. Citato in [1], Associazionestalin.it.
  5. Dal discorso al Congresso della FGCI di Bologna, 1950; citato in Introduzione a Pietro Secchia, Senzatregua.it.
  6. Citato in Alessandro Pagano Dritto, Pietro Secchia: l’antifascismo, la Resistenza e gli ideali, Nuovatlantide.org.

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