Il vecchio testamento

film del 1962 diretto da Gianfranco Parolini

Il vecchio testamento

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Titolo originale

Il vecchio testamento

Lingua originale italiano
Paese Italia, Francia
Anno 1962
Genere guerra, biblico
Regia Gianfranco Parolini
Soggetto Ghigo De Chiara, Luciano Martino, Giorgio Prosperi
Sceneggiatura Gianfranco Parolini, Giovanni Simonelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il vecchio testamento, film italo-francese del 1963, regia di Gianfranco Parolini.

IncipitModifica

Questa è Gerusalemme, la città santa, molte volte distrutta e sempre risorta con l'aiuto del Signore, spesso occupata dallo straniero e ogni volta liberata da un popolo miracolosamente unito dall'ubbidienza che il patriarca Abramo promise al Signore. Questo è il Tempio, cuore del mondo, in cui risuonò nei secoli la voce dei profeti e dove è custodita la legge che Dio dettò a Mosè. Ma di fronte al Tempio, inviolabile rocca divina, sorge la rocca del potere umano, l'acropoli. Di qui l'invasore ha sempre tentato di contrastare il potere di Dio, qui ebbe sede Pilato, di qui mostrò Gesù al popolo, che gli preferì Barabba. Ma nel momento in cui ha inizio la nostra storia, manca ancora un secolo e mezzo alla nascita di Gesù salvatore. Ancora una volta, Gerusalemme è occupata dallo straniero, che domina minaccioso la città nella quale si erige il Tempio di Dio, ultimo disarmato baluardo della libertà d'Israele. (voce narrante)

FrasiModifica

  • È la guerra: un'invenzione degli uomini per nascondere la loro follia. Ma tu, Simone, perdona, e prepara così l'avvento dell'amore. (Antemone)

DialoghiModifica

  • Giuda: Smetti con quella mazza, ho detto, o finirò per perdere le staffe!
    Namele: Come puoi perderle, se le ha il tuo cavallo?

Citazioni su Il vecchio testamentoModifica

  • Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (Il Mereghetti)

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