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I soliti sospetti

film del 1995 diretto da Bryan Singer

I soliti sospetti

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Titolo originale

The Usual Suspects

Lingua originale inglese
Paese USA, Germania
Anno 1995
Genere giallo, thriller
Regia Bryan Singer
Sceneggiatura Christopher McQuarrie
Produttore Kenneth Kokin, Michael McDonnell, Bryan Singer
Interpreti e personaggi
Note

I soliti sospetti, film statunitense del 1995 con Stephen Baldwin, Gabriel Byrne, Benicio Del Toro, Kevin Pollak e Kevin Spacey, regia di Bryan Singer.

TaglineCinque criminali, un confronto, nessuna coincidenza.

Indice

FrasiModifica

  • Riposatevi ora, la nave sarà pronta per venerdì. Se vedo voi o uno dei vostri amici prima di allora, la signorina Finneran sarà vittima di una violenza raccapricciante prima di morire, come del resto succederà a suo padre, Signor Hockney. E a suo zio Randall in Arizona, signor Kint. Mi limiterò a castrare David, il nipote del Signor McManus. Sono stato chiaro? (Avvocato Kobayashi)
  • Chi e' Keyser Söze? Beh, pare che sia turco. C'è chi dice che il padre sia tedesco. Nessuno crede che esista davvero. Nessuno l'ha mai conosciuto, o visto qualcuno che abbia lavorato per lui. Ma a sentire Kobayashi chiunque avrebbe potuto lavorare per Söze. Non lo sapevano, era questo il suo potere. La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste. Una delle storie che mi hanno raccontato i ragazzi e che io credo è di quando Söze stava in Turchia. C'era un gruppo di ungheresi che volevano formare una banda; avevano capito che per avere il potere non c'era bisogno di fucili, o di soldi, ne' di essere in molti. Serviva solo la volontà di fare quello che gli altri non vogliono fare. Dopo un po' arrivano al potere e prendono di mira Soze. Era un pesce piccolo, allora spacciava solo droga dicono. Arrivano a casa sua di pomeriggio, vogliono fregargli la roba; trovano la moglie e i figli in casa e decidono di aspettare Söze. Lui arriva a casa sua e trova la moglie violentata e i figli che urlano. Gli ungheresi sanno che Söze è un duro, e vogliono fargli capire che loro non sono da meno. Gli dicono che vogliono il suo territorio e tutto il suo giro. Söze guarda fisso negli occhi i suoi famigliari, e fa vedere a quegli uomini di ferro cosa sia una volontà di ferro. Gli dice che preferisce vedere la sua famiglia morta piuttosto che vivere un altro giorno dopo quanto è successo. Lascia libero l'ultimo ungherese, aspetta che la moglie e i figli siano sotto terra poi va a cercare il resto della banda. Uccide i loro figli, uccide le loro mogli, uccide i loro genitori, e i loro amici, brucia le case in cui vivono e i negozi in cui lavorano. Uccide perfino le persone che gli devono dei soldi, e come niente... PUF sparisce. Un clandestino, nessuno l'ha più visto da allora. Diventa un mito, una storia del terrore che i criminali raccontano ai figli "Se non obbedisci a papa' Keyser Söze ti porta via". Ma nessuno ci crede veramente. (Roger "Verbal" Kint)
  • Era Keyser Söze, agente Kujan, cioè il diavolo in persona! Come si fa a sparare al diavolo... e se sbagli??? (Roger "Verbal" Kint)
  • Keaton diceva sempre: "Io non credo in Dio, però ho paura di lui". Be', io credo in Dio... e l'unica cosa di cui ho paura è Keyser Söze. (Roger "Verbal" Kint)

DialoghiModifica

  • Agente Dave Kujan: Conosci il trafficante Ruby Deamer, Verbal? ...
    Roger "Verbal" Kint: Lei conosce il religioso Giovanni Paolo?
  • Roger "Verbal" Kint: Mi chiamo Roger ma mi chiamano Verbal perché dicono che parlo troppo.
    Hokney: Stavo giusto dicendoti di stare zitto.
  • Detective: Io ti posso collocare a Queens la sera della rapina.
    Todd Hockney: Davvero? Io ci vivo a Queens. L'hai fatta da solo questa pensata, "Einstein"? Cos'è, ci avete messo una squadra di scimmie su questo caso?
    Detective: Sai che succede se ti fai un altro giro in galera?
    Todd Hockney: Mi fotto tuo padre nella doccia e faccio uno spuntino. Vuoi incriminarmi, testa di cazzo?

ExplicitModifica

[Vengono riproposte alcune frasi pronunciate durante il film, tra queste alcune sono di Roger Kint]
Pensate di poter prendere Keyser Söze? Che uno come lui arrivi così vicino ad essere preso e rischi ancora? Se venisse fuori sarebbe solo per uccidermi.
Dopodiché credo che non ne sentirete più parlare.[1]
«La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste»[2] e come niente... sparisce. (Roger "Verbal" Kint) [voce fuori campo]

Citazioni su I soliti sospettiModifica

  • Ultimamente i film sembrano insoddisfatti a meno che non aggiungano scene finali che ridefiniscano la realtà di tutto ciò che hanno raccontato prima; chiamiamola la sindrome di Keyser Soze. (Roger Ebert)

Frasi promozionaliModifica

  • Cinque criminali, un confronto, nessuna coincidenza.[3]
  • In un mondo in cui niente è quel che sembra devi guardare oltre.
In a world where nothing is what it seems you've got to look beyond.[4]

NoteModifica

  1. Citato al termine della canzone di Caparezza, Kevin Spacey, traccia n. 11 di Il sogno eretico (2011).
  2. Cfr. Charles Baudelaire: «Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste».
  3. Dalla locandina in italiano. Cfr. Poster I soliti sospetti, MYmovies.it
  4. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster 1 - I soliti sospetti, MYmovies.it

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