Giuseppe (miniserie televisiva)

film del 1995 diretto da Roger Young

Giuseppe

Miniserie TV

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Titolo originale

Joseph

Lingua originale inglese
Paese Italia, Stati Uniti d'America, Germania
Anno

1995

Genere biblico
Episodi 2
Regia Roger Young
Sceneggiatura James Carrington, Lionel Chetwynd
Rete televisiva Rai 1
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Giuseppe, miniserie televisiva del 1995 con Paul Mercurio e Ben Kingsley, regia di Roger Young.

Episodio 1Modifica

  • Moglie di Potifar: Qualsiasi cosa tu pensi di me, come hai potuto decidere di lasciarlo in vita? Come mi hai potuto infliggere un'umiliazione come questa?
    Potifar: Ogni umiliazione ne richiama un'altra. Mia sposa, chiunque conosca Giuseppe sa perfettamente che se egli giura sul suo Dio sta dicendo la verità.
    Moglie di Potifar: E cos'è più importante per te? Il suo Dio o il mio buon nome?
    Potifar: La verità.
    Moglie di Potifar: Bene. E allora perché non lo liberi e completi la mia vergogna?
    Potifar: Perché ovunque egli sia, o qualunque cosa gli accada, è già libero, perché il suo Dio è con lui.

Episodio 2Modifica

  • Giuseppe: La mia fede mi impone di inginocchiarmi solo di fronte al mio Dio, anche a costo della mia morte.
    Faraone: Vieni avanti. Imparate, indovini. Se non altro adesso so che quest'uomo non mi mentirà per salvarsi la vita.
  • Ednan: Servirti, padrone, sarebbe un grande onore. Ma le mie colpe con te sono molte.
    Giuseppe: Alzati, Ednan. Il perdono è più grande della vendetta. E la compassione è più potente dell'ira.
  • Asenat: Ebbene, io desidero vedere gli uomini a cui devo la mia felicità. Dopotutto, è stata la loro crudeltà a portarti qui, a darti a me, a salvare l'Egitto. Ed è ai tuoi fratelli che i nostri figli devono la loro esistenza.
    Giuseppe: Sono sempre molto acute le tue analisi. Ma non so se Dio voglia che io scordi questa faccenda.
    Asenat: Dio o tu?
  • Giuseppe: Non sta certo a me giudicarvi. Mi avete fatto del male, è vero. Un male che Dio ha trasformato, salvando la mia vita e facendo sì, fratelli, che potesse accadere tutto questo. Non temete, quindi. Mi occuperò io di voi e delle vostre famiglie. E soprattutto di nostro padre.
    Simeone: La colpa è solo mia. Non merito altro che la schiavitù o essere ucciso.
    Giuseppe: No, fratello mio, nulla di tutto questo. Non è questo l'insegnamento che Dio, sia benedetto il suo nome, ha voluto darci. Egli così ci ha insegnato il significato della fratellanza, della famiglia. E che ovunque noi andiamo, al di là di come possono dividerci i piani del Signore, dobbiamo sempre essere leali gli uni con gli altri. Dobbiamo essere una famiglia.

ExplicitModifica

Giacobbe: Sono grato al Signore per avermi permesso di riabbracciarti. E per avermi fatto conoscere i tuoi figli. Ora sì che posso morire in pace.
Giuseppe: Non voglio sentirti parlare di morte.
Giacobbe: Sarà la volontà di Dio. E allora tu mi riporterai a Canaan, la terra promessa da Dio ad Abramo. E sarà come ha promesso il Signore: la nostra discendenza sarà conosciuta con il nome di Israele, ogni fratello darà vita a una tribù, e da Israele verrà una moltitudine di nazioni.

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