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Fosco Giachetti

attore italiano

Citazioni di Fosco GiachettiModifica

  • Il cinema non mi interessava come attore. Mi interessavo moltissimo al teatro e di conseguenza consideravo il cinema come un'arte inferiore e non cercavo la maniera di farlo.[1]
  • Una volta mi mandarono a chiamare [...] per un provino, la parte di un ufficiale di marina . Andai alla Cines dove mi fecero il provino. Non seppi più niente di questo ufficiale di marina e ritornando in compagnia con la Pavlova tentai di sapere com'era andato il provino. Scrissi a Frignone pregandolo di riferirmi il risultato. Mi rispose che avrei potuto fare del cinematografo come generico. Allora mi chiusi nel mio guscio e non tentai più di fare il cinematografo, per carità!.[1]

Citazioni su Fosco GiachettiModifica

  • È una specie di antidivo, è insomma pudore e durezza. (Roberto Gervaso)
  • Un personaggio tipico del cinema italiano dell'era fascista fu Fosco Giachetti, la cui asciutta bruschezza convenne a tanti eroi "positivi", quelli di epopee militari sul genere di Squadrone bianco o L'assedio di Alcazar. Tale sua disadorna modernità di recitazione valse così da contrappeso alla potenziale o effettiva retorica di un cinema in costume e soprattutto "in divisa".[2] (Giulio Cesare Castello)

Massimo ScaglioneModifica

  • L'eterno secondo.
  • Il divo truce per eccellenza, Fosco Giachetti, era nella realtà simpatico e spiritoso: difficile immaginarlo in questa veste. [...] A differenza del superpremiato Amedeo, Fosco Giachetti raramente si discosta dal suo personaggio fisso, quello cioè dell'uomo serio e integerrimo, che lotta contro l'ingiustizia e che soffre, quasi sempre in silenzio.
  • Giachetti no, non possiede la versatilità di Nazzari, che passa dai ruoli brillanti a quelli drammatici. Fosco di nome, lo è anche di fatto e le sue interpretazioni sono sempre serie, intense, aggrondate. Recitazione asciutta, espressione corrucciata, intensità costante, Giachetti non tarda a conquistarsi il favore del pubblico, anche perché numerosi registi punteranno su di lui. In mezzo a tanti attori brillanti e salottieri Giachetti ha subito modo di affermare la sua forte e intensa espressività. [...] Le sue interpretazioni, mai superficiali e sempre orientate verso il cliché dell'uomo tutto d'un pezzo, in lotta con i soprusi e vittima dei tradimenti, sia femminili [...] che istituzionali. A quale divo hollywoodiano possiamo accostare il nostro Fosco? Humphrey Bogart[...]? Mah, Giachetti è abbastanza fedele a se stesso ed è difficile paragonarlo a qualche altro... È sufficiente esaminare ancora Noi vivi di Alessandrini per capire comunque quanta umanità ci sia nella sua recitazione.

NoteModifica

  1. a b citato in Massimo Scaglione, I Divi del Ventennio, per vincere ci vogliono i leoni..., Lindau, 2005.
  2. Citato in Massimo Scaglione, I Divi del Ventennio, per vincere ci vogliono i leoni..., Lindau, 2005, p. 132.

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