Fantozzi va in pensione

film del 1988 diretto da Neri Parenti

Fantozzi va in pensione

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Titolo originale

Fantozzi va in pensione

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1988
Genere comico
Regia Neri Parenti
Sceneggiatura Alessandro Bencivenni, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Neri Parenti, Domenico Saverni
Produttore Mario Cecchi GoriVittorio Cecchi Gori
Interpreti e personaggi

Fantozzi va in pensione, film italiano del 1988 con Paolo Villaggio e Milena Vukotic, regia di Neri Parenti.

  • Ogni anno all'inizio della primavera il lavoro della Megaditta veniva sospeso perché tutti gli impiegati potessero assistere in un mistico silenzio alla gioiosa cerimonia di addio ai colleghi pensionandi. Era timonata dal MegaPresidente Galattico in persona, il Duca Conte, Lup. Man., Gran Ladr., Farabut., Multinaz., Figl. di Putt., Francesco Maria Barambani. (Voce narrante)
  • Sentendo arrivare il suo turno Fantozzi era nel balordone più completo: mani due spugne, fronte perlata, salivazione azzerata e puzzava come un cane marcio dopo una giornata di pioggia! (Voce narrante)
  • Il ragionier Fantocci, ehm, Fantozzi aveva lavorato per un mese tutte le notti ad un agghiacciante discorso di addio. (Voce narrante)
  • Il giorno dopo alle 9 del mattino cominciò finalmente anche per Fantozzi la felice vita del pensionato. (Voce narrante)
  • La tragedia di quelle sue mattinate s'interrompeva per incanto la domenica, perchè come si sa non si lavora: Fantozzi allora si sentiva come gli altri, e quindi quasi un essere umano. (Voce narrante)
  • Il cagnolino... era in realtà un terrificante cane da battaglia! Appena preso possesso della casa dettò condizioni precise: mangiare a capo tavola, cinque pasti al giorno come un inglese che per tale si spacciava; uso esclusivo del videoregistratore con Lilli e il vagabondo, La carica dei 101 e 4 cuccioli da salvare. In più Fantozzi aveva commesso l'errore mostruoso di mettergli la cuccia nel bagno, che lui aveva eletto a suo territorio di caccia esclusivo. [...] Così si rovesciarono le parti, e Fido qualche volta impietosito portava il padrone a fare due passi dopo cena fuori casa. (Voce Narrante)
  • In compenso aveva in casa un vero cane da guardia. (Voce Narrante)
  • Resosi finalmente conto di quale losco figuro si era messo in casa, Fantozzi decise di ricorrere ad una soluzione incivile, che aveva sempre deprecato nel prossimo: abbandonare il cane sull'autostrada! (Voce Narrante)
  • Tuti quei che parten per Milan vaden subit al cancel trì! (Voce altoparlante aeroporto)
  • Tuti siori e siore diresionari a Venesia ciapen su al cancelleto trentadue! (Voce altoparlante aeroporto)
  • Mi scusi, le spiace se mi sago, mi sidio, mi sagghio... (Fantozzi)
  • La prova di assunzione per quell'unico ambitissimo posto di aiuto del vice corruttore laterale mafioso, consisteva nel risolvere un problema di contabilità nera, basata su codici segreti di esponenti piduisti dell'intrallazzone politico-camorrista. (Voce narrante)
  • Pina! Pina! Ho due di pressione come una formica! (Fantozzi)
  • Questo è il cuore di Postumia, il Sancta Sanctorum... Questa è la Regina delle Stalattiti, il più splendido e commovente monumento della Natura. Oh, meraviglia delle meraviglie, pensare che da sei milioni di anni tu pendi di lassù e mai, mai cadrai! (Filini)
  • Dopo 81 giorni e 14 ore di grotta, Fantozzi uscì miracolosamente alla luce... ma dalla coppa del cesso di Herr Otto Kruxmann a Bad Kleinkirchheim, nella Carinzia austriaca (Voce narrante)

Dialoghi

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  • Fantozzi: Ma dove cazzo è il mio cartellino?!?
    Impiegato: Ma che sei diventato scemo? Sei andato in pensione ieri, il tuo cartellino non c'è più!
  • Pina [Davanti ad cinema a luci rosse]: Le casalingue... Ugo ma c'è un errore di ortografia...
    Fantozzi: Ehm, ma no scusami perché, perché è plurale, son più di una no? Cioè, singolare casalinga, plurale casalinghe!...gue!
    Pina: Ah certo!
    Fantozzi: Eh poi scusami, è il film che fa per te adesso che mi sei diventata femminista, no? È il problema di due casalinghe... lingue...
  • Pina: Ugo ma non dai un bacio alla bambina? [Alla nipotina Ughina]
    Fantozzi: È una formalità? Irrinunciabile?
  • Fantozzi: Che cosa c'è?
    Ughina: Ho sete.
    Fantozzi: Va bene adesso ti abbever... ehm... adesso ti... ti... eh ti do da bere...
  • Fantozzi: Ma... ma sono urla umane!
    Filini: Noooo!
    Fantozzi: Ma... disumane!
  • Fantozzi [All'interno delle grotte di Postumia]: Fantozzi!
    Eco: Merdaccia! Merdaccia! Merdaccia!
    Fantozzi: Ma cosa ha detto?
    Filini: Merdaccia! Chiarissimo!
    Pina: Prova con il nome Ugo, però digli anche che sei ragioniere.
    Filini: Eh Sì!
    Fantozzi: Momento eh... Fantozzi Ragionier Ugo!
    Eco: Stramerdaccia! Stramerdaccia! Stramerdaccia!
    Fantozzi: Stronzo!
    Eco: Fantozzi! Fantozzi! Fantozzi!
  • Sig.na Silvani: Oh! Me lo dii la prego!
    Fantozzi: Così non piace! No! Mi molli!
    Sig.na Silvani: La prego, non se ne vada.
    Fantozzi: Ma cosa vuole che le dii!
    Sig.na Silvani: Me lo dii! Me la prenda, Fantozzi!
  • Fantozzi: Pina! Eccolo! L'infarto! Eccolo!
    Pina: Sì, Ugo, va bene.
  • Pina: Ugo! Ma sei ancora sveglio?
    Ugo: Si ti ho aspettata! Ho messo un po' di ordine di la...
    Pina: Ho visto, grazie! Ma perché mi hai aspettata? Domani mattina hai la sveglia alle 6:00 per lavorare...
    Ugo: No, mi sono licenziato...
    Pina: Perché??? Che cosa è successo???
    Ugo: Ma niente... era un lavoro senza prospettive, e così preferisco rimanere a casa, a non fare niente...
    Pina: Ma non hai paura di annoiarti?
    Ugo: No! Purché rimanga tu in casa, a farmi compagnia però...
    Pina: Certo Ugo!
    Ugo: Pina io, so che ti chiedo un grande sacrificio, quando ti chiedo di rinunciare, alla tua amicizia... Ma io ho capito che nella vita, non occorre sbattere tanto sai, per essere felici... Basta accettarla così, come viene...
    Pina: Che gioia sentirti dire queste parole Ugo! Ma come è successo?
    Ugo: Gli anni, a qualcosa servono! Spegni la luce...
    Pina: Ugo, posso dirti una cosa?
    Ugo: Certo!
    Pina: Io ti stimo moltissimo! Sono contenta di invecchiare a fianco ad un uomo come te!
  • Fantozzi: Ma allora questo sarebbe una specie di... lavoro... lavoro nero.
    Duca Conte: Preferiamo chiamarlo grigio, come i suoi capelli, Fantozzi.

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