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Antonio Muñoz

storico dell'arte e architetto italiano

Antonio Muñoz (1884 – 1960), storico dell'arte e architetto italiano.

Indice

Roma baroccaModifica

IncipitModifica

Due figure, fra le tante della sua grande storia, son rimaste vive nella memoria del popolo romano: Nerone e Papa Sisto. Non le gesta e i trionfi di Cesare e di Germanico, non le lotte vittoriose di Gregorio VII, e l'ardore di Cola di Rienzo, non la magnificenza di Leone X, o la viva carità di San Filippo Neri, ma la crudeltà dell'incendiatore di Roma e la implacabile severità del papa francescano, hanno lasciato nell'anima popolare la traccia più profonda.

CitazioniModifica

  • [Sisto V] Si racconta che durante il conclave egli si era finto debole e infermo, strascicandosi poggiato a un bastone, per far credere che avrebbe avuto brevissima vita; ma appena ebbe messo in capo la tiara apparve d'un tratto agile ed eretto, così che il cardinal Rusticucci ebbe a dirgli: "Santissimo Padre, vedo che il pontificato è una gran medicina!" (cap. 1, p. 2)
  • [Commentando l'affresco Vergine che abbraccia l'unicorno nel Palazzo Farnese di Roma] [...] Domenichino si rivela qui per un mediocre artista, inferiore assai al suo maestro, perché ha tutto il convenzionalismo raffaellesco di Annibale [Carracci], senza raggiungere la robustezza statuaria michelangiolesca, e il vigore del colorito tizianesco; è biaccoso, cretaceo, molle; disegna anche scorrettamente, drappeggia scolasticamente, e non ha un proprio valore personale: è nulla di più che un aiuto. (cap. 2, p. 46)
  • Mentre gli storici dell'arte continuano ad affannarsi intorno a certi maestri del Quattrocento che l'Oblio giustamente aveva fatto cadere nell'ombra, mentre vengono riesumate le opere dei più poveri untorelli del così detto secolo d'oro[1], ci sono figure di purissimi genii, vissuti in altre età, che ci restano quasi ignote. Così Francesco Borromini, il grande rinnovatore dell'architettura del Seicento, il cui influsso da Roma si propagò dapprima rapidamente in tutta Italia, e poi in ogni parte dell'Europa cattolica, è ancora un dimenticato: i più ne parlano con disprezzo, perpetuando il giudizio parziale del Milizia e della scuola neoclassica, ma mostrano evidentemente di non conoscerlo; altri invece lo esaltano, ma non lo conoscono in realtà neppur essi. (cap. 7, p. 201)

NoteModifica

  1. Il Cinquecento.

BibliografiaModifica

  • Antonio Muñoz, Roma barocca, Casa editrice d'arte Bestetti & Tumminelli, Milano-Roma, 1919.

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