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Una canzone per Bobby Long

film del 2004 diretto da Shainee Gabel

Una canzone per Bobby Long

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Titolo originale

A Love Song for Bobby Long

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2004
Genere drammatico, commedia
Regia Shainee Gabel
Soggetto Ronald Everett Capps
Sceneggiatura Shainee Gabel
Produttore Bob Yari
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Una canzone per Bobby Long, film statunitense del 2004 con John Travolta e Scarlett Johansson, regia di Shainee Gabel.

Indice

IncipitModifica

Barista: Che ci fai qui? Georgianna è andata via più di mezz'ora fa.
Bobby: Mettila sul mio conto. [riferito a una bottiglia che porta con sé]
Barista: Sì, sul tuo conto... Come se un giorno mi pagherai...

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Il tempo non era mai stato amico di Bobby Long, cospirava contro di lui facendogli credere in una natura generosa ma poi derubandolo ogni volta. Avevamo perso Lorraine tutti noi, ma molto prima che morisse. (Lawson) [come voce narrante]
  • New Orleans è una sirena, tentatrice, un posto da favola, un'illusione. (Lawson) [come voce narrante]
  • Per la dolce Lorraine. "Il tuo canto mi ha toccato l'anima." Bobby Long. (Purslane) [leggendo la dedica sul libro Il cuore è un cacciatore solitario]
  • Sono storie di emarginati. Di gente invisibile. È bellissimo. (Bobby) [su Il cuore è un cacciatore solitario]
  • "Si muore una volta sola e per così tanto tempo"[1]... Ah, sì... (Bobby)
  • Hai sbagliato elettrodomestico. [...] Dico che se ti vuoi suicidare l'elettrodomestico da usare è il forno. (Lawson) [a Purslane]
  • L'estate di New Orleans annega in una quiete densa e umida. (Lawson) [come voce narrante]
  • Procrastinare: trascinare il proprio culo in maniera talmente patetica da assicurarsi un posto da fallita per il futuro. (Lawson) [leggendo un cartoncino su cui Bobby ha scritto la definizione di "procrastinare"]
  • Elimina la bottiglia e elimini il genio. (Bobby) [a Lawson]
  • Volevo dirvi due parole sulla vita. Perché una vita non analizzata è semplicemente una vita che non vale la pena di vivere. (Bobby) [gli altri presenti pronunciano anch'essi l'ultima parte della frase]
  • L'autunno arriva lentamente a New Orleans: l'erba si ostina a restare verde ma il caldo fa spazio a un gentile tepore. (Lawson) [come voce narrante]
  • Io l'ho visto stare con una donna, una donna che non gli bastava mai, una donna che si era insinuata in ogni molecola della sua anima, che aveva consumato ogni suo pensiero e che lo aveva trasformato in una creatura devota e ossessionata. Porto ancora i segni di quell'amore sulla mia faccia. [indicando il suo osso rotto sulla faccia] Gliene hai mai parlato a lei? Le hai mai spiegato la differenza che esiste tra l'amore vero e un letto caldo dove poter trascorrere del tempo? (Bobby) [riferito a Lawson]
  • L'inverno non si sente mai veramente a casa a New Orleans. È solo un ospite sgradito che serve soltanto a ricordarci quello che ci manca. E se ne va giusto in tempo per farcelo dimenticare di nuovo. (Lawson) [come voce narrante]
  • Ricordati una cosa, Purslane. L'erbaccia è solo erbaccia, anche se fa fiori splendidi.[2] (Lee)
  • Silenzio, prego! Un po' di silenzio! Vorrei proporre un brindisi alla mia dolce e bellissima figlia, Purslane Hominy, perché lei è... è la mia ragazza d'oro. Cecil prima ha detto che questo giorno va visto come un dono che ci viene dal cielo e se mi guardo intorno io vedo che ce ne sono molti a cui non ho dato credito... e di questo sono grato al Signore. Ho creduto che m'avesse abbandonato... Vedo l'amore d'una figlia che, se Dio vuole, andrà al college in autunno e non un college piccolo da quattro soldi, perché mia figlia è in gamba! Più in gamba del suo vecchio! Questo è poco ma è sicuro. Purslane, tu hai insegnato un paio di cosette a questo idiota... Userò le gloriose parole di Thomas Eliot: «Noi non cesseremo l'esplorazione, e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere laddove noi siamo partiti e conoscere quel posto per la prima volta.»[3] Ecco che cosa hai insegnato a tuo padre... e te ne sarà grato per sempre. (Bobby)

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Lawson [proponendo un brindisi]: A Lorraine! Che trovi finalmente la pace!
    Georgianna: E adesso? Lorraine vi caccerà via da casa.
    Bobby: No, non lo vorrebbe mai. E poi... Dio non lo permetterebbe.
    Lawson: Davvero? E perché no?
    Bobby: Perché Dio conosce me e io conosco Dio.
  • Junior: Hai da fumare?
    Bobby: Nossignore.
    Junior: Fate un salto da Cecil?
    Bobby: Tra un po'.
    Junior: Io vado.
    Bobby: A dopo.
    Junior: Ci vediamo lì! [se ne va tossendo]
    Bobby [tirando fuori una sigaretta]: Hai da accendere?
    Lawson: Allora ce le avevi.
    Bobby: Eh no, non per Junior. Deve finirla con le sigarette con quel brutto enfisema. Quella tosse mi fa venire i brividi lungo la schiena. "Sarebbe un incantevole cadavere"[4] ma io non voglio contribuire.
    Lawson: Certo, tu contribuisci solo alla tua di morte. Questo è il mio motto. Hai trovato la ragazza? L'hai avvertita?
    Bobby: "Sarebbe un incantevole cadavere"...[4]
    Lawson: Andiamo, smettila! È Charles Dickens. Vuoi la guerra? Da Martin Chuzzlewit.
    Bobby: Saccente!
  • Purslane: Ma che meraviglia! Quindi Lorraine pensava che avrei diviso questo buco di merda con due estranei alcolizzati... Perché siete degli alcolizzati, no? [a Bobby e Lawson]
    Bobby: Non siamo estranei!
  • Cameriera: Che altro prendete?
    Bobby: Ti ha mai detto nessuno che hai il profumo di una donna parigina quando è primavera?
    Cameriera: Almeno una volta al giorno. Volete ordinare?
    Lawson: L'avvocato la rintraccia magari...
    Bobby: Nel testamento c'è scritto che possiamo restare per un anno.
    Cameriera: Torno più tardi?
    Bobby: Lo sai quant'è bello e letale il profumo di una parigina quand'è primavera?
    Cameriera: Mai come quello di una della Louisiana che se ne sbatte altamente!
    Bobby: Oh!
  • Lawson: Io conoscevo tua madre piuttosto bene.
    Purslane: Quanto bene?
    Lawson: Non era facile da capire ma lasciava la porta del cuore aperta.
    Purslane: Be', a quanto si dice pare che fosse una porta girevole!
  • Cecil [cogliendo dei fiori]: Eccolo qua! Un fiore di porcellana... Purslane.[2]
    Purslane: Il fiore di porcellana è un'erba cattiva. Me lo disse un giardiniere a nove anni, gli avevo calpestato i pomodori. Disse che tutti i giardinieri la odiano.
    Cecil: Odiano anche i soffioni e i bambini continuano ad esprimere desideri. [porgendole i fiori colti] La porcellana è un fiore ascellare, si richiude quando tramonta il sole.
    Purslane: Grazie!
  • Uomo: Mi ricordo quando ne cambiavi una a sera, eri la calamita delle fiche! [a Bobby; tutti ridono]
    Purslane [a Lawson]: Ehi senti, chi è di voi due che russa come un treno?
    Lawson: Bobby, se sta supino bisogna girarlo.
    Purslane: Una volta in un programma televisivo hanno detto che per quelli che russano l'unico rimedio è tagliargli la gola mentre dormono. [tutti ridono]
    Bobby: Be', ecco io... se ci penso... ho una vecchia storia sul tema appena evocato.
    Junior: Zitti! Bobby ci racconta una storia.
    Bobby: Quando ero piccolo frequentava sempre quelli che avevano un paio d'anni più di me e... Mi ricordo una volta d'estate, avrò avuto dieci o undici anni, facevamo le... le classiche cose che tutti i ragazzi dell'Alabama fanno: andavamo a pesca, giocavamo a baseball, nuotavamo, ci masturbavamo... [qualcuno ride] Ma c'è da dire che, in aggiunta a queste attività da ragazzino innocente, io mi dilungavo in lunghe conversazioni su questo meraviglioso oggetto così inafferrabile, chiamato "fica". [qualcuno ride; Purslane appare infastidita] Non sapevo bene cosa fosse ma intuivo che fosse qualcosa di magico e di molto speciale visto il modo in cui se ne parlava... sempre a bassa voce. [qualcuno ride] Scorrazzavo tra i campi ripetendo a me stesso: fica, fica, fica... [qualcuno ride; Purslane appare infastidita] Un giorno stavamo tutti giocando a baseball in un campo di sabbia e ad un certo punto arrivò Leroy Tuberville. Ora, Leroy era un gran pezzo di delinquente... dodici anni e le sue spalle già belle larghe e aveva le dita macchiate di tabacco. Allora Leroy si piazzò in terza base con aria indifferente, mise una mano in tasca e poi vidi che tirò fuori qualcosa cominciò a tirarla in aria così. [mimando il gesto] Io la guardavo che giocava tranquillo con quel misterioso gioiello che andava su e giù, su e giù. A un certo punto non ce la feci più e gli domandai: "Con che cosa stai giocando Leroy?" Si fece un gran silenzio, Leroy mi guardò di traverso col suo sorriso maligno, dicendo: "È un pezzo di fica, Long, ma è roba mia!" [qualcuno ride; Purslane appare infastidita] Be' diventai tutto rosso, il respiro si accelerò: Leroy se ne stava lì con quel perfetto pezzo di donna che saltava su e giù in aria... e io lo guardavo sapendo che avevo visto Dio per la prima volta in vita mia e desideravo quel pezzo tutto per me. E invece, il vecchio Leroy si cacciò il suo tesoro in mezzo ai denti, saltò sulla bicicletta, mi fece un ghigno e andò via lasciandoci tutti in una nuvola di polvere e desiderio. E fu in quello stato di confusione mentale, all'età di dieci anni, che decisi di dedicare il resto della mia vita alla ricerca del solo ed esclusivo piccolo pezzo d'amore e di meraviglia che mi avrebbe fatto compagnia per l'eternità. [qualcuno ride]
    Purslane [infastidita]: Hai finito? Io me ne vado a casa! [si alza e se ne va]
    Bobby: In Florida? [Purslane si allontana facendo il gesto del dito medio di spalle; gli altri ridono] Oh! Guarda tu! fa attenzione, "non possiamo strappare una sola pagina della nostra vita, ma possiamo buttare l'intero libro nel fuoco".[5]
    Lawson: George Sand.
    Bobby: Pensavo che questa fosse difficile.
  • [Purslane è sul divano e sta guardando la televisione, Bobby si siede sul divano]
    Purslane [disgustata]: Che è quella schifezza che bevi? Che puzza!
    Bobby: Birra e succo di pomodoro: la colazione dei campioni. [spegne la televisione]
    Purslane [riaccendendo la televisione]: Mmm... la cazzata dei campioni, forse...
    Bobby: Senti ragazzina, ti avverto che ne ho abbastanza della tua maleducazione! Lo so che non te ne frega ma io sono il più anziano all'interno di questa casa, tu devi rispettarmi! Siamo stati molto pazienti per rispetto a Lorraine ma tu non puoi continuare a ciondolare qui dentro e approfittarti della nostra generosità. [Purslane è incurante] Quindi "devi lavorare pensando che dovrai campare fino a cent'anni e pregare come se dovessi morire domani."
    Purslane: Che hai detto?
    Bobby: Ben Franklin l'ha detto!
    Purslane: Mmm... Forse detto da lui aveva un senso.
  • Lawson: Che vorresti fare?
    Purslane: Vuoi dire, potendo scegliere? Promettimi di non ridere.
    Lawson: Non so se posso fare promesse.
    Purslane: Be', mi piacerebbe lavorare in un ospedale, in quell'ambiente. Che ne so... Fare la radiologa, roba del genere.
    Lawson: Bene. Posso sapere perché?
    Purslane: Non lo so. Mi piace guardare le ossa dentro quei pannelli illuminati: sono come dei ritratti ma fatti dall'interno.
  • Bobby: "Perché siamo sulla terra se non per crescere?"
    Lawson: Robert Browning. Hai pescato proprio un poeta dell'ultimo anno.
  • Bobby: E tu invece? Ti ricordi di tua madre quando vivevate insieme?
    Purslane: No, quasi niente. A volte ho cercato di ricordarmi di lei, qualunque cosa di lei: la sua... la sua voce, il modo in cui sorrideva e... qualsiasi cosa. A volte ho pensato intensamente alla ricerca di ricordi e così ho cominciato a inventarli. Tipo... lei che si metteva l'ombretto e che mi parlava allo specchio o immaginando che preparava del meraviglioso formaggio alla griglia senza crosta. Avevo ricordi inventati di tutti i tipi. Il mio preferito era quello di lei che mi portava ad un suo concerto e c'era un uomo molto gentile accanto a me che mi dava tutte le bibite che volevo. Eh... Mi sono inventata tanti di quei ricordi... Ero arrivata al punto di credere che fossero veri ma... non venne mai a prendermi così dimenticai... e... smisi di inventare.
  • Bobby: Voglio dire due parole in questa occasione in cui stiamo festeggiando l'amore e l'amicizia che c'è tra di noi. "Amico, io da nemico, ti voglio sfidare. | Tu che hai monete false nelle borse dei tuoi occhi, | tu, amico mio, con quella tua aria accattivante | che per vera mi rifilasti la menzogna mentre spiavi | bronzeo i miei segreti | e un martello contro il mio cuore; | che per quanto li amassi per i loro difetti, | come pure pei loro pregi, | i miei amici non erano nemici sui trampoli | con la testa tra le nuvole d'astuzia."[6]
    Lawson [alzando la bottiglia]: Bravo, bravo! Ma adesso perché non sputi dalle fauci quello che vuoi dire veramente? Ogni parola che t'esce dalla bocca dev'essere quella di un personaggio? O il progetto è essere sempre qualcun altro tranne te stesso, eh? Tu puoi dirmi che sei stato deluso da me, eh? Può darsi che io sia stato deluso da te. Non ho mai chiesto di scrivere quel dannato libro. È la tua redenzione, è la mia penitenza, giusto? Non ho ancora pagato?! Nove maledetti anni! Eh... mi dispiace, va bene? E mi dispiace anche tanto, cazzo!
    Bobby: È di Dylan Thomas, da Ad altri da te. [Lawson va via con le lacrime agli occhi] Era facile da capire...
  • Bobby: Io e te staremo insieme anche in Paradiso?
    Lawson: Se andiamo in Paradiso noi, allora ci sarà chiunque. [Bobby ride] Avrò un ampio assortimento di debosciati: Byron, de Sade, Hemingway...
    Bobby: Be'... ma io sono molto più divertente di tutti quei piagnoni.
    Lawson: Su questo non c'è dubbio.
  • Bobby: "La felicità compensa in altezza ciò che le manca in lunghezza."[7]
    Lawson: Robert Frost.
  • [Bobby sta suonando la chitarra e cantando, Lawson lo sta ascoltando. Purslane arriva e comincia a parlare a Bobby]
    Purslane: Perché continui a bere quella schifezza? Ma non ti rendi conto che ti ucciderà? Non hai visto Lorraine? Dio! Lo sai che certe volte mi fai venire il disgusto?! Tu vivi in una specie di mondo incantato dove la vita è un libro che nessuno si prende la responsabilità di aver scritto. Qualunque idiota lo sa che i libri sono migliori della vita ed è per questo che sono libri.
    Bobby: Purslane, dì tutte le cattiverie che vuoi: ne hai tutto il diritto. Ma quando avrai finito perché non ci sediamo tutti qui e parliamo come una famiglia?
    Purslane: Come una famiglia? Vuoi dire come quella famiglia che hai distrutto, vuoi che siamo come quella famiglia? Perché la cosa strana è che stando a Lorraine, io sono la tua famiglia. [Bobby la guarda sorpreso] Sai contare nove mesi? [Bobby e Lawson sorpresi si guardano] Non ho ancora capito perché volesse farmi vivere con voi ma... [consegna la lettera di Lorraine con la canzone per Bobby] Tu sei mio padre.
    Bobby [incredulo, guardando la lettera]: Be'... Ma io... [Lawson se ne va]
    Purslane: L'hai amata? [Bobby la guarda attonito] Allora! L'hai amata?
    Bobby: Sì, sì. Moltissimo. Ma io non... io...
    Purslane: Era meglio se non lo sapevamo!
    Bobby: No, no, no, non andare via Purslane! Non andare via...
    Purslane: È troppo tardi! [e fa per andarsene]
    Bobby: No. Non è troppo tardi. [fermandola] Adesso hai me, tesoro. Tu non sarai più sola. Fammi stare con te! Cosa posso fare? Dì! Ti ascolto.
    Purslane: Ti avevo parlato di quando inventavo dei ricordi su di lei?
    Bobby: Sì.
    Purslane: Be', la cosa patetica è che in realtà io stavo inventando dei ricordi su me stessa, come quelli che i genitori hanno dei loro figli. Chessò, tipo... Ti ricordi di quando Susy non sapeva dire "supercalifragili..." quelle cose... [Bobby annuisce] Insomma le persone ricordano un sacco di cose strane, anche tu avrai dei ricordi sui tuoi figli, giusto?
    Bobby: Sì, è vero.
    Purslane: Be', io avevo la sensazione che magari avevo fatto un sacco di cose divertenti quando ero bambina ma la verità è che non c'era nessuno che mi guardava. Non è vero? [comincia a piangere]
    Bobby: No, non è vero. Tesoro, io ti guardavo. Tesoro, io c'ero. Non è stata una storia molto lunga, ma io c'ero.
    Purslane: E mi parlerai di lei?
    Bobby: Oh, sì!
    Purslane: Anche tutti i particolari?
    Bobby: Ma certo!
    Purslane: Mi parlerai anche di me? Perché credo... di avere bisogno di sapere. Io non voglio vendere la nostra casa, io amo quella casa! Ero così arrabbiata con te...
    Bobby: Mi dispiace tanto...

ExplicitModifica

 
"I had a lover's quarrel with the world."
"Ebbi una lite d'innamorato col mondo."
Epitaffio inciso sulla tomba di Robert Frost a Bennington nel Vermont.[8]

Lawson [come voce narrante]: Certe persone arrivano in un punto oltre il quale non possono andare. Un punto in cui le mogli e il lavoro si scontrano col desiderio, che è inconoscibile, ma che conosce ciò che non si vede. "Guarda l'invisibile e vedrai cosa scrivere." Bobby diceva sempre così. Era con la gente invisibile che lui voleva vivere, quelli a cui passiamo davanti ogni giorno, quelli che a volte diventiamo, quelli dei libri, che vivono solo nell'occhio e nella mente di qualcuno. Era un uomo destinato ad attraversare la vita, non a girarci intorno. Un uomo sicuro che la via più breve per il Paradiso passasse attraverso l'Inferno. Ma la sua vera disgrazia era una mente troppo esaltata e al tempo stesso mutilata da troppe storie e dall'aver scelto di diventare una di esse. La tragica debolezza di Bobby Long fu il suo amore per tutto ciò che vide. E immagino che se la gente crede in qualche forma di giustizia, Bobby l'abbia avuta grazie a una canzone. [la voce narrante di Lawson si scopre essere il libro scritto da lui stesso su Bobby, A Love Song for Bobby Long. Purslaine, dopo aver letto il finale, posa il libro tra la tomba della madre Lorraine e quella del padre Bobby, nel frattempo morto.]
Bobby [voce fuori campo]: Se un epitaffio dovesse raccontare la mia storia, | ne avrei uno breve già pronto | sulla mia lapide: | ho avuto una lite d'amore con il mondo.[8]

[Epitaffio sulla lapide di Bobby Long]
And were an epitaph to be my story
I'd have a short one ready for my own.
I would have written of me on my stone:
I had a lover's quarrel with the world.
[8]

NoteModifica

  1. Cfr. Molière, Il dispetto amoroso: «Si muore una sola volta, ma per tanto tempo!» («On ne meurt qu'une fois, et c'est pour si longtemps!»)
  2. a b Il nome Purslane in inglese fa riferimento a un tipo di pianta, alle Portulacaceae e in particolar modo alla Portulaca oleracea, anche nota in italiano come porcellana comune.
  3. Cfr. Thomas Stearns Eliot, Quattro quartetti: «Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.»
  4. a b Cfr. Charles Dickens, Martin Chuzzlewit, cap. 25: «He'd make a lovely corpse.»
  5. Cfr. George Sand, Mauprat, cap. XI: «Nous ne pouvons arracher une seule page de notre vie, mais nous pouvons jeter le livre au feu.»
  6. Cfr. Dylan Thomas, To Others Than You: «Friend by enemy I call you out. || You with a bad coin in your socket, | You my friend there with a winning air | Who palmed the lie on me when you looked | Brassily at my shyest secret, | [...] | And my whole heart under your hammer, | [...] || That though I loved them for their faults | As much as for their good, | My friends were enemies on stilts | With their heads in a cunning cloud. »
  7. Cfr. Robert Frost, titolo di una poesia del 1942 dalla raccolta dello stesso anno A Witness Tree: «Happiness makes up in height for what it lacks in length.»
  8. a b c Cfr. Robert Frost, The Lesson for Today (1942) dalla raccolta dello stesso anno A Witness Tree: «E se un epitaffio dovesse esser la mia storia | ne avrei uno breve pronto per me. | Avrei voluto scrivere di me sulla mia lapide: | ebbi una lite d'innamorato col mondo.»

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