The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo

film del 2004 diretto da Roland Emmerich

The Day After Tomorrow – L'alba del giorno dopo

Immagine The Day After Tomorrow (film logo).svg.
Titolo originale

The Day After Tomorrow

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2004
Genere drammatico, azione, fantascienza, catastrofico
Regia Roland Emmerich
Soggetto Roland Emmerich
Sceneggiatura Roland Emmerich, Jeffrey Nachmanoff
Produttore Roland Emmerich, Mark Gordon
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Day After Tomorrow – L'alba del giorno dopo, film statunitense del 2004 con Dennis Quaid e Jake Gyllenhaal, regia di Roland Emmerich.

TaglineDove sarai?

  Citazioni in ordine temporale.

  • Incredibile! Qui a Nuova Delhi, dov'è in corso la conferenza sul surriscaldamento globale sta nevicando! (Giornalista indiano)
  • Stanotte mi ha telefonato il professor Rapson dell'Hedland Centre. Secondo lui la corrente è cambiata. [...] La corrente dipende da un delicato equilibrio tra acqua dolce e salata. [...] Ma nessuno ha tenuto conto dell'enorme quantità di acqua dolce riversatasi nell'oceano per la fusione dei ghiacci polari. È stato raggiunto il punto critico di desalinizzazione. [...] L'Hedland ha raccolto dati molto eloquenti. Li ho immessi nel mio modello paleoclimatico per tentare di prevedere i prossimi eventi. [...] Non solo continueranno, andrà peggio. Siamo sull'orlo di un mutamento climatico radicale. (Jack)
 
«Siamo sull'orlo di un mutamento climatico radicale.»
  • Questa tempesta cambierà il volto del nostro pianeta. [...] A tempesta finita, saremo in una nuova era glaciale. (Jack)
  • I bidoni dell'immondizia! Ci trovi sempre un sacco di cose buone. (Luther, il senzatetto)
  • La carta è isolante. Sono meglio le riviste, ma mi adatto. Quando dormi per strada li impari tutti i trucchi per stare più caldo. (Luther, il senzatetto)
  • Tutto quello che per me contava, tutto ciò che ho fatto finora era in preparazione di un futuro che non avremo, che non esiste. (Laura)
  • I libri aiutano non solo perché bruciano. (Judith)
  • Mai visto niente del genere! Nessun punto di riferimento, solo cielo coperto da nuvole... (Yuri, astronauta russo) [dalla stazione spaziale]
  • L'uomo è sopravvissuto all'ultima era glaciale ed è in grado di sopravvivere anche a questa, credo. Purché si rimbocchi le maniche e impari a non ripetere gli stessi errori. Io chiedo solo di poter fare tesoro dei miei. (Jack)
  • Queste ultime settimane ci hanno lasciato dentro un profondo senso di umiltà davanti al potere distruttivo della Natura. Per molti anni siamo andati avanti con l'illusione di poter continuare a sperperare le risorse naturali del pianeta senza subire conseguenze. Ci sbagliavamo. Io mi sbagliavo. Il fatto che il mio primo discorso alla nazione vi giunge da una terra straniera è la dimostrazione che la realtà è cambiata. Non solo gli americani, molti altri popoli del globo, sono ora ospiti di nazioni che per tanto tempo abbiamo chiamato "il Terzo Mondo". Nel momento del bisogno queste nazioni ci hanno accolti e dato asilo e io sono loro profondamente grato di tale ospitalità. [...] Piangiamo la perdita del Presidente, l'uomo che con coraggio ha dato l'ordine di evacuazione, salvando milioni di vite umane. Per giorni abbiamo trepidato per la sorte delle persone rimaste bloccate al nord; oggi abbiamo motivo di sperare. Poche ore fa ho ricevuto la notizia che un piccolo gruppo di persone è sopravvissuto a New York, contro ogni probabilità e superando avversità spaventose. Ho immediatamente dato il via a una missione di soccorso per portare tutti in salvo e cercare altri superstiti. (Raymond Becker) [discorso presidenziale in diretta televisiva dopo la tempesta]

Dialoghi

modifica

  Citazioni in ordine temporale.

 
«Questa tempesta cambierà il volto del nostro pianeta. [...] A tempesta finita, saremo in una nuova era glaciale.»
  • [Conferenza delle Nazioni Unite a Nuova Delhi a proposito del surriscaldamento globale]
    Jack: Quello che abbiamo ricavato dalle calotte di ghiaccio è la prova di un cataclismico cambiamento climatico avvenuto all'incirca diecimila anni fa. La concertazione del ghiaccio di gas serra di origine naturale ci rivela che un surriscaldamento incontrollato spinse il pianeta in una glaciazione che durò due secoli.
    Diplomatico arabo [parlando attraverso il traduttore]: Non capisco. Pensavo che ci avrebbe parlato di surriscaldamento globale, non di ere glaciali.
    Jack: Sì, è un paradosso. Ma il surriscaldamento può innescare il fenomeno contrario. Lo posso spiegare: l'emisfero settentrionale deve il suo clima temperato alla corrente nord atlantica, il calore del Sole arriva all'equatore ed è trasportato a nord dall'oceano, ma il surriscaldamento terrestre che fonde le calotte polari disturba questo flusso e alla fine si arresterà e quando ciò avverrà... tanti saluti al clima temperato!
    Diplomatico turco: Mi scusi, quando pensa potrebbe verificarsi, professore? Quando?
    Jack: Non lo so. Forse tra cento anni, forse tra mille. Ma quello che so è che se non agiremo in fretta, saranno i nostri figli e i nostri nipoti a doverne pagare il prezzo.
    Raymond Becker: E chi pagherà il prezzo degli accordi di Kyoto? Costeranno centinaia di miliardi di dollari all'economia mondiale.
    Jack: Con tutto il rispetto, signor vicepresidente, il costo del non fare niente sarebbe ancor più alto. Il nostro clima è fragile, se continueremo ad inquinare l'ambiente e a bruciare combustibili fossili, presto le calotte polari spariranno.
    Raymond Becker: Professor... Hall, la nostra economia è fragile almeno quanto l'ambiente. Dovrebbe tenerlo a mente prima di fare proclami sensazionalistici.
    Jack: Vede, l'ultimo blocco di ghiaccio che si è staccato aveva le dimensioni dello Stato del Rhode Island e c'è chi trova che questo è sensazionale.
  • Jack: No, non sono arrabbiato [per il voto in matematica], sono deluso.
    Sam: La vuoi sentire la mia versione?
    Jack: Sam, come possono esserci due versioni?
    Sam: Senti io ho risolto tutti gli esercizi. La ragione per cui Spengler mi ha castigato è che non ho scritto i vari passaggi.
    Jack: Perché no?
    Sam: Perché li faccio a mente.
    Jack: Tu glielo hai spiegato?
    Sam: Mi ha risposto che siccome lui così non ci riusciva, avevo sicuramente copiato.
    Jack: No, è ridicolo – dai – non può punirti perché sei più bravo di lui.
    Sam: È quello che gli ho detto.
    Jack: Ah, sì?! E lui come ha reagito?
    Sam: La pagella ce l'hai, mi pare.
 
«Mai visto niente del genere! Nessun punto di riferimento, solo cielo coperto da nuvole...»
  • Jason: Jack, abbiamo i risultati. [dell'inizio della glaciazione terrestre]
    Jack: Da sei a otto mesi? Impossibile!
    Janet: La scala non è in mesi... è in settimane.
  • Presidente Blake: Cosa propone di fare, professor Hall?
    Jack: [disegnando una linea dalla metà della California che attraversa tutti gli Stati Uniti fino alla Virginia] Di evacuare chiunque si trovi al di sotto di questa linea.
    Presidente Blake: E la popolazione al di sopra?
    Jack: È già tardi per loro, temo. Se usciranno di casa, moriranno assiderati.
  • [Brian sta tentando di aggiustare una radio]
    Poliziotto: Forse dovresti farti aiutare da qualcuno, ragazzo.
    Brian: Signore, sono presidente di un circolo di elettronica, di un club di matematici e di uno di scacchi. Se qui dentro c'è qualcuno più secchione di me, perché non me lo presenta? [Sam sorride]
    Poliziotto: Ti lascio al tuo lavoro, scusa tanto – continua.
  • Giornalista #1: Dalla frontiera con il Messico un'ulteriore aggiornamento: neanche mezz'ora fa le autorità messicane hanno sbarrato il confine ai profughi statunitensi che stanno scappando verso sud per sfuggire all'imminente tempesta. Questa gente, venuta fin qui con la speranza di entrare in Messico, si trova ora davanti a una porta chiusa.
    Giornalista #2: [...] una drammatica immigrazione clandestina alla rovescia migliaia di persone stanno attraversando il Rio Grande in direzione Messico. La scena che si sta svolgendo davanti a me è di abbattimento, disperazione. Tutti, dopo aver abbandonato l'auto, si caricano in spalla le proprie cose e attraversano a piedi il fiume per entrare illegalmente in Messico.
 
La biblioteca pubblica di New York tra la neve
  • [Trovando rifugio nella biblioteca pubblica di New York]
    Sam [buttando dei libri in un camino]: Allora...
    Judith, inserviente nella biblioteca: Che cosa fai?
    Sam: Che cosa dovremmo bruciare?
    Judith: Non può bruciare i libri.
    Jeremy: No, non se ne parla neanche!
    Sam: Volete morire assiderati?
  • Jeremy: Friedrich Nietzsche? Non si può bruciare Friedrich Nietzsche, il pensatore più importante del ventesimo secolo![1]
    Elsa: Ah, ma dai! Nietzsche era un porco sciovinista innamorato di sua sorella.
    Jeremy: Non era né sciovinista né porco.
    Elsa: Ma era innamorato di sua sorella.
    Brian: Ehm, scusatemi, ragazzi? Grazie. Lì c'è il settore tributario che attende solo di essere bruciato!
  • Brian: Sam, la tempesta c'è dovunque, sta sferzando tutto l'emisfero settentrionale. L'Europa è sepolta sotto cinque metri di neve e dicono che qui da noi sarà altrettanto dura. Sam, non credo che tuo padre ce la farà. Ci vorrebbe un miracolo.
    Sam: Lui ce la farà. Arriverà.
 
«L'uomo è sopravvissuto all'ultima era glaciale ed è in grado di sopravvivere anche a questa, credo. Purché si rimbocchi le maniche e impari a non ripetere gli stessi errori. Io chiedo solo di poter fare tesoro dei miei.»
  • Laura: Ne ho una. La tua vacanza preferita?
    Sam: A parte questa qui? Dunque, qualche anno fa andai con mio padre in Groenlandia per una delle sue ricerche. E si ruppe la nave e noi restammo isolati. Non faceva altro che piovere.
    Laura: Una noia mortale...
    Sam: Invece fu una gran cosa, sai? Solo con mio padre tra i ghiacci per dieci giorni. [sospira]
  • [I vetri coperti di neve sui quali la spedizione sta camminando si rompono, Frank sta per cadere in un centro commerciale sottostante]
    Jack: Frank! Stai bene, Frank?
    Frank [scherzoso]: Sto bene! È che mi andava di fare un po' di shopping!
  • Elsa: Cos'è quello?
    Jeremy: Una Bibbia di Gutenberg. Stava tra i libri rari.
    Elsa: Pensi che Dio ti salverà?
    Jeremy: No, io non credo in Dio.
    Elsa: Quella Bibbia però te la tieni stretta.
    Jeremy: La proteggo, Elsa. Questa Bibbia è il primo libro che sia mai stato stampato. Rappresenta l'aurora dell'era della ragione. E per quanto mi riguarda, la lingua scritta è la più grande conquista dell'umanità. Ridi pure, ma se la civiltà occidentale è finita, io ne voglio salvare almeno un pezzettino.
 
Il film si chiude con l'inquadratura del pianeta Terra in piena era glaciale

[Dalla stazione spaziale gli astronauti ammirano il pianeta Terra dopo la tempesta]
Yuri, astronauta russo: Vieni a vedere.
Astronauta: Cosa?
Yuri, astronauta russo: Avevi mai visto il cielo tanto sereno?

Citazioni su The Day After Tomorrow

modifica

Frasi promozionali

modifica
  1. Il titolo del film ha origine proprio una citazione di Nietzsche. Cfr. L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo: «A me si confà unicamente il giorno seguente al domani. C'è chi è nato postumo.» in inglese «Only the day after tomorrow belongs to me. Some are born posthumously.».
  2. Dalla locandina in italiano. Cfr. Locandina The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo, cinemadelsilenzio.it

Voci correlate

modifica

Altri progetti

modifica