Arturo Farinelli

critico letterario, germanista e accademico italiano

Arturo Farinelli (1867 – 1948), critico letterario, germanista e accademico italiano.

Michelangelo e DanteModifica

  • La figura di Michelangelo poeta è apparsa e appare tuttora ai più senza luce e senza contorni, a mo' di fantasma che invano si tenta afferrare; il nome del grande è confuso ancora con la falange dei rimatori cinquecentisti contemporanei; letterati di grido mostrano d'ignorare, con singolare pertinacia, il valore di colui che, col Tasso e col Tansillo[1], fu tra i massimi lirici del '500, quegli indubbiamente che in testa ebbe più idee e in cuore più veraci e profondi sentimenti. (Michelangelo poeta, p. 4)
  • La grand'anima di Michelangelo, irrequieta, tumultuosa, continuamente in preda a violenti affetti, non era l'anima degli esperti, fecondi e vuoti versificatori del suo tempo. Il verso specchia questa grande anima. Il mettere pensieri in rima non era per lui un capriccio di moda, ma uno sfogo del cuore, un sollievo e un tormento ad un tempo. (Michelangelo poeta, p. 4)
  • La poesia di Michelangelo, che ha qua e là lo slancio erculeo della poesia di Dante, raramente abbraccia più in là dei sentimenti e delle idee che l'artista alberga in sé medesimo: è poesia tutta personale; è specchio fedele di quanto ferve nell'immaginazione e nel cuore del Sommo. Dante parla a tutti e di tutto; Michelangelo parla con singolare costanza a sé stesso e di sé stesso. (Michelangelo poeta, p. 6)
  • [Leonardo] Cerca dovunque raccoglimento e pace; la vita gli è cara fuori di ogni tumulto e scompiglio; lascia che altri curi i destini in patria, ai quali lui, artista e investigatore della natura, sottratto alle agitazioni e tempeste politiche, non poteva attendere; e muore in terra straniera, reclinato sempre sul pensier suo solitario. Tutte le speculazioni non portano frutto, se non si ponderano e vagliano, a mente serena e concentrata, possibilmente fuori delle stanze de' palazzi, dove il pensiero si smarrisce. Le abitazioni piccole, soleva dire Leonardo, «ravvivano lo ingegno e le grandi lo sviano». (La natura nel pensiero e nell'arte di Leonardo da Vinci, p. 400)
  • Nelle lunghe sere, sovente a notte inoltrata, quando ogni cosa intorno tace, Leonardo ama raccogliere il pensiero sulle sue carte; e come il Geremia di Michelangelo, rimane assorto, senza però il travaglio e le angosce del meditabondo profeta. Della luce e del sole amantissimo, luminoso pittore quanto altri mai, intento sempre a dissipare le tenebre, ama pur la notte; e, senza accorarsi, la vede scendere dal cielo, portata dalle ombre immense. Dalle ombre notturne trae motivo di luce, anche a profitto di quella scienza sua particolare e singolarissima del fumeggiare delle figure; sul far della sera, quand'è tempo cattivo, i visi di uomini e di donne, avevano per Leonardo particolare grazia e dolcezza. (La natura nel pensiero e nell'arte di Leonardo da Vinci, p. 401)

Citazioni su Arturo FarinelliModifica

Luigi TonelliModifica

  • Arturo Farinelli ha i suoi fanatici e i suoi detrattori. Come tutte le grandi personalità, è oggetto di lodi illimitate ed asprissime accuse, ma, a differenza d'ogni altro, egli è lodato in pubblico e accusato in privato. In pubblico, ben pochi hanno avuto l'audacia di metterglisi contro; e chi ha osato ne ha avuto la peggio! Perché il Farinelli non mendica incenso, anche lo abborre, se il turiferario è meno che eccellente. Ma se qualcuno sale in cattedra per fargli lezione, state pur sicuri ch'è bell'e spacciato.
  • Arturo Farinelli è un animatore, un suscitatore d'energie. Tutto sommato, credo che l'uomo sia superiore alle sue opere, e la sua efficacia sia infinitamente maggiore come maestro, con la parola viva e la comunicazione diretta, che come critico, con la carta stampata. L'ho visto in cattedra una sola volta; ne son rimasto incantato.
  • Notate da quanti punti diversi il Farinelli riceve pubblicamente consensi. Un filosofo come il Croce, di temperamento e mentalità assolutamente contrari, gli professa una grande stima; un erudito di molto buon gusto, come il Parodi[2], s'inchina; persino il Papini, intelligenza polemica e spregiudicata, si sente una volta tanto, disposto ad ammirare ed amare... Quando si raccolgono simili suffragi, si può procedere senza esitazioni. E il Farinelli, in verità, non esita.

NoteModifica

  1. Luigi Tansillo (1510 – 1568), poeta italiano, di ispirazione petrarchesca e premarinista.
  2. Ernesto Giacomo Parodi (1862 – 1923), scrittore, letterato e filologo italiano.

BibliografiaModifica

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