Potere temporale

sovranità esercitata dal papa sullo Stato della Chiesa
Leone XIII con il triregno, simbolo di sovranità

Citazioni sul potere temporale.

  • Brighino e manovrino pure a lor talento i gesuiti, ma non recheranno mai alla Chiesa l'onta di fargli autenticare colla parola infallibile e incorruttibile le loro vertigini. Il papa non darà mai a credere ai fedeli, come verbo di vita, che il dominio temporale è necessario al pontificato, in quella guisa che non dichiarerà essere articolo di fede che sua è la villeggiatura di Castelgandolfo. Sono diverse le proporzioni, ma l'effetto e la materia è la medesima. (Francesco Liverani)
  • Intorno al potere temporale dei Papi convien distinguere il fatto, dal desiderio: la cosa com'è, dalla cosa come si vorrebbe che fosse. Sono i due antipodi, o a meglio dire una dualità di antagonismo: una parte che giura nel poter temporale, l'altra che ricisamente lo niega. Alla prima appartiene vuoi la molta ed astuta gesuitaja che è in mala fede; vuoi la greggia dei ciechi cattolici che è in buona fede. Alla seconda s'innumerano sia quelli che combattono logicamente ed onestamente tutt'intiero il fatale potere, e nella quale io mi glorio di essere uno; sia quelli che nol combattano che a metà, per secondi fini e farisaicamente, i quali presumerebbero farsi appellare i neo-cattolici, quando in reailità hannosi a chiamare i giuda-cattolici. (Alessandro Gavazzi)
  • Perché il Sommo Pontefice possa avere quella libertà che assicuri al mondo cattolico l'indipendenza del padre dei fedeli, non rimane che neutralizzare un territorio, e farlo pienamente ed assolutamente libero, con garanzia, con intervento degli stati cattolici. Non è la città di Roma ch'io proporrei, perché nessuno ha dritto di condannare gli eredi degli antichi romani a morire di sterilità, a sparire dalla storia, a servire da schiavi. Non sia mai che il paese che vide per tanti secoli i trionfatori del mondo salire sul Campidoglio, che ha combattuto per undici secoli contro gli sforzi dei Papi anelanti al dominio temporale che spiegò tante forze vitali per sollevare l'Europa al nuovo risorgimento, sia designato a servire di decorazione e di casa al papato. Se la giustizia avesse a trionfare pienamente, i pontefici dovrebbero avere a stanza la Citta Leonina; e l'altra Roma dovrebbe appartenere ai Romani e all'Italia. (Achille Gennarelli)
  • Senza il potere temporale de' Papi il mondo politico non poteva camminare, e quanto più siffatto potere sarà attivo, meno guerre vi saranno. (Joseph de Maistre)

Carlo De CesareModifica

  • Donde scaturirono sinora tanti guasti alla vigna del Signore? Dal potere temporale dei papi esclusivamente, fonte perenne di corruzione, d'ambizione, di scismi, e di guerre. Oh sì, Iddio bene conosceva il cuore della sua creatura; e previde nella sua increata sapienza che le ricchezze avrebbero tralignata la istituzione del sacerdozio; e per questo Ei volle ed impose severamente la povertà ai ministri del santuario; comandò che vivessero di elemosina, e satisfatti i loro primi bisogni, il rimanente dividessero ai poveri. Ma l'uomo volle rendersi superiore a Dio; ed ogni cosa precipitò in rovina; salva però restando l'arca sublime della fede ch'è imperitura.
  • Il potere adunque temporale di Papi anziché giovare all'indipendenza dello spirituale, le nuoce. E noi lo abbiam veduto quante volte il Pontefice nascose le chiavi del regno celeste, per mostrare lo scettro del regno mondano: noi lo abbiam veduto, quante volte il Vicario di Cristo patteggiò con la propria coscienza per ricordarsi di esser principe della terra: noi lo abbiam veduto, quante volte i diritti dei popoli cattolici furono conculcati e manomessi barbaramente dalle potenze scettrate; e il Padre della Cristianità lungi dal soccorrerli, li calpestò invece, o tacque, o timida suonò la sua parola per ossequio alle basse esigenze del potere temporale.
  • Non dalla legge Mosaica, non dall'Evangelo, né dalle dottrine dei SS. Padri risulta alcuna facoltà d'imperio data da Cristo a Pietro; anzi leggiamo in essi d'aver Iddio comandato ai sacerdoti di vivere d'elemosina e col lavoro delle proprie mani.
    Fu la dottrina sofistica della Curia Romana l'attribuire ai Papi un principio d'imperio civile, stravolgendo all'uopo il chiaro senso della, legge per la quale i Pontefici han potestà spirituale in terra; e sforzandosi a levare il Papa al di sopra di Cristo, che tal facoltà non assunse mai, né la trasmise a Pietro. Imperrocché Gesù Cristo stesso volle obbedire alle leggi del governo politico, ed insegnò agli Apostoli che il governare politicamente fosse dei reggitori della terra, e non suo, onde Pietro predicando una tal legge, esclamava: Deum timete, regem honorificate.

Antonio Saverio De LucaModifica

  • Fedeli a questo giuramento [di fedeltà] essi [i cattolici di Germania[1]] innalzano oggi con forza le loro voci, come i loro fratelli nella Fede sparsi in tutto il mondo, per protestare in favore dell'esercizio libero ed indipendente dell'autorità spirituale del loro Capo comune; poiché riconoscono che la piena indipendenza della Santa Sede è d'importanza capitale pel libero esercizio dei diritti e dei doveri reciproci tra il capo ed i membri della Chiesa; sanno che la perfetta libertà e la forza d'azione nei membri sono il risultato nell'indipendenza assoluta del capo. Sarebbe mai possibile compiere come si deve la più alta missione che sia nel mondo; adempire ai sublimi doveri di Sommo Pontefice della Cristianità, che consiste nell'acquisto delle anime per farne figli di Dio, se questo potere divino dovesse sottostare a potenze nemiche? No! Il centro della cattolicità, a cagione dei grandi interessi cattolici, deve restare al di fuori di tutte le condizioni, che potrebbero legare la sua attività e diminuire la sua forza.
  • Il nemico d'ogni ordine sociale e religioso, la Rivoluzione, vorrebbe fare del Papa, del legittimo Successore di S. Pietro, un'ombra di autorità simile a quella di Costantinopoli; e perciò essa crede di dovergli togliere prima di tutto la sua sovranità, perché spera che la distruzione di questa verrà immediatamente seguita dalla rovina del Principato spirituale.
  • In qual modo sarebbe possibile la corrispondenza dei Vescovi con Roma, cotanto necessaria pel buon governo della Chiesa, se il Papa fosse suddito? Quali insulti non avrebbe dovuto subire la Chiesa nella persona dei suoi Pastori, se, per esempio, per recarsi a Roma alla definizione del domma dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima, i Vescovi fossero stati costretti di chiedere il permesso ai volontari di Garibaldi posti alla guardia delle frontiere o delle porte di Roma? Con quale libertà i Vescovi potrebbero adempire al loro sacro dovere d'informare personalmente il Papa al Vaticano sullo stato delle loro diocesi, e di sottoporre all'esame di lui gli atti dei Concili provinciali, se un Mazzini, un Cipriani[2], un Bon-Compagni[3], od altro simile sedesse in trono in Campidoglio? V'ha di più. In qual modo la Chiesa potrebbe essere fedele alla missione affidatale da Gesù Cristo: Ite ad ammaestrare tutti i popoli ecc., se le gare politiche e la ragione di Stato s'unissero coll'odio, di cui il cristianesimo è l'oggetto, per impedire la propagazione dell fede cattolica? Quale accoglienza troverebbero i Missionari cattolici nelle varie parti del mondo, se Roma, che li manda, fosse dipendente, e se essi medesimi venissero considerati come emissari di una propaganda politica, anziché apostoli del Vangelo celeste?

John LemoinneModifica

  • Invano i suoi impudenti difensori, persistendo a confondere le quistioni di dogma e le quistioni d'istoria, vogliono trasformare in istituzione divina un dominio essenzialmente umano; essi non fanno che umiliare la religione e compromettere la Chiesa, identificandola con cose mutabili e imperiture. Il potere temporale dei papi non è che una istituzione politica; ei stesso s'è formato successivamente con dei doni e delle annessioni; è stato l'oggetto di numerose trasformazioni; e volere stabilire che esso fa parte essenziale e dommatica della Chiesa, equivarrebbe a dire che tutte le volte che subisce dei cambiamenti, tutte le volte che è diminuito o aumentato, la Chiesa stessa passi per le medesime modificazioni. Non si potrebbe nulla concepire di più offensivo per la religione, e di più fatale per la Chiesa che questa solidarietà, ed è per questo che noi dicevamo, che la prolungazione dello stato attuale fa ancora assai più male al papato, che all'Italia.
  • No, non è l'unità d'Italia, ma quella della Chiesa che corre i maggiori pericoli. Coloro che difendono ancora il papato temporale sono i fautori più attivi delle Chiese nazionali. Vedendo che l'onore di possedere nel loro seno il capo della Chiesa fa di loro i vassalli di tutte le nazioni, vedendo che la dominazione politica dei papi è difesa, non più neanche in nome de' trattati, ma in nome di una specie di dogma; vedendo proclamare, come dottrina cattolica che la loro servitù è indispensabile alla libertà spirituale del sommo pontefice, è impossibile che gl'Italiani non giungano a confondere nella stessa inimicizia il prete ed il re e ad accusare la religione stessa di tutto il male commesso in suo nome.
  • Se il potere temporale dei papi fosse soccombuto sotto la forza o sotto le armi o sotto una conquista straniera, si sarebbe potuto dire che non gli fosse mancato che una protezione; ma egli muore di questa stessa protezione, e la prova non è che più splendida. Alle invasioni straniere di altri tempi sono succedute da 50 anni le protezioni straniere, e l'inanità di queste due grandi parole, indipendenza e sovranità, è divenuta visibile per il mondo intero, dappoiché i papi si sono mostrati ugualmente impotenti a difendere l'una contro i loro nemici e a mantener l'altra sui loro propri sudditi. Questo potere cadrà dunque, come cadono tutte le istituzioni terrene, che hanno avuto la loro ragione d'essere e che sono esaurite; che hanno potuto essere un giorno benefizi e che sono divenute flagelli.

NoteModifica

  1. L'arcivescovo De Luca fu nunzio apostolico in Baviera e in Austria.
  2. Amilcare Cipriani.
  3. Carlo Bon Compagni di Mombello.

Voci correlateModifica

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