John Lemoinne

giornalista, diplomatico e politico francese

John Marguerite Émile Lemoinne (1815 – 1892), giornalista, diplomatico e politico francese.

John Lemoinne

Citazioni di John LemoinneModifica

  • Invano i suoi impudenti difensori, persistendo a confondere le quistioni di dogma e le quistioni d'istoria, vogliono trasformare in istituzione divina un dominio essenzialmente umano; essi non fanno che umiliare la religione e compromettere la Chiesa, identificandola con cose mutabili e imperiture. Il potere temporale dei papi non è che una istituzione politica; ei stesso s'è formato successivamente con dei doni e delle annessioni; è stato l'oggetto di numerose trasformazioni; e volere stabilire che esso fa parte essenziale e dommatica della Chiesa, equivarrebbe a dire che tutte le volte che subisce dei cambiamenti, tutte le volte che è diminuito o aumentato, la Chiesa stessa passi per le medesime modificazioni. Non si potrebbe nulla concepire di più offensivo per la religione, e di più fatale per la Chiesa che questa solidarietà, ed è per questo che noi dicevamo, che la prolungazione dello stato attuale fa ancora assai più male al papato, che all'Italia.[1]
  • No, non è l'unità d'Italia, ma quella della Chiesa che corre i maggiori pericoli. Coloro che difendono ancora il papato temporale sono i fautori più attivi delle Chiese nazionali. Vedendo che l'onore di possedere nel loro seno il capo della Chiesa fa di loro i vassalli di tutte le nazioni, vedendo che la dominazione politica dei papi è difesa, non più neanche in nome de' trattati, ma in nome di una specie di dogma; vedendo proclamare, come dottrina cattolica che la loro servitù è indispensabile alla libertà spirituale del sommo pontefice, è impossibile che gl'Italiani non giungano a confondere nella stessa inimicizia il prete ed il re e ad accusare la religione stessa di tutto il male commesso in suo nome.[2]
  • Se il potere temporale dei papi fosse soccombuto sotto la forza o sotto le armi o sotto una conquista straniera, si sarebbe potuto dire che non gli fosse mancato che una protezione; ma egli muore di questa stessa protezione, e la prova non è che più splendida. Alle invasioni straniere di altri tempi sono succedute da 50 anni le protezioni straniere, e l'inanità di queste due grandi parole, indipendenza e sovranità, è divenuta visibile per il mondo intero, dappoiché i papi si sono mostrati ugualmente impotenti a difendere l'una contro i loro nemici e a mantener l'altra sui loro propri sudditi. Questo potere cadrà dunque, come cadono tutte le istituzioni terrene, che hanno avuto la loro ragione d'essere e che sono esaurite; che hanno potuto essere un giorno benefizi e che sono divenute flagelli.[3]

NoteModifica

  1. Da Journal des Débats; citato in Francesco Liverani, La dottrina cattolica e la rivoluzione italica, Felice Le Monnier, Firenze, 1862, pp. 165-166.
  2. Da Journal des Débats; citato in Francesco Liverani, La dottrina cattolica e la rivoluzione italica, Felice Le Monnier, Firenze, 1862, pp. 166-167.
  3. Da Journal des Débats; citato in Francesco Liverani, La dottrina cattolica e la rivoluzione italica, Felice Le Monnier, Firenze, 1862, p. 165.

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