Pandemia di COVID-19 in Brasile

pandemia virale in Brasile

Citazioni sulla pandemia di COVID-19 in Brasile.

Vittime di SARS-CoV-2 al cimitero di Parque Taruma in Manaus

CitazioniModifica

  • Il presidente [Jair Bolsonaro] si è dimostrato in linea con la cosiddetta strategia di "isolamento verticale". Medici ed economisti dialogando insieme hanno cercato di conciliare i due aspetti. Vale a dire: isolare gli anziani e gli altri gruppi a rischio in un isolamento che ne garantisca la cura, se necessaria, permettendo agli altri gruppi di viaggiare e lavorare, poiché meno a rischio. La sostenibilità di questa politica richiede tempo – e in ciò sta la difficoltà – affinché sia possibile rafforzare il sistema medico-ospedaliero, ottenere medicinali, controllare statisticamente la pandemia e allo stesso tempo garantire un ritorno sicuro al lavoro. È una articolazione che richiede calma, pazienza e fiducia. Allo stato attuale è ancora molto rischioso garantire una certa promiscuità immunologica ai più giovani. Non solo anziani moriranno, dunque. (Gilberto Gil)
  • Purtroppo in Brasile siamo davanti a un modo poco democratico di gestire la cosa pubblica che mira a restringere i diritti di tutti. Lo vediamo quotidianamente, nell’atteggiamento che il nostro governo ha preso rispetto alla pandemia. (Caetano Veloso)

Vanessa BarbaraModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Da quasi dieci mesi 35 milioni di bambini brasiliani non vanno a scuola. Quando a marzo, all’inizio della pandemia, le scuole sono state chiuse pensavo che avremmo dovuto solo avere pazienza: presto avremmo tenuto sotto controllo il virus e le scuole sarebbero state le prime a riaprire. Giusto? Sbagliato. Il Brasile è molto lontano dall’avere sotto controllo la pandemia. Senza un lockdown nazionale e un programma di test di massa, il bilancio quotidiano delle vittime è rimasto costante. Quello che abbiamo avuto, a parte le smentite del presidente Jair Bolsonaro, sono alcune restrizioni episodiche introdotte dai governi locali. (7 febbraio 2021)
  • In un paese disuguale come il Brasile, la chiusura delle scuole è devastante. In molte città gli istituti privati, abbastanza ricchi da adattare le proprie strutture, hanno ricevuto l'autorizzazione a riprendere le lezioni in classe. Le scuole pubbliche invece – spesso piccole, affollate e poco ventilate – sono rimaste per lo più chiuse. Più un bambino è povero, più soffre per la chiusura (almeno sette milioni non hanno accesso ai pasti scolastici e potrebbero patire la fame). Secondo un rapporto dell'Unicef, i bambini dell'America Latina e dei Caraibi hanno perso in media il quadruplo dei giorni di scuola rispetto a quelli del resto del mondo. Il danno è particolarmente grave per i bambini piccoli, i più colpiti dalla mancanza di socializzazione. Le ricerche sono ancora troppo poche per quantificare la catastrofe educativa che stiamo affrontando. (7 febbraio 2021)
  • È sembrato che il presidente facesse tutto il possibile per facilitare la diffusione del virus. Ha passato il 2020 a parlare e ad agire contro ogni misura scientificamente provata per limitare la diffusione del virus. Il distanziamento sociale, ha dichiarato, è una cosa per "idioti". Le mascherine sono una "finzione". E i vaccini possono trasformarci in coccodrilli. Poi c'è stata l'idrossiclorochina, il farmaco antimalarico che Bolsonaro ha promosso come cura miracolosa, nonostante tutti gli studi indicassero il contrario. E non finisce qui. (20 giugno 2021)
  • Sembra sempre più chiaro che l’obiettivo del governo era l'immunità di gregge. L'amara ironia è che forse è impossibile raggiungerla. Nella città di Manaus, dove a ottobre era stato infettato il 76 per cento della popolazione, il risultato non è stato l'immunità, ma una nuova variante. L'inchiesta del senato sta svelando lentamente una trama ordita da un gruppo di cattivi. Che poi i cattivi abbiano il castigo che si meritano, è un'altra storia. (20 giugno 2021)

Jair BolsonaroModifica

  Citazioni in ordine temporale.

 
Bolsonaro con una mascherina
  • Non credo che affronteremo la stessa situazione degli Stati Uniti d'America. I brasiliani non si ammalano. Possono saltare e tuffarsi nelle fognature, non gli succede nulla: abbiamo gli anticorpi per resistere a questo virus. (26 marzo 2020)
  • Dovessi essere contagiato con il virus non mi dovrei preoccupare. Non sentirei nulla, o tutt'al più, colpito da una piccolo raffreddore. (26 marzo 2020)
  • Mi dispiace. Cosa dovrei fare? Sono Messia, ma non faccio miracoli. (29 aprile 2020)
  • Il 70 per cento dei brasiliani prenderà il virus, non c'è modo di impedirlo, ma cosa dobbiamo fare? Chiudere tutto? Assurdo, è una follia. (11 maggio 2020)
  • Mi dispiace per le vittime di Covid ma moriremo tutti. (3 giugno 2020)
  • Non chiudetevi in casa, non siate codardi. Dobbiamo affrontare i nostri problemi. Basta piagnistei, basta lamentarvi, fino a quando volete piangere? (5 marzo 2021)

Pierre HaskiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Il comportamento irresponsabile del presidente rispetto al virus è stato fortunatamente bilanciato dalla serietà dei governatori, che hanno imposto l’isolamento contro il parere del presidente. (27 aprile 2020)
  • I passi falsi di Bolsonaro confermano la tendenza degli “uomini forti” del momento – Trump negli Stati Uniti, Erdoğan in Turchia e Putin in Russia – a minimizzare la minaccia del virus, prima di essere costretti ad affrontarla. Di sicuro questi leader non possono sostenere di essere stati più lungimiranti ed efficaci degli altri. Sopravvivono grazie all’autoritarismo, ma questo non cancella il bilancio negativo della loro attività. Forse, nel caso di Bolsonaro, questo accelererà la caduta di un uomo palesemente inadatto a guidare un grande paese come il Brasile. (27 aprile 2020)
  • Il virus potrebbe provocare un genocidio? A sollevare il dubbio è un appello firmato da diverse personalità internazionali che si interrogano sui rischi della pandemia per una delle popolazioni più fragili al mondo: gli ultimi indigeni dell’Amazzonia, in Brasile. (4 maggio 2020)
  • In Brasile, dove l’attuale epidemia di covid-19 ha già fatto più di seimila vittime, la posizione di Jair Bolsonaro fa molto discutere. Il presidente, infatti, sminuisce la minaccia del virus e si oppone all’azione dei governatori che hanno imposto l’isolamento nelle principali regioni del paese. (4 maggio 2020)
  • Molti paesi hanno “fallito” la risposta al virus per impreparazione o per incompetenza. Nel caso del Brasile la colpa è di un rifiuto su base ideologica. Il populismo si nutre dell’ostilità nei confronti della scienza, del complottismo e della sfida permanente che ha trasformato la mascherina in un simbolo disprezzato. (8 luglio 2020)
  • Se la sanità pubblica è un ambito chiaramente politico, i populisti hanno perso l’occasione di mostrare la loro competenza. Il caso di Bolsonaro è sicuramente il più emblematico. (8 luglio 2020)

Luiz Inácio Lula da SilvaModifica

  • Il presidente ha detto che lo si poteva eliminare con le urine, ma non è così, è una malattia sconosciuta, gli scienziati stanno cercando le cure migliori. È necessario prendersi cura: questo è il ruolo del presidente.
  • Il mio problema con Bolsonaro è che non si occupa della pandemia, dell'economia, della politica estera. Il Brasile non è mai stato così malvisto all’estero come lo è ora.
  • Sarebbe stato possibile, sì, evitare così tanti morti. Siamo nelle mani di un governo che non dà valore alla vita e banalizza la morte. Un governo insensibile, irresponsabile e incompetente, che ha violato gli standard dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e ha trasformato il coronavirus in un'arma di distruzione di massa. [...] La sostituzione del capo del Ministero della Salute con personale militare senza competenze mediche o sanitarie è solo la punta di un iceberg in un'escalation autoritaria.

Luiz Henrique MandettaModifica

  • Dopo 60 giorni di inferno, era impossibile continuare a combattere il Covid-19. Mi sono reso conto che i brasiliani erano confusi e impauriti. Bisognava scegliere: si ascoltava il ministro della Salute oppure Bolsonaro.
  • Con Bolsonaro è stata una battaglia impossibile. All'inizio mi diceva vai, parla, ordina, agisci. Fai quello che devi fare. Poi ha cambiato completamente e mi ha detto: cosa ti è venuto in mente, stai fermando un Paese, stai uccidendo l'economia. Ho trattato, mediato ma alla fine mi sono reso conto che bisognava scegliere: o si ascoltava il ministro della Sanità o il presidente.
  • Quando vediamo il sistema sanitario negli Stati Uniti, quando vediamo New York al collasso, Chicago al collasso, pensiamo al nostro Brasile e alla nostra popolazione e diciamo: Santa Dulce, nostra signora, aiutaci.

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