Luiz Inácio Lula da Silva

politico brasiliano

Luiz Inácio Lula da Silva (1945 – vivente), politico brasiliano.

Lula da Silva nel 2023

Citazioni di Lula da SilvaModifica

  • [Dopo che la Bolivia ha nazionalizzato le aziende energetiche] La Bolivia non può imporre la sua sovranità al Brasile. Il fatto che i boliviani hanno dei diritti non significa negare i diritti del Brasile. Una Nazione non può tentare di imporre la sua sovranità sulle altre senza tenere in conto che il risultato finale della democrazia è l'equilibrio tra le parti.[1]
  • Sarebbe bello se avessimo, come Cuba, abbastanza medici anche per esportarli in altri paesi! È meglio di quello che fanno i paesi ricchi, come esportare soldati o lanciare bombe contro le comunità povere. Da parte sua, Cuba esporta vita, amore, salute.
How good it would be if we had, like Cuba, enough doctors even to export them to other countries! It is very nice to see how a Latin American island exports doctors all over the world. It is better than what rich countries do, like exporting soldiers, or throwing bombs at poor communities. Cuba for its part exports life, love, health.[2]
  • [Su Jair Bolsonaro] Non ho mai visto un presidente [brasiliano] salutare in quel modo la bandiera americana. Non ho mai visto un presidente dire: "Amo gli Stati Uniti, li adoro!" Dovresti amare tua madre, dovresti amare il tuo paese. Che cosa significa amare gli Stati Uniti? Qualcuno crede davvero che gli Stati Uniti favoriranno il Brasile? [...] Gli americani pensano a se stessi come prima cosa, come seconda, come terza, come quarta, come quinta e se gli avanza ancora del tempo, pensano ancora agli americani. E questi lacchè brasiliani pensano che gli americani faranno di tutto per noi.[3]
  • Conosco bene il posto che la storia riserverà per me, e so anche chi invece sarà messo nella pattumiera della storia.[3]
  • Penso che [Jair Bolsonaro] abbia inventato di essere stato contagiato [dal COVID-19] per pubblicizzare il rimedio per la malaria [idrossiclorochina] [...] Si comporta come se fosse il proprietario della fabbrica che produce il rimedio. (da una videoconferenza con giornalisti stranieri, 31 luglio 2020)[4]
  • Sarebbe stato possibile, sì, evitare così tanti morti. Siamo nelle mani di un governo che non dà valore alla vita e banalizza la morte. Un governo insensibile, irresponsabile e incompetente, che ha violato gli standard dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e ha trasformato il coronavirus in un'arma di distruzione di massa. [...] La sostituzione del capo del Ministero della Salute con personale militare senza competenze mediche o sanitarie è solo la punta di un iceberg in un'escalation autoritaria. (da un discorso su YouTube, 7 settembre 2020)[5]
  • Dobbiamo fermare questa corsa verso l'abisso. Non c'è sicurezza climatica per il mondo senza la protezione dell'Amazzonia. [...] Faremo tutto il necessario per azzerare la deforestazione [...][6] (16 novembre 2022)
  • Desidero dirvi che il Brasile è tornato. Il Brasile è tornato per riallacciare i suoi rapporti con il mondo e aiutare a combattere la fame. Per cooperare di nuovo con i paesi più poveri, a cominciare dall'Africa, e per cooperare nel trasferimento di tecnologie e per costruire un futuro migliore per i nostri popoli. Siamo tornati. Siamo tornati per costruire un nuovo ordine mondiale basato sul dialogo e sul multilateralismo.[6] (16 novembre 2022)
  • Più che una crisi umanitaria, quello che ho visto in Roraima è stato un genocidio. Un crimine premeditato contro gli Yanomami, commesso da un governo insensibile alle sofferenze del popolo brasiliano.[7]

Da Intervista a Lula. "Sono la riscossa dei poveri"

Intervista di Paolo Manzo, Vita.it, 18 dicembre 2002

  • Per me è stato molto più importante, e almeno tanto significativo come essere eletto presidente della Repubblica, riuscire a risvegliare nelle classi più povere della popolazione, nei lavoratori, l'idea che, se loro avessero avuto volontà politica e fiducia e si fossero organizzati, sarebbero potuti arrivare come classe là dove adesso io, come persona, sono arrivato.
  • Non mi vedo come qualcuno che è arrivato al potere da solo, né come un qualcosa di estemporaneo. Credo che questa sia una lezione, non solo per il Brasile, ma per le sinistre in generale.
  • Io non sono il risultato della mia intelligenza, sono il risultato della grande coscienza politica della società brasiliana. Che si è evoluta, e io con lei. E non ho alcun dubbio che farò un governo infinitamente migliore di quelli che mi hanno preceduto.

Da “Per il governo di Bolsonaro, la democrazia è un ostacolo”. Intervista a Lula

Contropiano.org, 3 dicembre 2019

  • Quello che mi spaventa di più è percepire che il governo di Bolsonaro riesce ad essere peggiore della visione che ne avevo quando ero in carcere. Penso che il modo in cui governa sia un grosso rischio per il Brasile.
  • [Su Jair Bolsonaro] Egli ritiene che tutto si risolva con le persone armate per le strade, quando, in realtà, io credo che tutto si risolva con più tecnologia, più istruzione e più occupazione.
  • Credo che, poiché Bolsonaro è stato recentemente eletto presidente della Repubblica, non ha ancora completato il primo anno. E nel primo anno di governo, la gente ha l'aspettativa che accadessero cose buone, ma quello che succede ora è che la disoccupazione peggiora, il reddito diminuisce e ci sono difficoltà ad acquistare il minimo da mangiare, per esempio.
  • La società brasiliana ha bisogno di libri e posti di lavoro, lui (Bolsonaro) vuole dare loro armi.
  • É necessario che l'America Latina viva più a lungo in democrazia, in modo da poter costruire istituzioni solide. Un paese non va da nessuna parte con un colpo di stato ogni 10 o 15 anni.
  • Sono stato molto attento con l'America Latina perché agli Stati Uniti non piace che nessun paese dell'America Latina sia un protagonista politico.
  • Qui in Brasile da anni i media hanno esortato la società a negare la politica. E quando si nega la politica, ciò che arriverà sarà molto peggio. Così sono nati il nazismo e il fascismo.

Da Lula: "Bolsonaro dice che il Covid 19 si elimina con le urine. Bisogna che lasci la presidenza"

Intervista di UOL, 30 aprile 2020, tradotto da Farodiroma.it, 1 maggio 2020

  • O troviamo un modo per punire i crimini che Bolsonaro ha commesso e mandarlo via, o finirà questo paese.
  • Il presidente ha detto che [il COVID-19] lo si poteva eliminare con le urine, ma non è così, è una malattia sconosciuta, gli scienziati stanno cercando le cure migliori È necessario prendersi cura: questo è il ruolo del presidente.
  • Il mio problema con Bolsonaro è che non si occupa della pandemia, dell'economia, della politica estera. Il Brasile non è mai stato così malvisto all'estero come lo è ora.

Da Brasile. Discorso di Luiz Inácio Lula da Silva del 7 settembre 2020

In occasione della festa nazionale dell'indipendenza del Brasile; traduzione di Teresa Isenburg, 7 settembre 2020

  • Nella più grande e più ricca citta del paese, le morti per Covid-19 sono del 60% più alte fra neri e meticci della periferia, secondo i dati delle autorità sanitarie. Ciascuno di questi morti, che il governo federale tratta con disprezzo, aveva nome, cognome indirizzo. Aveva padre, madre, fratello, figlio, marito, sposa, amici. Ferisce sapere che decine di migliaia di brasiliane e brasiliani non hanno potuto prendere commiato dai loro cari.
  • Siamo nelle mani di un governo che non dà valore alla vita e banalizza la morte. Un governo insensibile, irresponsabile e incompetente, che non ha rispettato le norme dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e ha trasformato il Coronavirus in un'arma di distruzione di massa.
  • Nelle mani di questa gente, la salute pubblica è maltratta sotto tutti i punti di vista. La sostituzione della direzione del Ministero della Salute con militari senza esperienza medica o sanitaria è solo la punta dell'iceberg. È una scalata autoritaria, il governo ha trasferito centinaia di militari in servizio e della riserva nell'amministrazione federale, inclusi in molti posti chiave, facendo ricordare i tempi bui della dittatura.
  • La garanzia della sovranità nazionale non si riassume nell'importantissima missione di difendere le nostre frontiere terrestri e marittime e il nostro spazio aereo. Presuppone anche di difendere il nostro popolo, le nostre ricchezze minerarie, avere cura delle nostre foreste, dei nostri fiumi e acqua.
  • L'attuale governo subordina il Brasile agli Stati Uniti in modo umiliante e sottomette i nostri soldati e diplomatici a situazioni offensive. E inoltre minaccia di coinvolgere il paese in avventure militari contro i nostri vicini, calpestando la stessa Costituzione, per accogliere gli interessi economici e strategico-militari nord americani.
  • La demolizione delle università, dell'educazione insieme alla disarticolazione delle istituzioni di appoggio a scienza e tecnologica, promossa dal governo, è [una] minaccia reale e concreta per la nostra sovranità. Un paese che non produce conoscenza, che perseguita i suoi professori e ricercatori, che taglia borse di ricerca e nega educazione superiore alla maggioranza della propria popolazione è condannato alla povertà e a eterna sottomissione.
  • Io sono il bambino che ha negato la logica, che è uscito dallo scantinato sociale ed è arrivato ai piani alti senza chiedere permesso a nessuno, solo al popolo.
  • Togliendo 40 milioni di brasiliani dalla condizione di miseria, noi abbiamo fatto una rivoluzione in questo paese. Una rivoluzione pacifica, senza spari né arresti. Vedendo che questo processo di ascesa sociale dei poveri sarebbe continuata, che la affermazione della nostra sovranità nazionale non sarebbe tornata indietro, coloro che si giudicano padroni del Brasile, qui dentro e là fuori, hanno deciso di dire basta. Nasce lì l'appoggio dato dalle élites conservatrici a Bolsonaro.
  • Come nei film dell'orrore, le oligarchie brasiliane hanno partorito un essere mostruoso che adesso non riescono a controllare, ma che continueranno a sostenere fin tanto che i loro interessi saranno soddisfatti.
  • Da quando ho visto, in quel terribile video, gli 8 minuti e 43 secondi di agonia di [George] Floyd non smetto di chiedermi: quanti Georges Floyd abbiamo in Brasile?
  • Anche i profeti di Wall Street e della City di Londra già hanno decretato che il capitalismo, così come il mondo lo conosce, ha i giorni contati. Hanno messo secoli per scoprire una verità indiscutibile che i poveri conoscono da quando sono nati: ciò che alimenta il capitalismo non è il capitale. Siamo noi, i lavoratori.

Da «Tutti insieme saremo in grado di costruire un Brasile grande come i nostri sogni». Discorso completo di Lula

Lantidiplomatico.it, 31 ottobre 2022

  • Siamo giunti alla fine di una delle elezioni più importanti della nostra storia. Un'elezione che ha messo di fronte due progetti nazionali opposti e che oggi ha un solo grande vincitore: il popolo brasiliano.
  • È necessario [...] affrontare senza sosta il razzismo, il pregiudizio e la discriminazione, in modo che bianchi, neri e indigeni abbiano gli stessi diritti e le stesse opportunità. Solo così possiamo costruire un Paese per tutti. Un Brasile egualitario, la cui priorità sono le persone che ne hanno più bisogno.
  • Nessuno è interessato a vivere in una famiglia in cui regna la discordia. È tempo di riunire le famiglie, di ricostruire i legami di amicizia spezzati dalla diffusione criminale dell'odio.
  • È tempo di deporre le armi che non avrebbero mai dovuto essere brandite. Le armi uccidono. E noi scegliamo la vita.
  • Dobbiamo ricostruire l'anima di questo Paese. Dobbiamo recuperare la generosità, la solidarietà, il rispetto per le differenze e l'amore per gli altri.
  • Se siamo il terzo produttore di cibo al mondo e il primo di proteine animali, se disponiamo di tecnologia e di un'immensa quantità di terra coltivabile, se siamo in grado di esportare in tutto il mondo, abbiamo il dovere di garantire che ogni brasiliano possa fare colazione, pranzare e cenare ogni giorno.
  • Mi manca quel Brasile sovrano, che parlava alla pari con i Paesi più ricchi e potenti. E che allo stesso tempo ha contribuito allo sviluppo dei Paesi più poveri. Brasile che ha sostenuto lo sviluppo dei Paesi africani attraverso la cooperazione, gli investimenti e il trasferimento di tecnologia. Che ha lavorato per l'integrazione del Sud America, dell'America Latina e dei Caraibi, che ha rafforzato il Mercosur e ha contribuito a creare il G-20, l'Unasur, la Celac e i BRICS. Oggi diciamo al mondo che il Brasile è tornato. Che il Brasile è troppo grande per essere relegato in questo triste ruolo di paria del mondo.
  • Il Brasile e il pianeta hanno bisogno di un'Amazzonia viva. Un albero in piedi vale più di tonnellate di legno abbattute illegalmente da chi pensa solo al facile profitto, a scapito del deterioramento della vita sulla Terra. Un fiume di acqua limpida vale molto di più di tutto l'oro estratto al costo del mercurio che uccide la fauna selvatica e mette in pericolo la vita umana. Quando un bambino indigeno viene ucciso dall'avidità dei predatori ambientali, una parte dell'umanità muore con lui.

Da Il discorso d’insediamento di Lula quale presidente del Brasile. "Gli occhi del mondo erano puntati su queste elezioni"

Farodiroma.it, 2 gennaio 2023

  • La democrazia è stata la grande vincitrice di queste elezioni, riuscendo a prevalere sulla più grande mobilitazione di risorse pubbliche e private mai vista; le più violente minacce alla libertà di voto, la più abietta campagna di bugie e odio tramata per manipolare e mistificare l’elettorato. Mai prima d’ora risorse pubbliche statali sono state così mal utilizzate a vantaggio di un progetto autoritario di potere. Mai la macchina pubblica è stata così sottratta ai controlli repubblicani. Gli elettori non sono mai stati così vincolati dal potere economico e dalle bugie diffuse su scala industriale. Nonostante tutto, ha prevalso la decisione delle urne, grazie a un sistema elettorale riconosciuto a livello internazionale per la sua efficacia nel ricevere e contare i voti.
  • Oggi il nostro messaggio al Brasile è di speranza e di ricostruzione. Il grande edificio di diritti, sovranità e sviluppo che questa Nazione ha costruito dal 1988 è stato sistematicamente demolito negli ultimi anni. È per ricostruire questo edificio di diritti e valori nazionali che dirigeremo tutti i nostri sforzi.
  • Hanno svuotato le risorse sanitarie. Hanno smantellato Istruzione, Cultura, Scienza e Tecnologia. Hanno distrutto la protezione dell’ambiente. Non hanno lasciato risorse per mense scolastiche, vaccinazioni, sicurezza pubblica, protezione forestale, assistenza sociale. Hanno disorganizzato il governo dell’economia, il finanziamento pubblico, il sostegno alle imprese, agli imprenditori e al commercio estero. Hanno sperperato aziende statali e banche pubbliche; hanno consegnato il patrimonio nazionale. Le risorse del paese sono state saccheggiate per soddisfare l’avidità dei redditieri e degli azionisti privati delle aziende pubbliche. È su queste terribili rovine che prendo l’impegno, insieme al popolo brasiliano, di ricostruire il Paese e costruire di nuovo un Brasile di tutti e per tutti.
  • Le nostre prime azioni mirano a salvare 33 milioni di persone dalla fame e salvare dalla povertà più di 100 milioni di uomini e donne brasiliani, che hanno sopportato il peso più duro del progetto di distruzione nazionale che oggi si conclude.
  • La libertà che coloro che abbiamo battuto predicano è quella di opprimere i vulnerabili, massacrare l’avversario e imporre la legge del più forte al di sopra delle leggi della civiltà. Il nome di ciò è barbarie.
  • Non abbiamo alcuno spirito di rivalsa contro chi ha cercato di soggiogare la Nazione ai propri disegni personali e ideologici, ma garantiremo lo stato di diritto. Chi ha sbagliato risponderà dei propri errori, con ampio diritto di difesa, entro le dovute vie legali. Il mandato che abbiamo ricevuto, contro oppositori ispirati dal fascismo, sarà difeso con i poteri che la Costituzione conferisce alla democrazia.
  • Sotto i venti della ridemocratizzazione dopo il ventennio del golpe dei militari, affermammo: mai più dittatura! Oggi, dopo la terribile sfida vinta, dobbiamo dire: democrazia per sempre!
  • Il Brasile è troppo grande per rinunciare al suo potenziale produttivo. Non ha senso importare carburanti, fertilizzanti, piattaforme petrolifere, microprocessori, aerei e satelliti. Disponiamo di capacità tecnica, capitale e mercato sufficienti per riprendere l’industrializzazione e offrire servizi a un livello competitivo.
  • Nessun altro Paese ha le condizioni del Brasile per diventare una grande potenza ambientale, basata sulla creatività della bioeconomia e sulle attività basate sulla socio-biodiversità. Inizieremo la transizione energetica ed ecologica verso un’agricoltura e un’estrazione mineraria sostenibili, un’agricoltura familiare più forte e un’industria più verde. Il nostro obiettivo è raggiungere deforestazione zero in Amazzonia e zero emissioni di gas che alimentano l’effetto serra nella matrice elettrica, oltre ad incoraggiare il riutilizzo dei pascoli degradati. Il Brasile non ha bisogno di disboscare per mantenere ed espandere la sua frontiera agricola strategica.
  • Una nazione non si misura solo con le statistiche, per quanto impressionanti possano essere. Proprio come un essere umano, una nazione si esprime veramente attraverso l’anima della sua gente. L’anima del Brasile risiede nella diversità senza pari della nostra gente e delle nostre manifestazioni culturali.
  • È inaccettabile che neri e mulatti continuino ad essere la maggioranza povera e oppressa di un paese costruito con il sudore e il sangue dei loro antenati africani.
  • È inammissibile che le donne ricevano meno degli uomini, svolgendo la stessa funzione; o che non siano riconosciute in un mondo politico sessista. Che siano molestate impunemente nelle strade e sul lavoro. Che siano vittime di violenze dentro e fuori casa.
  • Il Brasile non vuole e non ha bisogno di armi nelle mani del popolo. Il Brasile ha bisogno di sicurezza, il Brasile ha bisogno di libri, istruzione e cultura per poter essere un paese più giusto. Sotto la protezione di Dio, questo mandato riafferma che in Brasile la fede può essere presente in tutte le abitazioni, nei vari templi, chiese e culti. In questo Paese tutti potranno esercitare liberamente la propria religiosità.

Da La Capitol Hill brasiliana: migliaia di sostenitori di Bolsonaro assaltano il Parlamento. Lula: "Fascisti, saranno puniti". La polizia riprende il palazzo

Discorso sull'assalto alla Praça dos Três Poderes del 2023, Lastampa.it, 8 gennaio 2023

  • Quelli che chiamiamo fascisti, la cosa più abominevole della politica, hanno invaso il palazzo e il Congresso. Pensiamo che ci sia stata una mancanza di sicurezza, ma i rivoltosi saranno identificati e puniti. E scopriremo chi sono i loro finanziatori
  • La democrazia garantisce il diritto alla libera espressione, ma richiede anche alle persone il rispetto delle istituzioni. Non ci sono precedenti nella storia del paese di quello che hanno fatto oggi.
  • Chi doveva occuparsi della sicurezza non l’ha fatto, per incompetenza e malafede. La polizia non ha fatto nulla, ha solo fatto entrare i manifestanti.
  • Diversi discorsi dell'ex presidente hanno incoraggiato tutto questo. La responsabilità è anche sua e dei partiti che lo hanno sostenuto.

NoteModifica

Altri progettiModifica